Il negozio Olivetti a Venezia

Cari lettori e care lettrici molti di noi rimangono colpiti dai corner o dai veri e propri shop che i brand più in voga sfoggiano lungo le vie delle nostre città o dentro i negozi/centri commerciali.

Un negozio monomarca si mostra ai nostri occhi come un’idea recentissima, ma lo è solo in apparenza; se anche voi almeno una volta avete detto: “Wow quello è un Apple Store! (o Samsung, Nespresso, ecc.)”, questo articolo vi dimostrerà come un imprenditore italiano fosse stato pioniere anche in questo campo.

Vi sto parlando di Adriano Olivetti che già nel 1958 aprì a Venezia uno dei suoi negozi.

La scritta in marmo che si presenta innanzi al negozio.

Il contesto è quello di Piazza San Marco, a pochi passi dal Campanile e dall’omonima Basilica, qui Adriano trovò il posto ideale per il suo negozio, la cui ideazione fu affidata al celeberrimo architetto Carlo Scarpa.

Il negozio è diventato un museo, aperto dal 2011 ed è possibile prenotare una visita qui: Negozio Olivetti – FAI

Rimarrete colpiti sia dagli svariati modelli di macchine da scrivere e calcolatrici presenti, ma anche dall’elevata armonia degli spazi interni ideati dall’architetto Scarpa per questo non grandissimo negozio veneziano; un vero capolavoro in cui si fondono architettura e macchinari da ufficio.

Una delle macchine da scrivere esposte e, sul fondo, la scultura di Alberto Viani

Bellissima infine la scultura di Alberto Viani “Nudo al Sole” (1956) che vi accoglierà vicino all’ingresso del negozio.

Eccovi qualche scatto della mia visita:

Se passate da Venezia, fossi in voi, mezz’ora per scoprire questo gioiello antesignano dei sopracitati negozi monomarca io la troverei.

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Lo conoscete “The Vamp”?

Tutto comincia nel 2014, la “musica liquida” prende sempre più piede e, sempre più spesso, risulta difficile trovare nei negozi impianti HIFI di vecchio stampo.

Ovvio che un audiofilo irriducibile non rinuncerà mai al suo impianto, alle valvole o comunque a determinate specifiche, ma è in questa silente rivoluzione che si annida la geniale idea di Paul Cocksedge, l’inventore del prodotto citato nel titolo dell’articolo, il “The Vamp” appunto.

Si tratta di un amplificatore bluetooth per casse hifi passive, che permette cioè di “riciclare” in chiave moderna i diffusori di vecchi impianti.

Ma la cosa più clamorosa che ha dato notizia all’epoca fu il fatto che il buon Paul lanciò una campagna di marketing fortissima negli uk al motto di “save a speaker!”

In pratica comprando il suo amplificatore bluetooth a 49,99 £ (Sterline) egli prometteva che con una sola sterlina in più avrebbe allegato alla spedizione una vecchia cassa acustica da abbinare.

L’idea geniale quanto semplice fece scalpore e si aggiudicò numerosi premi nel 2013, io stesso pur vivendo in Italia ne ho avuto “eco” dai sempre attenti redattori di “DDAY.it“, sito di news dal mondo digital che apprezzo assai e vi consiglio di scoprire.

Siete dunque incuriositi dal tema? Ottimo! Avete già uno speaker (o più di uno) da salvare? Dati i tempi non saprei se ad oggi vengano effettuate ancora spedizioni extra uk da parte di Paul, ma potete sempre andare qui e scoprire un’alternativa sul tema: AMPLIFICATORE BLUETOOTH.

Queste spesso sono soluzioni qualitativamente estemporanee, ma vi immaginate l’effetto che potrebbero avere sui vostri amici o sui millennials? Impagabile lo stupore.

Buona scoperta a voi cari lettori e care lettrici, il passato è pieno di cose da scoprire, tanto quanto il futuro.

Padre Olinto Marella, il Beato degli ultimi

La storia di Padre Marella è una di quelle da raccontare, in punta di piedi, nel pieno rispetto di un personaggio che, nonostante una scomunica durata 16 anni (dal 1909 al 1925), ha saputo lasciare una luminosa traccia di sé in eredità alle generazioni future.

File:Olinto Marella.jpg
Un’immagine di Padre Olinto Marella intento a chiedere la carità per sostenere le sue cause a favore dei giovani

Della sua formazione se ne occupò in primis lo zio, l’Arcivescovo Giuseppe Marella, in seguito in seminario a Roma fu compagno del futuro Papa Giovanni XXIII (Angelo Roncalli).

Nel periodo della scomunica si dedicò al completamento degli studi laureandosi in filosofia a Padova, per poi iniziare un “tour” di insegnamenti in varie città italiane, da nord a sud.

Traggo da wikipedia il passo decisivo della sua esistenza:

“Nel 1924 è a Bologna dove insegnò presso i licei Galvani e Minghetti, occupando quella cattedra sino al 1948. Nel 1925 il cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca di Cornelianotolse la sospensione a divinis, lo riabilitò e lo accolse nella diocesi di Bologna. Nel 1939 aprì la sua casa in via San Mamolo ad alcuni fuggiaschi ebrei,[4] salvò dalle SS suor Caterina Elkan, ebrea prima di diventare cattolica,[5][6] salvò dalla deportazione in Germania una trentina di soldati. Trasformò anche un vecchio capannone in chiesa, chiamata “cattedrale dei poveri”, dove ogni domenica celebrava messa e, se possibile, offriva anche un pasto caldo”.

Fu da questa fase che il suo operato si fece grande.

Indro Montanelli di lui disse (fonte wikipedia):

E proprio a Giovanni XXIII un laico e ateo come Indro Montanelli, che aveva avuto Olinto Marella come insegnante di filosofia al liceo di Rieti,[8] si rivolse un giorno “sfrontatamente” dicendo: “Come aveva potuto la Chiesa non capire ciò che avevo capito io, laico e miscredente, che quello era un santo”.

Nel 1948 fondò la “città dei ragazzi”, dapprima a Bologna ma poi trasferitasi a San Lazzaro di Savena, dove diede alloggio a giovani sbandati e senza tetto, per i quali si trasformò in mendicante per procurare loro sostentamento; lo fece in svariati punti della città, in vie o presso cinema e teatri, lo fece con qualsiasi condizione meteo. Lo fece per amore della sua causa.

Dal 4 ottobre Padre Marella è stato proclamato Beato, una gioia per i “suoi” ragazzi e per l’isola che gli ha dato i natali, Pellestrina.

Fonti: wikipedia

Sito della fondazione a lui intitolata: Opera Padre Marella

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Il Vianello che affondò la “Pirofregata Re d’Italia” a bordo dell’Ammiraglia Austriaca “Ferdinand Max”…

iQuando guardiamo ai libri di storia spesso la noia sembra volerla fare da padrona, ma oggi sono certo di catturare la vostra attenzione.

Cosa pensereste se vi dicessi che nel corso della seconda metà del 1800 una nave abilmente condotta da un “Pellestrinotto”, la Ferdinand Max, per conto dell’esercito imperiale austriaco ha speronato e affondato inesorabilmente la “Pirofregata Re d’Italia”?

Ebbene si, tra le tante storie di personaggi, più o meno illustri, che hanno origine nel territorio di Pellestrina c’è anche questa, correva l’anno 1866, all’epoca l’impero austriaco poneva i suoi confini quasi fino a Rovigo verso sud e fino al lago di Garda verso ovest, Pellestrina compresa dunque.

Il contesto bellico vedeva la Prussia e l’Italia alleate nel fronte antiaustriaco;

A seguito di questa grande impresa Vincenzo Vianello detto “El Graton” ,si guadagnò la Medaglia d’oro Imperiale assieme a Tomaso Penso di Chioggia. Famoso è nella tradizione il comando che Tegetthoff diede proprio a Vianello: “daghe dosso, Nino, che la ciapemo!”

E così fu.

C.F. Sørensen – La battaglia di Lissa – Bio autore

Spesso ci sono storie nei cassetti impolverati delle nostre tradizioni che sarebbe bello andare a riscoprire, la vicenda di Nino è certamente una di queste.

Link ed ispirazioni:

https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Lissa
https://it.wikipedia.org/wiki/Wilhelm_von_Tegetthoff
https://it.wikipedia.org/wiki/SMS_Erzherzog_Ferdinand_Max

E tu, lo usavi Winamp?

Cari lettori e care lettrici, ve lo ricordate winamp?

Contestualizziamo, siamo a cavallo tra anni 90 e 2000 e l’unico player sulla piazza prima della rivoluzione della “musica liquida” odierna era Windows media player o nel caso di sistemi Apple soluzioni integrate, ma, nel 1997 comincia l’alba di una nuova era.

Internet spalanca le prospettive e il 21 aprile 1997 nasce Winamp.

Un player completo, che gestisce molteplici formati si file e che, soprattutto, ha delle skin customizzabili e l’equalizzatore integrato.

La concorrenza peró non manca, infatti nel 2002 nasce Sonique, un prodotto un poco più appariscente, ma dotato delle medesime funzioni.

E poi, cos’è successo? Semplicemente si sono imposti sistemi diversi, portatili, come i Creative Zen, gli iPod eccetera.

L’attenzione inoltre si è spostata verso i media player e qui arriva la vera “killer app”.

Parliamo di VLC, nato nel 2001 ma cresciuto esponenzialmente negli ultimi 10 anni. Si tratta di un lettore che tutti conosciamo e che oltre alla musica legge anche file video delle più disparate tipologie, ci ha pure liberato dagli aggiornamenti dei codec per poter vedere in file correttamente 🙈.

Come in tutte le cose dunque non è necessariamente la crudeltà a porre fine alle cose, bensì la naturale evoluzione delle tecnologie e, dunque, la capacità di sfruttarle o adattarsi alle stesse che un software puó avere.

E voi, lo usavate winamp? E Sonique? Vlc non ve lo chiedo, troppo banale.

Scrivetemi nei commenti 😉