“Talvolta si può sognare anche aprendo gli occhi, basta farlo volgendosi verso il migliore orizzonte cui possiamo aspirare”
Volterra – Settembre 2019


Oggi compio 19 anni, 19 da quando sono tornato alla vita. Potrà sembrare stucchevole, noioso forse, guardare indietro e ricordare, scavare a ritroso, ma per me il 17 luglio 2000 rimane e rimarrà la svolta, la possibilità, il jolly di una intera, all’epoca breve, esistenza. Ero un ragazzo normale, con tutte le debolezze di un’età in cui urliamo di essere pronti a tutto, ma in realtà non siamo ancora pronti a nulla. Depresso e rinato grazie alla sommatoria di esperienze di un anno tanto atteso quanto doloroso.

Quella che è seguita al malore che poteva chiudere il mio capitolo a questo mondo, è una persona nuova, che, un’esperienza alla volta, ha imparato ad amare la vita e, perchè no, anche se stesso. Perchè in fondo scegliamo ogni giorno con chi trascorrere i nostri giorni felici, ma spesso scordiamo che con noi stessi, passeremo tutta la vita. Se non impareremo a ridere dei nostri difetti, a perdonarci gli errori, a tenere il sorriso davanti a chi ha il muso, non avremo perso nulla, se non l’opportunità di essere felici per quello che siamo e per ció che abbiamo.
Prossimamente su questo blog, intervisteró me stesso, l’io di oggi proverá a chiedere al me di allora cos’era successo e cosa sia poi cambiato.
Un abbraccio e grazie a tutti voi, a chi c’era e a chi c’è ora. In attesa di farvi scoprire qualcosa di più dell’itinerario che mi ha portato ad essere chi sono.
Kintsugi, metafora esistenziale
#trarealtaesogno #intervista #17-7-2000
Ciao a tutti!
L’intento di questa rubrica sarà intervistare persone comuni, lavoratori, professionisti, personaggi. Il tutto per andare a carpirne qualche segreto o, più semplicemente, per farveli scoprire.
Capirete di più leggendo, ma vi ricordo che, se il format vi piacerà, non dovrete esitare a condividerlo e, ancora meglio, se avete dei talenti che volete far risaltare, non esitate, contattatemi a: trarealtaesogno.com@gmail.com

Un ragazzo come tanti altri, niente di speciale a voler ben vedere! Semplicemente ho tanti hobby ed interessi che cerco di coltivare e far cresce, chiacchierando con chiunque abbia la voglia (e la pazienza!) di starmi a sentire. Mi piacciono i libri, i giochi da tavolo, i fumetti, i film, la musica, i videogames ed una marea di altre cose affini. Di base mi piace prendere la vita alla leggera, cercare di divertirmi ed impegnarmi in tutto quello che faccio. I miei motti sono “non si smette mai di imparare” ed “a c@**o con giudizio”.
A dire il vero il progetto iniziale già prevedeva di scostarsi dai semplici sigaretta e quotidiano che, per quanto acquistati quotidianamente, non sono sufficienti a garantire un lavoro sereno a chi, come me, si imbarca in un’attività di questo tipo. Per questa ragione, fin da subito, ho cercato altri ambiti in cui far sconfinare il mio negozio, che avessero come comun denominatore la “particolarità”, ovvero tipologie di merce che difficilmente si vedono nei negozi standard, piccole chicche ed esclusive.
Un bel mix di incoscienza, ambizione e voglia di darsi da fare per il proprio territorio. Se poi ci dovesse essere anche una punta di ragione, questo lo lascio decidere a voi!
Come già detto sopra, seleziono la merce di vendita personalmente, ma lavoro molto anche con le specifiche richieste dei clienti. A dire il vero non mi sarei mai aspettato di vendere carta da parati e swich televisivi, eppure è successo! Il mondo è bello perché è vario, disse qualcuno che c’aveva un bel po’ di sale in zucca!!
Domanda facile! Il libro (ma possiamo anche dire l’autore) che più mi ha cambiato ed alla cui etica cerco sempre di guardare è, del professor J.R.R. Tolkien, il suo titanico “Il Signore Degli Anell”i (e tutte le pubblicazioni connesse, dal Silmarillion allo Hobbit). Come tanti della mia generazione sono approdato sulle sue pagine dopo aver visto gli adattamenti cinematografici, e da quel momento è stato amore a prima lettura.
6. Hai una macchina fotografica speciale in mano, un solo scatto, una sola foto, un solo soggetto, chi ritrarresti e perché?Questa è la domanda più difficile che mi hai rivolto! Potendo scegliere una situazione direi una bella festa con amici e famiglia, perché sono le persone più importanti che un uomo possa avere, la benzina di ogni giorno ed il richiamo morale che alle volte, pur prendendoti a calci, ti aiuta a rimetterti in piedi. Per quanto riguarda la festa direi una bella grigliatona all’aperto, perché cosa c’è di meglio per trovarsi tutti assieme??
Sono riuscito a procurare ad un cliente un’edizione rara di Elektra Assassin, Scritta da Frank Miller ed illustrata da Bill Sienkiewicz. Una graphic novel del 1989 completamente fuori mercato e quasi introvabile. È stata una faticaccia ma mi ha dato molta soddisfazione.
Il mio legame col territorio ha una storia abbastanza altalenante. Come ogni ragazzo, finiti gli studi superiori, sono partito per l’università con la chiara idea di non tornare più tra le montagne. Troppe difficoltà, troppi pochi servizi, troppo poco movimento. Sono rimasto lontano per circa 7 anni con sporadici rientri per il weekend o qualche festività ma, con mia estrema sorpresa, mi mancavano le mie cime, i miei paesi e, più in generale, i miei montanari! Quindi ho deciso di rientrare e cercare di rimboccarmi le maniche per offrire, nel mio piccolo, tutto quello che da ragazzo mi era mancato e che mi aveva spinto a lasciarmi la casetta di Heidi alle spalle per raggiungere la città. Questi territori sono nostri, e se non ci diamo una mossa noi per primi per revitalizzarli non possiamo certo sperare che le cose migliorino da sole, come per magia…
Ogni cliente è unico ed ha i suoi punti di criticità che sono diversi da qualsiasi altra persona. Non credo esistano dei clienti difficili, soltanto persone poco garbate o, magari, con le scatole girate. La tecnica migliore è sempre quella del sorriso. Costante e disarmante al tempo stesso, per tutto il resto basta riderci sopra davanti all’aperitivo.
Ragazzo o ragazza, armati di tanta pazienza e preparati a lavorare 7/7 e 24/24. Questo mestiere richiede dedizione, concentrazione ed un sacco di memoria. Non ti farà certamente arricchire ma, se preso per il verso giusto, ti permetterà di plasmare il negozio secondo le tue scelte e ti puotrà regalare molta soddisfazione ed un sacco di divertimento (e qualche incazzatura).
Se ci dovessimo fermare a parlare dei quotidiani ti potrei dire che il mercato della carta stampata ha sicuramente risentito dell’avvento del digitale, ma questa frase, oltre ad essere decisamente trita, non tiene conto delle immense potenzialità che offre la rete. Internet è una risorsa, va sfruttata fino all’osso. Ti permette di entrare in contatto con moltissime persone, restare aggiornato, ricercare prodotti innovativi ed impostare ricerche di mercato. Il tutto a costo praticamente zero! Smettiamola di demonizzare il progresso, cerchiamo piuttosto di sfruttare gli strumenti che ci offre a nostro vantaggio.
Alla fine della fiera, ogni persona è la somma delle esperienze dirette ed indirette che ha vissuto, quindi direi che ogni cliente, ma più in generale, ogni incontro e scambio di opinioni (piacevoli e meno piacevoli) siano un accrescimento personale prezioso.
13. Quanto Gregorio c’è, traspira, nel tuo negozio?Greg al 100%! È come se fosse casa mia alla fine, quindi segue i miei gusti, per quanto strampalati siano.
Migliorarmi costantemente. Sia professionalmente che a livello personale. Oltre a questo ora voglio concentrarmi anche sul Greg privato.
La categoria ha bisogno di alcuni cambiamenti se vuole sopravvivere. Innanzitutto bisogna scardinare l’idea dell’edicola/tabaccheria classica che vende solo il quotidiano e la sigaretta. È necessario affiancare a questi due ambiti anche altri prodotti che siano dinamici, snelli e contemporanei. Serve una maggiore informatizzazione dei punti vendita e della gestione del cartaceo, serve una fiscalità dedicata che tenga conto dei margini reali. Serve una bella svegliata a chi dorme sognando i fasti degli anni passati. Tra 15 anni avremo un’edicola 2.0 che sarà un punto nevralgico per vari servizi, informazioni, e per la diffusione sul territorio di un commercio di qualità.
Siete ancora lì? Non vi siete abbioccati? Sicuri sicuri?? Allora ecco a voi il consiglio del Greg, per quello che può valere: “DIVERTITEVI! Cazzeggiate il giusto, ma soprattutto divertitevi! Qualunque cosa voi stiate facendo, a qualunque punto della vita voi siate giunti, ricordate di divertirvi. Prendetevi del tempo per voi, state con gli amici e la famiglia, lavorate con passione, anche se il lavoro non vi piace, e cercate di dare il giusto peso al fattore economico, non fatevi schiacciare dalla tendenza moderna del guadagno ad ogni costo. I valori sono altri, i piaceri della vita sono altri. E, se vi riesce, cercate di lasciare una traccia di voi. Sarà il vostro unico retaggio che valga la pena di considerare”.
Gregorio De Podestà
Update settembre 2023: l’attività di Gregorio purtroppo ha chiuso i battenti. Reputo comunque necessario e bello lasciare online la sua intervista, un racconto vivido e sincero della sua visione dell’attività commerciale di cui si è occupato.
Allego le sue parole dalla pagina ufficiale:

…lasciate un commento o un like se vi è piaciuto e soprattutto, condividete!
L’intervista vi è piaciuta? Ecco quella di Claudia, la consulente felina: Claudia – Consulente relazionale del gatto
Carezzo orrizzonti
Che vorrei intrappolare
Nell’essenza di una luce
Che imprime la sua immagine
Indelebile e labile
Sulla sensibile superficie
Del mio cuore
Di te perdo la ragione
E in te trovo ogni motivo
Di te respiro ogni attimo
E sospiro nel latente
Desiderio di averti sempre
Al mio fianco e dentro
Nel profondo di me
C’è un’immagine di te
Nel profondo di me
Ho spazio solo per il bello
Ho bisogno di riempirlo di te
Cari Amici ed Amiche,
oggi vi voglio raccontare un altro pezzo della mia esistenza, istanti di cui, chi ben mi conosce, sa i dettagli. Non sarò stucchevole nel peregrinare attorno all’argomento, ma lo farò calzare all’interno di una metafora fotografica.
Il tutto parte da una meravigliosa cultura, quella giapponese, contraddistinta da un modo di esprimersi e comunicare dove un singolo lemmo, spesso, contiene un significato più complesso, emozionale talvolta; la cosa più affascinante di questa lingua è che una parola, nella sua singolarità, è in grado di esprimere concetti complessi ed articolati (ad esempio Komorebi, la parola peraltro da me scelta per racchiudere dei pensieri e delle immagini da me prodotte, la quale significa letteralmente “la luce che filtra attraverso gli alberi” [scoprili tutti Qui!]). La musa ispiratrice di quest’opera è il termine KINTSUGI (o kintsukuroi) che significa: letteralmente “riparare con l’oro”; che attinenza avrà mai quest’arte millenaria con la mia vita? Quante volte nell’arco dell’esistenza siamo stati pervasi da un senso d’impotenza, quante volte il dipanarsi dei fatti sembrava inesorabilmente accompagnarci ad un tracollo, anche solo emozionale? Vi confesso, io a sedici anni non ero caratterialmente una persona fortissima, ma la vita mi ha sottoposto ad una prova e ne sono uscito più forte di prima. Diciamo che citando Jovanotti quell’episodio: “Ha preso la mia vita, facendone molto di più”.
Era il 17 luglio del 2000, davanti ad una schiera di amici ed amiche, la mia esistenza è andata in stand-by, quasi definitivamente. Un intenso percorso ospedaliero e circa 40 giorni dopo, re-imparando a camminare e comunicare tra le altre cose, sono tornato alla vita di tutti i giorni, era il 24 agosto, il mio compleanno.

Da quel giorno di luglio porto una cicatrice, un segno che mi ricorda tutte le volte che la debolezza interiore vuole prendere il sopravvento, di quanto devo ringraziare il cielo di essere ancora qui, di quanta fatica ho fatto per tornare a galla, un passo alla volta.
La mia anima nel 2000 si stava corrompendo, giaceva stantia in un periodo negativo giovanile che, a posteriori, era assolutamente privo di senso.
Io tuttora benedico quella traumatica esperienza di quel giorno, perché ha “riparato con l’oro” le crepe che si stavano formando nella mia esistenza.
Da qui, da questo concetto, testimonianza, deriva l’idea della foto che finalmente vi mostro.

Credits:
https://it.wikipedia.org/wiki/Kintsugi
https://studiaregiapponese.com/2017/03/19/parole-forti-komorebi/