L’intervista della settimana… Enrico degli Hangarten

Ciao a tutti!

L’intento di questa rubrica sarà  intervistare persone comuni, lavoratori, professionisti, personaggi. Il tutto per andare a carpirne qualche segreto o, più semplicemente, per farveli scoprire. 

Capirete di più leggendo, ma vi ricordo che, se il format vi piacerà, non dovrete esitare a condividerlo e, ancora meglio, se avete dei talenti che volete far risaltare, non esitate, contattatemi a: 

trarealtaesogno.com@gmail.com 

Oggi vi parlerò, in una breve intervista, di Enrico Vergombello, membro degli Hangarten (Pagina Fb ufficiale), un duo che produce musica elettronica.

 

Gli Hangarten
  1. Ciao Enrico, ti conosco da una vita, ma chi sei negli Hangarten?
    Sono quello con i capelli lunghi 😂 (non sei cambiato ndr), scherzi a parte, mi occupo della composizione e degli arrangiamenti con l’altra metà del duo che si chiama Michele lo Savio, lui è la parte vocale del nostro duo. 
  2. Ricordo i tuoi esordi, ma ora mi pare che il vostro livello stia salendo, cosa vi ha dato la maggiore spinta?
    Grazie per il complimento! La spinta ci viene data dalla continua voglia di migliorarsi e di sperimentare sempre nuove sonorità, in modo da scoprire nuove frequenze su cui sviluppare la nostra musica.
  3. Hai dei punti di riferimento? Dei professionisti a cui ti riferisci e dei quali aspiri di raggiungerne il livello? Oppure stai cercando di aprire la tua strada seguendo l’istinto?
    Sicuramente entrambi abbiamo dei punti di riferimento, derivano da due stili musicali ben distinti, i miei sono più orientati verso la musica elettronica, come ad esempio: Rone e Gesaffelstein. Per Michele la scelta cade maggiormente su una selezione di artisti più Indie Rock come Radiohead e Foals. È proprio questo il fulcro su cui si fonda “l’Universo Hangarten” ossia crescere fondendo le nostre differenze, un “melting pot” musicale di vario genere.
  4. Nei vostri brani percepisco molta riflessione e contemplazione del circostante, sbaglio? Ricordo anche il viaggio in Mongolia per il precedente videoclip, cosa vi lega a posti e culture remote?
    Sicuramente l’idea di emigrare altrove (in Francia a Parigi) ha giocato molto nelle nostre ispirazioni, per quanto mi riguarda, adoro l’idea di poter visitare dei posti insoliti come la Mongolia per arricchirmi personalmente e artisticamente con le esperienze che si possono vivere in tali luoghi.
  5. Torniamo a parlare di Te, esiste un libro a cui non rinunceresti per nulla al mondo?
    Certo! È un libro scritto da Frédéric Lenoir intitolato “La felicità”, solo il titolo dice tutto.
  6. Hai una macchina fotografica speciale in mano, un solo scatto, una sola foto, un solo soggetto, chi ritrarresti e perché?
    Il mare, perché solo alla sua presenza sono in totale pace con me stesso.
  7. Tra tutte le serate in cui hai lavorato dietro il mixer, quale finora, in cuor tuo, ha dato le maggiori soddisfazioni? Perchè?
    Una serata di molti anni fa, quando, insieme a Dario Ferrara, abbiamo chiuso il concerto al dj Popof. E’ stato emozionantissimo e per la prima volta ho suonato davanti a molta gente, vedendo gli amici che sono rimasti lì, stoici, a sostenermi anche se ho iniziato a suonare solo alle 4 del mattino. E’ stato meraviglioso.
  8. Hai un compositore con cui ti senti legato o vedi dei punti in comune? Come vivi il rapporto da “band” con il tuo collega che fa da voce ai tuoi pezzi?
    Con il mio collega lavoriamo in simbiosi ed armonia nella fase compositiva, specialmente grazie alle influenze differenti che ci valorizzano e ci permettono di avere sempre delle nuove idee, il tutto senza legami particolari con altri artisti.
  9. Ti sei mai trovato davanti ad un pezzo all’apparenza impossibile da tradurre in musica? Se si, come hai risolto il problema? In cosa ti ha migliorato?
    Il problema, succede più spesso di quanto si creda, è di avere un pezzo bello, ma impossibile da continuare. Quando è così la miglior soluzione, secondo me, è lasciarlo da parte, non ascoltarlo più per un bel po di tempo e, solo poi, provare a tornare a completarlo.
  10. In tanti sognerebbero di avere le tue abilità, hai delle parole o consigli speciali da rivolgere a queste persone? Come hai fatto a migliorarti e a creare la tua audience?
    Rispondo con due parole, due soltanto: determinazione e pazienza. Sono indispensabili.
  11. Siamo in un’epoca dove internet ha eroso molte abitudini che avevamo prima di questo periodo digitale, ora tutti potrebbero cimentarsi nella produzione di un pezzo, quanto ha inciso tutto questo sul tuo mondo? Ti ha facilitato o penalizzato nel tuo itinerario musicale?
    Ci ha sia facilitato che penalizzato, infatti grazie ai nuovi mezzi a disposizione, gli artisti possono condividere più facilmente il proprio lavoro, ma allo stesso tempo si ha una maggiore densità di artisti che spesso, inesorabilmente, riduce le probabilità di essere ascoltati.
  12. Tutti gli artisti che hai incontrato, con cui hai collaborato, in cosa ti hanno maggiormente arricchito? Hai carpito qualche segreto?
    Si perché ognuno ha un modo proprio di esprimersi con la musica e con il materiale per crearla, non si smette mai d’imparare! 
  13. Quante persone, te compreso, o luoghi, ci sono nelle emozioni che trasudano dalle tracce che realizzi?
    Ogni pezzo creato dal nostro duo è ispirato da un luogo o da una persona, come ad esempio sulla traccia “Skyline” (che è anche il titolo dell’EP appena uscito) ci siamo ispirati al distacco dalle nostre città di origine (Link a Skyline – youtube).
  1. Se esistesse un talent show per compositori, parteciperesti? Quale sarebbe il pezzo forte con cui ottenere una standing ovation?
    Non penso che decideremmo di partecipare ad un talent show, così fosse  sceglieremmo sicuramente la canzone intitolata “Vanilla”, è il nostro pezzo forte! Hangarten – Vanilla – official youtube video
  2. Tutti noi abbiamo dei sogni nel cassetto, professionalmente parlando, raccontaci se ne hai ancora qualcuno nel cassetto:
    Per scaramanzia preferisco non dirlo, ma confesso che mi auguro che il nostro universo musicale possa giungere alle orecchie di più persone possibili, a cominciare da chi sta leggendo questo articolo che, scherzo, ha il dovere di condividerci!
  3. Ora voglio farti un’ultima domanda, alla luce di tutto, cosa sarà cambiato tra 15 anni nell’universo della produzione musicale?
    Dal mio punto di vista, ci sono due probabilità: la prima è che il virtuale domini totalmente. Vorrà dire addio a tutti i supporti fisici come cd o vinile. Li troveremmo solo nei mercatini dell’antiquariato. La seconda opzione è che si torni ad aver voglia di scoprire artisti nuovi, non solo via internet, ma andando al bar o ad un concerto senza sapere chi suoni o semplicemente andando un po’ prima del concerto dell’artista preferito per scoprire chi fa la prima parte e magari scoprire che gli Hangarten fanno buona musica. 

Grazie Enrico per le tue parole e per la tua disponibilità, ti regalo una grande opportunità, ti chiedo: cosa vuoi dire a chi ci sta leggendo? 

Enrico Vergombello – Hangarten

…lasciate un commento o un like se vi è piaciuto e mi raccomando, condividete!

Edoardo

Link e risorse utili sugli Hangarten:

Ascolta e acquista il nuovo singolo: Hangarten – Skyline – nuovo EP

Facebook: Hangarten Fb

Instagram: Hangarten Instagram Official

Soundcloud: Hangarten on Soundcloud

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