Universi paralleli

Sono certo capiti anche a molti di voi, forse tutti. Comincia con un’idea, una scintilla, io sono convinto che quando pensiamo a qualcosa, poetico od in prosa, da scrivere, sia perchè un universo parallelo, un nostro altro stato di coscienza, si sia affacciato per sussurrarci all’orecchio qualcosa. Viviamo un tempo cupo, piogge di paura da tutti i media a cui abbiamo accesso, ma, per chi ne ha la fortuna, può essere anche un tempo in cui aprire le porte al nostro mondo personale, che vive in questi universi paralleli. Personalmente sto scrivendo un nuovo romanzo, questo mi rende felice. Ho trovato il mio luogo, parallelo, in cui rifugiarmi. Per atri possono essere hobby, affetti, una videochiamata. Ma ricordate, dovete sempre cercare solo una cosa: felicità.

Il mio rifugio

Voga alla Veneta – il mio sport del cuore

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Io ed il mio Maestro Angelo Scarpa “della Pitta” in una delle lezioni di Voga alla Veneta

Stavano finendo gli anni ’90 ed io, adolescente, durante le vacanze estive a Pellestrina, dopo aver scoperto il Kayak grazie al Prof. Giovanni Scarpa “Stella” presso la Polisportiva Portosecco di San Pietro in Volta faccio la scoperta più bella della mia gioventù.
La Voga alla Veneta! Fu amore a prima vista, grazie al territorio in cui potevo praticarla ed al mio mentore, Angelo, uno storico professionista di quel magnifico sport.
Ricordo con emozione la sensazione di estrema simbiosi con la natura circostante durante le sessioni di allenamento e con altrettanta gioia ricordo con emozione le regate (ne ho disputate due), in cui tantissime persone seguivano e tifavano dalle rive seguendo il corso della gara a bordo delle biciclette o dei motorini.

Questo sport, praticabile sia in varie Polisportive lagunari che in quelle presenti nella terraferma (ecco un elenco regionale polisportive e località) risulta magnifico e ricco di gratificazioni.

Lo consiglierei a chiunque, a prescindere della fascia d’età, ma sempre con la giusta dose di buonsenso.

Scopritene di più!

Eccovi il link ad un tratto di regata della Polisportiva Portosecco: video

Komorebi, da oggi li puoi trovare a Spinea!

Komorebi in Bibliocabina, da quando?

A partire dal 9 marzo 2020, dopo una lunga attesa, sono riuscito a rendere disponibili per il pubblico due copie della mia opera Komorebi – Il libro (cosa sono?), oltre a esse troverete anche dei segnalibri da utilizzare per le vostre letture.

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La copertina

Non vi nego che prossimamente cercherò di espandere la disponibilità ad altre strutture simili, nonché presso qualche biblioteca classica.

 

Cos’è una Bibliocabina? Dove la posso trovare?

Le bibliocabine sono un fenomeno abbastanza sviluppato in molte città, in Italia ed in Europa. Sono delle vecchie cabine telefoniche che vengono riadattate per ospitare piccole biblioteche a vantaggio della collettività. Per praticità ho scelto Spinea ed il Parco Nuove Gemme (CERCALO QUI) per inaugurare questo nuovo corso distributivo. Potrete prendere in prestito, insieme ai Komorebi un discreto numero di altre opere già presenti presso la Bibliocabina, situata nelle adiacenze del laghetto delle anatre.

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Vista del laghetto delle anatre e del suo ponticello in legno

Come riconoscere la Bibliocabina?

Semplicissimo! Cercate lo scorcio con il ponticello che vedete nella foto poco sopra a questo paragrafo e se guarderete alla vostra sinistra la scorgerete senza difficoltà.

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La bibliocabina

Com’è fatta dentro? Che libri ci troverò?

Al suo interno troverai uno scaffale con classici del pensiero, testi tecnici, romanzi e molto altro, Komorebi compresi! Vi fornisco qui sotto un esempio dei testi presenti ad oggi.

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una parte dei libri presenti ed i miei segnalibri che fanno capolino

Quale sia l’auspicio? Riflessioni conclusive:

Mi auguro dunque che tutti voi possiate cogliere questa occasione, a prescindere dal mio libro. In quel parco potrete trovare ristoro per cuore e mente (forse anche per lo stomaco dato che c’è un piccolo chiosco) all’interno di uno spazio curato, ricco di verde e con annessa una pista da pattinaggio. L’auspicio è che altri comuni italiani ed esteri seguano questo esempio di riciclo e rigenerazione di strutture desuete/abbandonate.
Perché in fondo le cabine telefoniche (vi ricordate il: mi ami, ma quanto mi ami?) sono il simbolo di una generazione molto differente da quella attuale, ma possono avere ancora un ruolo nuovo per le generazioni future e per quelle che le hanno vissute nella loro veste originale (vi ricordate quanto c’erano le lire?).

Ci vediamo in bibliocabina, ciao!

Pellestrina, un paese da scoprire…

Il legame con la terra natia, una disputa difficile da dipanare senza perdersi in fronzoli e parabole interminabili; ce lo hanno insegnato in tanti, tra gli autori letterari, tutti al di sopra, certamente, delle mie capacità. Basti pensare ad Ugo Foscolo in “A Zacinto” o a Giacomo Leopardi ne “l’infinito”, fulgidi esempi di narrazione poetica dei luoghi a loro cari.

Non è dunque mia intenzione lanciarmi in un ardito cimento, bensì voglio ancora una volta (ebbene sì, di Pellestrina vi ho già raccontato molto anche QUI) incuriosirvi attorno ad un territorio verso cui sento un legame polivalente, fatto di famiglia, sapori e colori.

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Uno scorcio tipico di Pellestrina – Sestiere Scarpa

  • Prima di tutto, fughiamo qualche dubbio, perché visitarla?

Avrete la possibilità di scoprire (in barca, bici o a piedi la scelta è tutta vostra) un territorio unico. Parliamo di un’isola che si estende per 11km ma che ha una larghezza media spesso inferiore ai 100 metri, in alcuni tratti addirittura mare e laguna sono divisi solo da un “esile” muro, i murazzi. Si tratta di un ecosistema unico al Mondo!
Uniche sono soprattutto le persone che ci vivono, tra uno scorcio e l’altro potrete trovare pescatori intenti nel sistemare e riparare le reti dopo una lunga notte in mare, potrete scovare abitanti intenti a cucinare del pesce freschissimo sulle braci, appoggiati vicino alle rive, trovare donne che usano il Tombolo, creando dei fantastici merletti, oppure semplicemente rimanere catturati da tramonti che lasciano senza fiato. Rimarrete ammaliati dall’alternarsi delle case colorate in schiere che paiono tuffarsi verso il mare (colorate e sgargianti proprio come a Burano), il tutto con i nomi delle calli e campielli sempre curiosi ed originali, come nei Nizioleti Veneziani (parafrasati dal sottoscritto in questa RUBRICA).

  • Ok, tutto bellissimo, ma dov’è Pellestrina? 

Molti non conoscono l’esatta collocazione del territorio dell’isola, ebbene si trova a Nord di Chioggia ed a Sud del famoso Lido di Venezia, precisamente qui.

  • Ora che so dov’è, come ci arrivo?

Proseguiamo dunque, dopo i doverosi ringraziamenti a Google per il link della mappa, a capire l’aspetto più importante: come si arriva?
Ci sono due itinerari per chi non dovesse visitarla in barca, uno prevede di passare da Chioggia e l’altro per Venezia ed il Lido.
Personalmente vi consiglio l’itinerario da Chioggia se volete gustarvela a piedi o con i mezzi pubblici (o noleggiando le biciclette in loco), quello per Venezia/Lido se volete scoprirla a bordo delle vostre bici, ma sarà un poco più impegnativo come tempi.

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Il borgo di Pellestrina, così come si presenta arrivando da Chioggia

ARRIVARE DA CHIOGGIA:

Parcheggiate l’auto al “Parcheggio Giove” – località saloni Chioggia, da lì incamminatevi verso il centro del borgo e, se non siete pratici della città, prendetevi un caffè in uno degli innumerevoli bar sotto ai portici e chiedete come raggiungere “Piazza Vigo”. Una volta giunti lì scorgerete certamente l’approdo ACTV con la biglietteria per valutare i prezzi e la gestione del carico di più bici in un’unica corsa (in alta stagione, primavera/estate, il rischio di rimanere in attesa per più corse non è così remoto). In alternativa ed a costi molto competitivi potrete noleggiare le bici direttamente a Pellestrina (noleggio 1noleggio 2) oppure ancora valutate un’esperienza ancora più tipica a bordo di un “Bragosso” tipico, ovvero il Bragosso Ulisse che potrà trasportare voi, le vostre bici (o quelle da loro noleggiate) direttamente a Pellestrina, concordando con voi anche un possibile orario di ritorno.
Per i più atletici consiglio di concordare ove possibile sbarco ed imbarco alla fermata Cà Roman di Pellestrina, così da percorrere i murazzi fino all’inizio del borgo o soffermarvi nell’omonima oasi LIPU all’inizio dell’isola.

TABELLA ORARI ACTV – LINEA 11

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I Murazzi verso Cà Roman

ARRIVARE DA VENEZIA/LIDO IN BICICLETTA:

Questa opzione è la maggiormente consigliata agli amanti della bicicletta, infatti permette di percorrere svariate decine di km tra il Lido di Venezia e Pellestrina, godendo di tutte le peculiarità del territorio di entrambe le isole.
Per prima cosa dovrete arrivare al terminal Tronchetto e prendere il ferry boat che vi porterà al Lido. Una volta giunti potrete pedalare lungo la Riviera San Nicolò, percorrendo poi tutta via Sandro Gallo e poi lungo via Malamocco (omonima della pittoresca frazione che attraversa). Proseguite poi in Riva Giovanni Diacono e poi in via Alberoni, arrivati in via Cà Rossa percorretela tutta ed infine seguite le indicazioni per il Ferry Boat. Giungerete alla località Alberoni – Faro Rocchetta. Lì vi imbarcherete sul traghetto della Linea 11 e nel giro di 10 minuti sarete arrivati a “Santa Maria del Mare”, prima frazione dell’isola di Pellestrina.

ARRIVARE DA VENEZIA/LIDO IN AUTO O CON GLI AUTOBUS:

TABELLA ORARI ACTV – CERCATE LINEA 17 E LINEA 11

Per prima cosa dovrete arrivare al terminal Tronchetto e parcheggiare o prendere il ferry boat che vi porterà al Lido. Una volta giunti potrete guidate lungo la Riviera San Nicolò, percorrendo poi tutta via Sandro Gallo e poi lungo via Malamocco (omonima della pittoresca frazione che attraversa). Proseguite poi in Riva Giovanni Diacono e poi in via Alberoni, arrivati in via Cà Rossa percorretela tutta ed infine seguite le indicazioni per il Ferry Boat. Giungerete alla località Alberoni – Faro Rocchetta. Lì vi imbarcherete sul traghetto della Linea 11 e nel giro di 10 minuti sarete arrivati a “Santa Maria del Mare”, prima frazione dell’isola di Pellestrina.

  • Siamo arrivati a Pellestrina, ora cosa facciamo?

Fermiamoci un istante, ascoltiamo il silenzio e i suoni della natura circostante; la prima cosa che vi colpirà sarà la quiete, il lieve dipanarsi del giorno, percepibile già muovendo i primi passi lungo questo territorio. Se la stagione ed il meteo lo permettono sicuramente valutate di fare un bagno al mare, le acque sono cristalline e le spiagge totalmente libere (il rispetto rimane la regola principale su cui basarsi).

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La poesia della spiaggia libera di Pellestrina

Ricordatevi di portare con voi teli ed ombrellone, infatti attualmente l’isola non dispone di stabilimenti balneari strutturati.
Oltre al mare c’è tantissimo, camminiamo lungo la borgata con il suo lieve declinare di case colorate, visitiamo le numerose chiese (una di queste eretta alla memoria di un’apparizione Mariana – LINK)  di questo bellissimo rifugio dal caos.
Entriamo nelle attività commerciali portandoci a casa i tipici “Bussolai” dolci o salati (pane biscotto di forma circolare od oblunga) o assaporiamo un aperitivo fianco a fianco con le persone veraci del luogo.

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Casette a schiera fronte laguna – adiacenze Santuario Madonna dell’Apparizione

Ogni scorcio, ogni centimetro di quest’isola saprà emozionarvi e, assolutamente imperdibile, godete del tramonto in laguna. Verrete travolti da una miriade di riflessi mentre il Sole si tuffa nelle benefiche acque lagunari.

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Tramonto lagunare

  • Dove mangiare?

Pellestrina offre opportunità uniche anche in questo, a prescindere dalla raffinatezza del nostro palato troveremo occasioni di ogni genere, infatti lungo gli 11km di litorale si dipanano ristoranti rinomati quali: “Da Nane”, “Da Memo” o “Da Celeste”, due dei quali con la vista sulla laguna indimenticabile. Troveremo anche locali più semplici, ma comunque dal gusto inconfondibile come: “l’Osteria La Rosa” o “Al Pescatore” o pizzerie (da asporto perlopiù) e agriturismo (e sicuramente non vi ho elencato tutte le possibilità, ma solo quelle che mi venivano a mente). Non esitate a chiedere il loco anche agli abitanti, spesso gelaterie (imperdibile il Bar Gelateria Laguna a San Pietro in Volta) e bar potrebbero sorprendervi con stuzzichini inaspettatamente golosi.

Esistono anche delle aree picnic, ma resto dell’idea che la vera sintonia con un posto visitato non la si raggiunga con un panino portato da casa, ma gustando a 360 gradi l’esperienza tipica che il luogo propone.

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I Colli Euganei in una giornata di “Stravedo” – ovverosia clima limpidissimo

Concludendo, siate curiosi, siate gentili, siate aperti alla scoperta, perché questo territorio sarà nudo e onesto con voi. Più vi aprirete e più ne uscirete arricchiti. La quiete  ed il silenzio che scoprirete qui acquisiranno un valore nuovo e più alto. Abbandonatevi al bello, ne uscirete migliori.

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Rime nel silenzio

Vi saluto con la poesia che dedicai alla mia terra, un frutto acerbo della mia gioventù che testimonia quanto il mio legame con le terre delle mie origini sia indissolubile.

LAGUNA 
luogo incantevole
a parole indescrivibile
in cui si tuffa il sole
del quale rifletti il colore
mentre tramonta
e ci fa l’occhiolino dal pelo dell’acqua;
ci son giorni in cui sembri oro
altri in cui sei smeraldo
altri in cui non c’è orizzonte
e tu sei azzurra come il cielo
e gli stormi di candidi gabbiani
son le tue nuvole.
Una cosa in te non cambia mai
è la tua bellezza…

Foto e contenuti a cura di Edoardo Scarpa

Condividete e aiutate altre persone a scoprire questo luogo magnifico!

Mai come quest’anno, dopo i disastri occorsi a novembre (link al servizio di Agorà sul tema) con una grave alluvione lagunare (mio articolo), l’isola ha bisogno di tornare alla vita normale. Anche un pizzico di sano turismo dunque può essere una adeguata medicina per curare e far dimenticare al popolo locale l’accaduto.

Cos’è una fotografia…?

Ci sono svariate domande che, almeno una volta nella vita, un fotografo, appassionato o professionista, si potrà porre nell’arco delle sue esperienze. Una di queste è: cos’è una fotografia?

Se ci rifacessimo alle definizioni il suffisso FOTO significherebbe “luce” o si riferirebbe ad essa;

Ma nella sua essenza primaria per noi altro non è che un istante, cristallizzato con teniche di acquisizione e stampa, analogiche o digitali, che ne renderanno durevole la memoria.

Ma oltre al lato fisico, e visivo dunque, in una foto sono contenuti sentimenti, sensazioni, profumi, ricordi, miriadi di opzioni; quasi come un punto attraverso cui passano infinite possibilità interpretative.

Ma semplificando una mia interpretazione della questione vi allego a questo articolo uno scatto “rubato”, opera di mia moglie durante il nostro viaggio di nozze in Toscana a settembre 2019.

In questo scatto lei ha cristallizzato la mia idea di “fotografia”, che così riassumo: “catturare istanti luminosi del nostro scorrere vitale”.

Grazie Silvia ❤️ per questa foto e per l’ispirazione che ne ho tratto.