19 anni, 19 anni dopo… 17-7-2000 l’ultima pagina, per fortuna strappata.

Oggi compio 19 anni, 19 da quando sono tornato alla vita. Potrà sembrare stucchevole, noioso forse, guardare indietro e ricordare, scavare a ritroso, ma per me il 17 luglio 2000 rimane e rimarrà la svolta, la possibilità, il jolly di una intera, all’epoca breve, esistenza. Ero un ragazzo normale, con tutte le debolezze di un’età in cui urliamo di essere pronti a tutto, ma in realtà non siamo ancora pronti a nulla. Depresso e rinato grazie alla sommatoria di esperienze di un anno tanto atteso quanto doloroso.

Quella che è seguita al malore che poteva chiudere il mio capitolo a questo mondo, è una persona nuova, che, un’esperienza alla volta, ha imparato ad amare la vita e, perchè no, anche se stesso. Perchè in fondo scegliamo ogni giorno con chi trascorrere i nostri giorni felici, ma spesso scordiamo che con noi stessi, passeremo tutta la vita. Se non impareremo a ridere dei nostri difetti, a perdonarci gli errori, a tenere il sorriso davanti a chi ha il muso, non avremo perso nulla, se non l’opportunità di essere felici per quello che siamo e per ció che abbiamo.

Prossimamente su questo blog, intervisteró me stesso, l’io di oggi proverá a chiedere al me di allora cos’era successo e cosa sia poi cambiato.

Un abbraccio e grazie a tutti voi, a chi c’era e a chi c’è ora. In attesa di farvi scoprire qualcosa di più dell’itinerario che mi ha portato ad essere chi sono.

Kintsugi, metafora esistenziale

Intervista a me stesso

40 anni Tra Realtà e Sogno

#trarealtaesogno #intervista #17-7-2000

Viaggio nel Tempo: Quanto Costavano le Cose con le Lire?

Aneddoti e spunti di riflessione per chi, specialmente i nati post 2000, non ha mai avuto il piacere di pagare qualcosa con le Lire (£): scopri il valore degli oggetti di uso quotidiano e dei sogni di una volta nella vecchia valuta italiana.

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Quante volte, camminando per le nostre città, al supermercato, in un qualsiasi negozio, abbiamo sentito l’eco di qualcuno che diceva: “Ah, ai miei tempi, con 50.000 ₤ (₤=Lire) si potevano comprare tantissime cose!” oppure “Una volta con 12.000 ₤ mi mangiavo una pizza con la Coca Cola!”.

Ma per la generazione dei 2000, quelli che chiamiamo millennials, cosa può significare la nostra vecchia valuta? Con che termine di paragone potrebbero immaginarne il valore e le proporzioni? Certamente non sarà sufficiente dire che 1€ corrisponde a 1936,27 ₤, anche perché su questo tema si sono sprecate opinioni a 360 gradi e questo articolo non vuole analizzare gli svariati fenomeni di conversione dei prezzi che si sono manifestate dopo il “lancio” della moneta unica europea. (un approfondimento a titolo di esempio)

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In questo articolo voglio provare a darvi una chiave di lettura leggera, a tratti nostalgica, verso quella che, in fondo, per molti di noi rimane la “moneta di scambio” per arrivare ai sogni che avevamo da bambini e non solo…

 

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Alcune delle monete più rappresentative delle Lire

Prima di tutto dopo aver visto alcune delle monete, proviamo a dare loro un senso:

  • ₤ 2.000 = € 1,03
  • ₤ 1.000 = € 0,52
  • ₤ 500 = € 0,26
  • ₤ 200 = € 0,1
  • Gettone telefonico = 200 ₤ = € 0,1
  • ₤ 100 = € 0,05
  • ₤ 50 = € 0,02
  • ₤ 10 = € 0,005 (non esiste più una moneta per questo valore)
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Una piccola collezione delle banconote più comuni negli anni ’90 (mancano le 500.000 ₤)

Ed ecco una immagine delle più comuni banconote della Lira, come prima proviamo a dar loro un senso in Euro:

  • ₤ 500.000 = € 258
  • ₤ 100.000 = € 51,64
  • ₤ 50.000 = € 25,82
  • ₤ 20.000 = € 10,32
  • ₤ 10.000 = € 5,16
  • ₤ 5.000 = € 2,58
  • ₤ 2.000 = € 1,03
  • ₤ 1000 = € 0,52

Come vedete le Lire numericamente erano più “imponenti”, basti pensare che, in ambito tecnologico, l’acquisto di un televisore da 33″ per godersi i Mondiali di Calcio di usa ’94 (e vedere la celeberrima finale Italia – Brasile risolta solo ai rigori [link al video: i rigori di quella finale]) poteva arrivare intorno al 1.969.000 ₤ (pari a 1017 €).

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Mediaworld – famoso per le promo sulle tv in corrispondenza della manifestazioni calcistiche

Ma provando ad andare in un ambito ludico qualcuno di voi ha mai sentito parlare del “Tricky Traps? No?! Non sapete cosa vi siete persi!” si è vero oggi tra Playstation, Xbox e Nintendo non c’è paragone, ma per l’epoca giochi-rompicapo come questi erano un must!

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Questo gioco (ok sarò generoso con voi, provatelo in digitale! vedi articolo che ne parla ed il video dello spot originale: spot tv) prevedeva una serie di biglie da far passare su di un percorso contraddistinto da vari ostacoli, una vera sfida di abilità e tempo tra amici! Il costo? Soli 11,36€ pari a 22.000 ₤. Non vi siete ancora stancati? allora ecco a voi i magnifici 3: Il pallone Tango della Mondo, Il Grillo Parlante e il Dolce Forno ’90.

 

Il pallone può essere tuo a 5500 ₤ pari a 2,84€, il Grillo Parlante a 50.000 ₤ pari a 25,82€ ed infine il Dolce Forno a 45.000 ₤ pari a 23,24 (di questo ricordo che lo avesse una vicina di casa ora Chef). Se volete scoprire di più su altri classici del periodo andate a questo link: sito su giochi anni 80/90.

Chiudiamo il Tour dell’Universo ludico con due colossi: Gameboy e Nintendo Action Set (NES per gli “amici”):

 

Il primo è arrivato in Europa il 28 settembre 1990 e aveva un costo di 99.000 ₤ pari a 51,12 €; il secondo invece sbarcò in Italia a dicembre 1987 con un costo di 249.000 ₤ pari a 128,59 € (comprendente 2 joypad, la pistola zapper e 2 videogames: super Mario bros e duck hunt).

Come si può notare i prezzi seguono logiche simili ieri ed anche oggi, vogliono essere accattivanti e se paragonati ai prezzi attuali mancano degli svariati zeri che le lire avevano nel loro Dna.

 

E se ora provassimo a tornare ai “Costi quotidiani”? Prendiamo a rapporto alcune categorie di spesa comuni nelle famiglie:

  • Caffè al bar: ₤ 1.000 = € 0,52
  • Coca Cola piccola: ₤ 500 = € 0,26
  • Brioche: ₤ 1000 = € 0,52
  • Sigarette: ₤ 5.000 = € 2,58
  • Quotidiani: ₤ 1300 = € 0,67 (aprile 1994 – corriere della sera)
  • Settimanali per ragazzi (Topolino): ₤ 2500 = € 1,29 (dicembre 1994 – n°1988)
  • Pasta: ₤ 1800 = € 0,92 (anno 2000)
  • Cd musicale: ₤ 35.000 = € 18,07 (Cd Ramazzotti – Dove c’è musica – 1997)
  • Carburanti: ₤ 1235 al litro = € 0,63 al litro (dati non confrontabili con il valore odierno)
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E se volessimo raffrontare dei prodotti odierni (col prezzo aggiornato a luglio 2019) con il loro corrispettivo in Lire?

  • Console Playstation 4: € 299 = 578.944,73 ₤
  • Videocamera Gopro 7: € 429 = 830.659,83 ₤
  • Crociera ai Caraibi di 8 giorni: € 1229 = 2.379.675,83 ₤

E tre dei calciatori più famosi della storia? Quanto sono costati? Quanto costerebbero oggi o quanto sarebbero costati in Lire?

  • 1997 – Ronaldo – dal Barcellona all’Inter per 48 miliardi di lire pari a poco meno di 25mln di Euro.
  • 2003 – David Beckham – dal Manchester United al Real Madrid per 35mln di euro pari a 67 miliardi di Lire.
  • 2018 – Cristiano Ronaldo – dal Real Madrid alla Juventus per 100mln di Euro pari a quasi 194 miliardi di Lire.

Se ne deduce che il costo dei calciatori negli anni è lievitato esponenzialmente, questo a prescindere dalla valuta corrente nei vari paesi coinvolti.
Certamente, per chi ha avuto la fortuna di ammirare il Ronaldo di Barcellona e Inter, non si può che rimanere perplessi immaginando che oggi con 25mln di € si potrebbero acquistare solo calciatori di livello inferiore (es. Spinazzola dalla Juve alla Roma per quella cifra nel luglio 2019).

Ma in fondo gli esempi volevano solo essere un gioco con cui mettere in parallelo “universi temporali” ben distinti.

Dunque si nota come la valuta rimanga, per definizione, l’elemento su cui si basano gli scambi commerciali, determinando il valore di un oggetto.
Ogni epoca è contraddistinta dalla presenza di nostalgici della precedente, come oggi, dunque, vale per me, forse lo stesso sentimento avrà colpito qualche persona più avanti di me nel cammino della vita già da qualche tempo (36 anni il sottoscritto) e colpirà in futuro quelli che ad inizio articolo ho definito “Millennials”.
La storia insegna che ci sono corsi e ricorsi storici, dunque non ci resta che attendere, magari comodamente seduti sul treno del tempo, smangiucchiando dei popcorn in attesa del prossimo cambiamento.

Se l’articolo vi è piaciuto, condividetelo 👏🏻 e seguite la mia pagina! 🙃

Edo

 

 

L’intervista della settimana… Gregorio – Titolare di “Volta Pagina” a Lorenzago di Cadore

Ciao a tutti!
L’intento di questa rubrica sarà intervistare persone comuni, lavoratori, professionisti, personaggi. Il tutto per andare a carpirne qualche segreto o, più semplicemente, per farveli scoprire.

Capirete di più leggendo, ma vi ricordo che, se il format vi piacerà, non dovrete esitare a condividerlo e, ancora meglio, se avete dei talenti che volete far risaltare, non esitate, contattatemi a: trarealtaesogno.com@gmail.com 

Oggi vi parlerò, in una breve intervista, di Gregorio gestore di una tabaccheria, fumetteria e molto di più… a Lorenzago di Cadore.
Gregorio ha deciso di vendere sogni.

 

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Volta Pagina – su Facebook

1. Dal vivo ti ho conosciuto, ma chi è Gregorio fuori dall’universo lavorativo? 

Un ragazzo come tanti altri, niente di speciale a voler ben vedere! Semplicemente ho tanti hobby ed interessi che cerco di coltivare e far cresce, chiacchierando con chiunque abbia la voglia (e la pazienza!) di starmi a sentire. Mi piacciono i libri, i giochi da tavolo, i fumetti, i film, la musica, i videogames ed una marea di altre cose affini. Di base mi piace prendere la vita alla leggera, cercare di divertirmi ed impegnarmi in tutto quello che faccio. I miei motti sono “non si smette mai di imparare” ed “a c@**o con giudizio”.

2. Inizialmente hai avviato una tabaccheria, quando hai capito che il margine di manovra poteva ampliarsi verso altri articoli?

A dire il vero il progetto iniziale già prevedeva di scostarsi dai semplici sigaretta e quotidiano che, per quanto acquistati quotidianamente, non sono sufficienti a garantire un lavoro sereno a chi, come me, si imbarca in un’attività di questo tipo. Per questa ragione, fin da subito, ho cercato altri ambiti in cui far sconfinare il mio negozio, che avessero come comun denominatore la “particolarità”, ovvero tipologie di merce che difficilmente si vedono nei negozi standard, piccole chicche ed esclusive.

3. Istinto o ragione? Cosa ti ha guidato maggiormente nella scelta? Ricorda che se non ti riconoscessi in quei due cluster puoi sceglierne un terzo… 

Un bel mix di incoscienza, ambizione e voglia di darsi da fare per il proprio territorio. Se poi ci dovesse essere anche una punta di ragione, questo lo lascio decidere a voi!

4. Sono certo che la tua scelta di diventare venditore sia stata ben ponderata, ma cosa non ti saresti mai aspettato di vendere tra le mura di “Volta Pagina”?

Come già detto sopra, seleziono la merce di vendita personalmente, ma lavoro molto anche con le specifiche richieste dei clienti. A dire il vero non mi sarei mai aspettato di vendere carta da parati e swich televisivi, eppure è successo! Il mondo è bello perché è vario, disse qualcuno che c’aveva un bel po’ di sale in zucca!!

5. Torniamo a parlare di Te, esiste un libro (o fumetto chiaramente) a cui non rinunceresti per nulla al mondo? 

Domanda facile! Il libro (ma possiamo anche dire l’autore) che più mi ha cambiato ed alla cui etica cerco sempre di guardare è, del professor J.R.R. Tolkien, il suo titanico “Il Signore Degli Anell”i (e tutte le pubblicazioni connesse, dal Silmarillion allo Hobbit). Come tanti della mia generazione sono approdato sulle sue pagine dopo aver visto gli adattamenti cinematografici, e da quel momento è stato amore a prima lettura.

Schermata 2019-05-05 alle 16.41.246. Hai una macchina fotografica speciale in mano, un solo scatto, una sola foto, un solo soggetto, chi ritrarresti e perché?

Questa è la domanda più difficile che mi hai rivolto! Potendo scegliere una situazione direi una bella festa con amici e famiglia, perché sono le persone più importanti che un uomo possa avere, la benzina di ogni giorno ed il richiamo morale che alle volte, pur prendendoti a calci, ti aiuta a rimetterti in piedi. Per quanto riguarda la festa direi una bella grigliatona all’aperto, perché cosa c’è di meglio per trovarsi tutti assieme?? 

7. Sicuramente qualche cliente ti ha riservato una missione speciale, qual è la più importante tra quelle svolte? Perchè?

Sono riuscito a procurare ad un cliente un’edizione rara di Elektra Assassin, Scritta da Frank Miller ed illustrata da Bill Sienkiewicz. Una graphic novel del 1989 completamente fuori mercato e quasi introvabile. È stata una faticaccia ma mi ha dato molta soddisfazione.

8. Quale legame hai con il territorio in cui operi e quale risulta essere il legame più forte?

Il mio legame col territorio ha una storia abbastanza altalenante. Come ogni ragazzo, finiti gli studi superiori, sono partito per l’università con la chiara idea di non tornare più tra le montagne. Troppe difficoltà, troppi pochi servizi, troppo poco movimento. Sono rimasto lontano per circa 7 anni con sporadici rientri per il weekend o qualche festività ma, con mia estrema sorpresa, mi mancavano le mie cime, i miei paesi e, più in generale, i miei montanari! Quindi ho deciso di rientrare e cercare di rimboccarmi le maniche per offrire, nel mio piccolo, tutto quello che da ragazzo mi era mancato e che mi aveva spinto a lasciarmi la casetta di Heidi alle spalle per raggiungere la città. Questi territori sono nostri, e se non ci diamo una mossa noi per primi per revitalizzarli non possiamo certo sperare che le cose migliorino da sole, come per magia…

9. Ti sei mai trovato davanti ad un cliente all’apparenza impossibile? Se si, come hai risolto il problema? 

Ogni cliente è unico ed ha i suoi punti di criticità che sono diversi da qualsiasi altra persona. Non credo esistano dei clienti difficili, soltanto persone poco garbate o, magari, con le scatole girate. La tecnica migliore è sempre quella del sorriso. Costante e disarmante al tempo stesso, per tutto il resto basta riderci sopra davanti all’aperitivo.

10. Cosa vuoi dire a chi vorrebbe fare il tuo lavoro? 

Ragazzo o ragazza, armati di tanta pazienza e preparati a lavorare 7/7 e 24/24. Questo mestiere richiede dedizione, concentrazione ed un sacco di memoria. Non ti farà certamente arricchire ma, se preso per il verso giusto, ti permetterà di plasmare il negozio secondo le tue scelte e ti puotrà regalare molta soddisfazione ed un sacco di divertimento (e qualche incazzatura).

11. Siamo in un’epoca dove internet ha eroso molte abitudini che avevamo prima di questo periodo digitale, quanto ha inciso tutto questo sul tuo business? Trovi delle analogie o delle differenze?

Se ci dovessimo fermare a parlare dei quotidiani ti potrei dire che il mercato della carta stampata ha sicuramente risentito dell’avvento del digitale, ma questa frase, oltre ad essere decisamente trita, non tiene conto delle immense potenzialità che offre la rete. Internet è una risorsa, va sfruttata fino all’osso. Ti permette di entrare in contatto con moltissime persone, restare aggiornato, ricercare prodotti innovativi ed impostare ricerche di mercato. Il tutto a costo praticamente zero! Smettiamola di demonizzare il progresso, cerchiamo piuttosto di sfruttare gli strumenti che ci offre a nostro vantaggio.

12. Incontri ogni giorno molte persone, quanto ne ha giovato alla tua esperienza professionale?  

Alla fine della fiera, ogni persona è la somma delle esperienze dirette ed indirette che ha vissuto, quindi direi che ogni cliente, ma più in generale, ogni incontro e scambio di opinioni (piacevoli e meno piacevoli) siano un accrescimento personale prezioso.

Schermata 2019-05-05 alle 16.41.4413. Quanto Gregorio c’è, traspira, nel tuo negozio?

Greg al 100%! È come se fosse casa mia alla fine, quindi segue i miei gusti, per quanto strampalati siano.

14. Tutti noi abbiamo dei sogni nel cassetto, professionalmente parlando, raccontaci se ne hai ancora qualcuno nel cassetto.

Migliorarmi costantemente. Sia professionalmente che a livello personale. Oltre a questo ora voglio concentrarmi anche sul Greg privato.

15. Ora voglio farti un’ultima domanda, alla luce di tutto, cosa sarà cambiato tra 15 anni nell’universo della tua attività e dimmi ció che vorresti cambiasse?

La categoria ha bisogno di alcuni cambiamenti se vuole sopravvivere. Innanzitutto bisogna scardinare l’idea dell’edicola/tabaccheria classica che vende solo il quotidiano e la sigaretta. È necessario affiancare a questi due ambiti anche altri prodotti che siano dinamici, snelli e contemporanei. Serve una maggiore informatizzazione dei punti vendita e della gestione del cartaceo, serve una fiscalità dedicata che tenga conto dei margini reali. Serve una bella svegliata a chi dorme sognando i fasti degli anni passati. Tra 15 anni avremo un’edicola 2.0 che sarà un punto nevralgico per vari servizi, informazioni, e per la diffusione sul territorio di un commercio di qualità.


Grazie Gregorio per le tue parole e per la tua disponibilità, ti regalo una grande opportunità, ti chiedo: cosa vuoi dire a chi ci sta leggendo? 

Siete ancora lì? Non vi siete abbioccati? Sicuri sicuri?? Allora ecco a voi il consiglio del Greg, per quello che può valere: “DIVERTITEVI! Cazzeggiate il giusto, ma soprattutto divertitevi! Qualunque cosa voi stiate facendo, a qualunque punto della vita voi siate giunti, ricordate di divertirvi. Prendetevi del tempo per voi, state con gli amici e la famiglia, lavorate con passione, anche se il lavoro non vi piace, e cercate di dare il giusto peso al fattore economico, non fatevi schiacciare dalla tendenza moderna del guadagno ad ogni costo. I valori sono altri, i piaceri della vita sono altri. E, se vi riesce, cercate di lasciare una traccia di voi. Sarà il vostro unico retaggio che valga la pena di considerare”.cleardot.gif

Gregorio De Podestà

Update settembre 2023: l’attività di Gregorio purtroppo ha chiuso i battenti. Reputo comunque necessario e bello lasciare online la sua intervista, un racconto vivido e sincero della sua visione dell’attività commerciale di cui si è occupato.

Allego le sue parole dalla pagina ufficiale:

…lasciate un commento o un like se vi è piaciuto e soprattutto, condividete!

L’intervista vi è piaciuta? Ecco quella di Claudia, la consulente felina: Claudia – Consulente relazionale del gatto

Spazio

Carezzo orrizzonti

Che vorrei intrappolare 

Nell’essenza di una luce

Che imprime la sua immagine

Indelebile e labile

Sulla sensibile superficie

Del mio cuore

Di te perdo la ragione

E in te trovo ogni motivo

Di te respiro ogni attimo

E sospiro nel latente

Desiderio di averti sempre

Al mio fianco e dentro

Nel profondo di me

C’è un’immagine di te

Nel profondo di me

Ho spazio solo per il bello

Ho bisogno di riempirlo di te

Racconto surreale: Il Giorno Perfetto.

Ci sono giorni in cui il sole sorge per far uscire di casa i sognatori, che altrimenti passerebbero il loro tempo a immaginare come vivrebbero la loro vita anziché viverla veramente. Ma chi sono i sognatori? Come immaginate sia fatto un sognatore? Forse bruttino? Magari si, forse cicciottello o estremamente burroso? Probabile! E goffo? Si si! Goffissimo! Ma ora chiudete gli occhi, anche solo per un attimo, vi siete sentiti a disagio? Ovvio, siete talmente abituati a guardarvi intorno che un po’ di buio vi opprime. Ma nel buio hanno residenza i sogni e nei sogni si manifesta il nostro vero Io. Riprovate ora a chiuderli ma prima di farlo decidete di visualizzare qualcosa di bello, la vostra amata, il vostro amato, la mamma o il papà, una moto, una bici o un fiore poco importa, ma se lo farete capirete perché tanti amano sognare. Nei sogni anche il più timido realizza ciò che nella vita forse non avrà mai il coraggio di fare. Il problema sta tutto lì, voi agite, mentre noi sognatori immaginiamo di farlo. Ma questa storia ribalterà la questione, vi presento Fulgenzio e questa è la sua giornata d’azione.. O forse no?

In tutto lo splendore dei miei 95kg per 165 cm uscii di casa con addosso pantaloncini corti neri e una sgargiante canotta verde acceso. I sogni li avevo lasciati tutti nel cassetto, oggi si vive! 

Con passo gagliardo giunsi al bar dove ero solito puntare sul calcio, la banconiera è una ragazza molto bella, ma chissà come mai mi ha sempre servito quell’orso bruno del titolare. Entro e dico: “ciao topolona mi porti un po’ di fortuna?” Lei mi guarda, forse non l’aveva mai fatto prima, scopro che mi ascolta, infatti se ne va. Ok, ho esagerato, ma oggi gira così e mi accontento allora di giocare la schedina con l’orso, poi esco e guardo la schedina per un attimo e la butto via. Con l’orso non ho mai vinto. Cammino, una bella sensazione, arrivo al parco dove alcune ragazzine mi fanno delle foto e chiedono se solitamente rotolo, rispondo con assoluta cortesia che l’unica cosa che rotola probabilmente è il loro cervello adagiato su di un letto di chiappe, poi afferro il telefono e mi faccio un selfie con la lingua di fuori. Questa è arte! Loro restano ammutolite e io me ne vado sghignazzando. Sembra divertente agire, ci sto prendendo gusto. Arrivo in piazza e incontro un auto dei vigili urbani in panne, mi fermo e chiedo se serve aiuto. Il giovane mi risponde “si, perchè lei è un meccanico?” E io: “no, ma se per lei è uguale sappia che sono curioso”. Dai mille santi che il tizio urla capisco che è bene allontanarsi. Incedo divertito alla ricerca di altri spunti e mi godo ogni singolo brivido di questa giornata senza freni. Chissà come ho fatto a resistere così a lungo inerme, vivere la vita e combinare marachelle fa sentire vivi! Ed ecco, un prete, giovane, elegante, mi passano per la testa mille idee, ma non ne scelgo nemmeno una, ok che è il mio giorno di libertà , ma è meglio non fare cose di cui poi ci si pente. Mi incammino verso il bar sport, per offrire del vino ai nonnini, che una volta alticci mi avrebbero raccontato cose incredibili. Eccolo, tutto rosso con la tenda verde scuro di una nota marca di birra. Ma i tavoli esterni sono vuoti. Un brivido, non posso perdermi i nonni ubriachi. Entro, trovo il barista sconsolato e chiedo dove sono i suoi clienti. “Al bocciodromo, cazzo!” Mi risponde piccato. Così vado alla fermata e salgo sul bus che attraversa più lentamente del solito la città. Scendendo guardo l ‘autista che mi sorride e gli dico: “meno male che non ho obliterato, sei stato più lento di mia nonna durante la processione del Santo Patrono”. Sento urlare, sono tutti un pó nervosi, poco importa, sono finalmente di fronte al bocciodromo. Leggo a voce alta: “finale cittadina coppa del nonno” non riesco a trattenere una risata e prima di entrare compro nel vicino minimarket otto cartoni da due litri di vino rosso e un pacchetto di bicchieri di plastica. Entro e trovo una piccola schiera di canuti nonnetti che alla vista della nota marca di vino in cartone iniziano ad avvicinarsi. Erano in 10, 4 squadre da 2 e due giudici di gara. Ma le regole le detto io, i nonni devono bere un bicchiere prima di ogni tiro. Accettano spavaldi, ma già pregusto il risultato. Il primo tiro è perfetto per tutti, ma già al terzo giro fra traiettorie sbilenche e santi volanti la cosa si fa calda. Il nonno mediamente ha ragione, con un litro di Tavernello in corpo si crede una divinità. Bene, qui avevamo già superato tale soglia. “Artista! Dammi ancora un bicchiere che devo potenziare la mira”. Durante il tiro decisivo peró accade l’irreparabile, Ernesto guarda verso la coppa e urla: “aiutoooo al ladrooo!” Ebbene si, i nonni eliminati si erano rubati il vino. Risultato: torneo sospeso e due nonni al pronto soccorso in delirio. Nel dubbio mi dileguo contento. Proseguendo il cammino mi ritrovo davanti ad una palestra “ohm” appena il tempo di avvicinarmi che vengo catapultato tra fretta e improperi da un effeminato istruttore ad un corso di yoga, non so per chi mi avesse scambiato, ma l’idea di meditare con delle ragazze non mi dispiaceva. Inoltre chiaramente il mio karma del giorno iniziava a farmi essere attivo col Mondo ma anche viceversa. Con grande stupore peró varco la soglia e mi trovo davanti a 45 ragazze in mise succinte che adoranti attendono ordini dal grande maestro di yoga.. Io! Per fortuna vedo un poster dell’evento e leggo “maestro Octon” così esordisco “salute a voi fanciulle, siete pronte a vivere questa grande esperienza di yoga col vostro maestro Octon?” E loro in coro: “siiiiii!”. Nel mentre una di loro mi lancia il suo reggiseno e urla “questo è per lei maestro!”. A quel punto notando che nessuna fosse sconvolta urlo “qualcuna ancora vuole omaggiare il maestro?” A quel punto nessuno ha capito perchè, ma Octon si ritrova 44 reggiseni oltre al precedente tra le mani. “Non avrei mai immaginato che queste cose accadessero davvero” e mentre la mente si interroga su quanto uno strano nome possa influenzare le persone. Chiedo una breve tregua per iniziare la seduta, faccio chiudere gli occhi a tutte e mi dileguo proprio mentre sgommando arriva il vero Octon, come minimo il suo peso era il doppio del mio, ma la cosa più bella è che io ho i suoi “trofei” e lui non lo sa.. Octon entra fiero come il mago Otelma e urla “a me i vostri coperchi per mammelle!” E le ragazze in coro “se ne vada impostore!!!”. Altra rissa , altra sghignazzata, scompaio più velocemente fiero della conquista e di aver smascherato un impostore facendo a mia volta l’impostore.

La giornata volge alla fine quando con i miei 45 reggiseni in mano vengo fermato dal vigile che avevo preso in giro la mattina che mi fa “fatto conquiste eh?!? Ma adesso vieni con me in commissariato, c’è stato un furto di reggiseni e secondo me tu ne sai qualcosa” io candidamente rispondo “ma signor vigile.. Sono miei!” Mai frase più errata fu detta.. Vengo trascinato in commissariato, interrogato e incredibilmente rilasciato perchè la refurtiva era stata recuperata in un’altra zona della città.. Pare presso l’auto di un ospite della plaestra “ohm” un tale “maestro octon”.. A quel punto il vigile ed io ci chiediamo reciprocamente scusa e, vista la dostanza chiedo un passaggio a casa. Giovanni, il vigile, mi saluta e io ricambio ringraziando, poi mi giro apro la porta e… 

Mi sveglio di sobalzo. Con la tachicardia e il fiatone.. “Mamma mia che paura!” Mi dico allo specchio.. “Ancora un incubo in cui esco di casa a fare il disgraziato.. Non sono cose per me.. Ormai ho 60 anni e non capisco quale angolo di cervello crei queste esperienze.. Non ne posso più! Forse devo smetterla di confessare certi personaggi, con tutte le corbellerie che sento finiró rincitrullito!”. E poi, con un sorriso divertito indossai l’abito talare, le scarpe nere, serrai il clergy e mi dissi: “caro mio incubo ricorrente, non esiste un giorno perfetto, ma ogni giorno a suo modo lo è, ricordalo!” 

Curiosi sul surreale? Ispiriamoci di Arte!

oppure, tornando coi piedi per terra… scoprite le mie poesie, i Komorebi