Komorebi Ebook – finalmente sbarca su PlayLibri

Per chi frequenta questo spazio dagli inizi i “Komorebi” sono già cosa nota, per chi li scoprisse solo ora invece, devo una breve introduzione.

I Komorebi sono brevi poesie figlie della contemplazione del circostante e, talvolta, di quella interiore.

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La scelta di questa parola giapponese come titolo, è il frutto della ricerca di un termine che andasse oltre il suo significato intrinseco e dunque valesse più della parola con cui lo si esprime.

Con Komorebi, i giapponesi, indicano la luce del sole che filtra attraverso le fitte foglie degli alberi. Proprio come fanno i nostri pensieri che, valicando la nostra foresta interiore, vengono filtrati fino ad illuminare, secondo la nostra coscienza, il cammino.

I Komorebi altro non sono che brevi componimenti poetici o riflessioni intorno alla vita ed alla natura od anche alle sensazioni ed ai sentimenti. Traggono ispirazione dalla volontà di essere brevi e concisi, talvolta netti nella ritmica, come gli epigrammi di antica memoria.

Questa per me è risultata una sfida affascinante da perseguire, in quanto sin da adolescente sono dedito alla scrittura, particolarmente in forma di poesia, ma mai col vincolo di una sinteticità che rendesse a tratti il messaggio tanto breve quanto intenso.

Una sorta di fugace e repentina via d’uscita dalla realtà che in un lampo si dissolve tra le nostre dita…

Scopri qui l’ebook

Buona lettura amici e grazie per commenti, like e condivisioni.

Edoardo

PS In passato, figlia di una creatività giovanile scrissi anche un breve romanzo, se volete scoprire di più eccovi il link – Devo dirti una cosa…

Cos’è una fotografia…?

Ci sono svariate domande che, almeno una volta nella vita, un fotografo, appassionato o professionista, si potrà porre nell’arco delle sue esperienze. Una di queste è: cos’è una fotografia?

Se ci rifacessimo alle definizioni il suffisso FOTO significherebbe “luce” o si riferirebbe ad essa;

Ma nella sua essenza primaria per noi altro non è che un istante, cristallizzato con teniche di acquisizione e stampa, analogiche o digitali, che ne renderanno durevole la memoria.

Ma oltre al lato fisico, e visivo dunque, in una foto sono contenuti sentimenti, sensazioni, profumi, ricordi, miriadi di opzioni; quasi come un punto attraverso cui passano infinite possibilità interpretative.

Ma semplificando una mia interpretazione della questione vi allego a questo articolo uno scatto “rubato”, opera di mia moglie durante il nostro viaggio di nozze in Toscana a settembre 2019.

In questo scatto lei ha cristallizzato la mia idea di “fotografia”, che così riassumo: “catturare istanti luminosi del nostro scorrere vitale”.

Grazie Silvia ❤️ per questa foto e per l’ispirazione che ne ho tratto.

Dondolando

“Talvolta si può sognare anche aprendo gli occhi, basta farlo volgendosi verso il migliore orizzonte cui possiamo aspirare”
Volterra – Settembre 2019

19 anni, 19 anni dopo… 17-7-2000 l’ultima pagina, per fortuna strappata.

Oggi compio 19 anni, 19 da quando sono tornato alla vita. Potrà sembrare stucchevole, noioso forse, guardare indietro e ricordare, scavare a ritroso, ma per me il 17 luglio 2000 rimane e rimarrà la svolta, la possibilità, il jolly di una intera, all’epoca breve, esistenza. Ero un ragazzo normale, con tutte le debolezze di un’età in cui urliamo di essere pronti a tutto, ma in realtà non siamo ancora pronti a nulla. Depresso e rinato grazie alla sommatoria di esperienze di un anno tanto atteso quanto doloroso.

Quella che è seguita al malore che poteva chiudere il mio capitolo a questo mondo, è una persona nuova, che, un’esperienza alla volta, ha imparato ad amare la vita e, perchè no, anche se stesso. Perchè in fondo scegliamo ogni giorno con chi trascorrere i nostri giorni felici, ma spesso scordiamo che con noi stessi, passeremo tutta la vita. Se non impareremo a ridere dei nostri difetti, a perdonarci gli errori, a tenere il sorriso davanti a chi ha il muso, non avremo perso nulla, se non l’opportunità di essere felici per quello che siamo e per ció che abbiamo.

Prossimamente su questo blog, intervisteró me stesso, l’io di oggi proverá a chiedere al me di allora cos’era successo e cosa sia poi cambiato.

Un abbraccio e grazie a tutti voi, a chi c’era e a chi c’è ora. In attesa di farvi scoprire qualcosa di più dell’itinerario che mi ha portato ad essere chi sono.

Kintsugi, metafora esistenziale

#trarealtaesogno #intervista #17-7-2000