Un itinerario da Pellestrina a San Pietro in Volta.

Sono passati tre anni dalla mia ultima visita all’isola di Pellestrina; così tanti perché dalla fine del 2019 in poi, per ciascuno di noi, sono cambiate tantissime cose, per alcuni, decisamente troppe.

Le mie radici, ben radicate in questo territorio, per più di 900 giorni non si sono lasciate intridere dalla salubre aria salmastra, ma anche da quei profumi e colori che, con ogni parte di me, amo.

Oggi, in questa piccola cronaca, vi racconto a parole sicuramente, ma anche con qualche scatto, quella che è stata una delle pagine più belle delle mie gite fotografiche, voi stessi potrete vivere o rimodulare a vostro piacimento questa esperienza, sempre ricordando di essere turisti responsabili.

banner caccia al tesoro fotografica a venezia che linka all'articolo

Conoscete tutti, se siete miei affezionati lettori, il territorio di Pellestrina e San Pietro in Volta, le sue tipicità, criticitá e, soprattutto, bellezze.
Infatti ve ne ho parlato anche qui: 10 cose da fare a Pellestrina almeno una volta nella vita e qui 53 anni dopo, una nuova violenta alluvione si abbatte su Venezia e le sue isole.

ITINERARIO (circa 11 fantastici kilometri): Lunedì 6 giugno 2022 son partito in direzione Chioggia, la ritengo il punto di partenza ideale per approcciare l’isola. Qui troveremo il parcheggio Giove che offre tariffe super convenienti parcheggiando l’auto all’ultimo piano, aperto ai lati, ma ben coperto. Già da qui il panorama comincerà a lasciarvi senza fiato.

Eccovi la mappa del primo tratto, poco più di 1km anche attraverso il cuore della città di Chioggia.

In questo tragitto passeremo dalla località “Isola Saloni” al centro storico, prendendo una delle tante calli che uniscono la “fondamenta del Canal Lombardo” al Corso del Popolo. Al termine di quest’ultimo, dopo aver sfiorato decine di negozi, ristoranti e bar arriveremo all’attracco di Piazza Vigo, dove ci attenderà il vaporetto della Linea 11 ACTV.

🟠 Fate attenzione 🟠 verificate la possibilità di prenotare l’imbarco se volete portare le vostre bici e ricordarevi che potrete anche noleggiarne una direttamente in isola.

Una volta acquistato il biglietto attendete l’avvio delle operazioni di imbarco e provate ad aggiudicarvi dei posti nel terrazzino posteriore del natante, la vista sarà eccezionale, ma anche non doveste riuscirvi, state sereni, il panorama è bellissimo anche dagli altri posti.

Cason da pesca nei pressi di Ca’ Roman

Se siete “amanti delle sfide” potrete aggiungere una tappa meravigliosa al vostro viaggio di scoperta, infatti chiedendo la discesa a Ca’ Roman di Pellestrina (vedi note degli orari) vi regalerete altri 3 km di itinerario a stretto contatto con la laguna ed il mare, mai così vicini lungo tutto l’arco di questo litorale, magari camminando alla sommità dei Murazzi come nella foto sottostante.

Passeggiando sopra i murazzi, verso Ca’ Roman di Pellestrina

Terminato questo tratto, a piedi o di navigazione arriverete all’attracco isolano del vaporetto, nei pressi del cimitero.

Vi raccomando di percorrere il più possibile il lato lagunare dell’isola, così da non perdere nessuno degli scorci che vedrete nelle immagini. Resta ovvio che se la voglia di mare vi dovesse sopraffare potrete affacciarvi al lato opposto e godere della vista del litorale isolano. | Scarica gratis la MAPPA DELL’ISOLA |

L’insegna che vi accoglierà all’approdo

Da qui, semplicemente proseguendo verso la Chiesa di Ognissanti, riconoscibilissima dalla sua sagoma che svetta sull’abitato, approccerete il primo tratto del borgo. Sulla sinistra vedrete una casa alta e verde, lì girando a sinistra e percorrendo la calle arriverete ai margini della Piazza del Duomo di Ognissanti che oltre all’omonima chiesa ospita anche due monumenti commemorativi, quello alla memoria di un parroco molto amato e l’altro, purtroppo più importante storicamente, che ci ricorda un mesto capitolo della seconda guerra mondiale, l’affondamento del piroscafo Giudecca, proprio nel quieto specchio d’acqua antistante la piazza.

La laguna innanzi al Duomo di Ognissanti

Proseguendo oltre verremo travolti dai toni variopinti delle case, sullo stile della più famosa Burano. Vi consiglio di rimanere nelle calli circondati dalle case in questa fase, così da acclimatarvi nel quieto vivere di questo borgo di pescatori, entrando in sintonia con una realtà dove l’unicità regna sovrana.

Uno scorcio, tra infinite sfumature di azzurro

Continuate verso nord, scoprendo le corti e le calli in cui la tavolozza si arricchisce di bellezza e gli accostamenti di ognuno creano un capolavoro, fatto di circostante.

Colori ed accostamenti unici

Supererete, ma, se vorrete, in questo tratto che vi separa dal “Tempio dell’Apparizione” potrete approfittare di un gran numero di ristoranti tipici e bar, alcuni famosissimi, altri sorprendentemente genuini. Con un occhio sempre pronto a scoprire bellezza.

I nomi delle barche sono sempre legati a delle storie, siano esse famigliari, aneddotiche o mitologiche. Tutto questo ha un fascino senza tempo.

E voi, li leggete mai i nomi sui pescherecci?

Per i più religiosi, ma anche per gli amanti dell’arte e dall’architettura in genere, imperdibile una visita al “Tempio dell’Apparizione” dedicato ai Santi Vito e Modesto.

Il Tempio, come si presenta innanzi a chi cammina o pedala lungo il lato lagunare.

Se andrete a guardare il mare da questa zona dell’isola rimarrete stupiti dal fatto che, da sopra il murazzo, distinguerete la laguna. E’ infatti uno dei punti abitati più stretti dell’isola, dunque mare e laguna si possono quasi toccare e distano meno di 200m.
Proseguiamo ancora, tra colori, profumi e, all’orizzonte nelle acque, qualche casone da pesca, strutture a palafitta il cui fascino primitivo non lascia mai insensibili.

Pescherecci e Casoni da pesca

Ed ecco, che passo dopo passo, arriviamo all’ultimo tratto del borgo di Pellestrina, il Sestier Scarpa, dove, quasi per miracolo gli spazi sinora talvolta angusti, sembrano apparentemente farsi più generosi, offrendoci così scorci come quello in cui è incastonata la Chiesa intitolata a Sant’Antonio.

Un taglio diagonale delle case e della Chiesa

E poco dopo

Da qui, sempre seguendo il corso lagunare, arriveremo ad una pista ciclo-pedonale che ci condurrà dopo circa 2 km alla frazione di Portosecco di San Pietro in Volta.

Sestier Scarpa

Unica nota da fornire, una deviazione all’altezza del cantiere ACTV verso il lato mare per poi tornare alla Laguna e proseguire.

Ed eccoci a Portosecco, località che prende il nome dal fatto che un tempo sfociava un fiume che, inesorabilmente, ha interrato il porto esistente. Qui il ritmo soave isolano pare farsi ancora più lieve e rilassante.

Le case vicino la Chiesa di Santo Stefano

Proseguendo ancora incontreremo di nuovo vari tra bar e ristoranti, oltre a quello che è al momento l’unico Hotel isolano, la Locanda Stravedo; innanzi la quale vi è un vecchio pontile usato un tempo dall’ACTV per far approdare le motonavi in un secondo punto di questo litorale e poi proseguire fino a Venezia direttamente via acqua.

Ex approdo ACTV

Proseguiamo ancora, superando il Ristorante “Da Nane” ed altre attività tra cui un bar ed una gelateria, eccoci ad uno dei punti più suggestivi, il centro di San Pietro in Volta; qui potrete trovare botteghe di cibo tipico, mini-market ed anche camion di ambulanti di prodotti freschi o vestiario/accessori casa.

Piazza di San Pietro in Volta

Vicino la Chiesa tra l’altro visse uno dei cittadini più illustri del litorale, il pittore Natalino Bentivoglio Scarpa, chiamato “Cagnaccio”.

Casa del Cagnaccio

Proseguendo arriveremo poi ad uno dei punti più belli dell’isola, una darsena in cui riposano le barche dei pescatori da cui di gode di un paesaggio mozzafiato.

Visuale dalla dighetta della darsena

Giungiamo così al capitolo finale di questa lunga, emozionante e ricca escursione, entrando nel cuore della frazione “Belvedere” (lato sinistro della foto qui sopra). Da qui vedremo la frazione “Alberoni” del Lido e la chiusura del borgo di San Pietro in Volta, con il ferry-boat che naviga innanzi a noi lungo il porto.

Un viaggio a piedi da Nord a Sud a Pellestrina

Qui, pensate, visse e ambientò una storia un grande maestro Disney: Romano Scarpa e il portico della foto sottostante fece parte di alcune tavole.

Il portico in località “Di Botta”

Ed infine, con la nostalgia che sale, prima ancora di abbandonare l’isola o di proseguire con la pista ciclabile fino al ferry-boat, eccoci all’ultimo fotogramma che questo posto unico ci offrirà seguendo la direzione da sud a nord.

Le panchine fronte laguna in località Belvedere

Sembra quasi un ossimoro che le panchine diano le spalle alla Laguna, ma non disperate, potrete godere del tramonto sedendovi direttamente sul muretto che guarda la laguna, affidando i vostri sogni al sole che si tuffa nelle acque mentre solca l’orizzonte dei Colli Euganei.

Perché, nessuno ve lo verrà a dire, ma qui ci sono alcuni dei tramonti più belli al mondo.

Tramonto sulla laguna

Se siete arrivati fino a qui avete condiviso con me un viaggio a tratti dalle atmosfere oniriche, in cui vi ho rivelato molto,
ma non tutto ciò che si può vedere in questo territorio unico.
Che voi scegliate di pedalarvi o camminarvi
poco importa, ma godetene appieno.
Io sognavo da anni di percorrere l’isola completamente a piedi da sud a nord, a posteriori ne sono felicissimo, certo, con le scarpe più consumate

dagli 11 km percorsi, ma con il cuore felice,
perché ha imparato tantissimi nuovi colori ed emozioni.

Buon viaggio di scoperta cari lettori e care lettrici,
dal vostro Edoardo.

PS se siete arrivati fino a qui ricordatevi che, lato mare, troverete il bus che vi potrà accompagnare verso Pellestrina per riprendere il vaporetto come da orari LINEA 11 in direzione Chioggia.

banner caccia al tesoro fotografica a venezia che linka all'articolo

RISORSE:
IL PERCORSO COMPLETO BY GOOGLE MAPS
Scarica gratis la MAPPA DELL’ISOLA
Scarica gratis l’INTERO ARTICOLO scopri anche come essere un Turista responsabile

ARTICOLI CORRELATI:
Come arrivare a Pellestrina
10 cose da fare a Pellestrina almeno una volta nella vita…
Quella volta che Topolino e Pippo hanno alloggiato a Pellestrina…
Pellestrina, un paese da scoprire…
Pellestrina, l’isola che… c’è!
Il Vianello che affondò la “Pirofregata Re d’Italia” a bordo dell’Ammiraglia Austriaca “Ferdinand Max”…
Chi si ricorda la nave incagliata?
“Cagnaccio” di San Pietro, lo scultore di tele.

Amarcord: Scopri il valore attuale di un Tricky Traps: guida alla quotazione.

Ed eccoci al secondo “Tesoro in soffitta” che prosegue la rubrica di Quantovaleoggi?

Tomy Tricky Traps

Si tratta dell’indimenticabile Triky Traps della TOMY, nato alla fine degli anni ‘80 e reso celebre da giocatori appassionati e spot tv (https://m.youtube.com/watch?v=NwCHbLmp3_g)

Se ne possiedi ancora uno puó valere dai 15€ (funzionante e danneggiato esteticamente) fino ai 235€ (con scatola e funzionante).

Dunque se lo trovate ad un mercatino, non fatevelo sfuggire!

Scopri il valore attuale di una Nintendo Wii: Guida alla quotazione

Io sono Edoardo, fondatore di trarealtaesogno.com
e la mia missione è di farvi scoprire:
“Quanto vale oggi?”

Perchè il Tesoro si nasconde in soffitta

banner caccia al tesoro fotografica a venezia che linka all'articolo

Seguitemi anche su Instagram: @quantovaleoggi – #quantovaleoggi

Vi siete persi gli altri articoli?

Non preoccupatevi, potete trovarli tutti cliccando QUI!

E, per non perdere le prossime pubblicazioni, seguitemi anche su Instagram!”

Leggete altre cose interessanti:

Le mie poesie “Komorebi”

Ticket di accesso a Venezia

Come essere turisti responsabili

Come arrivare a Pellestrina

10 cose da fare a Pellestrina almeno una volta nella vita

Tutti gli articoli su Pellestrina

Burano comoda e a portata di Vaporetto

Chioggia & Sottomarina

Amarcord: Scopri il valore attuale di un Game Boy: guida alla quotazione.

Ed eccoci al primo “Tesoro in soffitta” che inaugura la rubrica di Quantovaleoggi?

Nintendo Game Boy

Si tratta dell’intramontabile Game Boy Classic, nato nel 1989 e reso celebre da migliaia di videogiochi che hanno appassionato milioni di giocatori nel mondo.

Se ne possiedi ancora uno puó valere dai 10€ (non funzionante e buono solo per ricambi fino ai 300€ (con scatola e funzionante). Online ci sono anche picchi superiori ai 1000€ ma riguardano edizioni limitate o con particolari caratteristiche.

Dunque se lo trovate ad un mercatino, non fatevelo sfuggire!

Io sono Edoardo, fondatore di trarealtaesogno.com
e la mia missione è di farvi scoprire:
“Quanto vale oggi?”

Perchè il Tesoro si nasconde in soffitta

Seguitemi anche su Instagram: @quantovaleoggi – #quantovaleoggi

Scopri quanto vale oggi…

Tutti abbiamo un oggetto della nostra infanzia o gioventù che ci riporta a ricordi felici, nella maggior parte dei casi oggi non fa più parte della nostra vita. Alcuni li hanno rotti, altri buttati via, ma se ne fossimo ancora in possesso potremmo ricavarne qualcosa.

La nuova rubrica di trarealtaesogno.com – @quantovaleoggi

Proprio da questo moto interiore nasce la nuova rubrica che vuole rispondere alla curiosità intorno ad alcuni oggetti iconici passati per le nostre mani fino a poche decine di anni fa.

Parleremo di videogame, computer, elettronica e non solo.

Io sono Edoardo, fondatore di trarealtaesogno.com
e la mia missione è di farvi scoprire:
“Quanto vale oggi?”

Perchè il Tesoro si nasconde in soffitta

Seguitemi anche su Instagram: @quantovaleoggi – #quantovaleoggi

Scopri il momento e il motivo che hanno fatto nascere la mia passione per la scrittura

Sono nato nell’agosto del 1983, alla radio a quei tempi passavano di continuo I just called to say I love you di Stevie Wonder, il Mondo correva veloce, ieri come oggi, certo la percezione è cambiata, ma ogni epoca corre a modo suo.

Sono cresciuto circondato dall’embrione delle tecnologie che, oggi, ci permettono di comunicare a 360° in pochi istanti, ma dove, forse, il valore di ogni singola parola “spesa” era diverso, maggiore, più ponderato.

Una telefonata variava di costo a seconda della durata, Voltron trionfava in tv, una canzone si ascoltava sul vinile o in musicassetta o si aspettava per giorni che passassero i Queen alla radio per registrare il brano, maledicendo prontamente il Dj in questione che, ovviamente, avrà parlato all’inizio od alla fine del brano, rovinando il nostro capolavoro. Le pendrive non si poteva immaginare cosa fossero e Super Mario era il nostro eroe del cuore.

C’è chi dice “cosa ne sanno i 2000?” e forse non ha del tutto torto, ma, senza dilungarmi oltre, mi aggancio proprio a questo numero per parlarvi di me e di quando ho cominciato a scrivere.

Correva il 1999, avevo 16 anni, crescere a prescindere dal contesto in cui si è inseriti non è mai facile, accettarsi per ciò che si è, di certo, non è da tutti ed eccoci dunque alla grande ricerca di una valvola di sfogo.

Agosto 2000

Il mindset di un teenager non è mai “omogeneo”, vi sono scoperte, cambiamenti, collisioni e successi. Si diventa come una pentola a pressione dove, senza la giusta valvola, si rischia di esplodere. E il botto spesso è interiore, specie per chi ha una sensibilità maggiore di altri.

Fu così che, fortuna volle, provai a scrivere una poesia, figlia delle sensazioni che mi portavo dentro, uno sfogo che, come la valvola della pentola a pressione appunto, mi ha permesso di scoprire un modo di rendere manifeste a me stesso e ad una cerchia ristretta di persone le mie emozioni, nel bene e nel male.

Da questo momento il mio “flow” poetico non si è più fermato, ecco la primissima che scrissi:

IL GUARDIANO DEL FARO
Il guardiano del faro
uomo solo e abbandonato
a sé; a cui nulla è più caro
e che tutto del suo passato ha dimenticato.

Vecchio e stanco
scruta il mare
rumoroso e bianco
che le nuvole stanno a guardare.

Già le nuvole
che vedono questo cielo in Terra
che vorrebbero coprire, invano.

Così il vecchio non si lascia coprire
dalle nubi della solitudine
che lo circondano.

In quest’opera, acerba ma intensa, si intravedono le crepe delle insicurezze, dell’accettazione, ma al contempo il senso del viatico obbligato verso il domani, di certo più sereno, grazie alla consapevolezza che, oggi riesco a definire in tal senso, ma che all’epoca era solo un vaporoso orizzonte di incognite.

Le poesie dunque sin da allora sono diventate il mio modo di scrivere a e di me stesso, del bene che percepivo e del male che vivevo.

Allego altri esempi di queste acerbe poesie, più di 100 in archivio, che forse un giorno ritroverò il coraggio di condividere come ho fatto con il mio “nuovo ciclo” cioè i: KOMOREBI.

Ve ne faccio assaggiare sei, solo per voi:

PARTECIPE DEL TUTTO
com’è bello aprire gli occhi
e vedere il mondo
come nessuno
l’ha potuto vedere prima
com’è bello respirare
un’aere nuova
e sentire nuvole
ricolme di sole
entrare dal naso
ed uscire come luce
da tutto il mio essere
sentirsi leggeri
volare tra gli stormi
e udir il lor cantare
com’è bello
carezzare i prati in fiore
e sentire
il lieve palpito naturale
scorrere tra mano e mondo
abbracciato dal profumo dell’infinito
com’è bello arcobaleno
inizia in terra
finisce in cielo
dove gli angeli alati
lo sorreggono per noi
vorrei essere
solo occhi e sensazioni
solo così
sarei partecipe del tutto.

LAGUNA
luogo incantevole
a parole indescrivibile
in cui si tuffa il sole
del quale rifletti il colore
mentre tramonta
e ci fa l’occhiolino dal pelo dell’acqua;
ci son giorni in cui sembri oro
altri in cui sei smeraldo
altri in cui non c’Ë orizzonte
e tu sei azzurra come il cielo
e gli stormi di candidi gabbiani
son le tue nuvole
una cosa in te non cambia mai
è la tua bellezza…

FELICITA’
Dopo aver bevuto Questo drink di felicitá
Scrivo versi controvento giá bruciati al sole
Senza sapere come Sono caduto in questa situazione
Solo agire col cuore Senza far passare dalla mente
Qualunque azione o decisione
Stringo nel mio pugno forte il cuore
Che ha preso spontaneamente a volare
Senza sapere realmente dove voleva andare
Mi pingo la faccia di un colorato sguardo
E faccio esplodere cromia ov’era apatia
Mi perdo di me alla ricerca di alcunchè
Giaccio felice nel fluire della vita
E sorrido, perché il sorriso in volto
È la porta aperta alla felicitá ventura

SILENZIO
prova a fare silenzio dentro di te
prova ad ascoltare ciò che il silenzio sa dire
solo nel silenzio interiore troverai
le risposte che cerchi
perchè nel silenzio parla il cuore
e il cuore sa cosa è bene per te
ascolta il silenzio
cerca di cogliere il passare delle emozioni
fatti travolgere dai ricordi
poi trova quegli istanti
che han lasciato i solchi più profondi
nel tuo cuore
e segui la via indicata
se ti condurrà alla luce
urla al mondo la tua gioia

SOGNI VAGABONDI
guardo alla mia vita
sogni e desideri
scorrono nello specchio dei ricordi
poi d’un tratto mi rendo conto
che un’immagine nuova
ha sconvolto un giorno
nel quale scorgo un istante
tra tutti gli altri
un frammento di vita
ha cambiato tutto
Rivelandosi fondamentale
così come nel vuoto si creano prospettive
così nella mia vita si genera amore
i sogni dapprima vagabondi
ora sanno tutti dove andare
in un luogo tra battito e cuore
a pochi passi dall’anima
alla velocità della luce
vorrei avere dei ricordi con te
perché ora che ti ho scoperto
sei già il sogno del mio destino
e sento quanto manchi
in tutti i ricordi che ti precedono

SEDUTO SULLA LUNA
seduto sulla luna
circondato di vuoto
e candide polveri
sono
guardo intorno
cerco il sole
ma mi è nascosto
la mia vecchia dimora
lo eclissa; è la terra
la guardo da lontano
il mondo che un tempo
mi apparteneva
il mondo cui io stesso appartenevo
seduto sono
sulla luna
forse sto sognando
eppure non sento nostalgia
perchè la terra
che da qui vedo
pienamente in luci
e tante ombre
non era più casa mia.

Cari Amici e care amiche, grazie per la vostra attenzione, spero di avervi raccontato ancora una volta qualcosa di me, senza filtri, senza censure e, con un pizzico di poesia.

CORSO DI POESIA GRATUITO

KOMOREBI
19 anni, 19 anni dopo… 17-7-2000 l’ultima pagina, per fortuna strappata.
Ogni cicatrice puó essere un sentiero che conduce al lato migliore di noi… – intervista a me stesso
Kintsugi, una metafora esistenziale…