L’intervista della settimana… Enrico degli Hangarten

Ciao a tutti!

L’intento di questa rubrica sarà  intervistare persone comuni, lavoratori, professionisti, personaggi. Il tutto per andare a carpirne qualche segreto o, più semplicemente, per farveli scoprire. 

Capirete di più leggendo, ma vi ricordo che, se il format vi piacerà, non dovrete esitare a condividerlo e, ancora meglio, se avete dei talenti che volete far risaltare, non esitate, contattatemi a: 

trarealtaesogno.com@gmail.com 

Oggi vi parlerò, in una breve intervista, di Enrico Vergombello, membro degli Hangarten (Pagina Fb ufficiale), un duo che produce musica elettronica.

 

Gli Hangarten
  1. Ciao Enrico, ti conosco da una vita, ma chi sei negli Hangarten?
    Sono quello con i capelli lunghi 😂 (non sei cambiato ndr), scherzi a parte, mi occupo della composizione e degli arrangiamenti con l’altra metà del duo che si chiama Michele lo Savio, lui è la parte vocale del nostro duo. 
  2. Ricordo i tuoi esordi, ma ora mi pare che il vostro livello stia salendo, cosa vi ha dato la maggiore spinta?
    Grazie per il complimento! La spinta ci viene data dalla continua voglia di migliorarsi e di sperimentare sempre nuove sonorità, in modo da scoprire nuove frequenze su cui sviluppare la nostra musica.
  3. Hai dei punti di riferimento? Dei professionisti a cui ti riferisci e dei quali aspiri di raggiungerne il livello? Oppure stai cercando di aprire la tua strada seguendo l’istinto?
    Sicuramente entrambi abbiamo dei punti di riferimento, derivano da due stili musicali ben distinti, i miei sono più orientati verso la musica elettronica, come ad esempio: Rone e Gesaffelstein. Per Michele la scelta cade maggiormente su una selezione di artisti più Indie Rock come Radiohead e Foals. È proprio questo il fulcro su cui si fonda “l’Universo Hangarten” ossia crescere fondendo le nostre differenze, un “melting pot” musicale di vario genere.
  4. Nei vostri brani percepisco molta riflessione e contemplazione del circostante, sbaglio? Ricordo anche il viaggio in Mongolia per il precedente videoclip, cosa vi lega a posti e culture remote?
    Sicuramente l’idea di emigrare altrove (in Francia a Parigi) ha giocato molto nelle nostre ispirazioni, per quanto mi riguarda, adoro l’idea di poter visitare dei posti insoliti come la Mongolia per arricchirmi personalmente e artisticamente con le esperienze che si possono vivere in tali luoghi.
  5. Torniamo a parlare di Te, esiste un libro a cui non rinunceresti per nulla al mondo?
    Certo! È un libro scritto da Frédéric Lenoir intitolato “La felicità”, solo il titolo dice tutto.
  6. Hai una macchina fotografica speciale in mano, un solo scatto, una sola foto, un solo soggetto, chi ritrarresti e perché?
    Il mare, perché solo alla sua presenza sono in totale pace con me stesso.
  7. Tra tutte le serate in cui hai lavorato dietro il mixer, quale finora, in cuor tuo, ha dato le maggiori soddisfazioni? Perchè?
    Una serata di molti anni fa, quando, insieme a Dario Ferrara, abbiamo chiuso il concerto al dj Popof. E’ stato emozionantissimo e per la prima volta ho suonato davanti a molta gente, vedendo gli amici che sono rimasti lì, stoici, a sostenermi anche se ho iniziato a suonare solo alle 4 del mattino. E’ stato meraviglioso.
  8. Hai un compositore con cui ti senti legato o vedi dei punti in comune? Come vivi il rapporto da “band” con il tuo collega che fa da voce ai tuoi pezzi?
    Con il mio collega lavoriamo in simbiosi ed armonia nella fase compositiva, specialmente grazie alle influenze differenti che ci valorizzano e ci permettono di avere sempre delle nuove idee, il tutto senza legami particolari con altri artisti.
  9. Ti sei mai trovato davanti ad un pezzo all’apparenza impossibile da tradurre in musica? Se si, come hai risolto il problema? In cosa ti ha migliorato?
    Il problema, succede più spesso di quanto si creda, è di avere un pezzo bello, ma impossibile da continuare. Quando è così la miglior soluzione, secondo me, è lasciarlo da parte, non ascoltarlo più per un bel po di tempo e, solo poi, provare a tornare a completarlo.
  10. In tanti sognerebbero di avere le tue abilità, hai delle parole o consigli speciali da rivolgere a queste persone? Come hai fatto a migliorarti e a creare la tua audience?
    Rispondo con due parole, due soltanto: determinazione e pazienza. Sono indispensabili.
  11. Siamo in un’epoca dove internet ha eroso molte abitudini che avevamo prima di questo periodo digitale, ora tutti potrebbero cimentarsi nella produzione di un pezzo, quanto ha inciso tutto questo sul tuo mondo? Ti ha facilitato o penalizzato nel tuo itinerario musicale?
    Ci ha sia facilitato che penalizzato, infatti grazie ai nuovi mezzi a disposizione, gli artisti possono condividere più facilmente il proprio lavoro, ma allo stesso tempo si ha una maggiore densità di artisti che spesso, inesorabilmente, riduce le probabilità di essere ascoltati.
  12. Tutti gli artisti che hai incontrato, con cui hai collaborato, in cosa ti hanno maggiormente arricchito? Hai carpito qualche segreto?
    Si perché ognuno ha un modo proprio di esprimersi con la musica e con il materiale per crearla, non si smette mai d’imparare! 
  13. Quante persone, te compreso, o luoghi, ci sono nelle emozioni che trasudano dalle tracce che realizzi?
    Ogni pezzo creato dal nostro duo è ispirato da un luogo o da una persona, come ad esempio sulla traccia “Skyline” (che è anche il titolo dell’EP appena uscito) ci siamo ispirati al distacco dalle nostre città di origine (Link a Skyline – youtube).
  1. Se esistesse un talent show per compositori, parteciperesti? Quale sarebbe il pezzo forte con cui ottenere una standing ovation?
    Non penso che decideremmo di partecipare ad un talent show, così fosse  sceglieremmo sicuramente la canzone intitolata “Vanilla”, è il nostro pezzo forte! Hangarten – Vanilla – official youtube video
  2. Tutti noi abbiamo dei sogni nel cassetto, professionalmente parlando, raccontaci se ne hai ancora qualcuno nel cassetto:
    Per scaramanzia preferisco non dirlo, ma confesso che mi auguro che il nostro universo musicale possa giungere alle orecchie di più persone possibili, a cominciare da chi sta leggendo questo articolo che, scherzo, ha il dovere di condividerci!
  3. Ora voglio farti un’ultima domanda, alla luce di tutto, cosa sarà cambiato tra 15 anni nell’universo della produzione musicale?
    Dal mio punto di vista, ci sono due probabilità: la prima è che il virtuale domini totalmente. Vorrà dire addio a tutti i supporti fisici come cd o vinile. Li troveremmo solo nei mercatini dell’antiquariato. La seconda opzione è che si torni ad aver voglia di scoprire artisti nuovi, non solo via internet, ma andando al bar o ad un concerto senza sapere chi suoni o semplicemente andando un po’ prima del concerto dell’artista preferito per scoprire chi fa la prima parte e magari scoprire che gli Hangarten fanno buona musica. 

Grazie Enrico per le tue parole e per la tua disponibilità, ti regalo una grande opportunità, ti chiedo: cosa vuoi dire a chi ci sta leggendo? 

Enrico Vergombello – Hangarten

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Edoardo

Link e risorse utili sugli Hangarten:

Ascolta e acquista il nuovo singolo: Hangarten – Skyline – nuovo EP

Facebook: Hangarten Fb

Instagram: Hangarten Instagram Official

Soundcloud: Hangarten on Soundcloud

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19 anni, 19 anni dopo… 17-7-2000 l’ultima pagina, per fortuna strappata.

Oggi compio 19 anni, 19 da quando sono tornato alla vita. Potrà sembrare stucchevole, noioso forse, guardare indietro e ricordare, scavare a ritroso, ma per me il 17 luglio 2000 rimane e rimarrà la svolta, la possibilità, il jolly di una intera, all’epoca breve, esistenza. Ero un ragazzo normale, con tutte le debolezze di un’età in cui urliamo di essere pronti a tutto, ma in realtà non siamo ancora pronti a nulla. Depresso e rinato grazie alla sommatoria di esperienze di un anno tanto atteso quanto doloroso.

Quella che è seguita al malore che poteva chiudere il mio capitolo a questo mondo, è una persona nuova, che, un’esperienza alla volta, ha imparato ad amare la vita e, perchè no, anche se stesso. Perchè in fondo scegliamo ogni giorno con chi trascorrere i nostri giorni felici, ma spesso scordiamo che con noi stessi, passeremo tutta la vita. Se non impareremo a ridere dei nostri difetti, a perdonarci gli errori, a tenere il sorriso davanti a chi ha il muso, non avremo perso nulla, se non l’opportunità di essere felici per quello che siamo e per ció che abbiamo.

Prossimamente su questo blog, intervisteró me stesso, l’io di oggi proverá a chiedere al me di allora cos’era successo e cosa sia poi cambiato.

Un abbraccio e grazie a tutti voi, a chi c’era e a chi c’è ora. In attesa di farvi scoprire qualcosa di più dell’itinerario che mi ha portato ad essere chi sono.

Kintsugi, metafora esistenziale

#trarealtaesogno #intervista #17-7-2000

L’intervista della settimana… Gregorio – Titolare di “Volta Pagina” a Lorenzago di Cadore

Ciao a tutti!
L’intento di questa rubrica sarà intervistare persone comuni, lavoratori, professionisti, personaggi. Il tutto per andare a carpirne qualche segreto o, più semplicemente, per farveli scoprire.

Capirete di più leggendo, ma vi ricordo che, se il format vi piacerà, non dovrete esitare a condividerlo e, ancora meglio, se avete dei talenti che volete far risaltare, non esitate, contattatemi a: trarealtaesogno.com@gmail.com 

Oggi vi parlerò, in una breve intervista, di Gregorio gestore di una tabaccheria, fumetteria e molto di più… a Lorenzago di Cadore.
Gregorio ha deciso di vendere sogni.

 

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Volta Pagina – su Facebook

1. Dal vivo ti ho conosciuto, ma chi è Gregorio fuori dall’universo lavorativo? 

Un ragazzo come tanti altri, niente di speciale a voler ben vedere! Semplicemente ho tanti hobby ed interessi che cerco di coltivare e far cresce, chiacchierando con chiunque abbia la voglia (e la pazienza!) di starmi a sentire. Mi piacciono i libri, i giochi da tavolo, i fumetti, i film, la musica, i videogames ed una marea di altre cose affini. Di base mi piace prendere la vita alla leggera, cercare di divertirmi ed impegnarmi in tutto quello che faccio. I miei motti sono “non si smette mai di imparare” ed “a c@**o con giudizio”.

2. Inizialmente hai avviato una tabaccheria, quando hai capito che il margine di manovra poteva ampliarsi verso altri articoli?

A dire il vero il progetto iniziale già prevedeva di scostarsi dai semplici sigaretta e quotidiano che, per quanto acquistati quotidianamente, non sono sufficienti a garantire un lavoro sereno a chi, come me, si imbarca in un’attività di questo tipo. Per questa ragione, fin da subito, ho cercato altri ambiti in cui far sconfinare il mio negozio, che avessero come comun denominatore la “particolarità”, ovvero tipologie di merce che difficilmente si vedono nei negozi standard, piccole chicche ed esclusive.

3. Istinto o ragione? Cosa ti ha guidato maggiormente nella scelta? Ricorda che se non ti riconoscessi in quei due cluster puoi sceglierne un terzo… 

Un bel mix di incoscienza, ambizione e voglia di darsi da fare per il proprio territorio. Se poi ci dovesse essere anche una punta di ragione, questo lo lascio decidere a voi!

4. Sono certo che la tua scelta di diventare venditore sia stata ben ponderata, ma cosa non ti saresti mai aspettato di vendere tra le mura di “Volta Pagina”?

Come già detto sopra, seleziono la merce di vendita personalmente, ma lavoro molto anche con le specifiche richieste dei clienti. A dire il vero non mi sarei mai aspettato di vendere carta da parati e swich televisivi, eppure è successo! Il mondo è bello perché è vario, disse qualcuno che c’aveva un bel po’ di sale in zucca!!

5. Torniamo a parlare di Te, esiste un libro (o fumetto chiaramente) a cui non rinunceresti per nulla al mondo? 

Domanda facile! Il libro (ma possiamo anche dire l’autore) che più mi ha cambiato ed alla cui etica cerco sempre di guardare è, del professor J.R.R. Tolkien, il suo titanico “Il Signore Degli Anell”i (e tutte le pubblicazioni connesse, dal Silmarillion allo Hobbit). Come tanti della mia generazione sono approdato sulle sue pagine dopo aver visto gli adattamenti cinematografici, e da quel momento è stato amore a prima lettura.

Schermata 2019-05-05 alle 16.41.246. Hai una macchina fotografica speciale in mano, un solo scatto, una sola foto, un solo soggetto, chi ritrarresti e perché?

Questa è la domanda più difficile che mi hai rivolto! Potendo scegliere una situazione direi una bella festa con amici e famiglia, perché sono le persone più importanti che un uomo possa avere, la benzina di ogni giorno ed il richiamo morale che alle volte, pur prendendoti a calci, ti aiuta a rimetterti in piedi. Per quanto riguarda la festa direi una bella grigliatona all’aperto, perché cosa c’è di meglio per trovarsi tutti assieme?? 

7. Sicuramente qualche cliente ti ha riservato una missione speciale, qual è la più importante tra quelle svolte? Perchè?

Sono riuscito a procurare ad un cliente un’edizione rara di Elektra Assassin, Scritta da Frank Miller ed illustrata da Bill Sienkiewicz. Una graphic novel del 1989 completamente fuori mercato e quasi introvabile. È stata una faticaccia ma mi ha dato molta soddisfazione.

8. Quale legame hai con il territorio in cui operi e quale risulta essere il legame più forte?

Il mio legame col territorio ha una storia abbastanza altalenante. Come ogni ragazzo, finiti gli studi superiori, sono partito per l’università con la chiara idea di non tornare più tra le montagne. Troppe difficoltà, troppi pochi servizi, troppo poco movimento. Sono rimasto lontano per circa 7 anni con sporadici rientri per il weekend o qualche festività ma, con mia estrema sorpresa, mi mancavano le mie cime, i miei paesi e, più in generale, i miei montanari! Quindi ho deciso di rientrare e cercare di rimboccarmi le maniche per offrire, nel mio piccolo, tutto quello che da ragazzo mi era mancato e che mi aveva spinto a lasciarmi la casetta di Heidi alle spalle per raggiungere la città. Questi territori sono nostri, e se non ci diamo una mossa noi per primi per revitalizzarli non possiamo certo sperare che le cose migliorino da sole, come per magia…

9. Ti sei mai trovato davanti ad un cliente all’apparenza impossibile? Se si, come hai risolto il problema? 

Ogni cliente è unico ed ha i suoi punti di criticità che sono diversi da qualsiasi altra persona. Non credo esistano dei clienti difficili, soltanto persone poco garbate o, magari, con le scatole girate. La tecnica migliore è sempre quella del sorriso. Costante e disarmante al tempo stesso, per tutto il resto basta riderci sopra davanti all’aperitivo.

10. Cosa vuoi dire a chi vorrebbe fare il tuo lavoro? 

Ragazzo o ragazza, armati di tanta pazienza e preparati a lavorare 7/7 e 24/24. Questo mestiere richiede dedizione, concentrazione ed un sacco di memoria. Non ti farà certamente arricchire ma, se preso per il verso giusto, ti permetterà di plasmare il negozio secondo le tue scelte e ti puotrà regalare molta soddisfazione ed un sacco di divertimento (e qualche incazzatura).

11. Siamo in un’epoca dove internet ha eroso molte abitudini che avevamo prima di questo periodo digitale, quanto ha inciso tutto questo sul tuo business? Trovi delle analogie o delle differenze?

Se ci dovessimo fermare a parlare dei quotidiani ti potrei dire che il mercato della carta stampata ha sicuramente risentito dell’avvento del digitale, ma questa frase, oltre ad essere decisamente trita, non tiene conto delle immense potenzialità che offre la rete. Internet è una risorsa, va sfruttata fino all’osso. Ti permette di entrare in contatto con moltissime persone, restare aggiornato, ricercare prodotti innovativi ed impostare ricerche di mercato. Il tutto a costo praticamente zero! Smettiamola di demonizzare il progresso, cerchiamo piuttosto di sfruttare gli strumenti che ci offre a nostro vantaggio.

12. Incontri ogni giorno molte persone, quanto ne ha giovato alla tua esperienza professionale?  

Alla fine della fiera, ogni persona è la somma delle esperienze dirette ed indirette che ha vissuto, quindi direi che ogni cliente, ma più in generale, ogni incontro e scambio di opinioni (piacevoli e meno piacevoli) siano un accrescimento personale prezioso.

Schermata 2019-05-05 alle 16.41.4413. Quanto Gregorio c’è, traspira, nel tuo negozio?

Greg al 100%! È come se fosse casa mia alla fine, quindi segue i miei gusti, per quanto strampalati siano.

14. Tutti noi abbiamo dei sogni nel cassetto, professionalmente parlando, raccontaci se ne hai ancora qualcuno nel cassetto.

Migliorarmi costantemente. Sia professionalmente che a livello personale. Oltre a questo ora voglio concentrarmi anche sul Greg privato.

15. Ora voglio farti un’ultima domanda, alla luce di tutto, cosa sarà cambiato tra 15 anni nell’universo della tua attività e dimmi ció che vorresti cambiasse?

La categoria ha bisogno di alcuni cambiamenti se vuole sopravvivere. Innanzitutto bisogna scardinare l’idea dell’edicola/tabaccheria classica che vende solo il quotidiano e la sigaretta. È necessario affiancare a questi due ambiti anche altri prodotti che siano dinamici, snelli e contemporanei. Serve una maggiore informatizzazione dei punti vendita e della gestione del cartaceo, serve una fiscalità dedicata che tenga conto dei margini reali. Serve una bella svegliata a chi dorme sognando i fasti degli anni passati. Tra 15 anni avremo un’edicola 2.0 che sarà un punto nevralgico per vari servizi, informazioni, e per la diffusione sul territorio di un commercio di qualità.


Grazie Gregorio per le tue parole e per la tua disponibilità, ti regalo una grande opportunità, ti chiedo: cosa vuoi dire a chi ci sta leggendo? 

Siete ancora lì? Non vi siete abbioccati? Sicuri sicuri?? Allora ecco a voi il consiglio del Greg, per quello che può valere: “DIVERTITEVI! Cazzeggiate il giusto, ma soprattutto divertitevi! Qualunque cosa voi stiate facendo, a qualunque punto della vita voi siate giunti, ricordate di divertirvi. Prendetevi del tempo per voi, state con gli amici e la famiglia, lavorate con passione, anche se il lavoro non vi piace, e cercate di dare il giusto peso al fattore economico, non fatevi schiacciare dalla tendenza moderna del guadagno ad ogni costo. I valori sono altri, i piaceri della vita sono altri. E, se vi riesce, cercate di lasciare una traccia di voi. Sarà il vostro unico retaggio che valga la pena di considerare”.cleardot.gif

Gregorio De Podestà

VOLTA PAGINA – PAGINA UFFICIALE

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L’intervista vi è piaciuta? Ecco quella di Claudia, la consulente felina: Claudia – Consulente relazionale del gatto

L’intervista della settimana… Claudia – Consulente relazionale del Gatto

Ciao a tutti!
L’intento di questa rubrica sarà intervistare persone comuni, lavoratori, professionisti, personaggi. Il tutto per andare a carpirne qualche segreto o, più semplicemente, per farveli scoprire.
Capirete di più leggendo il primo articolo, ma vi ricordo che, se il format vi piacerà, non dovrete esitare a condividerlo e, ancora meglio, se avete dei talenti che volete far risaltare, non esitate, contattatemi a: trarealtaesogno.com@gmail.com

Oggi vi parlerò, in una breve intervista, di Claudia, una Consulente per la Relazione e la Convivenza con il Gatto, certificata dal Centro di Cultura Felina:

Claudia Banfi – Consulente Felina
  1. Dal vivo ti conosco, ma chi è Claudia nelle vesti di Consulente per la Relazione e la Convivenza con il Gatto?  Sono una persona che ama gli animali, ma con una grande passione per il mondo felino. Ho imparato dei metodi per capire ed analizzare un problema, al fine di giungere ad una soluzione. Vengo contattata per restituire serenità al Gatto, che sta vivendo un momento difficile, ed al suo proprietario. Ho sostenuto dei corsi che mi hanno consegnato una missione: far conoscere la corretta cultura felina.
  2. Cosa ti ha spinto maggiormente ad affacciarti a questo universo ancora così poco conosciuto? In primis l’Amore che provo e che viene corrisposto quotidianamente dai miei tre piccoli felini, successivamente la curiosità, la volontà di imparare tutto ciò che si rende necessario per fargli vivere il più serenamente e correttamente possibile la loro vita in nostra compagnia.
  3. Hai dei punti di riferimento? Degli esempi a cui ti riferisci e dei quali aspiri di raggiungerne il livello? Oppure stai cercando di aprire la tua strada seguendo l’istinto?  Non ho punti di riferimento e l’unico mio desiderio è il poter aiutare più mici possibili per farli stare meglio con loro stessi, con i loro simili e con noi umani. Ognuno di noi, durante l’esistenza, è costretto ad interfacciarsi con molti problemi, persone, situazioni più o meno sgradevoli, tutte importanti e segnanti; ma delle volte abbiamo bisogno di una mano in più, che ci aiuti ad andare avanti, che ci dia dei consigli, che ci capisca e faccia stare meglio trovando una soluzione. Questo è ciò che voglio essere per i nostri amici felini.
  4. Che i gatti ti piacciano è palese, Claudia, ma tra tutte le razze ne prediligi una in particolare?  Potrei dirti l’Abissino, il Blu di Russia, il Bengal o l’Orientale; ma cosa accomuna tutte queste razze? L’essere parte della famiglia del Felino, l’essere Gatto! Per me dunque esiste una sola razza più bella: il Gatto. Rosso, bianco, grigio, nero; qualsiasi mantello esso abbia, qualsiasi colore, provenienza, risulterà unico, raro. Un diamante di cui essere fieri e che fieramente ci amerà.
  5. Torniamo a parlare di Te, esiste un libro a cui non rinunceresti per nulla al mondo? La lettura mi ha sempre accompagnata nelle varie fasi della vita, fino ad oggi. Ho letto molto, molti generi diversi, ma quello ce più ho apprezzato e che sicuramente rileggerei senza stufarmi è: “Alice nel paese delle meraviglie” e “Attraverso lo specchio” di Lewis Carroll. Perché alla fine, siamo un po’ tutti Alice.
  6. Hai una macchina fotografica speciale in mano, un solo scatto, una sola foto, un solo soggetto, chi ritrarresti e perché? Non credo ritrarrei qualcuno, preferirei un luogo; un luogo che probabilmente non ho mai visto, ma che nella mia testa è molto presente. Questo posto è pieno di alberi, ruscelli, piante, fiori colorati e profumati, animali liberi; un luogo che mi trasmette pace e serenità.
  7. Tra tutte le consulenze svolte, quale finora, in cuor tuo, ha dato le maggiori soddisfazioni? Ogni consulenza andata a buon fine è un traguardo raggiunto, l’essenziale è trovare la giusta soluzione ad ogni problema. Buona parte del risultato inoltre è determinato dallo svolgere i “compiti per casa” da parte dei proprietari; non sempre si trovano persone collaborative, noi consulenti altro non siamo che il “media”, il “tramite”, il “traduttore, ma il vero lavoro per i clienti comincia quando io esco di scena. Solo chi vive con i felini ed ha a cuore la loro serenità ed il loro benessere, riuscirà a riequilibrare le situazioni. Queste, tangibilmente, sono le maggiori soddisfazioni.
  8. Quali tipi di azioni correttive o analisi comportamentali del felino affronti con maggiore passione? Ogni caso è differente ed ogni gatto ha le proprie esperienze di vita che ne hanno formato il carattere; adoro occuparmi delle introduzioni di gatti, a prescindere dalla loro età, in una nuova casa, in una nuova famiglia che si prenderà cura di loro, amandolo fino alla fine; è sempre una gioia vedere un gatto appena adottato entrare a far parte di un nucleo famigliare. Altri casi che mi coinvolgono sono quelli che nascono dai problemi legati all’età avanzata del gatto, perché come ogni periodo tra nascita, pubertà ed età adulta, è un periodo in cui ha le sue sensibilità, diventa giusto dunque rispettare le esigenze di un gatto che, più di altri, va capito ed aiutato.
  9. Parlavamo di azioni correttive, viene spontaneo chiederti se hai mai vissuto un caso da “non ce la posso fare!?” NI! Sarebbe una grande bugia dicessi di no! Tengo sempre a mente un pensiero che, chi mi ha insegnato, mi ha sempre detto: la soluzione ti verrà detta da chi ti espone il problema. Dopo tempo posso affermare con certezza che, infatti, è sempre andata così.
  10. Dunque se ne deduce che, tra i tanti, hai incontrato molte persone che sbagliano l’approccio col felino, giusto? Sai, il 98% delle persone sbaglia in questo. Molti giochi che sono in vendita nei supermercati sono utili per iniziare la relazione e l’approccio correttamente con il proprio gatto. Uno degli errori più frequenti è quello di utilizzare le mani e le braccia per farli giocare: ERRORE! Noi non siamo il gioco, dobbiamo essere i compagni del gioco. E’ sufficiente usare una bacchetta, ne fanno col topolino, con le piume.. scoprendo cosa attrae il vostro gatto entrerete in empatia con lui e lo farete divertire. Le sequenze di gioco sono fondamentali nella vita di un felino, per lui infatti rappresentano una sequenza di caccia e ciò lo stimola e lo aiuta a stare bene; giocare insieme farà crescere a dismisura la vostra relazione!
  11. Siamo in un’epoca dove lo scambio di informazioni interpersonale è sempre più povero, la gente si affida a google, ai forum, dimenticando il faccia a faccia, perché dovrebbero tornare a scegliere un consulente, perché sceglierti Claudia? Perché avere un esperto a cui chiedere consiglio su ogni dubbio, con risposte frutto dell’esperienza, è sicuramente più motivante per imparare cose nuove; non sempre internet ha ragione, è colmo di persone critiche, che hanno da ridire circa qualsiasi altrui pensiero, tutto questo rende insicure le persone, porta disagio ed imbarazzo; invece con un consulente sai di avere di fronte una persona che ha studiato apposta per risolvere con professionalità e passione quei problemi, cercando di entrare in empatia con te e con il tuo gatto. Il consulente diventa così una persona di fiducia, disponibile per te e per il tuo felino, senza pregiudizi.
  12. Tutti i corsi che hai affrontato, in cosa ti hanno maggiormente arricchito? Sicuramente mi hanno arricchito come persona, spronandomi ad andare avanti nella conoscenza di queste piccole meraviglie, che nonostante le loro piccole dimensioni, non smettono mai di insegnarci grandi cose; dovremmo, talvolta, prenderli ad esempio, perché in molte situazioni ci mostrano come approcciarsi correttamente e come affrontare la nostra vita.
  13. Quanta Claudia c’è nell’empatia con cui entri in contatto con loro per aiutarli? L’empatia è alla base della relazione, a qualsiasi livello, specialmente coi gatti. E’ fondamentale entrare in empatia con loro per capire fino in fondo il problema o, più serenamente, per condividere un momento di armonica felicità. Senza empatia noi consulenti per la relazione del gatto non esisteremmo.
  14. Tutti noi abbiamo dei sogni nel cassetto, professionalmente parlando, raccontaci del tuo:  il mio sogno lo sto già realizzando, perché poter lavorare aiutando gli animali, lo considero, da sempre, un compito nobile. Per me aiutarli quando sono in difficoltà è un gesto di apertura ed umiltà: loro dipendono dalla nostra sensibilità e dalle nostre capacità. Noi che possiamo tutto, abbiamo il dovere di aiutare chi ne ha più bisogno.
  15. Ora voglio farti un’ultima domanda, alla luce di tutto, cosa sarà cambiato tra 15 anni nel rapporto tra l’uomo e gli animali? Io non ho certezze, ma una vivida speranza: spero le persone capiscano, con tutto il cuore, quanto sia importante circondarsi di Amore, quello puro, quello vero, di un animale; solo in questo modo avremo l’opportunità di progredire, evolvere, di essere persone migliori.

Grazie Claudia per le tue parole, per il messaggio di Amore verso il mondo animale che hai lanciato tra le righe di una semplice intervista, ti regalo una grande opportunità, ti chiedo: cosa vuoi dire a chi ci sta leggendo? Non abbiate paura dei giudizi, non arroccatevi nella convinzione di sapere già tutto. Informatevi, chiedetevi, leggete e studiate; guardate i vostri mici, i vostri animali domestici e chiedetevi se veramente non esista qualcosa per farli vivere meglio. Io ho scelto di divulgare una giusta e corretta cultura felina, che li aiuti a risolvere i problemi. Informatevi, perché: se li ami, li conosci.

Claudia B.

il suo biglietto da visita (fronte)
le sue aree di competenza (retro del biglietto)

Grazie per l’attenzione Amici ed Amiche, non esitate a condividere questo articolo, taggare gli amanti dei gatti o degli animali e… lasciate un commento o un like se vi è piaciuto!

Edoardo

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Non lo sapevi? C’è un’altra intervista da scoprire, quella a Gregorio:
 L’intervista della settimana… Gregorio – Titolare di “Volta Pagina” a Lorenzago di Cadore