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Trarealtaesogno: Storie, Emozioni, Curiosità.

Racconto surreale: Il misterioso sorriso di Madonna del Giocondo

La pioggia imperversava violenta e spietata ormai da giorni, la natura sembrava voler annunciare la tenebra che stava per calare su Parigi e dalla capitale francese su tutto il mondo, ma per fortuna non è accaduto ciò… sarà meglio però per voi lettori che io vi narri la storia sin dal suo principio.

Correva l’anno 1506 circa e Leonardo Da Vinci stava lavorando ad una delle sue innumerevoli opere, sicuramente la più famosa e soprattutto misteriosa che lui avesse creato, vi parlo, infatti, della Gioconda quadro stupendo e inquietante in cui il tempo sembra sia stato fermato all’istante in cui Leonardo dipingeva, proprio questo è il punto centrale della storia, quel quadro non è una semplice tela dipinta, è qualcosa di più, anzi è qualcuno oserei dire, qualcuno per cui il tempo non scorre da quasi 500 anni, quel dipinto racchiude in sé uno spirito malvagio e selvaggio, assetato di vendetta verso l’umanità intera, che se venisse liberato dalla tela darebbe inizio ad un’era di terrore governata dal male e dalla legge del più forte, tale spirito venne imprigionato in quella tela da un apprendista stregone, un onta enorme per una entità diabolica del suo calibro con centinaia di omicidi al suo attivo. Esisteva una sola possibilità per quella creatura di uscire dal dipinto e cioè suscitare il riso di una ragazza, dell’età massima di diciotto cicli terrestri intorno al Sole e bionda subito dopo che questa avesse guardato il dipinto negli occhi. Voi penserete, come può una persona ridere di un tale dipinto così strano, affascinante, misterioso e unico? Era un venerdì 17 del mese di settembre 1999, una scolaresca ligure si recò in gita in Francia, era una classe vivace ma nei limiti, tutte persone senza grilli per la testa, tutte tranne una, Sandra, la scuola a lei non interessava minimamente e la gita era un pretesto per fare confusione al di fuori dei confini del piccolo borgo in cui viveva.

Ultima tappa della gita era il museo parigino del Louvre, era tardi e fuori pioveva violentemente, Sandra a differenza degli altri era ancora in piene forze, nonostante sette giorni di camminate era ancora lei la protagonista di ogni rimprovero dei professori accompagnatori, ad un tratto uno squillo e una voce che diceva in svariate lingue: “I turisti sono pregati di uscire dal museo entro cinque minuti”, sarà l’accento strano di quell’italiano maccheronico, sarà la sua pazzia Sandra comincia a ridere proprio mentre giunge davanti alla Gioconda e strilla impaurita perché si aspettava di vedere davanti a se un muro e non un dipinto… Sandra però venne attirata magneticamente dal realismo misterioso di quel dipinto, sembrò diventare seria, osservava, sembrava che ogni sua occhiata fosse una valutazione critica della tecnica leonardesca.. invece ahimè, era tutto uno scherzo, dentro di lei una risata cresceva fragorosa più di un torrente in piena e infatti… pochi secondi di recita e non ce la fece, esplose come un vulcano, la sua risata rieccheggiò per secondi lunghissimi nei corridoi del museo, non riusciva a smettere di ridere e i suoi occhi mentre rideva si scontrarono con quelli fuggitivi della Gioconda, un lampo e poi un fragoroso tuono e ancora lampo e ancora tuono, Sandra smise di ridere e disse: “Forse tutto questo baccano è un suggerimento a me rivolto da lassù perché io smetta?” e ancora una volta si fece seria per finta, si gira verso il dipinto, guarda i suoi occhi e ride ancora più forte pronunciando sproloqui, alla fine rieccheggia ancora la voce  che stavolta invitava ad uscire in maniera rapida gli ultimi ritardatari, fu così che Sandra venne presa di peso da due compagni e portata fuori a braccia insieme al resto della comitiva rimasta stupita dalla sfrontatezza della ragazza.

Il museo chiude, il buio e il silenzio sono infranti solo dalle guardie, dalle loro torce e dal calpestio dei loro tacchi sulla pavimentazione in marmo, tic tac tic tac, si avvicinavano sempre più all’ala dove è custodita la Monna Lisa e d’un tratto un lampo e un tuono fortissimo, si voltano, puntano le torce al dipinto di Leonardo, a loro caro e compagno di tante notti nel museo rimanendo impietriti e attoniti, la Monna Lisa era sparita, rimaneva solo lo sfondo, ma nel dipinto non c’era più traccia della protagonista, i due si sfregarono gli occhi, si pizzicarono a vicenda urlando di dolore, era tutto vero, era rimasto solo lo sfondo. Un brivido li percorse lungo tutto il corpo, un tonfo sordo, non ebbero il tempo di girarsi che, “PUFF”, caddero a terra morti, silenziosi e con il volto tirato e sfigurato dal terrore. La mattina seguente grande fu lo stupore, anche perché i fatti incredibili erano ben due, la morte delle guardie e il quadro rimasto senza la donna che da sempre l’aveva abitato. I giornali di tutto il mondo si gettarono sulla notizia ognuno con la sua versione dei fatti.

La notte del 18 settembre altre due guardie muoiono nel museo, presentano segni di strangolamento ma anche in questo caso le telecamere non evidenziano niente di sospetto come nel giorno precedente.

Passano quarantotto ore dal primo duplice assassinio, è il 19 settembre, Parigi si sveglia con una novità, una scritta compare sul dipinto, è in caratteri runici, un messaggio che una volta decifrato risulterà assai inquietante: “Una giovin ragazza col suo riso mi ha destato da un sonno troppo a lungo per me durato, a lei va il mio ringraziamento, a voi il mio eterno tormento, solo una lacrima del suo ridente viso potrà fermarmi da questo viver che per me è paradiso”.

La situazione si fa contorta, gli inquirenti non osano credere a quelle parole, le tengono segrete, sarebbe un’onta troppo grande per le forze dell’ordine francesi. Fanno male però e dopo 3 settimane di inutili ricerche e costellate di omicidi tutti simili ai precedenti si arrendono e decidono di affidare alla stampa internazionale la frase segreta, anche perché il video del Louvre si sovrappone ogni ora e nessuno sa chi sia la ridente ragazza a cui si allude nel messaggio dello spirito. Si spera così che questa persona o chi la conosce possa avvisarla della necessità della sua presenza in Francia per risolvere questo grave problema. Sandra non segue la tv, mai, però i suoi compagni si e l’avvisano che lei potrebbe presto divenire famossissima, l’eroina di Francia, l’erede di Giovanna D’arco negli ideali francesi, lei causa di tutto, causa di principio di un incubo malefico, lei causa della cessazione dello stesso. Sandra in principio esita, la sua usuale spavalderia sembra svanire, ma alla fine si decide, chiama il numero verde messo a disposizione dal governo francese. Nessuno ci sperava più, in un mese i morti sono stati decine nel museo e ora nessuno di notte vuol più entrare, i dipinti son così in balia del destino e facili prede di eventuali malviventi, ma troppa è la paura, tale da spingere anche i furfanti a non tentare un colpo. Sandra giunge, già piange, è disperata, è emerso il lato sensibile del suo carattere che lei ha sempre nascosto dietro una finta aggressività. Piange , è notte, è buio, è sola, con la sua torcia e le sue lacrime, dolorose per lei, utili al mondo. Scocca la mezzanotte, di nuovo un temporale, ecco il lampo e il suo compagno tuono, tre volte la cosa si ripete ed ecco un tonfo sordo, è lui, è lo spirito, Sandra piange, prega, scruta intorno a se il buio impenetrabile. Lo spirito le è dietro, lo percepisce, si gira, lo guarda dritto negli occhi, con un coraggio che le giunge nuovo, lui la riconosce e urla, le lacrime lo condannano inesorabilmente, lui corre, corre, si getta nel dipinto, la scritta scompare, riappare Monna Lisa, che dallo spirito fu rapita. Sandra sorride, felice, orgogliosa di sé per la prima volta nella sua vita e nel cielo torna la Luna dei giorni migliori, circondata di stelle in cielo e di sorrisi sulla terra libera da un incubo.

Grazie a Sandra e alla Monna Lisa, a cui chiedo scusa per il racconto diffamante di cui le ho rese protagoniste.

Ah, dimenticavo, il sorriso misterioso è dovuto alla volontà dello spirito di ingannare l’uomo, di spingerlo a quella risata che prima o poi lo farà tornare libero di incutere nuovo terrore al mondo, quindi, non ridete della Gioconda ora che ne conoscete le conseguenze.

Racconto surreale: Il Giorno Perfetto.

Ci sono giorni in cui il sole sorge per far uscire di casa i sognatori, che altrimenti passerebbero il loro tempo a immaginare come vivrebbero la loro vita anziché viverla veramente. Ma chi sono i sognatori? Come immaginate sia fatto un sognatore? Forse bruttino? Magari si, forse cicciottello o estremamente burroso? Probabile! E goffo? Si si! Goffissimo! Ma ora chiudete gli occhi, anche solo per un attimo, vi siete sentiti a disagio? Ovvio, siete talmente abituati a guardarvi intorno che un po’ di buio vi opprime. Ma nel buio hanno residenza i sogni e nei sogni si manifesta il nostro vero Io. Riprovate ora a chiuderli ma prima di farlo decidete di visualizzare qualcosa di bello, la vostra amata, il vostro amato, la mamma o il papà, una moto, una bici o un fiore poco importa, ma se lo farete capirete perché tanti amano sognare. Nei sogni anche il più timido realizza ciò che nella vita forse non avrà mai il coraggio di fare. Il problema sta tutto lì, voi agite, mentre noi sognatori immaginiamo di farlo. Ma questa storia ribalterà la questione, vi presento Fulgenzio e questa è la sua giornata d’azione.. O forse no?

In tutto lo splendore dei miei 95kg per 165 cm uscii di casa con addosso pantaloncini corti neri e una sgargiante canotta verde acceso. I sogni li avevo lasciati tutti nel cassetto, oggi si vive! 

Con passo gagliardo giunsi al bar dove ero solito puntare sul calcio, la banconiera è una ragazza molto bella, ma chissà come mai mi ha sempre servito quell’orso bruno del titolare. Entro e dico: “ciao topolona mi porti un po’ di fortuna?” Lei mi guarda, forse non l’aveva mai fatto prima, scopro che mi ascolta, infatti se ne va. Ok, ho esagerato, ma oggi gira così e mi accontento allora di giocare la schedina con l’orso, poi esco e guardo la schedina per un attimo e la butto via. Con l’orso non ho mai vinto. Cammino, una bella sensazione, arrivo al parco dove alcune ragazzine mi fanno delle foto e chiedono se solitamente rotolo, rispondo con assoluta cortesia che l’unica cosa che rotola probabilmente è il loro cervello adagiato su di un letto di chiappe, poi afferro il telefono e mi faccio un selfie con la lingua di fuori. Questa è arte! Loro restano ammutolite e io me ne vado sghignazzando. Sembra divertente agire, ci sto prendendo gusto. Arrivo in piazza e incontro un auto dei vigili urbani in panne, mi fermo e chiedo se serve aiuto. Il giovane mi risponde “si, perchè lei è un meccanico?” E io: “no, ma se per lei è uguale sappia che sono curioso”. Dai mille santi che il tizio urla capisco che è bene allontanarsi. Incedo divertito alla ricerca di altri spunti e mi godo ogni singolo brivido di questa giornata senza freni. Chissà come ho fatto a resistere così a lungo inerme, vivere la vita e combinare marachelle fa sentire vivi! Ed ecco, un prete, giovane, elegante, mi passano per la testa mille idee, ma non ne scelgo nemmeno una, ok che è il mio giorno di libertà , ma è meglio non fare cose di cui poi ci si pente. Mi incammino verso il bar sport, per offrire del vino ai nonnini, che una volta alticci mi avrebbero raccontato cose incredibili. Eccolo, tutto rosso con la tenda verde scuro di una nota marca di birra. Ma i tavoli esterni sono vuoti. Un brivido, non posso perdermi i nonni ubriachi. Entro, trovo il barista sconsolato e chiedo dove sono i suoi clienti. “Al bocciodromo, cazzo!” Mi risponde piccato. Così vado alla fermata e salgo sul bus che attraversa più lentamente del solito la città. Scendendo guardo l ‘autista che mi sorride e gli dico: “meno male che non ho obliterato, sei stato più lento di mia nonna durante la processione del Santo Patrono”. Sento urlare, sono tutti un pó nervosi, poco importa, sono finalmente di fronte al bocciodromo. Leggo a voce alta: “finale cittadina coppa del nonno” non riesco a trattenere una risata e prima di entrare compro nel vicino minimarket otto cartoni da due litri di vino rosso e un pacchetto di bicchieri di plastica. Entro e trovo una piccola schiera di canuti nonnetti che alla vista della nota marca di vino in cartone iniziano ad avvicinarsi. Erano in 10, 4 squadre da 2 e due giudici di gara. Ma le regole le detto io, i nonni devono bere un bicchiere prima di ogni tiro. Accettano spavaldi, ma già pregusto il risultato. Il primo tiro è perfetto per tutti, ma già al terzo giro fra traiettorie sbilenche e santi volanti la cosa si fa calda. Il nonno mediamente ha ragione, con un litro di Tavernello in corpo si crede una divinità. Bene, qui avevamo già superato tale soglia. “Artista! Dammi ancora un bicchiere che devo potenziare la mira”. Durante il tiro decisivo peró accade l’irreparabile, Ernesto guarda verso la coppa e urla: “aiutoooo al ladrooo!” Ebbene si, i nonni eliminati si erano rubati il vino. Risultato: torneo sospeso e due nonni al pronto soccorso in delirio. Nel dubbio mi dileguo contento. Proseguendo il cammino mi ritrovo davanti ad una palestra “ohm” appena il tempo di avvicinarmi che vengo catapultato tra fretta e improperi da un effeminato istruttore ad un corso di yoga, non so per chi mi avesse scambiato, ma l’idea di meditare con delle ragazze non mi dispiaceva. Inoltre chiaramente il mio karma del giorno iniziava a farmi essere attivo col Mondo ma anche viceversa. Con grande stupore peró varco la soglia e mi trovo davanti a 45 ragazze in mise succinte che adoranti attendono ordini dal grande maestro di yoga.. Io! Per fortuna vedo un poster dell’evento e leggo “maestro Octon” così esordisco “salute a voi fanciulle, siete pronte a vivere questa grande esperienza di yoga col vostro maestro Octon?” E loro in coro: “siiiiii!”. Nel mentre una di loro mi lancia il suo reggiseno e urla “questo è per lei maestro!”. A quel punto notando che nessuna fosse sconvolta urlo “qualcuna ancora vuole omaggiare il maestro?” A quel punto nessuno ha capito perchè, ma Octon si ritrova 44 reggiseni oltre al precedente tra le mani. “Non avrei mai immaginato che queste cose accadessero davvero” e mentre la mente si interroga su quanto uno strano nome possa influenzare le persone. Chiedo una breve tregua per iniziare la seduta, faccio chiudere gli occhi a tutte e mi dileguo proprio mentre sgommando arriva il vero Octon, come minimo il suo peso era il doppio del mio, ma la cosa più bella è che io ho i suoi “trofei” e lui non lo sa.. Octon entra fiero come il mago Otelma e urla “a me i vostri coperchi per mammelle!” E le ragazze in coro “se ne vada impostore!!!”. Altra rissa , altra sghignazzata, scompaio più velocemente fiero della conquista e di aver smascherato un impostore facendo a mia volta l’impostore.

La giornata volge alla fine quando con i miei 45 reggiseni in mano vengo fermato dal vigile che avevo preso in giro la mattina che mi fa “fatto conquiste eh?!? Ma adesso vieni con me in commissariato, c’è stato un furto di reggiseni e secondo me tu ne sai qualcosa” io candidamente rispondo “ma signor vigile.. Sono miei!” Mai frase più errata fu detta.. Vengo trascinato in commissariato, interrogato e incredibilmente rilasciato perchè la refurtiva era stata recuperata in un’altra zona della città.. Pare presso l’auto di un ospite della plaestra “ohm” un tale “maestro octon”.. A quel punto il vigile ed io ci chiediamo reciprocamente scusa e, vista la dostanza chiedo un passaggio a casa. Giovanni, il vigile, mi saluta e io ricambio ringraziando, poi mi giro apro la porta e… 

Mi sveglio di sobalzo. Con la tachicardia e il fiatone.. “Mamma mia che paura!” Mi dico allo specchio.. “Ancora un incubo in cui esco di casa a fare il disgraziato.. Non sono cose per me.. Ormai ho 60 anni e non capisco quale angolo di cervello crei queste esperienze.. Non ne posso più! Forse devo smetterla di confessare certi personaggi, con tutte le corbellerie che sento finiró rincitrullito!”. E poi, con un sorriso divertito indossai l’abito talare, le scarpe nere, serrai il clergy e mi dissi: “caro mio incubo ricorrente, non esiste un giorno perfetto, ma ogni giorno a suo modo lo è, ricordalo!” 

Curiosi sul surreale? Ispiriamoci di Arte!

oppure, tornando coi piedi per terra… scoprite le mie poesie, i Komorebi

Inquinamento – una riflessione sul tema

Osservando il circostante, ed elevandoci oltre le strutture e le logiche comuni, possiamo giungere alla visione d’insieme dei danni che, come Umanità, provochiamo con una parte di ciò che definiamo progresso e con una parte di quello che ne deriva. Siamo infatti incapaci di gestire un ricambio etico ed ecologico perfetto o tendente ad essere tale, ma come Umani siamo tendenti all’imperfetto, una condizione alimentata dalla capacità di capire e autocriticarci, che purtroppo però non sempre ascoltiamo…

Foto da visionare in ordine di pubblicazione

Un ringraziamento a: Lorenzo (pose e suggerimento location) Silvia e Claudia (per pazienza e compagnia)
I luoghi:
– foto 1 – 4 – dintorni della Sacra di San Michele a Sant’Ambrogio di Torino – Scoprila!
– foto 2 Marghera
– foto 3 Mestre
– foto 5 – 6 – 7 – 8 – 9 periferia torinese.

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Scoprite altre foto nella mia pagina Fb: Edoardo Scarpa – Fotografia

Ciao!

L’intervista della settimana… Claudia – Consulente relazionale del Gatto

Ciao a tutti!
L’intento di questa rubrica sarà intervistare persone comuni, lavoratori, professionisti, personaggi. Il tutto per andare a carpirne qualche segreto o, più semplicemente, per farveli scoprire.
Capirete di più leggendo il primo articolo, ma vi ricordo che, se il format vi piacerà, non dovrete esitare a condividerlo e, ancora meglio, se avete dei talenti che volete far risaltare, non esitate, contattatemi a: trarealtaesogno.com@gmail.com

Oggi vi parlerò, in una breve intervista, di Claudia, una Consulente per la Relazione e la Convivenza con il Gatto, certificata dal Centro di Cultura Felina:

Claudia Banfi – Consulente Felina
  1. Dal vivo ti conosco, ma chi è Claudia nelle vesti di Consulente per la Relazione e la Convivenza con il Gatto?  Sono una persona che ama gli animali, ma con una grande passione per il mondo felino. Ho imparato dei metodi per capire ed analizzare un problema, al fine di giungere ad una soluzione. Vengo contattata per restituire serenità al Gatto, che sta vivendo un momento difficile, ed al suo proprietario. Ho sostenuto dei corsi che mi hanno consegnato una missione: far conoscere la corretta cultura felina.
  2. Cosa ti ha spinto maggiormente ad affacciarti a questo universo ancora così poco conosciuto? In primis l’Amore che provo e che viene corrisposto quotidianamente dai miei tre piccoli felini, successivamente la curiosità, la volontà di imparare tutto ciò che si rende necessario per fargli vivere il più serenamente e correttamente possibile la loro vita in nostra compagnia.
  3. Hai dei punti di riferimento? Degli esempi a cui ti riferisci e dei quali aspiri di raggiungerne il livello? Oppure stai cercando di aprire la tua strada seguendo l’istinto?  Non ho punti di riferimento e l’unico mio desiderio è il poter aiutare più mici possibili per farli stare meglio con loro stessi, con i loro simili e con noi umani. Ognuno di noi, durante l’esistenza, è costretto ad interfacciarsi con molti problemi, persone, situazioni più o meno sgradevoli, tutte importanti e segnanti; ma delle volte abbiamo bisogno di una mano in più, che ci aiuti ad andare avanti, che ci dia dei consigli, che ci capisca e faccia stare meglio trovando una soluzione. Questo è ciò che voglio essere per i nostri amici felini.
  4. Che i gatti ti piacciano è palese, Claudia, ma tra tutte le razze ne prediligi una in particolare?  Potrei dirti l’Abissino, il Blu di Russia, il Bengal o l’Orientale; ma cosa accomuna tutte queste razze? L’essere parte della famiglia del Felino, l’essere Gatto! Per me dunque esiste una sola razza più bella: il Gatto. Rosso, bianco, grigio, nero; qualsiasi mantello esso abbia, qualsiasi colore, provenienza, risulterà unico, raro. Un diamante di cui essere fieri e che fieramente ci amerà.
  5. Torniamo a parlare di Te, esiste un libro a cui non rinunceresti per nulla al mondo? La lettura mi ha sempre accompagnata nelle varie fasi della vita, fino ad oggi. Ho letto molto, molti generi diversi, ma quello ce più ho apprezzato e che sicuramente rileggerei senza stufarmi è: “Alice nel paese delle meraviglie” e “Attraverso lo specchio” di Lewis Carroll. Perché alla fine, siamo un po’ tutti Alice.
  6. Hai una macchina fotografica speciale in mano, un solo scatto, una sola foto, un solo soggetto, chi ritrarresti e perché? Non credo ritrarrei qualcuno, preferirei un luogo; un luogo che probabilmente non ho mai visto, ma che nella mia testa è molto presente. Questo posto è pieno di alberi, ruscelli, piante, fiori colorati e profumati, animali liberi; un luogo che mi trasmette pace e serenità.
  7. Tra tutte le consulenze svolte, quale finora, in cuor tuo, ha dato le maggiori soddisfazioni? Ogni consulenza andata a buon fine è un traguardo raggiunto, l’essenziale è trovare la giusta soluzione ad ogni problema. Buona parte del risultato inoltre è determinato dallo svolgere i “compiti per casa” da parte dei proprietari; non sempre si trovano persone collaborative, noi consulenti altro non siamo che il “media”, il “tramite”, il “traduttore, ma il vero lavoro per i clienti comincia quando io esco di scena. Solo chi vive con i felini ed ha a cuore la loro serenità ed il loro benessere, riuscirà a riequilibrare le situazioni. Queste, tangibilmente, sono le maggiori soddisfazioni.
  8. Quali tipi di azioni correttive o analisi comportamentali del felino affronti con maggiore passione? Ogni caso è differente ed ogni gatto ha le proprie esperienze di vita che ne hanno formato il carattere; adoro occuparmi delle introduzioni di gatti, a prescindere dalla loro età, in una nuova casa, in una nuova famiglia che si prenderà cura di loro, amandolo fino alla fine; è sempre una gioia vedere un gatto appena adottato entrare a far parte di un nucleo famigliare. Altri casi che mi coinvolgono sono quelli che nascono dai problemi legati all’età avanzata del gatto, perché come ogni periodo tra nascita, pubertà ed età adulta, è un periodo in cui ha le sue sensibilità, diventa giusto dunque rispettare le esigenze di un gatto che, più di altri, va capito ed aiutato.
  9. Parlavamo di azioni correttive, viene spontaneo chiederti se hai mai vissuto un caso da “non ce la posso fare!?” NI! Sarebbe una grande bugia dicessi di no! Tengo sempre a mente un pensiero che, chi mi ha insegnato, mi ha sempre detto: la soluzione ti verrà detta da chi ti espone il problema. Dopo tempo posso affermare con certezza che, infatti, è sempre andata così.
  10. Dunque se ne deduce che, tra i tanti, hai incontrato molte persone che sbagliano l’approccio col felino, giusto? Sai, il 98% delle persone sbaglia in questo. Molti giochi che sono in vendita nei supermercati sono utili per iniziare la relazione e l’approccio correttamente con il proprio gatto. Uno degli errori più frequenti è quello di utilizzare le mani e le braccia per farli giocare: ERRORE! Noi non siamo il gioco, dobbiamo essere i compagni del gioco. E’ sufficiente usare una bacchetta, ne fanno col topolino, con le piume.. scoprendo cosa attrae il vostro gatto entrerete in empatia con lui e lo farete divertire. Le sequenze di gioco sono fondamentali nella vita di un felino, per lui infatti rappresentano una sequenza di caccia e ciò lo stimola e lo aiuta a stare bene; giocare insieme farà crescere a dismisura la vostra relazione!
  11. Siamo in un’epoca dove lo scambio di informazioni interpersonale è sempre più povero, la gente si affida a google, ai forum, dimenticando il faccia a faccia, perché dovrebbero tornare a scegliere un consulente, perché sceglierti Claudia? Perché avere un esperto a cui chiedere consiglio su ogni dubbio, con risposte frutto dell’esperienza, è sicuramente più motivante per imparare cose nuove; non sempre internet ha ragione, è colmo di persone critiche, che hanno da ridire circa qualsiasi altrui pensiero, tutto questo rende insicure le persone, porta disagio ed imbarazzo; invece con un consulente sai di avere di fronte una persona che ha studiato apposta per risolvere con professionalità e passione quei problemi, cercando di entrare in empatia con te e con il tuo gatto. Il consulente diventa così una persona di fiducia, disponibile per te e per il tuo felino, senza pregiudizi.
  12. Tutti i corsi che hai affrontato, in cosa ti hanno maggiormente arricchito? Sicuramente mi hanno arricchito come persona, spronandomi ad andare avanti nella conoscenza di queste piccole meraviglie, che nonostante le loro piccole dimensioni, non smettono mai di insegnarci grandi cose; dovremmo, talvolta, prenderli ad esempio, perché in molte situazioni ci mostrano come approcciarsi correttamente e come affrontare la nostra vita.
  13. Quanta Claudia c’è nell’empatia con cui entri in contatto con loro per aiutarli? L’empatia è alla base della relazione, a qualsiasi livello, specialmente coi gatti. E’ fondamentale entrare in empatia con loro per capire fino in fondo il problema o, più serenamente, per condividere un momento di armonica felicità. Senza empatia noi consulenti per la relazione del gatto non esisteremmo.
  14. Tutti noi abbiamo dei sogni nel cassetto, professionalmente parlando, raccontaci del tuo:  il mio sogno lo sto già realizzando, perché poter lavorare aiutando gli animali, lo considero, da sempre, un compito nobile. Per me aiutarli quando sono in difficoltà è un gesto di apertura ed umiltà: loro dipendono dalla nostra sensibilità e dalle nostre capacità. Noi che possiamo tutto, abbiamo il dovere di aiutare chi ne ha più bisogno.
  15. Ora voglio farti un’ultima domanda, alla luce di tutto, cosa sarà cambiato tra 15 anni nel rapporto tra l’uomo e gli animali? Io non ho certezze, ma una vivida speranza: spero le persone capiscano, con tutto il cuore, quanto sia importante circondarsi di Amore, quello puro, quello vero, di un animale; solo in questo modo avremo l’opportunità di progredire, evolvere, di essere persone migliori.

Grazie Claudia per le tue parole, per il messaggio di Amore verso il mondo animale che hai lanciato tra le righe di una semplice intervista, ti regalo una grande opportunità, ti chiedo: cosa vuoi dire a chi ci sta leggendo? Non abbiate paura dei giudizi, non arroccatevi nella convinzione di sapere già tutto. Informatevi, chiedetevi, leggete e studiate; guardate i vostri mici, i vostri animali domestici e chiedetevi se veramente non esista qualcosa per farli vivere meglio. Io ho scelto di divulgare una giusta e corretta cultura felina, che li aiuti a risolvere i problemi. Informatevi, perché: se li ami, li conosci.

Claudia B.

il suo biglietto da visita (fronte)
le sue aree di competenza (retro del biglietto)

Grazie per l’attenzione Amici ed Amiche, non esitate a condividere questo articolo, taggare gli amanti dei gatti o degli animali e… lasciate un commento o un like se vi è piaciuto!

Edoardo

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Non lo sapevi? C’è un’altra intervista da scoprire, quella a Gregorio:
 L’intervista della settimana… Gregorio – Titolare di “Volta Pagina” a Lorenzago di Cadore

Il guardiano del faro

Il guardiano del faro
uomo solo e abbandonato
a sè; a cui nulla è più caro
e che tutto del suo passato ha dimenticato.

Vecchio e stanco
scruta il mare
rumoroso e bianco
che le nuvole stanno a guardare.

Già le nuvole
che vedono questo cielo in Terra
che vorrebbero coprire, invano.

Così il vecchio non si fa coprire
dalle nubi della solitudine che lo circondano.

 

La prima poesia, non si scorda mai… 1997.