Dead drop USB, ne hai mai incontrata una?

Sono passati poco più di due decenni da quando Napster ha sconvolto le nostre vite, le nostre abitudini, rivelandosi essere il vero e proprio incipit di una rivoluzione che ha sfiorato tutti i settori dell’intrattenimento multimediale, connettendo tra loro milioni di utenti in tutto il mondo. Un big bang che, nonostante le mille opposizioni prestate dai vari player in gioco, non si è mai arrestato completamente. Anche oggi infatti, che le opzioni legali sono infinitamente superiori per numero e convenienza rispetto ad un tempo, il mercato sotterraneo continua a vantare soluzioni “creative” per ottenere qualsiasi cosa.

Ma veniamo al dunque, sapete cosa sia una Dead drop Usb o ne avete mai vista/incontrata una?

Una DDU ovvero Dead Drop Usb è un sistema di condivisione di archivi e file totalmente offline, si avete letto bene, esiste un “circuito” di offline file sharing, viene installato direttamente nel cemento e quindi nei muri, si avete letto bene, pendrive o hard disk incastonati nel cemento! Il creatore di questo movimento stesso lo definisce così:

“Porta i tuoi file offline, cementali! Le Dead Drop sono un sistema di condivisione di file offline ed anonimo svolto in spazi pubblici”.

Chi è stato ad inventarle?

Il merito di questa iniziativa è di Aram Bartholl, un artista tedesco che nel 2010 idea un progetto di partecipazione da far sbocciare in cinque location di New York rendendo accessibili a tutti delle pendrive cementate. Ciascuna di queste venne installata ove previsto completamente vuota ad eccezione di un file di testo (il classico .txt) contente le istruzioni e le regole del progetto. Un invito dunque a scoprire ciò che viene condiviso e a condividere file. Ad oggi nel Mondo esistono migliaia di queste pendrive, ad ogni angolo, letteralmente, del globo.

Ma voi, vi fidereste?

La domanda non ha una risposta semplice, ma di buonsenso, infatti attraverso una pendrive noi, collegandoci, potremmo prestare il fianco ad un attacco hacker e, mettere a rischio dati personali/sensibili. Dunque meglio collegare un pc ben protetto da antivirus o, meglio, su cui gli eventuali danni possano non risultare cospicui (un vecchio pc in disuso magari svuotato dei dati personali). Vale sempre il vecchio adagio: “Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio” (:

Ok, so che avete capito, volete sapere come e dove trovarle?

La cosa è meno difficile di quanto crediate, nel Mondo ci sono, come dicevo poco sopra, migliaia di queste memorie, circa 2200 DDU che offrono ~ 66387 GB di spazio disponibile complessivo. Tutte quelle conosciute sono qui censite: DATABASE MONDIALE DDU.

Cos’è il “manifesto” delle DDU?

Ecco la traduzione in italiano del messaggio originale di Aram per i fruitori delle sue primissime Dead Drop, il vero e proprio “Manifesto” con le linee guida per gli aderenti:

Il manifesto “Dead Drops”
Dead Drops è una rete di scambio anonima, non in linea e “PEER to PEER” (P2P) attraverso luoghi pubblici. Chiunque può accedere a Dead Drops e chiunque può installare un Dead Drop nella propria regione o città. Un Dead Drop deve essere accessibile a tutti. Un Dead Drop in un edificio chiuso al pubblico o in un luogo privato con accesso limitato o temporaneo non è un Dead Drop.
Un vero Dead Drop è una periferica di archiviazione di massa di lettura/scrittura senza un software di accesso preinstallato.
I Dead Drops non hanno bisogno di essere sincronizzati o connessi tra di loro.
Ogni Dead Drop ha un’esistenza autonoma.
Un bel Dead Drop mostra solo il pezzo di metallo del connettore A-USB ed è cementato in un muro. Difficilmente dà nell’occhio.
Un Dead Drop non ha bisogno di cavi o di tecnologia wireless. Condividere file offline al massimo richiede inginocchiarsi per terra o sporcarsi la giacca sul muro.
Un Dead Drop è un supporto USB nudo, autoalimentato, integrato nella città, il vero e solo spazio pubblico. In un’era di crescente delocalizzazione dei file e bizzarri congegni senza accesso a file locali, abbiamo bisogno di ridare un senso alla libertà e alla distribuzione dei dati.
Il movimento Dead Drops è stato pensato per cambiare!
Diffondi i tuoi dati nel cemento!
Crea il tuo Dead Drop!
Rimaterializza ora i tuoi files!

Aram Bartholl, 2010

Uno screenshot del file contenuto nelle chiavette che ci richiama alle responsabilità correlate al loro utilizzo (fonte: deaddrops.com)

Come creare la tua prima DDU:

Il movimento come si intuisce è aperto alla partecipazione, chiunque può creare, installare e segnalare la sua DDU, l’aspetto fondamentale è rispettare il “manifesto” e seguire le seguenti istruzioni:

  1. Leggi il Manifesto!
  2. Scegli una chiavetta usb di qualsiasi taglia.
  3. Togli la copertura in plastica, aderirà meglio!
  4. Avvolgila nel nastro adesivo per creare uno strato protettivo
  5. Scarica il file readme.txt ed il manifesto qui disponibile in varie lingue: engfrenchespportrussdutchger, itachinczech , modifica autore, crediti e data e copialo nella memoria che condividerai nel cemento.
  6. Usa il cemento a presa rapida sul foro o nella crepa che hai scelto per la tua chiavetta.
  7. Sistema il tutto al meglio e rimedia ad eventuali danni.
  8. Accertati che un laptop si riesca a collegare anche senza una prolunga, non tutti la porteranno con sé.
  9. Considera un posizionamento che permetta di essere accessibile a qualsiasi prospettiva di un laptop, cioè che si possa collegare a prescindere dal punto in cui sono collocate le porte usb.
  10. Se vuoi puoi usare lo stucco per fissare meglio il tutto.
  11. Scatta 3 belle foto!
     Fai vedere la zona della città, dei dettagli dell’edificio e di quelli vicini.
    – 
    Avvicinati al punto in cui hai collocato la memoria, più o meno a metà della distanza iniziale.
     Fai una foto ravvicinata in cui si riconosca la Dead Drop Usb.
  12. Carica tutto nel Dead Drop Database!

Spero di avervi incuriosito, ricordate che Trarealtaesogno vuole riportarvi notizie curiose dal Mondo on & off line, ma non è da ritenersi responsabile per eventuali danni cagionati da un uso improprio di quanto riportato nell’articolo stesso.
Ricordate dunque che, come in tutte le cose, il buonsenso deve essere la vostra prima guida in assoluto.

A presto

Edoardo

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Il sito ufficiale dell’ideatore delle Usb dead drop – Aram Bartholl
Dead drop database
E tu, lo usavi Winamp?
Chi si ricorda di Voltron?
“Ricordi quando c’erano le lire?”
Ti ricordi com’era?
“Mi ami, ma quanto mi ami?”
Lo conoscete “The Vamp”?
La “Millennial” che stringeva Innuendo… in LP!

2 pensieri su “Dead drop USB, ne hai mai incontrata una?

  1. Pingback: Il ritorno di Super Mario | Tra Realtà e Sogno

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