L’intervista della settimana… “Irene di BeryLand”

Ciao a tutti!

L’intento di questa rubrica sarà  intervistare persone comuni, lavoratori, professionisti, personaggi. Il tutto per andare a carpirne qualche segreto o, più semplicemente, per farveli scoprire. 

Capirete di più leggendo, ma vi ricordo che, se il format vi piacerà, non dovrete esitare a condividerlo e, ancora meglio, se avete dei talenti che volete far risaltare, non esitate, contattatemi a: 

trarealtaesogno.com@gmail.com 

Oggi vi parlerò, in una breve intervista, di Irene Alice Brunetta Beryland, lei dà vita alla fantasia! (link a fondo articolo)

 

Irene Alice Brunetta

  1. Ciao Irene, ci siamo visti più volte per acquisti al tuo stand, ma chi sei nelle vesti di Beryland? Bery Land è il nome della mia pagina Facebook (e successivamente del mio account Instagram): Bery è la mia mascotte (il personaggio rappresentato nel  logo) che ha una corona perché è il Re di un Paese immaginario.

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    Bery – sovrano di una terra immaginaria


  2. Quando e dopo quale percorso hai deciso di cominciare questa avventura? La mia avventura è nata per caso e per gioco. Fin da piccola, guardando mia mamma dipingere, sapevo che avrei voluto far parte del mondo dell’arte e dell’artigianato quindi prima mi sono diplomata  al Liceo Artistico e poi all’Accademia di Belle Arti. Mentre stavo dando gli ultimi esami Valentina, una mia ex compagna di corso, mi portò dei panetti di fimo e da lì è iniziò tutto. Sentii di aver bisogno di un nuovo hobby e creare con le paste polimeriche mi permetteva di dare vita alle mie illustrazioni e ai miei personaggi.
  3. Hai dei punti di riferimento? Degli esempi a cui ti riferisci e dei quali aspiri di raggiungerne il livello? Oppure stai cercando di aprire la tua strada seguendo l’istinto e le doti che la Natura ti ha dato? No, ci sono molti artisti e artigiani che ammiro sia per le loro creazioni che per i successi che hanno raggiunto però non li ho mai presi come riferimento perché voglio rimanere fedele a me stessa.
  4. Che il fantasy sia il tuo mondo è chiaro, ma tra tutti i lavori che ti capita di svolgere ne prediligi una tipologia in particolare? Perchè? Si, quando mi richiedono i personaggi inventati da me; uno dei complimenti più belli è quando mi dicono che il mio stile è riconoscibile.
  5. Torniamo a parlare di Te, esiste un libro a cui non rinunceresti per nulla al mondo? Si, durante la mia adolescenza ci sono stati vari libri che mi hanno accompagnata e i più importanti sono stati Harry Potter, Il Signore Degli Anelli e la raccolta di Fiabe dei Fratelli Grimm; Grazie a loro mi sono appassionata alla lettura.
  6. Hai una macchina fotografica speciale in mano, un solo scatto, una sola foto, un solo soggetto, chi ritrarresti e perché? Probabilmente un paesaggio di montagna o un bosco perché mi trasmettono pace e tranquillità e poi troverei un modo per proiettarla sulle pareti della mia camera.
  7. Tra tutti i lavori svolti, quale finora, in cuor tuo, ha dato le maggiori soddisfazioni? Tanti, ma soprattutto quelli che pensavo di non poter realizzare. A volte mi pongo troppi limiti per paura di non essere in grado soddisfare le aspettative dei miei clienti e di chi mi segue.
  8. Quale personaggio, tra i tanti che hai creato o riprodotto ha un legame speciale con te?  Cappuccetto Rosso perché, dopo averla disegnata nel 2011, ho capito che caratteristiche volevo dare ai personaggi nelle mie illustrazioni.
  9. Ti sei mai trovato davanti ad un lavoro all’apparenza impossibile? Se si, come hai risolto il problema? In cosa ti ha migliorato? Si, spesso ma le sfide che ho accettato mi  hanno aiutato a credere di più in me stessa proprio perché sono stati dei piccoli ostacoli da superare.
  10. In tanti sognerebbero di avere le tue abilità, hai delle parole o consigli speciali da rivolgere a queste persone? Come hai fatto a migliorarti? A queste persone consiglio di essere testarde come lo sono stata io e di provare e riprovare anche sbagliando tante volte. 
  11. Siamo in un’epoca dove internet ha eroso molte abitudini che avevamo prima di questo periodo digitale, quanto ha inciso tutto questo sul tuo mondo? Ti ha facilitato o penalizzato nel tuo itinerario nei mercatini? Ha inciso molto perché internet mi ha fatto conoscere tante persone da tutto il mondo e grazie al loro supporto sono riuscita a trovare la forza di continuare;  I loro commenti danno un senso alle ore passate davanti alla mia scrivania. Per quanto riguarda l’itinerario dei mercatini è sicuramente di aiuto nella ricerca di nuovi eventi ma sono altrettanto importanti passaparola, volantini, pubblicità ecc.
  12. Tutti gli artisti che hai incontrato, con cui hai collaborato, in cosa ti hanno maggiormente arricchito? Hai carpito qualche segreto? Le collaborazioni stanno arrivando nell’ultimo periodo e non posso che esserne felice. Ho sempre sognato di fare collaborazioni perché ti fanno uscire dalla cosiddetta “comfort zone” e sperimentare cose nuove che altrimenti non avresti fatto.
  13. Quanta Irene c’è nelle opere che realizzi? Irene è presente sia nelle illustrazioni che nelle creazioni in pasta polimerica: dalla scelta dei colori e dei loro abbinamenti ai dettagli.
  14. Tutti noi abbiamo dei sogni nel cassetto, professionalmente parlando, raccontaci se ne hai ancora qualcuno nel cassetto: Si. Qualche piccolo sogno si è avverato e tanti altri stanno solo aspettando di uscire dal cassetto. Ad esempio uno di questi è riuscire ad aprire un piccolo laboratorio dove creare dove condividere le mie passioni.
  15. Ora voglio farti un’ultima domanda, alla luce di tutto, cosa sarà cambiato tra 15 anni nell’universo fantasy?  Mi auguro che il mondo fantasy cresca sempre di più perché permette di dare spazio alla creatività e all’immaginazione.

Grazie Irene per le tue parole e per la tua disponibilità, ti regalo una grande opportunità, ti chiedo: cosa vuoi dire a chi ci sta leggendo?

Prego e grazie a te per questa intervista. Non è stato facile rispondere alle domande: ho scelto le arti figurative anche per la mia difficoltà nell’esprimermi a parole.  

A chi mi sta leggendo voglio dire di non arrendersi mai e di cercare di imparare il più possibile da qualsiasi tipo di situazione. Qualsiasi strada non è non sarà facile anche se la si è scelta. Seguite sempre la vostra fantasia e immaginazione e mettete sempre passione in quello che fate : in questo modo non perderete mai il bambino che è in ognuno di voi.

Irene Alice “Beryland” B.

…lasciate un commento o un like se vi è piaciuto!

Edoardo

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Non resisterete alla tentazione… provate a visitare i link sottostanti:

Link homepage FB: BeryLand Creations – mettete subito il like così da scoprire tutti i suoi mercatini, se vi piace qualcosa non esitate a contattarla… le sue creazioni vanno a ruba!

Instagram: Beryland su Instagram – cuoricini e follow obbligatori per questo account (:

 

Se vi siete persi le Interviste precedenti, eccovi una grande opportunità:

L’intervista della settimana… Claudia – Consulente relazionale del Gatto
L’intervista della settimana… Gregorio – Titolare di “Volta Pagina” a Lorenzago di Cadore
L’intervista della settimana… Enrico degli Hangarten
L’intervista della settimana… “Silvia, la guerriera”.

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L’intervista della settimana… “Silvia, la guerriera”.

Oggi vi parlerò, in una breve intervista, di Silvia, la mia futura moglie, che nel 2015 è stata curata per un Linfoma non Hodgkin.

Questa vuole essere una testimonianza utile per combattere la paura ed i tabù che avvolgono queste gravi malattie, si deve combattere, circondarsi di persone positive e vivere la situazione con ZERO vergogna.

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Io e Silvia, durante una gita a Pellestrina durante le sue cure.

1. Dire che ti conosco, seppur facendolo, sarebbe stucchevole, ma chi è Silvia nella vita di tutti i giorni? Cosa fai nella vita?
Nella vita sono impiegata contabile, forse questo è banale, ma ancora prima di dare i
numeri sono una sognatrice, una persona che sogna che le cose possano andare bene o
meglio perché, si sa, sognare non costa nulla e fa bene allo spirito.

2. Dove ti ha colpito la malattia? Quando hai iniziato a capire, grazie a quali sintomi, che le vie mediche tradizionali non sarebbero bastate? Qual’è stato l’episodio decisivo per la corretta diagnosi?
La malattia era localizzata nel rinofaringe, più comunemente chiamato naso. Il percorso
purtroppo è stato molto lungo, stavo spesso male, un male riconducibile ad una
semplice influenza, naso chiuso voce bassa febbre, il problema è che ad un certo punto
non ne potevo più e sono andata da un otorino, del quale non faccio ovviamente il nome, perché è proprio grazie a lui che ho perso un sacco di tempo, forse in buona fede, ma non aveva colto quello che poi poco tempo dopo è risultato lampante.  Ad un certo punto mi è stato consigliato un altro otorino, che è stato la mia salvezza, ha subito capito cosa aveva visto nel mio naso e mi ha subito fatto fare dei controlli accurati urgenti e ha indagato sulle cause dei miei malesseri. Non c’è stato un episodio vero e proprio a dire il vero, o meglio l’esame finale ha decretato cosa fosse la malattia, ma io fino alla fine in
cuor mio speravo fosse una stupidaggine risolvibile anche magari con un intervento ma che non fosse quello che di li a poco mi sarebbe stato detto. Non entro nei dettagli perché non è un articolo tecnico o di medicina quindi non sarebbe corretto.

3. Hai incontrato svariati professionisti lungo questo percorso, hai degli episodi che ricordi volentieri perchè non scontati?
Qui va fatto un nome, io sono stata curata e sono attualmente seguita dallo IOV (Istituto
Oncologico Veneto) di Padova, tutto il personale medico e infermieristico è meraviglioso, sono premurosi, dolci. Quando stavo male, e capitava purtroppo spesso, durante le cure i medici che mi seguivano (e mi seguono tutt’ora) venivano a vedere come stavo e si accertavano che io avessi le giuste cure mediche. In nessun altro posto avevo mai ricevuto un trattamento sanitario così preciso e premuroso. Allo IOV lavorano degli angeli. Gli stessi medici che mi seguono fuori dallo IOV, dall’otorino al medico che una volta mi fece un ecodoppler, tutti persone speciali.

4. Prima, durante e dopo le cure, come si sono dipanati i rapporti con le persone della tua vita? È cambiato qualcosa?
Questa domanda è parecchio dolorosa. Gli amici da una vita, quelli che frequentavo prima di stare male se ne sono andati TUTTI, nessuna esclusione, ovviamente parlo di amici di una vita perché ho avuto la fortuna di riallacciare con alcune persone o conoscere persone nuove e su quelle voglio essere chiara non si discute. Ma, gli amici che prima “amavano” Silvia quando si usciva si andava a fare festa se ne sono andati tutti, un po’ alla volta per svariati motivi e con svariati comportamenti uno alla volta se ne sono andati. Alcune persone ho anche cercato di giustificarle magari pensando che non fosse semplice affrontare determinati argomenti e determinati ambiti come l’oncologia (non lo è per me figuriamoci) ma poi mi sono detta che un “come stai?” un abbraccio insomma non sono cosa di tanta fatica e io non ho ricevuto neanche quei gesti così semplici.

5. Le infusioni: molte persone le confondono con delle attività correlate al thè.. in cosa consistono? Come si svolgeva il tuo venerdì? Che effetti ti davano nei giorni seguenti?
Diciamo che col thè non ha nulla a che vedere. Anche qua non è il caso di entrare nel
dettaglio ma il venerdì diventavo una donna bionica e dal mio braccio uscivano mille
tubicini che arrivavano da sacche contenenti vari chemioterapici e altri farmaci. Sugli effetti collaterali sono stata molto fortunata (affermazione ironica), praticamente ho avuto qualsiasi effetto collaterale potessi avere. I cibi non avevano più gusto, tutto assumeva un gusto metallico, le energie erano ridotte al minimo e nei tre giorni successivi facevo fatica ad alzarmi in piedi, nausea e conseguente vomito mi accompagnavano e non mi abbandonavano e poi altri meravigliosi effetti collaterali che per ovvi motivi ometto.

6. I capelli, per una donna sono un legame inscindibile con la femminilità, ricordi l’istante in cui  si è staccato il primo ciuffo? Quanta forza hai dovuto avere in quell’istante? Com’è stato poi vederli tornare?
Non lo dimenticherò mai. Ero fuori a pranzo con Edoardo e ho cominciato a sentire
improvvisamente la testa che mi andava a fuoco, nel toccarmi con la mano ho sentito che i capelli non stavano attaccati e ho capito che era arrivato il momento. Devo essere sincera, sono stata malissimo, ma anni prima avevo avuto l’esperienza con mia mamma ed ero stata io a rasarle i capelli quindi sapevo a cosa stavo andando incontro quindi ho chiesto a Edoardo di portarmi a casa e li con calma mi sono chiusa in bagno e ho cominciato il “lavoro”. La forza l’ho dovuta avere ogni volta che uscivo col foulard in testa e ricevevo gli sguardi della gente, li ho dovuto avere tanta forza e non è stato semplice. Beh vederli tornare è stato bello avere diverse acconciature man mano che crescevano, si devo dire molto bello.

7. Torniamo a parlare di Te, esiste un libro a cui non rinunceresti per nulla al mondo?
Non mi viene in mente un libro in particolare, mi piace leggere e ho letto molto, ora magari leggo meno perché il tempo a disposizione è sempre meno ma, mi piace leggere anche per perdermi in mondi fantastici dove tutto è possibile e dove trovare ogni tanto un po’ di pace dalla vita di tutti i giorni.

8. Hai una macchina fotografica speciale in mano, un solo scatto, una sola foto, un solo soggetto, chi ritrarresti e perché?
Beh c’è una persona che manca molto nella mia vita, mia madre. Chi mi conosce sa che l’ho persa quando avevo solo 23 anni e se fosse ancora qui le scatterei una due tre, mille foto perché era una persona speciale, ma la foto più importante è dentro di me nei miei ricordi nel mio vissuto.

9. In mezzo al maremoto interiore, quando hai capito di aver vinto la battaglia?
Poco dopo la fine delle cure ero seduta davanti ai miei oncologi e stavo aspettando che mi dicessero se avrei dovuto sostenere altre cure, cure che mi terrorizzavano e loro
guardandomi negli occhi mi hanno detto, “Silvia vai via di qui, ci rivediamo fra due mesi per i controlli ma adesso vai corri e non vogliamo vederti” il tutto col sorriso sulle labbra. Non dimenticherò mai quel momento…non dimenticherò mai io e Edoardo in lacrime dentro l’ascensore urlanti (si in ascensore per rispetto dei presenti) e subito dopo a fare cin cin con due bicchieri di plastica e dell’acqua dentro.

10. In quale personaggio del mondo fantasy o letterario ti riconosci dopo tutto questo?
Non mi sento di dire un nome in particolare, di sicuro sia nel mondo fantasy che in quello letterario ci sono stare parecchie donne guerriere e io così mi sento, ho sempre dovuto lottare per ciò che ho ora, per stare bene per tutto e non smetterò mai di farlo.
11. Ti sei mai trovata davanti ad una situazione all’apparenza irrimediabile? Come ne sei
uscita?
Tranne se parliamo di salute, secondo me non esistono situazioni irrimediabili al 100%, le situazioni vanno analizzate e capite e da li va tratta la soluzione che spesso è dentro di noi.
12. In tanti affrontano ogni giorno una battaglia, simile o diversa, hai delle parole o consigli speciali da rivolgere a queste persone?
Beh di sicuro consiglio positività, sembra impossibile ma anche un sorriso in più in certi
frangenti aiuta ad affrontare meglio la giornata, se noi stesse/i ci abbattiamo abbiamo
perso in partenza. E poi beh, circondatevi di persone positive di belle persone, di persone che vogliano stare con voi per quello che siete e non per quello che gli date.

13. Siamo in un’epoca dove internet ha eroso molte abitudini che avevamo prima di questo periodo digitale, quanto ha inciso tutto questo sulla paura della diagnosi che incombeva su di te?
In linea di massima utilizzare internet per cercare di chiarire problemi di salute è la scelta meno adeguata da fare, non dico di non averlo fatto ma ho smesso subito perché le
variabili sono troppe per potersi affidare ad un motore di ricerca qualunque.

14. Tutti i medici e paramedici che hai incontrato, in cosa ti hanno maggiormente arricchito?
Mi hanno fatto capire che esistono ancora persone meravigliose al mondo, ce ne sono
poche magari ma esistono, persone che amano il lavoro che fanno e che fanno di tutto per tutelare le persone che hanno a fianco.

15. Quanta Silvia c’è nel percorso di trasformazione prima e dopo le cure?

Prima delle cure c’era una Silvia che aveva trovato la sua identità, poi la malattia ha
infranto questa sicurezza, la Silvia di adesso sta cercando di ritrovare la sua identità ma la sua fortuna è di avere al suo fianco un uomo meraviglioso che facilita tutto il “lavoro”.

16. Tutti noi abbiamo dei sogni nel cassetto, raccontaci se ne hai ancora qualcuno:

Qualcuno potrebbe rispondere soldi case macchine viaggi o che ne so, il mio sogno nel
cassetto è la salute. SI perché da allora ogni mattina mi sveglio e non so quale sarà il
malessere di quel giorno. Il mio sogno è solo svegliarmi un giorno e sapere che sto bene al 100% e che potrò togliermi di dosso la corazza che mi porto dietro giorno dopo giorno.

17. Ora voglio farti un’ultima domanda, alla luce di tutto, cosa speri sia cambiato tra 15 anni nell’ambito della diagnosi e delle cure?
Già nel 2019 la mortalità di fronte a determinate malattie è diminuita parecchio, certi
farmaci che mi sono stati somministrati anni fa neanche esistevano quindi spero che fra 15 sia ancora meglio e che magari anche l’Italia investa un po’ di più sulla ricerca per evitare che tanti bravi medici se ne vadano all’estero.

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Io e Silvia – poco prima del Natale che seguì la sua guarigione.

Grazie Silvia per le tue parole e per la tua disponibilità, ti regalo una grande opportunità, ti chiedo: cosa vuoi dire a chi ci sta leggendo?
Mi piacerebbe invitare le persone a lamentarsi un po’ meno di ciò che non hanno e ha pensare a cosa hanno di bello. Spesso mi capita di leggere sui social di gente scontenta per qualsiasi cosa. Apprezzate ciò che avete e non lamentatevi per ciò che non avete perché magari c’è qualcosa di più importante li fuori. E magari, perché no, una volta all’anno fatevelo un giro in un reparto oncologico, ecco li allora vi passerà proprio la voglia di lamentarvi, avrete visto la sofferenza, quella vera.

Silvia Z.

 

Se volete contribuire a sostenere la ricerca un’idea certamente valida è questa:

SOSTIENI LA RICERCA, SOSTIENI LO IOV DI PADOVA

Oppure per mixare solidarietà e divertimento partecipa a:

Ciani Live Aid

Grazie

L’intervista della settimana… Enrico degli Hangarten

Ciao a tutti!

L’intento di questa rubrica sarà  intervistare persone comuni, lavoratori, professionisti, personaggi. Il tutto per andare a carpirne qualche segreto o, più semplicemente, per farveli scoprire. 

Capirete di più leggendo, ma vi ricordo che, se il format vi piacerà, non dovrete esitare a condividerlo e, ancora meglio, se avete dei talenti che volete far risaltare, non esitate, contattatemi a: 

trarealtaesogno.com@gmail.com 

Oggi vi parlerò, in una breve intervista, di Enrico Vergombello, membro degli Hangarten (Pagina Fb ufficiale), un duo che produce musica elettronica.

 

Gli Hangarten
  1. Ciao Enrico, ti conosco da una vita, ma chi sei negli Hangarten?
    Sono quello con i capelli lunghi 😂 (non sei cambiato ndr), scherzi a parte, mi occupo della composizione e degli arrangiamenti con l’altra metà del duo che si chiama Michele lo Savio, lui è la parte vocale del nostro duo. 
  2. Ricordo i tuoi esordi, ma ora mi pare che il vostro livello stia salendo, cosa vi ha dato la maggiore spinta?
    Grazie per il complimento! La spinta ci viene data dalla continua voglia di migliorarsi e di sperimentare sempre nuove sonorità, in modo da scoprire nuove frequenze su cui sviluppare la nostra musica.
  3. Hai dei punti di riferimento? Dei professionisti a cui ti riferisci e dei quali aspiri di raggiungerne il livello? Oppure stai cercando di aprire la tua strada seguendo l’istinto?
    Sicuramente entrambi abbiamo dei punti di riferimento, derivano da due stili musicali ben distinti, i miei sono più orientati verso la musica elettronica, come ad esempio: Rone e Gesaffelstein. Per Michele la scelta cade maggiormente su una selezione di artisti più Indie Rock come Radiohead e Foals. È proprio questo il fulcro su cui si fonda “l’Universo Hangarten” ossia crescere fondendo le nostre differenze, un “melting pot” musicale di vario genere.
  4. Nei vostri brani percepisco molta riflessione e contemplazione del circostante, sbaglio? Ricordo anche il viaggio in Mongolia per il precedente videoclip, cosa vi lega a posti e culture remote?
    Sicuramente l’idea di emigrare altrove (in Francia a Parigi) ha giocato molto nelle nostre ispirazioni, per quanto mi riguarda, adoro l’idea di poter visitare dei posti insoliti come la Mongolia per arricchirmi personalmente e artisticamente con le esperienze che si possono vivere in tali luoghi.
  5. Torniamo a parlare di Te, esiste un libro a cui non rinunceresti per nulla al mondo?
    Certo! È un libro scritto da Frédéric Lenoir intitolato “La felicità”, solo il titolo dice tutto.
  6. Hai una macchina fotografica speciale in mano, un solo scatto, una sola foto, un solo soggetto, chi ritrarresti e perché?
    Il mare, perché solo alla sua presenza sono in totale pace con me stesso.
  7. Tra tutte le serate in cui hai lavorato dietro il mixer, quale finora, in cuor tuo, ha dato le maggiori soddisfazioni? Perchè?
    Una serata di molti anni fa, quando, insieme a Dario Ferrara, abbiamo chiuso il concerto al dj Popof. E’ stato emozionantissimo e per la prima volta ho suonato davanti a molta gente, vedendo gli amici che sono rimasti lì, stoici, a sostenermi anche se ho iniziato a suonare solo alle 4 del mattino. E’ stato meraviglioso.
  8. Hai un compositore con cui ti senti legato o vedi dei punti in comune? Come vivi il rapporto da “band” con il tuo collega che fa da voce ai tuoi pezzi?
    Con il mio collega lavoriamo in simbiosi ed armonia nella fase compositiva, specialmente grazie alle influenze differenti che ci valorizzano e ci permettono di avere sempre delle nuove idee, il tutto senza legami particolari con altri artisti.
  9. Ti sei mai trovato davanti ad un pezzo all’apparenza impossibile da tradurre in musica? Se si, come hai risolto il problema? In cosa ti ha migliorato?
    Il problema, succede più spesso di quanto si creda, è di avere un pezzo bello, ma impossibile da continuare. Quando è così la miglior soluzione, secondo me, è lasciarlo da parte, non ascoltarlo più per un bel po di tempo e, solo poi, provare a tornare a completarlo.
  10. In tanti sognerebbero di avere le tue abilità, hai delle parole o consigli speciali da rivolgere a queste persone? Come hai fatto a migliorarti e a creare la tua audience?
    Rispondo con due parole, due soltanto: determinazione e pazienza. Sono indispensabili.
  11. Siamo in un’epoca dove internet ha eroso molte abitudini che avevamo prima di questo periodo digitale, ora tutti potrebbero cimentarsi nella produzione di un pezzo, quanto ha inciso tutto questo sul tuo mondo? Ti ha facilitato o penalizzato nel tuo itinerario musicale?
    Ci ha sia facilitato che penalizzato, infatti grazie ai nuovi mezzi a disposizione, gli artisti possono condividere più facilmente il proprio lavoro, ma allo stesso tempo si ha una maggiore densità di artisti che spesso, inesorabilmente, riduce le probabilità di essere ascoltati.
  12. Tutti gli artisti che hai incontrato, con cui hai collaborato, in cosa ti hanno maggiormente arricchito? Hai carpito qualche segreto?
    Si perché ognuno ha un modo proprio di esprimersi con la musica e con il materiale per crearla, non si smette mai d’imparare! 
  13. Quante persone, te compreso, o luoghi, ci sono nelle emozioni che trasudano dalle tracce che realizzi?
    Ogni pezzo creato dal nostro duo è ispirato da un luogo o da una persona, come ad esempio sulla traccia “Skyline” (che è anche il titolo dell’EP appena uscito) ci siamo ispirati al distacco dalle nostre città di origine (Link a Skyline – youtube).
  1. Se esistesse un talent show per compositori, parteciperesti? Quale sarebbe il pezzo forte con cui ottenere una standing ovation?
    Non penso che decideremmo di partecipare ad un talent show, così fosse  sceglieremmo sicuramente la canzone intitolata “Vanilla”, è il nostro pezzo forte! Hangarten – Vanilla – official youtube video
  2. Tutti noi abbiamo dei sogni nel cassetto, professionalmente parlando, raccontaci se ne hai ancora qualcuno nel cassetto:
    Per scaramanzia preferisco non dirlo, ma confesso che mi auguro che il nostro universo musicale possa giungere alle orecchie di più persone possibili, a cominciare da chi sta leggendo questo articolo che, scherzo, ha il dovere di condividerci!
  3. Ora voglio farti un’ultima domanda, alla luce di tutto, cosa sarà cambiato tra 15 anni nell’universo della produzione musicale?
    Dal mio punto di vista, ci sono due probabilità: la prima è che il virtuale domini totalmente. Vorrà dire addio a tutti i supporti fisici come cd o vinile. Li troveremmo solo nei mercatini dell’antiquariato. La seconda opzione è che si torni ad aver voglia di scoprire artisti nuovi, non solo via internet, ma andando al bar o ad un concerto senza sapere chi suoni o semplicemente andando un po’ prima del concerto dell’artista preferito per scoprire chi fa la prima parte e magari scoprire che gli Hangarten fanno buona musica. 

Grazie Enrico per le tue parole e per la tua disponibilità, ti regalo una grande opportunità, ti chiedo: cosa vuoi dire a chi ci sta leggendo? 

Enrico Vergombello – Hangarten

…lasciate un commento o un like se vi è piaciuto e mi raccomando, condividete!

Edoardo

Link e risorse utili sugli Hangarten:

Ascolta e acquista il nuovo singolo: Hangarten – Skyline – nuovo EP

Facebook: Hangarten Fb

Instagram: Hangarten Instagram Official

Soundcloud: Hangarten on Soundcloud

L’intervista della settimana… Gregorio – Titolare di “Volta Pagina” a Lorenzago di Cadore

Ciao a tutti!
L’intento di questa rubrica sarà intervistare persone comuni, lavoratori, professionisti, personaggi. Il tutto per andare a carpirne qualche segreto o, più semplicemente, per farveli scoprire.

Capirete di più leggendo, ma vi ricordo che, se il format vi piacerà, non dovrete esitare a condividerlo e, ancora meglio, se avete dei talenti che volete far risaltare, non esitate, contattatemi a: trarealtaesogno.com@gmail.com 

Oggi vi parlerò, in una breve intervista, di Gregorio gestore di una tabaccheria, fumetteria e molto di più… a Lorenzago di Cadore.
Gregorio ha deciso di vendere sogni.

 

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Volta Pagina – su Facebook

1. Dal vivo ti ho conosciuto, ma chi è Gregorio fuori dall’universo lavorativo? 

Un ragazzo come tanti altri, niente di speciale a voler ben vedere! Semplicemente ho tanti hobby ed interessi che cerco di coltivare e far cresce, chiacchierando con chiunque abbia la voglia (e la pazienza!) di starmi a sentire. Mi piacciono i libri, i giochi da tavolo, i fumetti, i film, la musica, i videogames ed una marea di altre cose affini. Di base mi piace prendere la vita alla leggera, cercare di divertirmi ed impegnarmi in tutto quello che faccio. I miei motti sono “non si smette mai di imparare” ed “a c@**o con giudizio”.

2. Inizialmente hai avviato una tabaccheria, quando hai capito che il margine di manovra poteva ampliarsi verso altri articoli?

A dire il vero il progetto iniziale già prevedeva di scostarsi dai semplici sigaretta e quotidiano che, per quanto acquistati quotidianamente, non sono sufficienti a garantire un lavoro sereno a chi, come me, si imbarca in un’attività di questo tipo. Per questa ragione, fin da subito, ho cercato altri ambiti in cui far sconfinare il mio negozio, che avessero come comun denominatore la “particolarità”, ovvero tipologie di merce che difficilmente si vedono nei negozi standard, piccole chicche ed esclusive.

3. Istinto o ragione? Cosa ti ha guidato maggiormente nella scelta? Ricorda che se non ti riconoscessi in quei due cluster puoi sceglierne un terzo… 

Un bel mix di incoscienza, ambizione e voglia di darsi da fare per il proprio territorio. Se poi ci dovesse essere anche una punta di ragione, questo lo lascio decidere a voi!

4. Sono certo che la tua scelta di diventare venditore sia stata ben ponderata, ma cosa non ti saresti mai aspettato di vendere tra le mura di “Volta Pagina”?

Come già detto sopra, seleziono la merce di vendita personalmente, ma lavoro molto anche con le specifiche richieste dei clienti. A dire il vero non mi sarei mai aspettato di vendere carta da parati e swich televisivi, eppure è successo! Il mondo è bello perché è vario, disse qualcuno che c’aveva un bel po’ di sale in zucca!!

5. Torniamo a parlare di Te, esiste un libro (o fumetto chiaramente) a cui non rinunceresti per nulla al mondo? 

Domanda facile! Il libro (ma possiamo anche dire l’autore) che più mi ha cambiato ed alla cui etica cerco sempre di guardare è, del professor J.R.R. Tolkien, il suo titanico “Il Signore Degli Anell”i (e tutte le pubblicazioni connesse, dal Silmarillion allo Hobbit). Come tanti della mia generazione sono approdato sulle sue pagine dopo aver visto gli adattamenti cinematografici, e da quel momento è stato amore a prima lettura.

Schermata 2019-05-05 alle 16.41.246. Hai una macchina fotografica speciale in mano, un solo scatto, una sola foto, un solo soggetto, chi ritrarresti e perché?

Questa è la domanda più difficile che mi hai rivolto! Potendo scegliere una situazione direi una bella festa con amici e famiglia, perché sono le persone più importanti che un uomo possa avere, la benzina di ogni giorno ed il richiamo morale che alle volte, pur prendendoti a calci, ti aiuta a rimetterti in piedi. Per quanto riguarda la festa direi una bella grigliatona all’aperto, perché cosa c’è di meglio per trovarsi tutti assieme?? 

7. Sicuramente qualche cliente ti ha riservato una missione speciale, qual è la più importante tra quelle svolte? Perchè?

Sono riuscito a procurare ad un cliente un’edizione rara di Elektra Assassin, Scritta da Frank Miller ed illustrata da Bill Sienkiewicz. Una graphic novel del 1989 completamente fuori mercato e quasi introvabile. È stata una faticaccia ma mi ha dato molta soddisfazione.

8. Quale legame hai con il territorio in cui operi e quale risulta essere il legame più forte?

Il mio legame col territorio ha una storia abbastanza altalenante. Come ogni ragazzo, finiti gli studi superiori, sono partito per l’università con la chiara idea di non tornare più tra le montagne. Troppe difficoltà, troppi pochi servizi, troppo poco movimento. Sono rimasto lontano per circa 7 anni con sporadici rientri per il weekend o qualche festività ma, con mia estrema sorpresa, mi mancavano le mie cime, i miei paesi e, più in generale, i miei montanari! Quindi ho deciso di rientrare e cercare di rimboccarmi le maniche per offrire, nel mio piccolo, tutto quello che da ragazzo mi era mancato e che mi aveva spinto a lasciarmi la casetta di Heidi alle spalle per raggiungere la città. Questi territori sono nostri, e se non ci diamo una mossa noi per primi per revitalizzarli non possiamo certo sperare che le cose migliorino da sole, come per magia…

9. Ti sei mai trovato davanti ad un cliente all’apparenza impossibile? Se si, come hai risolto il problema? 

Ogni cliente è unico ed ha i suoi punti di criticità che sono diversi da qualsiasi altra persona. Non credo esistano dei clienti difficili, soltanto persone poco garbate o, magari, con le scatole girate. La tecnica migliore è sempre quella del sorriso. Costante e disarmante al tempo stesso, per tutto il resto basta riderci sopra davanti all’aperitivo.

10. Cosa vuoi dire a chi vorrebbe fare il tuo lavoro? 

Ragazzo o ragazza, armati di tanta pazienza e preparati a lavorare 7/7 e 24/24. Questo mestiere richiede dedizione, concentrazione ed un sacco di memoria. Non ti farà certamente arricchire ma, se preso per il verso giusto, ti permetterà di plasmare il negozio secondo le tue scelte e ti puotrà regalare molta soddisfazione ed un sacco di divertimento (e qualche incazzatura).

11. Siamo in un’epoca dove internet ha eroso molte abitudini che avevamo prima di questo periodo digitale, quanto ha inciso tutto questo sul tuo business? Trovi delle analogie o delle differenze?

Se ci dovessimo fermare a parlare dei quotidiani ti potrei dire che il mercato della carta stampata ha sicuramente risentito dell’avvento del digitale, ma questa frase, oltre ad essere decisamente trita, non tiene conto delle immense potenzialità che offre la rete. Internet è una risorsa, va sfruttata fino all’osso. Ti permette di entrare in contatto con moltissime persone, restare aggiornato, ricercare prodotti innovativi ed impostare ricerche di mercato. Il tutto a costo praticamente zero! Smettiamola di demonizzare il progresso, cerchiamo piuttosto di sfruttare gli strumenti che ci offre a nostro vantaggio.

12. Incontri ogni giorno molte persone, quanto ne ha giovato alla tua esperienza professionale?  

Alla fine della fiera, ogni persona è la somma delle esperienze dirette ed indirette che ha vissuto, quindi direi che ogni cliente, ma più in generale, ogni incontro e scambio di opinioni (piacevoli e meno piacevoli) siano un accrescimento personale prezioso.

Schermata 2019-05-05 alle 16.41.4413. Quanto Gregorio c’è, traspira, nel tuo negozio?

Greg al 100%! È come se fosse casa mia alla fine, quindi segue i miei gusti, per quanto strampalati siano.

14. Tutti noi abbiamo dei sogni nel cassetto, professionalmente parlando, raccontaci se ne hai ancora qualcuno nel cassetto.

Migliorarmi costantemente. Sia professionalmente che a livello personale. Oltre a questo ora voglio concentrarmi anche sul Greg privato.

15. Ora voglio farti un’ultima domanda, alla luce di tutto, cosa sarà cambiato tra 15 anni nell’universo della tua attività e dimmi ció che vorresti cambiasse?

La categoria ha bisogno di alcuni cambiamenti se vuole sopravvivere. Innanzitutto bisogna scardinare l’idea dell’edicola/tabaccheria classica che vende solo il quotidiano e la sigaretta. È necessario affiancare a questi due ambiti anche altri prodotti che siano dinamici, snelli e contemporanei. Serve una maggiore informatizzazione dei punti vendita e della gestione del cartaceo, serve una fiscalità dedicata che tenga conto dei margini reali. Serve una bella svegliata a chi dorme sognando i fasti degli anni passati. Tra 15 anni avremo un’edicola 2.0 che sarà un punto nevralgico per vari servizi, informazioni, e per la diffusione sul territorio di un commercio di qualità.


Grazie Gregorio per le tue parole e per la tua disponibilità, ti regalo una grande opportunità, ti chiedo: cosa vuoi dire a chi ci sta leggendo? 

Siete ancora lì? Non vi siete abbioccati? Sicuri sicuri?? Allora ecco a voi il consiglio del Greg, per quello che può valere: “DIVERTITEVI! Cazzeggiate il giusto, ma soprattutto divertitevi! Qualunque cosa voi stiate facendo, a qualunque punto della vita voi siate giunti, ricordate di divertirvi. Prendetevi del tempo per voi, state con gli amici e la famiglia, lavorate con passione, anche se il lavoro non vi piace, e cercate di dare il giusto peso al fattore economico, non fatevi schiacciare dalla tendenza moderna del guadagno ad ogni costo. I valori sono altri, i piaceri della vita sono altri. E, se vi riesce, cercate di lasciare una traccia di voi. Sarà il vostro unico retaggio che valga la pena di considerare”.cleardot.gif

Gregorio De Podestà

VOLTA PAGINA – PAGINA UFFICIALE

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L’intervista vi è piaciuta? Ecco quella di Claudia, la consulente felina: Claudia – Consulente relazionale del gatto

L’intervista della settimana… Claudia – Consulente relazionale del Gatto

Ciao a tutti!
L’intento di questa rubrica sarà intervistare persone comuni, lavoratori, professionisti, personaggi. Il tutto per andare a carpirne qualche segreto o, più semplicemente, per farveli scoprire.
Capirete di più leggendo il primo articolo, ma vi ricordo che, se il format vi piacerà, non dovrete esitare a condividerlo e, ancora meglio, se avete dei talenti che volete far risaltare, non esitate, contattatemi a: trarealtaesogno.com@gmail.com

Oggi vi parlerò, in una breve intervista, di Claudia, una Consulente per la Relazione e la Convivenza con il Gatto, certificata dal Centro di Cultura Felina:

Claudia Banfi – Consulente Felina
  1. Dal vivo ti conosco, ma chi è Claudia nelle vesti di Consulente per la Relazione e la Convivenza con il Gatto?  Sono una persona che ama gli animali, ma con una grande passione per il mondo felino. Ho imparato dei metodi per capire ed analizzare un problema, al fine di giungere ad una soluzione. Vengo contattata per restituire serenità al Gatto, che sta vivendo un momento difficile, ed al suo proprietario. Ho sostenuto dei corsi che mi hanno consegnato una missione: far conoscere la corretta cultura felina.
  2. Cosa ti ha spinto maggiormente ad affacciarti a questo universo ancora così poco conosciuto? In primis l’Amore che provo e che viene corrisposto quotidianamente dai miei tre piccoli felini, successivamente la curiosità, la volontà di imparare tutto ciò che si rende necessario per fargli vivere il più serenamente e correttamente possibile la loro vita in nostra compagnia.
  3. Hai dei punti di riferimento? Degli esempi a cui ti riferisci e dei quali aspiri di raggiungerne il livello? Oppure stai cercando di aprire la tua strada seguendo l’istinto?  Non ho punti di riferimento e l’unico mio desiderio è il poter aiutare più mici possibili per farli stare meglio con loro stessi, con i loro simili e con noi umani. Ognuno di noi, durante l’esistenza, è costretto ad interfacciarsi con molti problemi, persone, situazioni più o meno sgradevoli, tutte importanti e segnanti; ma delle volte abbiamo bisogno di una mano in più, che ci aiuti ad andare avanti, che ci dia dei consigli, che ci capisca e faccia stare meglio trovando una soluzione. Questo è ciò che voglio essere per i nostri amici felini.
  4. Che i gatti ti piacciano è palese, Claudia, ma tra tutte le razze ne prediligi una in particolare?  Potrei dirti l’Abissino, il Blu di Russia, il Bengal o l’Orientale; ma cosa accomuna tutte queste razze? L’essere parte della famiglia del Felino, l’essere Gatto! Per me dunque esiste una sola razza più bella: il Gatto. Rosso, bianco, grigio, nero; qualsiasi mantello esso abbia, qualsiasi colore, provenienza, risulterà unico, raro. Un diamante di cui essere fieri e che fieramente ci amerà.
  5. Torniamo a parlare di Te, esiste un libro a cui non rinunceresti per nulla al mondo? La lettura mi ha sempre accompagnata nelle varie fasi della vita, fino ad oggi. Ho letto molto, molti generi diversi, ma quello ce più ho apprezzato e che sicuramente rileggerei senza stufarmi è: “Alice nel paese delle meraviglie” e “Attraverso lo specchio” di Lewis Carroll. Perché alla fine, siamo un po’ tutti Alice.
  6. Hai una macchina fotografica speciale in mano, un solo scatto, una sola foto, un solo soggetto, chi ritrarresti e perché? Non credo ritrarrei qualcuno, preferirei un luogo; un luogo che probabilmente non ho mai visto, ma che nella mia testa è molto presente. Questo posto è pieno di alberi, ruscelli, piante, fiori colorati e profumati, animali liberi; un luogo che mi trasmette pace e serenità.
  7. Tra tutte le consulenze svolte, quale finora, in cuor tuo, ha dato le maggiori soddisfazioni? Ogni consulenza andata a buon fine è un traguardo raggiunto, l’essenziale è trovare la giusta soluzione ad ogni problema. Buona parte del risultato inoltre è determinato dallo svolgere i “compiti per casa” da parte dei proprietari; non sempre si trovano persone collaborative, noi consulenti altro non siamo che il “media”, il “tramite”, il “traduttore, ma il vero lavoro per i clienti comincia quando io esco di scena. Solo chi vive con i felini ed ha a cuore la loro serenità ed il loro benessere, riuscirà a riequilibrare le situazioni. Queste, tangibilmente, sono le maggiori soddisfazioni.
  8. Quali tipi di azioni correttive o analisi comportamentali del felino affronti con maggiore passione? Ogni caso è differente ed ogni gatto ha le proprie esperienze di vita che ne hanno formato il carattere; adoro occuparmi delle introduzioni di gatti, a prescindere dalla loro età, in una nuova casa, in una nuova famiglia che si prenderà cura di loro, amandolo fino alla fine; è sempre una gioia vedere un gatto appena adottato entrare a far parte di un nucleo famigliare. Altri casi che mi coinvolgono sono quelli che nascono dai problemi legati all’età avanzata del gatto, perché come ogni periodo tra nascita, pubertà ed età adulta, è un periodo in cui ha le sue sensibilità, diventa giusto dunque rispettare le esigenze di un gatto che, più di altri, va capito ed aiutato.
  9. Parlavamo di azioni correttive, viene spontaneo chiederti se hai mai vissuto un caso da “non ce la posso fare!?” NI! Sarebbe una grande bugia dicessi di no! Tengo sempre a mente un pensiero che, chi mi ha insegnato, mi ha sempre detto: la soluzione ti verrà detta da chi ti espone il problema. Dopo tempo posso affermare con certezza che, infatti, è sempre andata così.
  10. Dunque se ne deduce che, tra i tanti, hai incontrato molte persone che sbagliano l’approccio col felino, giusto? Sai, il 98% delle persone sbaglia in questo. Molti giochi che sono in vendita nei supermercati sono utili per iniziare la relazione e l’approccio correttamente con il proprio gatto. Uno degli errori più frequenti è quello di utilizzare le mani e le braccia per farli giocare: ERRORE! Noi non siamo il gioco, dobbiamo essere i compagni del gioco. E’ sufficiente usare una bacchetta, ne fanno col topolino, con le piume.. scoprendo cosa attrae il vostro gatto entrerete in empatia con lui e lo farete divertire. Le sequenze di gioco sono fondamentali nella vita di un felino, per lui infatti rappresentano una sequenza di caccia e ciò lo stimola e lo aiuta a stare bene; giocare insieme farà crescere a dismisura la vostra relazione!
  11. Siamo in un’epoca dove lo scambio di informazioni interpersonale è sempre più povero, la gente si affida a google, ai forum, dimenticando il faccia a faccia, perché dovrebbero tornare a scegliere un consulente, perché sceglierti Claudia? Perché avere un esperto a cui chiedere consiglio su ogni dubbio, con risposte frutto dell’esperienza, è sicuramente più motivante per imparare cose nuove; non sempre internet ha ragione, è colmo di persone critiche, che hanno da ridire circa qualsiasi altrui pensiero, tutto questo rende insicure le persone, porta disagio ed imbarazzo; invece con un consulente sai di avere di fronte una persona che ha studiato apposta per risolvere con professionalità e passione quei problemi, cercando di entrare in empatia con te e con il tuo gatto. Il consulente diventa così una persona di fiducia, disponibile per te e per il tuo felino, senza pregiudizi.
  12. Tutti i corsi che hai affrontato, in cosa ti hanno maggiormente arricchito? Sicuramente mi hanno arricchito come persona, spronandomi ad andare avanti nella conoscenza di queste piccole meraviglie, che nonostante le loro piccole dimensioni, non smettono mai di insegnarci grandi cose; dovremmo, talvolta, prenderli ad esempio, perché in molte situazioni ci mostrano come approcciarsi correttamente e come affrontare la nostra vita.
  13. Quanta Claudia c’è nell’empatia con cui entri in contatto con loro per aiutarli? L’empatia è alla base della relazione, a qualsiasi livello, specialmente coi gatti. E’ fondamentale entrare in empatia con loro per capire fino in fondo il problema o, più serenamente, per condividere un momento di armonica felicità. Senza empatia noi consulenti per la relazione del gatto non esisteremmo.
  14. Tutti noi abbiamo dei sogni nel cassetto, professionalmente parlando, raccontaci del tuo:  il mio sogno lo sto già realizzando, perché poter lavorare aiutando gli animali, lo considero, da sempre, un compito nobile. Per me aiutarli quando sono in difficoltà è un gesto di apertura ed umiltà: loro dipendono dalla nostra sensibilità e dalle nostre capacità. Noi che possiamo tutto, abbiamo il dovere di aiutare chi ne ha più bisogno.
  15. Ora voglio farti un’ultima domanda, alla luce di tutto, cosa sarà cambiato tra 15 anni nel rapporto tra l’uomo e gli animali? Io non ho certezze, ma una vivida speranza: spero le persone capiscano, con tutto il cuore, quanto sia importante circondarsi di Amore, quello puro, quello vero, di un animale; solo in questo modo avremo l’opportunità di progredire, evolvere, di essere persone migliori.

Grazie Claudia per le tue parole, per il messaggio di Amore verso il mondo animale che hai lanciato tra le righe di una semplice intervista, ti regalo una grande opportunità, ti chiedo: cosa vuoi dire a chi ci sta leggendo? Non abbiate paura dei giudizi, non arroccatevi nella convinzione di sapere già tutto. Informatevi, chiedetevi, leggete e studiate; guardate i vostri mici, i vostri animali domestici e chiedetevi se veramente non esista qualcosa per farli vivere meglio. Io ho scelto di divulgare una giusta e corretta cultura felina, che li aiuti a risolvere i problemi. Informatevi, perché: se li ami, li conosci.

Claudia B.

il suo biglietto da visita (fronte)
le sue aree di competenza (retro del biglietto)

Grazie per l’attenzione Amici ed Amiche, non esitate a condividere questo articolo, taggare gli amanti dei gatti o degli animali e… lasciate un commento o un like se vi è piaciuto!

Edoardo

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Non lo sapevi? C’è un’altra intervista da scoprire, quella a Gregorio:
 L’intervista della settimana… Gregorio – Titolare di “Volta Pagina” a Lorenzago di Cadore