Scopri l’isola di Pellestrina e San Pietro in Volta… in meno di 2 minuti!

10 things you should do in Pellestrina once in a lifetime

Versione Italiana
  1. CONTEMPLATE A SUNSET: It’s one of the most beautiful experiences you can live in Pellestrina; it’s wonderful to wait for this special moment of the day, sitting on the wall in front of lagoon, staring sun while reflects and seems plunge into water framed by euganean hills . All it’s quiet, silent while magic grows.
    batch_IMG_0116

    A sunset in Pellestrina

  2. WALKING ALONG “MURAZZI”: it’s true, you should walk for 11km, but you will feel plenty of healthy air and beautiful landscapes. It’s marvellous watching to sea trying to reach lagoon. It’s one of the points in which these two elements are so closer than in the rest of the town. (NOW IT’S FORBIDDEN WALKING ON THE TOP OF MURAZZI)
    IMG_0080

    Murazzi, nearby Cà Roman

  3. CHATTING WITH FISHERMANS: you will hear great stories about sea, fishing and island story, directly from the voice of the locals, but it’s better to find someone that should translate faithfully the peolple’s genuine words.
  4. LISTEN TO THE SOUND OF SILENCE: one of the several distinctive tracts of this place it’s the sound of silence; here you can barely hear Motors or annoying background noises like in the city. It’s a brilliant example of a place in which experience deep contemplation and the true integration balanced with nature and environment of daily routine.
    IMG_9569
  5. GETTING SCARED IN FRONT OF THE HOUSE NUMBER 666 AND THEN LAUGH ON IT: one of the houses in this picture is the 666 one, if you believe in numerology or kabbala you must see this place.
    IMG_9679
  6. TASTING LOCAL FOOD AND GET SOME “BUSSOLAI” HOME: there are many restaurants, bars and even ice cream parlour, but the biggest temptation are “Bussolai” that are just like oval breadsticks, you’ll love them! But don’t miss local food, should be a big mistake. 
  7. VISIT THE VIRGINS MARY’S APPARITION TEMPLE: Faith is true and strong here, there are many churches but the most important is dedicated to the “Virgin Mary Apparition” that was built in memory of the Apparition to a fifteen boy called “Natalino Scarpa dei Muti” in 1716.
    IMG_9686
  8. DISCOVER A WONDERFUL SEASIDE: we dream about tropical beach and seas, but here sea it’s so clean and wonderful. Seeing is believing.
    batch_IMG_9622

    La spiaggia

  9. DISCOVER LOCAL BOBBIN LACE ARTISTS: One of the most important traditions of this Town, handed down by the ancestors from mother to children. Will be easy to find a woman working on a bobbin lace along the narrow streets of the island, you will live a dream made by a historical knowledge. 
  10. NOTICE HOW TIME WILL PLEASANTLY SLOW DOWN HERE: 

This video will explain what you can see, just a step from Venice.

And You? What do you love of this plac

Leave a comment and share this article!

Scoprite le mie poesie, i Komorebi

A piedi, da Pellestrina a San Pietro in Volta.

Sono passati tre anni dalla mia ultima visita all’isola di Pellestrina; così tanti perché dalla fine del 2019 in poi, per ciascuno di noi, sono cambiate tantissime cose, per alcuni, decisamente troppe.

Le mie radici, ben radicate in questo territorio, per più di 900 giorni non si sono lasciate intridere dalla salubre aria salmastra, ma anche da quei profumi e colori che, con ogni parte di me, amo.

Oggi, in questa piccola cronaca, vi racconto a parole sicuramente, ma anche con qualche scatto, quella che è stata una delle pagine più belle delle mie gite fotografiche, voi stessi potrete vivere o rimodulare a vostro piacimento questa esperienza, sempre ricordando di essere turisti responsabili.

Conoscete tutti, se siete miei affezionati lettori, il territorio di Pellestrina e San Pietro in Volta, le sue tipicità, criticitá e, soprattutto, bellezze.
Infatti ve ne ho parlato anche qui: 10 cose da fare a Pellestrina almeno una volta nella vita e qui 53 anni dopo, una nuova violenta alluvione si abbatte su Venezia e le sue isole.

ITINERARIO (circa 11 fantastici kilometri): Lunedì 6 giugno 2022 son partito in direzione Chioggia, la ritengo il punto di partenza ideale per approcciare l’isola. Qui troveremo il parcheggio Giove che offre tariffe super convenienti parcheggiando l’auto all’ultimo piano, aperto ai lati, ma ben coperto. Già da qui il panorama comincerà a lasciarvi senza fiato.

Eccovi la mappa del primo tratto, poco più di 1km anche attraverso il cuore della città di Chioggia.

In questo tragitto passeremo dalla località “Isola Saloni” al centro storico, prendendo una delle tante calli che uniscono la “fondamenta del Canal Lombardo” al Corso del Popolo. Al termine di quest’ultimo, dopo aver sfiorato decine di negozi, ristoranti e bar arriveremo all’attracco di Piazza Vigo, dove ci attenderà il vaporetto della Linea 11 ACTV.

🟠 Fate attenzione 🟠 verificate la possibilità di prenotare l’imbarco se volete portare le vostre bici e ricordarevi che potrete anche noleggiarne una direttamente in isola.

Una volta acquistato il biglietto attendete l’avvio delle operazioni di imbarco e provate ad aggiudicarvi dei posti nel terrazzino posteriore del natante, la vista sarà eccezionale, ma anche non doveste riuscirvi, state sereni, il panorama è bellissimo anche dagli altri posti.

Cason da pesca nei pressi di Ca’ Roman

Se siete “amanti delle sfide” potrete aggiungere una tappa meravigliosa al vostro viaggio di scoperta, infatti chiedendo la discesa a Ca’ Roman di Pellestrina (vedi note degli orari) vi regalerete altri 3 km di itinerario a stretto contatto con la laguna ed il mare, mai così vicini lungo tutto l’arco di questo litorale, magari camminando alla sommità dei Murazzi come nella foto sottostante.

Passeggiando sopra i murazzi, verso Ca’ Roman di Pellestrina

Terminato questo tratto, a piedi o di navigazione arriverete all’attracco isolano del vaporetto, nei pressi del cimitero.

Vi raccomando di percorrere il più possibile il lato lagunare dell’isola, così da non perdere nessuno degli scorci che vedrete nelle immagini. Resta ovvio che se la voglia di mare vi dovesse sopraffare potrete affacciarvi al lato opposto e godere della vista del litorale isolano. | Scarica gratis la MAPPA DELL’ISOLA |

L’insegna che vi accoglierà all’approdo

Da qui, semplicemente proseguendo verso la Chiesa di Ognissanti, riconoscibilissima dalla sua sagoma che svetta sull’abitato, approccerete il primo tratto del borgo. Sulla sinistra vedrete una casa alta e verde, lì girando a sinistra e percorrendo la calle arriverete ai margini della Piazza del Duomo di Ognissanti che oltre all’omonima chiesa ospita anche due monumenti commemorativi, quello alla memoria di un parroco molto amato e l’altro, purtroppo più importante storicamente, che ci ricorda un mesto capitolo della seconda guerra mondiale, l’affondamento del piroscafo Giudecca, proprio nel quieto specchio d’acqua antistante la piazza.

La laguna innanzi al Duomo di Ognissanti

Proseguendo oltre verremo travolti dai toni variopinti delle case, sullo stile della più famosa Burano. Vi consiglio di rimanere nelle calli circondati dalle case in questa fase, così da acclimatarvi nel quieto vivere di questo borgo di pescatori, entrando in sintonia con una realtà dove l’unicità regna sovrana.

Uno scorcio, tra infinite sfumature di azzurro

Continuate verso nord, scoprendo le corti e le calli in cui la tavolozza si arricchisce di bellezza e gli accostamenti di ognuno creano un capolavoro, fatto di circostante.

Colori ed accostamenti unici

Supererete, ma, se vorrete, in questo tratto che vi separa dal “Tempio dell’Apparizione” potrete approfittare di un gran numero di ristoranti tipici e bar, alcuni famosissimi, altri sorprendentemente genuini. Con un occhio sempre pronto a scoprire bellezza.

I nomi delle barche sono sempre legati a delle storie, siano esse famigliari, aneddotiche o mitologiche. Tutto questo ha un fascino senza tempo.

E voi, li leggete mai i nomi sui pescherecci?

Per i più religiosi, ma anche per gli amanti dell’arte e dall’architettura in genere, imperdibile una visita al “Tempio dell’Apparizione” dedicato ai Santi Vito e Modesto.

Il Tempio, come si presenta innanzi a chi cammina o pedala lungo il lato lagunare.

Se andrete a guardare il mare da questa zona dell’isola rimarrete stupiti dal fatto che, da sopra il murazzo, distinguerete la laguna. E’ infatti uno dei punti abitati più stretti dell’isola, dunque mare e laguna si possono quasi toccare e distano meno di 200m.
Proseguiamo ancora, tra colori, profumi e, all’orizzonte nelle acque, qualche casone da pesca, strutture a palafitta il cui fascino primitivo non lascia mai insensibili.

Pescherecci e Casoni da pesca

Ed ecco, che passo dopo passo, arriviamo all’ultimo tratto del borgo di Pellestrina, il Sestier Scarpa, dove, quasi per miracolo gli spazi sinora talvolta angusti, sembrano apparentemente farsi più generosi, offrendoci così scorci come quello in cui è incastonata la Chiesa intitolata a Sant’Antonio.

Un taglio diagonale delle case e della Chiesa

E poco dopo

Da qui, sempre seguendo il corso lagunare, arriveremo ad una pista ciclo-pedonale che ci condurrà dopo circa 2 km alla frazione di Portosecco di San Pietro in Volta.

Sestier Scarpa

Unica nota da fornire, una deviazione all’altezza del cantiere ACTV verso il lato mare per poi tornare alla Laguna e proseguire.

Ed eccoci a Portosecco, località che prende il nome dal fatto che un tempo sfociava un fiume che, inesorabilmente, ha interrato il porto esistente. Qui il ritmo soave isolano pare farsi ancora più lieve e rilassante.

Le case vicino la Chiesa di Santo Stefano

Proseguendo ancora incontreremo di nuovo vari tra bar e ristoranti, oltre a quello che è al momento l’unico Hotel isolano, la Locanda Stravedo; innanzi la quale vi è un vecchio pontile usato un tempo dall’ACTV per far approdare le motonavi in un secondo punto di questo litorale e poi proseguire fino a Venezia direttamente via acqua.

Ex approdo ACTV

Proseguiamo ancora, superando il Ristorante “Da Nane” ed altre attività tra cui un bar ed una gelateria, eccoci ad uno dei punti più suggestivi, il centro di San Pietro in Volta; qui potrete trovare botteghe di cibo tipico, mini-market ed anche camion di ambulanti di prodotti freschi o vestiario/accessori casa.

Piazza di San Pietro in Volta

Vicino la Chiesa tra l’altro visse uno dei cittadini più illustri del litorale, il pittore Natalino Bentivoglio Scarpa, chiamato “Cagnaccio”.

Casa del Cagnaccio

Proseguendo arriveremo poi ad uno dei punti più belli dell’isola, una darsena in cui riposano le barche dei pescatori da cui di gode di un paesaggio mozzafiato.

Visuale dalla dighetta della darsena

Giungiamo così al capitolo finale di questa lunga, emozionante e ricca escursione, entrando nel cuore della frazione “Belvedere” (lato sinistro della foto qui sopra). Da qui vedremo la frazione “Alberoni” del Lido e la chiusura del borgo di San Pietro in Volta, con il ferry-boat che naviga innanzi a noi lungo il porto.

Qui, pensate, visse e ambientò una storia un grande maestro Disney: Romano Scarpa e il portico della foto sottostante fece parte di alcune tavole.

Il portico in località “Di Botta”

Ed infine, con la nostalgia che sale, prima ancora di abbandonare l’isola o di proseguire con la pista ciclabile fino al ferry-boat, eccoci all’ultimo fotogramma che questo posto unico ci offrirà seguendo la direzione da sud a nord.

Le panchine fronte laguna in località Belvedere

Sembra quasi un ossimoro che le panchine diano le spalle alla Laguna, ma non disperate, potrete godere del tramonto sedendovi direttamente sul muretto che guarda la laguna, affidando i vostri sogni al sole che si tuffa nelle acque mentre solca l’orizzonte dei Colli Euganei.

Perché, nessuno ve lo verrà a dire, ma qui ci sono alcuni dei tramonti più belli al mondo.

Tramonto sulla laguna

Se siete arrivati fino a qui avete condiviso con me un viaggio a tratti dalle atmosfere oniriche, in cui vi ho rivelato molto,
ma non tutto ciò che si può vedere in questo territorio unico.
Che voi scegliate di pedalarvi o camminarvi
poco importa, ma godetene appieno.
Io sognavo da anni di percorrere l’isola completamente a piedi da sud a nord, a posteriori ne sono felicissimo, certo, con le scarpe più consumate

dagli 11 km percorsi, ma con il cuore felice,
perché ha imparato tantissimi nuovi colori ed emozioni.

Buon viaggio di scoperta cari lettori e care lettrici,
dal vostro Edoardo.

PS se siete arrivati fino a qui ricordatevi che, lato mare, troverete il bus che vi potrà accompagnare verso Pellestrina per riprendere il vaporetto come da orari LINEA 11 in direzione Chioggia.

RISORSE:
IL PERCORSO COMPLETO BY GOOGLE MAPS
Scarica gratis la MAPPA DELL’ISOLA
Scarica gratis l’INTERO ARTICOLO

ARTICOLI CORRELATI:
Come arrivare a Pellestrina
10 cose da fare a Pellestrina almeno una volta nella vita…
Quella volta che Topolino e Pippo hanno alloggiato a Pellestrina…
Pellestrina, un paese da scoprire…
Pellestrina, l’isola che… c’è!
Il Vianello che affondò la “Pirofregata Re d’Italia” a bordo dell’Ammiraglia Austriaca “Ferdinand Max”…
Chi si ricorda la nave incagliata?
“Cagnaccio” di San Pietro, lo scultore di tele.

Ogni cicatrice puó essere un sentiero che conduce al lato migliore di noi… – intervista a me stesso

Oggi sono passati 20 anni da quel giorno estivo da cui la mia vita è rimasta sospesa nel vuoto per qualche tempo… per me è sempre come un secondo compleanno, a quella data infatti seguì un lento e graduale ritorno alla vita, circondato dagli affetti che mi hanno sempre sostenuto, che mi ha portato ad essere la migliore versione possibile di me.

Oggi intendo raccontarvi una pagina fondamentale della mia vita, in un viaggio immaginario, attraverso gli occhi del me stesso dell’anno 2000, uno degli anni più importanti della mia vita.. l’anno che mi ha cambiato più nel profondo tra tutti.

agosto 2000

Il ritorno post ricovero alla diga di Santa Maria del Mare, uno dei luoghi a me più cari                                  (San Pietro in Volta – ora non più esistente a seguito della costruzione del MOSE)

  1. Ciao, mi permetto di darti del tu, so che sei in un periodo delicato della tua vita, che succede?
    In questo preciso momento della vita io sto combattendo con l’incapacità di accettare ciò che sono, mi sento a tratti emarginato dagli altri, passo molto tempo a scrivere, riflettere, diciamo che sento la mancanza di una valvola di sfogo e qualche sorriso, non riesco a trovare il mio spazio nel mondo, il mio stesso senso, un senso di afflizione.
  2. I 16/17 anni si immaginano come l’età della gioia, della spensieratezza, tu invece mi parli di dolore, apatia, senso di inadeguatezza, cosa ha appesantito così tanto i tuoi pensieri? La colpa è di qualcuno?
    La colpa è sita negli stereotipi che la società, oggi come domani a quanto pare, (sarebbe ieri come oggi, ma sto pur sempre parlando col mio passato ndr) colpiscono le persone dall’animo più sensibile. E’ impossibile incolpare qualcuno di specifico, perchè in fine dei conti i problemi nella maggior parte dei casi ce li creiamo da soli e proprio il loro accumularsi nei pensieri forma delle, metaforicamente parlando, matasse inestricabili e grigie. 
  3. Mi hai riferito della tua passione per la scrittura, particolarmente pensieri e poesie, in che senso ti hanno aiutato con la tua situazione? C’è stato un momento di svolta?
    Non trovando una strada al di fuori, nelle cerchie delle amicizie o altrove, ho provato, spontaneamente, ad affidare i miei pensieri, soavi o cupi che fossero, a carta e penna… fu istintivo; a scuola poi affrontammo il dolce stilnovo, i poeti giocosi, ho capito che in fondo scrivere da sempre rappresenta una valvola per veicolare se stessi al mondo circostante. La svolta è stato il sentirmi meglio dopo aver affidato alla carta i miei pensieri, perchè così il carbone interiore aveva uno scopo per cui bruciare e non accumularsi.
  4. Edo, qual’è stato il momento chiave?
    Indubbiamente la chiave di volta della nostra vita è stata l’estate del 2000, l’estate in cui tutto ha acquisito un senso maggiore, anche grazie all’esperienza di animatore in Oratorio a Mogliano.
  5. Quindi siamo arrivati al giugno del 2000 come punto di svolta, in che senso? Cosa è cambiato?
    Poco prima di giugno arrivò la svolta, ricordo bene che fui consigliato da Don Nicola e da un’amica, ad entrare nel gruppo degli animatori dell’oratorio don Bosco di Mogliano; in particolare oltre ai giochi pomeridiani, al mattino avrei seguito il giornalino dell’oratorio, una piccola, ma bella responsabilità. Stare a contatto con altri giovani, coetanei o meno, conoscere nuove persone, avere delle responsabilità, quell’avventura fu l’incipit di qualcosa di ancora più grande, fu l’inizio di una presa di coscienza su quanto valesse la mia vita. E… chissenefrega ma in quel giugno arrivò anche la mia bocciatura della terza superiore… succede anche ai migliori (: . 
  6. Edo, esiste un libro a cui non rinunceresti per nulla al mondo?
    Anche se amo la scrittura, per me la lettura è qualcosa di particolare, devo essere catturato dal testo, dallo stile e dalla trama, leggo poco, ma quando leggo non mi stacco dal volume che ho in mano quasi compulsivamente.
    Ho letto svariate volte “Un americano alla corte di re Artù”, un libro leggero ma con un finale con morale che mi ha sempre dato l’impressione di essere il valore aggiunto ad una storia di per sé leggera
    .
  7. Hai una macchina fotografica speciale in mano, un solo scatto, una sola foto, un solo soggetto, chi ritrarresti e perché?
    All’epoca in questione non la sapevo usare, dettagli, ma c’è un ricordo che non ho modo di serbare con me e dunque vorrei poter rivivere: l’istante in cui sono uscito dal coma e tornato alla vita; io non posso ricordare quel momento e dato quanto mi ha cambiato in positivo posso solo che essere felice di aver avuto la mia seconda chance dalla vita.
  8. Quale soddisfazione ruberesti al tuo io futuro?
    Sono due piccoli sogni realizzati, la pubblicazione del Libro: Komorebi e quella di una poesia intitolata “Laguna” e dedicata all’isola di Pellestrina che ha fatto il giro del web negli ultimi vent’anni.
  9. Con quale personaggio del mondo fantasy senti un legame particolare?
    Vorrei dire Batman, ma non ho il fisico, in realtà io sono Paperino, la sua simpatia, tenacia davanti anche alle avversità più grandi sono l’emblema di come col sorriso tutto possa diventare più leggero.
  10. Ti sei mai trovato davanti ad una situazione all’apparenza impossibile? Se si, come hai risolto il problema?
    Assolutamente si, due ricordi in particolare, durante il ricovero del luglio/agosto 2000 quando iniziai a “tornare al mondo” beh, lì ricominciare a re-imparare a camminare e parlare non è stato uno scherzo, tanta fisioterapia, tanta tenacia e tanta logopedia… la mia memoria inizialmente era diventata poco elastica, instabile e circa il camminare, beh non ci riuscivo e per un breve periodo usavo una sedia a rotelle per muovermi.
  11. Quando hai realizzato cosa ti fosse successo? In cosa ha migliorato la tua vita?
    Quando dopo circa 30 giorni di ricovero mi son guardato allo specchio perchè volevo farmi la barba e ho visto la cicatrice, lì ho realizzato che era successo qualcosa di di cui non ero consapevole, mi girai verso mia madre e le dissi: “E questa cos’è? A me non piace la riga nella pettinatura…” Perchè in fondo tra antidolorifici e altro, i processi logici non mi avevano fatto realizzare del tutto cosa mi fosse accaduto, lì dentro in lungodegenza era tutto ovattato. Quando vidi la cicatrice capii la grande fortuna che avevo avuto, come se fossi rinato, era il segno della mia seconda chance.
    Quando vennero gli psicologi dissi che quell’Edoardo che trasudava dolore nelle sue parole era “morto”, la depressione a rigor di logica dopo ciò che avevo vissuto non aveva senso, non sentivo bisogno di loro, ero consapevole di essere cambiato.
  12. Siamo in un’epoca dove internet ha iniziato ad erodere molte abitudini che avevamo prima di questo periodo, quanto ha inciso tutto questo sul tuo modo di vivere?
    Sono cambiate tantissime cose, io già prima del 2000 avevo un mio piccolo sito di poesie su “geocities”, chattavo con persone di tutto il mondo in inglese tramite ICQ (ricordo ancora il mio id utente: 49269898), si poteva comunicare a distanze siderali quasi come fai tu oggi, ma all’epoca tutto aveva un gusto più bello, perchè includeva poco pregiudizio e molta scoperta del nuovo. Alcune persone le ho sentite per un lungo tratto della vita anche al di fuori di quei mezzi di comunicazione. Ricordo che molti si erano spaventati dal non sentirmi più nel periodo del ricovero, alcuni mi chiamavano sul primo cellulare (nokia 3210 – articolo correlato) per sentire come stessi. In sintesi il mondo internet all’epoca è stato il big bang di una infinita gamma di possibilità che forse oggi, come tutte le cose, inizia ad avere declinazioni così diverse dal diventare talvolta negative, ma non tutto è da buttare, fa parte dello spettro d’azione di ogni cosa avere zone d’ombra.
  13. Chi ha incentivato maggiormente la tua passione per la scrittura? Hai avuto una sorta di mentore?
    Quarta superiore, il mio insegnante di lettere, fu il mio più grande stimolo a seguire, perseverare e costruire il mio stile di scrittura. Un rapporto franco e sincero con una persona che stimo tuttora per la sua grande cultura umanistica. All’epoca scrissi una poesia che tuttora annovero tra le più intense della mia raccolta.

    Una panchina in riva al lago
    Noi due, seduti, vicini
    Nell’ora che s’avvia al desinare
    Il vento, che con dolce carezza
    abbraccia il nostro amore,
    gli ultimi spicchi di sole
    mi fan contemplare il tuo viso
    dolce e chiaro, resto senza parole
    i secondi durano ore
    questi sentimenti durano tutta la vita
  14. Quanto Edoardo c’è in ciò che scrivi? Come si intitola il tuo primo romanzo?
    In ogni poesia ci sono io, il mio vissuto, la mia visione del mondo o semplicemente delle emozioni che ho cristallizzato a parole. Nei prima metà del 2000 scrissi un breve romanzo ambientato tra Mogliano, Mestre e Treviso intitolato “Devo dirti una cosa”
  15. Tutti noi abbiamo dei sogni nel cassetto, raccontaci se ne hai ancora qualcuno nel cassetto:
    Allo stato attuale guardando a cosa, direi che il sogno nel cassetto lo realizzerò con Silvia. Dunque l’unico augurio è che il nostro cammino sia sempre costellato da piccole, ma importanti gioie.
  16. Ora voglio farti un’ultima domanda, alla luce di tutto e della tua esperienza, cosa speri sia cambiato tra 15 anni nella fase di crescita e sviluppo della personalità dei più giovani?
    Mi auguro che ci sia maggiore integrazione, comprensione, meno bullismo e più partecipazione e condivisione, ma temo che anche per il mondo futuro non ci sia spazio per questi valori, anzi, da quello che intravedo potranno solo peggiorare. Spero ad ogni modo di sbagliarmi.

Ti regalo, come in tutte le mie interviste, una grande opportunità e ti chiedo: cosa vuoi dire a chi ci sta leggendo?
Mai demordere, mai mollare, avere più fiducia in sé stessi e badare meno al giudizio altrui che, per quanto conti, non deve mai arrivare a renderci vulnerabili.
Perchè, come dico sempre: “Nessuno crederà in te, se non sarai tu il primo a farlo”.

Edoardo

Articoli correlati:

Komorebi, da oggi li trovi in libreria o in ebook!
Kintsugi, una metafora esistenziale…
19 anni, 19 anni dopo… 17-7-2000 l’ultima pagina, per fortuna strappata.
Pellestrina, un paese da scoprire…
Voga alla Veneta – il mio sport del cuore
Come essere dei Turisti responsabili…
10 cose da fare a Pellestrina almeno una volta nella vita…

10 cose da fare a Pellestrina almeno una volta nella vita…

English version
  1. ASPETTARE IL TRAMONTO: è certamente uno degli spettacoli naturali più suggestivi da vivere all’interno dell’isola; E’ meraviglioso infatti soffermarsi ad ammirare questo momento della giornata, seduti in riva alla laguna, mentre il sole si specchia e riempie di luminosi riverberi colorati il circostante fino a quando non scompare all’orizzonte, tuffandosi proprio lì, al cospetto dei Colli Euganei. Tutto si fa silenzioso in quegli istanti e la magia aumenta di secondo in secondo.
    batch_IMG_0116

    Una foto di un tramonto a Pellestrina

  2. PERCORRERE I MURAZZI A PIEDI DA CA’ ROMAN FINO A SANTA MARIA DEL MARE: è vero, sono almeno 11 km, ma la scorpacciata di aria sana e paesaggio saranno garantite. Nessuno vi obbliga a percorrerlo tutto da un capo all’altro, ma fidatevi, fare a piedi sopra il murazzo almeno il tratto da Cà Roman fino al Cimitero di Pellestrina vi farà emozionare tantissimo e giuro, non lo dimenticherete mai. Non dimenticate inoltre che in qualche tratto del percorso dai murazzi riuscirete a vedere il mare arrivare quasi a lambire la laguna.
    IMG_0080

    Il murazzi nei pressi di Cà Roman

  3. FERMARSI A CHIACCHIERARE CON I PESCATORI: l’ecosistema locale è famoso per i prodotti ittici e derivati, non dovrete sforzarvi molto per trovare in isola persone disposte a raccontarsi un pò, ma se siete timidi potrete fare un giro nei bar o presso le imbarcazioni, comunque capiterà sicuramente anche senza andare a cercare di trarre degli aneddoti difficili da dimenticare.
  4. ASCOLTARE IL SUONO DEL SILENZIO: uno dei tratti distintivi di questo luogo è proprio il suono inconfondibile del silenzio; qui infatti non c’è frastuono di motori, rumore di fondo o smog come in città. Qui siamo al cospetto di uno dei più fulgidi esempi di contemplazione ed integrazione della vita quotidiana con la natura circostante ed il suo ecosistema.
    IMG_9569
  5. PROVARE UN BRIVIDO DAVANTI AL CIVICO 666 E RIDERCI SU: un posto così bello può ospitare un numero così inquietante? Ebbene sì! Per gli appassionati della Cabala o della numerologia allora una tappa da non dimenticare è certamente a Pellestrina, una delle case nella foto sottostante infatti è proprio quella col civico 666.
    IMG_9679
  6. ASSAGGIARE IL CIBO TIPICO E PORTARSI A CASA DEI BUSSOLAI: è vero, ci sono molti ristoranti, è vero ci sono bar e gelaterie, ma non me ne vogliano, i bussolai sono la più grande tentazione tra i prodotti tipici isolani.
    Impossibile non assaggiarli, impossibile resistervi!
    La stessa cosa vale comunque anche per la cucina locale, semplice e squisita!
  7. VISITARE IL TEMPIO VOTIVO DEDICATO ALL’APPARIZIONE DELLA MADONNA: in quest’isola il legame del popolo per la fede è sentitissimo, svariate infatti sono le chiese isolane e, soprattutto da citare il tempio eretto in memoria dell’apparizione Mariana a Natalino Scarpa dei Muti nel 1716. (articolo sul tema)
    IMG_9686
  8. SCOPRIRE LA BELLEZZA DI UN MARE CRISTALLINO: siamo abituati a scenari da pubblicità, tropici o luoghi distantissimi, eppure il mare qui è pulito e bellissimo. Provare per credere!
    batch_IMG_9622

    La spiaggia

  9. VEDERE UNA DONNA LAVORARE AL TOMBOLO: Passeggiando sarà facile trovare una donna od una ragazza lavorare al Tombolo, una tradizione secolare tramandata di generazione in generazione che conserva un fascino senza tempo visitate questo link per saperne di più
  10. ACCORGERSI DI COME IL TEMPO CAMBI PROSPETTIVA SE TRASCORSO AL RITMO DI QUESTO LUOGO: 

Il video credo rappresenti bene l’idea di ciò che si può scoprire in questo angolo di pianeta.

E voi? Cosa amate di Pellestrina?

Novità PosterPellestrina panoramaa partire da € 6,99
Novità AdesivoAdesivo Pellestrina – l’isola che c’è a partire da € 2,99
Novità Maglietta maniche lunghe premium uomo Pellestrinal’isola che c’èa partire da € 22,99

Siete dei turisti responsabili? Scoprite il vademecum!

Scrivetelo nei commenti e condividete questo articolo.

Articoli correlati:
Come arrivare a Pellestrina
A piedi, da Pellestrina a San Pietro in Volta.
Turismo responsabile
Pellestrina, l’isola che… c’è!
Pellestrina, un paese da scoprire…
Voga alla Veneta – il mio sport del cuore
Quella volta che Topolino e Pippo hanno alloggiato a Pellestrina…

Acquista ora l’ebook o la versione cartacea dei “Komorebi”!

Shop & Merch Trarealtaesogno

Scoprite le mie poesie, i Komorebi