Stampante fotografica Zink Vs Stampante termica Phomemo: quale scegliere?

Cari Amici e care Amiche,
avete presente quelle piccole stampanti portatili con cui moltissime persone stampano foto grandi circa quanto un bancomat? Esatto! Proprio quelle, ma da qualche tempo ci sono comparse anche le Phomemo (e le sue alternative)… 

Niente panico! Ora vi dirò cosa cambia da una tecnologia all’altra, così la vostra eventuale scelta sarà perfetta!

Partiamo dalle basi, per chi non lo sapesse la prima si chiama così perché realizza le stampe con una tecnologia chiamata appunto Zink (=Z-ero ink), un brevetto della celeberrima azienda Polaroid, che da sempre pone il suo accento su tecnologie di stampa a sviluppo istantaneo.

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Ma qual è la vera novità di questa tecnologia rispetto alle precedenti?
Praticamente, grazie alle ridotte dimensioni di stampa, permette di ottenere dispositivi molto più piccoli delle stampanti tradizionali (mediamente le stampanti Zink misurano 12 x 8,2 x 2 cm) e dotati di batteria al litio.

Ecco una stampa Zink realizzata a casa con la mia Stampante Canon Zoemini.

Non ci dobbiamo preoccupare di inchiostri o cartucce perché, incredibilmente, la carta contiene già il pigmento; questo cambierà colore in base alla temperatura che viene impressa dalla stampante sulla superficie del foglio! In meno di un minuto si otterrà una stampa pratica e di qualità, bella anche da regalare!

Veniamo ora alla Phomemo ed alle sue svariate tipologie di carta.

Le Phomemo (ma esistono anche le PeriPage e molte altre) sono una serie di stampanti termiche che nascono per creare piccole etichette, stickers o foto che, ovviamente, risulteranno solo in bianco e nero una volta prodotte.

Sono amatissime dagli appassionati di Journaling che tramite le creazioni possono decorare, impreziosire o completare i loro planning.

Non sono dunque adatte a conservare i nostri ricordi, fotograficamente parlando, ma vanno a completare il “kit” di ogni appassionato.

Immaginate di stampare la foto con una stampante Zink e poi, in un istante, preparare una didascalia simpatica e frizzante da affiancare alla foto per raccontare l’istante appena vissuto. Bellissimo no?

In sintesi possiamo quindi tenerle, una o entrambe, sempre con noi, in borsa o nello zaino e stampare al momento, direttamente dalla galleria del cellulare, via bluetooth qualsiasi immagine o testo; spesso questi dispositivi sono corredati anche di piccole funzionalità di ritocco, ma nulla vieta di scattare con cellulare/tablet, modificare con app esterne (es. con Snapseed) e poi stampare.

Negi ultimi anni si è perso il gusto della stampa, ma certi ricordi sono indelebili solo se possiamo toccarli con mano.

Esempi di prodotti in tema con l’articolo:

Stampante Canon Zoemini (quella del video!)
20 fogli per stampe Canon Zink
50 fogli per stampe Canon Zink
20 fogli per stickers Canon Zink

Stampante Kodak Step
20 fogli per stampe Kodak Zink

Polaroid hi print printer
20 fogli per stampe Polaroid Zink

Phomemo Printer
Phomemo Ribbon

PeriPage Printer
PeriPage Ribbon

Pooli Printer
Pooli Ribbon

E poi dove mettiamo le foto? Ovvio, in questo album o in quaderni come questi.

Ma non ti stanchi mai di quella città?

Ci sono luoghi che non mi stancano mai, perchè per me non sono città, bensì emozioni da cui lasciarmi permeare 🥰.

Tra sorrisi di gratitudine, scambiati in calli troppo pervie per accogliere più di due paia di piedi per volta. Cieli troppo azzurri, che si specchiano nella laguna, da far perdere il respiro e poesie da abbandonare 🙃.

Eppure ogni tanto qualcun* ancora me lo chiede: “ma non ti stanchi mai di quella città?”

E come ogni innamorato rispondo: “No, non mi stancheró mai di perdermi nei suoi occhi, che sono in tutte le cose belle che riesco a scoprire, ogni volta che la rivedo” ❤️

Se ancora non conoscete la mia pagina instagram potete scoprirla scrivendo: @trarealtaesogno

Lo so che è un nickname complesso e lungo, ma se poi mi seguirete non dovrete scriverlo più 😉😝

#trarealtaesogno

👋🏻

Superfici che ti fanno riflettere

Questo periodo storico, ormai principiato più di 365 giorni orsono, ha scatenato le più variegate forme di reazione, talvolta anche in forma di moti di protesta più o meno fantasiosi.

La frase qui ritratta sicuramente non volge lo sguardo a faustissimi epilogi, anzi, ciononostante puó essere sprono ad essere ancora una volta la nostra migliore versione possibile, ogni giorno, sorridendo alle difficoltà e sperando di non essere mai travolti, direttamente o no che sia, dal tumulto generale.

Pretendiamo l’apocalisse dunque, ma solo della parte peggiore di noi che possiamo offrire a questo Mondo.

Sorridiamo un poco di più a quello che abbiamo e, di tanto in tanto, fermiamoci, riflettiamo, perchè in quello che chiamiamo poco abbiamo ancora moltissimo di ogni cosa.

Ampliare le prospettive: avete mai pensato ad un fisheye?

Talvolta ci troviamo di fronte a paesaggi indimenticabili, nel caso di una parte di questo test invece i paesaggi lo erano, ma con qualche limite di luminosità a causa del cielo imbronciato.

Tuttavia il risultato mi lascia pienamente soddisfatto in quanto le foto, ampissime come vedrete, lasciano comunque una sensazione molto positiva anche nei contesti con scarsa luminosità solare.

L’unica regola con questo tipo di lenti è il buonsenso nello scegliere l’angolazione dello scatto e il contesto dello stesso.

Risulta infatti difficile in un contesto ampio stuzzicare la curiosità e l’interesse, quindi siate creativi e cercate di immortalare forti contrasti cromatici.

La montagna dona serenità, osservare queste immagini ne conserva una piccola quantità.

Oltre a mia moglie, la mia compagna di viaggio è stata la Olympus E-M10 mk II

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Come essere dei Turisti responsabili…

Ecco un elenco di lenti per ottenere risultati simili:

Olympus 9mm f/8 – fisheye
7artisans 7,5 f/2.8
Fisheye per Canon
Fisheye per Nikon
Fisheye per Sony
Fisheye per Fujifim

Cos’è una fotografia…? Il diaframma

Cari lettori e care lettrici,
quante volte impugnando una macchina fotografica, un poco più professionale di quanto siamo abituati, ci ritroviamo persi in un mondo di meccanismi all’apparenza impossibili da interpretare?

Quante volte abbiamo sentito dire: “Dai, basta che apri il diaframma!” Eppure molti non hanno idea né di cosa sia, né di cosa possa fare per noi questo diamine di elemento.

Partiamo dalla definizione: Il diaframma è il meccanismo usato per regolare la quantità della luce che attraversa l’obiettivo, in maniera analoga all’iride dell’occhio umano. Wikipedia.

Ora che sappiamo cos’è proviamo a capire in pochi step in cosa ci possa aiutare!

IMG_6599 copiaPer prima cosa prendete la vostra macchina fotografica e verificate se, nella ghiera posta solitamente in alto o nei menù interni, disponete di questo comando: A oppure Av.
Da qui avrete modo di impostare il “celeberrimo” diaframma e andare a gestire, a vostro gusto creativo, la profondità della messa a fuoco.

Ma senza indugiare in terminologia tecnica andiamo a vedere un esempio pratico di questa impostazione e dei suoi risultati sull’immagine.

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Come vedete la cosa è molto più semplice di quanto appaia.

Più alto sarà il numero che scegliere e maggiore sarà la distanza, oltre il soggetto messo a fuoco, che potrete vedere con nitidezza.

Ovviamente ci sono molte altre implicazioni sull’uso di questa impostazione, ma le rimando ai prossimi episodi.

Spero di avervi tolto qualche dubbio.

A presto

Edo