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Do you know about Zink printing technology?

Dear friends, do you know those small portable printers that many people use to print photos that are about the size of an ATM card?

For those who may not know, it’s called Zink printing technology (short for “zero ink“), a patent of the famous company Polaroid, which has always focused on instant development printing technologies.

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The real innovation of this technology compared to previous ones is the ability to obtain much smaller devices than traditional printers (on average, Zink printers measure 12 x 8.2 x 2 cm) thanks to the reduced print size. These printers also come equipped with a lithium battery for portability.

There is no need to worry about ink cartridges with this technology because, incredibly, the paper already contains the pigment, which changes color based on the temperature applied by the printer. In less than a minute, you can get a practical and high-quality print.

This means that we can always carry it with us in our bag or backpack and print any image directly from our phone’s gallery via Bluetooth. Often, these devices also come with small editing features, but there’s nothing stopping us from taking a photo with our phone/tablet, editing it with external apps (such as Snapseed), and then printing it.

In recent years, the joy of printing has been lost, but certain memories can only be truly cherished if we can touch them with our hands.

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PRINT FORMATS

i vari tipi di fotografie

Examples of products related to the article:
Canon Zoemini
20 prints Canon Zink
50 prints Canon Zink
20 stickers print Canon Zink

Kodak Step Printer
20 prints Kodak Zink

Polaroid hi print printer
20 prints Polaroid Zink

And where do we put the photos? Obviously, in these albums!

Burano a portata di vaporetto: come arrivare da Treporti in modo semplice e veloce

Burano e le sue casette coloratissime

Burano, impossibile non riconoscerla. Ogni isola della Laguna Veneta ha la sua peculiarità, il tratto distintivo che la rende unica. Inutile ribadirlo, ma lo facciamo, Burano è famosa per le sue casette colorate, anzi, coloratissime, per la produzione di merletti e per l’atmosfera fiabesca che si vive camminandoci dentro.

Tanta unicità non poteva che sorgere in un luogo che, cartine geografiche alla mano, si potrebbe definire intimo e remoto. Burano infatti si trova a nord di Venezia, a circa 40′ di navigazione con la linea 12 di ACTV e vicinissima all’altrettanto famosa Torcello e praticamente agli antipodi di Pellestrina e San Pietro in Volta.

Un mio video su Burano

Burano è raggiungibile solo attraverso mezzi acquei, dunque a differenza di Venezia, dove in una infinitesimale parte l’auto può circolare, qui dobbiamo affidarci totalmente alla navigazione, avendo così modo di scoprire la fantastica cornice naturale lagunare.

Arcobaleni alternativi

Burano è stata fondata dagli esuli della città romana di Altino, fuggiti in laguna per fuggire agli Unni di Attila e dai Longobardi.

Perché le sue case sono colorate?
Si attribuisce l’origine di questa tradizione al fatto che i pescatori, spinti dalle fitte nebbie, volessero rendere ben riconoscibili le proprie abitazioni in caso di rientro in condizioni meteo avverse.

La quiete

Esiste un modo più comodo per arrivare a Burano?
Certo che sì! E’ sufficiente partire in auto (ma anche in bici non pare una cattiva idea) alla volta di Treporti e impostare come meta il parcheggio auto (a pagamento con tariffe che variano dai 5 ai 15€ fino alle 24h) di via della ricevitoria, nei pressi della Darsena Marina Fiorita.
Di lì, in pochi passi potrete raggiungere la fermata ACTV Treporti che, seguendo l’itinerario in senso opposto a quello che fareste da Venezia, in meno di 15′ di navigazione vi porterà a Burano in totale comfort. Circa i costi, consultare il sito dell’Associazione dei Trasporti qui.

Ma una volta giunti, cosa fare?
Potrete visitare il Museo del Merletto, degustare cibo lagunare e vini tipici (in particolare quelli originari della vicina Isola di Mazzorbo collegata a Burano da un ponte), scoprire souvenir unici, visitare la Chiesa di San Martino col suo particolare campanile pendente.

Ma secondo te, quando visitarla?
Consiglio la primavera o i primi giorni di marzo, quando le giornate cominciano ad allungarsi, magari la mattina, arrivando prima delle 11 vi eviterete i flussi maggiori in arrivo da Venezia e potrete godere dell’isola in maniera ancor più autentica. Senza dimenticare però che anche al tramonto ed alla sera Burano saprà essere una cornice favolosa per le vostre foto e momenti speciali.

Se avete domande o dubbi, scrivetemi.
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Come arrivare a Pellestrina

Amarcord: Scopri il valore attuale di una Nintendo Wii: Guida alla quotazione

Ed eccoci al quinto “Tesoro in soffitta” che prosegue la rubrica di “Quantovaleoggi?”

Si tratta dell’indimenticabile, ma sta tornando in auge, Nintendo WII della Nintendo, la primissima console ad innovare il mercato con sistemi di gioco ed interattività unici nel suo genere.

Se ne possiedi ancora uno puó valere dai 29€ (non funzionante ma riparabile) e fino ai 699€ (con scatola e funzionante ma in Limited Edition).

Leggi in questo articolo come collegare la WII alle tv di nuova generazione!

Dunque se la trovate ad un mercatino, non fatevela sfuggire!

Io sono Edoardo, fondatore di trarealtaesogno.com, nonché appassionato di oggetti vintage e la mia missione è di farvi scoprire:
“Quanto vale oggi?”

Perchè il Tesoro si nasconde in soffitta

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Amarcord: Scopri il valore attuale di un giradischi Penny: Guida alla quotazione

Ed eccoci al quarto “Tesoro in soffitta” che prosegue la rubrica di “Quantovaleoggi?”

Si tratta dell’indimenticabile, da molti invidiosissimo, Mangiadischi PENNY della Musicalsound (di Paderno Dugnano), nato all’inizio degli anni ‘90 (1991). Il dispositivo era in grado di riprodurre con la cassa integrata o con delle cuffie qualsiasi disco nel formato 45 giri.

Se ne possiedi ancora uno puó valere dai 39€ (funzionante e danneggiato esteticamente) fino ai 220€ (con scatola e funzionante).

Dunque se lo trovate ad un mercatino, non fatevelo sfuggire!

Io sono Edoardo, fondatore di trarealtaesogno.com, nonché appassionato di oggetti vintage e la mia missione è di farvi scoprire:
“Quanto vale oggi?”

Perchè il Tesoro si nasconde in soffitta

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Racconto di Natale 2022

Il sentore dello zenzero si era diffuso velocemente, intriso ne era il paesaggio che, bianco e candido, si dipanava in una lieve monotonia di tonalità.  Ciononostante lui seguitava a guardare fuori dalla finestra, con lo sguardo teso, fiero, sicuro. L’attesa si miscelava alla speranza, alimentata da quel profumo che addolciva l’aria. Nessuno capiva cosa facesse ogni anno quell’uomo alla finestra, per ore, un solo giorno all’anno, il giorno di Natale. Fissava la via, oltre quella siepe spogliata dall’inverno, guardava oltre, quasi a nascondere in quel campo visivo una distanza incolmabile, alcuni dicevano potesse addirittura diradare la neve. Attese ancor più a lungo quel giorno, d’un tratto sembrò convinto che la modernità avesse vinto, che quell’anno non sarebbe accaduto, per la prima volta. Bofonchiando qualcosa si andò a sedere sulla poltrona, ma, in realtà, non manifestò alcun segno di resa, perchè la stessa era rivolta verso la medesima finestra. Lo sguardo rimase lì, fisso. Arrivò, presso di lui , la moglie che gli disse: “Non ti sei ancora rassegnato vero?” E lui con uno sguardo torvo: “Giammai!”. Passò qualche istante, bussarono alla porta coperta di ghiaccio. Corse alla porta, quasi saltellando, aprì, tirò fuori dalla tasca qualche soldino, sul suo viso la gioia più grande, sussurrò Buon Natale a quei ragazzini, carezzando sulla gota il più vicino, chiuse la porta e si girò verso sua moglie dicendole: “Vedi tesoro, non rinuncerò mai a questo istante. Cinquant’anni fa tu bussasti a quella porta ed io ti vidi per la prima volta, la mia felicità di oggi deriva da una scatola di biscotti che ho comprato dalle tue mani tanto tempo fa”.

Buon Natale Amici e che  il Natale o anche solo una scatola di biscotti possano illuminare le vostre vite. Vi regalo il racconto in Pdf e un’anteprima del mio libro di poesie che, forse, già conoscete: Komorebi.

Edoardo