Come nascono i Komorebi?

I Komorebi (articolo precedente) sono dei brevi componimenti poetici, frutto di una riflessione interiore che sgorga da un luogo sconosciuto ed invisibile, l’anima.
Non hanno un perchè od un come, essi appaiono, aleggiano e si palesano per poi volare via.

Come dei colori lanciati con una consapevole casualità sulla mia tela interiore.
Se non riflettessi approfittando del silenzio, sarei dovuto nascere sasso, se non mi potessi emozionare davanti allo spettacolo del mare, sarei dovuto nascere privo di sentimenti.

A volte fermandomi a pensare, da giovanissimo, sfibravo la mia essenza, oggi attraverso quel dolore e tanto, tantissimo ascolto interiore ho trovato equilibrio e gioia e vivo questi stati come sfogo artistico del mio percorso di vita.. essi sono totalmente scevri di accezioni negative, semplicemente hanno senso di essere perché condensano in poche parole un istante che, in un momento indefinito, mi ha attraversato e mi si è impresso dentro.

Così, talvolta dopo migliaia di albe e tramonti, è potuto germogliare in me quel determinato pensiero. 

Ogni singolo testo da me scritto risulta espressione del mio percorso di vita, nella gioia e nel dolore.

Edo

Komorebi, da oggi li puoi trovare a Spinea!
Ma chi glielo dice a Gutenberg?

Cos’è una fotografia…?

Ci sono svariate domande che, almeno una volta nella vita, un fotografo, appassionato o professionista, si potrà porre nell’arco delle sue esperienze. Una di queste è: cos’è una fotografia?

Se ci rifacessimo alle definizioni il suffisso FOTO significherebbe “luce” o si riferirebbe ad essa;

Ma nella sua essenza primaria per noi altro non è che un istante, cristallizzato con teniche di acquisizione e stampa, analogiche o digitali, che ne renderanno durevole la memoria.

Ma oltre al lato fisico, e visivo dunque, in una foto sono contenuti sentimenti, sensazioni, profumi, ricordi, miriadi di opzioni; quasi come un punto attraverso cui passano infinite possibilità interpretative.

Ma semplificando una mia interpretazione della questione vi allego a questo articolo uno scatto “rubato”, opera di mia moglie durante il nostro viaggio di nozze in Toscana a settembre 2019.

In questo scatto lei ha cristallizzato la mia idea di “fotografia”, che così riassumo: “catturare istanti luminosi del nostro scorrere vitale”.

Grazie Silvia ❤️ per questa foto e per l’ispirazione che ne ho tratto.