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Voga alla Veneta – il mio sport del cuore

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Io ed il mio Maestro Angelo Scarpa “della Pitta” in una delle lezioni di Voga alla Veneta

Stavano finendo gli anni ’90 ed io, adolescente, durante le vacanze estive a Pellestrina, dopo aver scoperto il Kayak grazie al Prof. Giovanni Scarpa “Stella” presso la Polisportiva Portosecco di San Pietro in Volta faccio la scoperta più bella della mia gioventù.
La Voga alla Veneta! Fu amore a prima vista, grazie al territorio in cui potevo praticarla ed al mio mentore, Angelo, uno storico professionista di quel magnifico sport.
Ricordo con emozione la sensazione di estrema simbiosi con la natura circostante durante le sessioni di allenamento e con altrettanta gioia ricordo con emozione le regate (ne ho disputate due), in cui tantissime persone seguivano e tifavano dalle rive seguendo il corso della gara a bordo delle biciclette o dei motorini.

Questo sport, praticabile sia in varie Polisportive lagunari che in quelle presenti nella terraferma (ecco un elenco regionale polisportive e località) risulta magnifico e ricco di gratificazioni.

Lo consiglierei a chiunque, a prescindere della fascia d’età, ma sempre con la giusta dose di buonsenso.

Scopritene di più!

Eccovi il link ad un tratto di regata della Polisportiva Portosecco: video

Racconto surreale: il Prof. Maler ed i Maya

Questi giorni di isolamento forzato e doveroso portano a riscoprire quei dettagli che lo scorrere vitale avevano oscurato. Sistemando delle carte con mia moglie ho rinvenuto un tema/racconto di una sessione interdisciplinare di lettere-arte delle superiori. Risale al 2001, quando avevo 18 anni e penso possa essere tuttora una buona lettura per il pubblico di questo blog.

Ecco a Voi:

Il prof. Maler ed i Maya

“Buonasera esimi colleghi, sono il Prof. Maler, archeologo di fama mondiale; ho convocato questa conferenza stampa per rivelare al Mondo l’incredibile esperienza vissuta in prima persona. Ebbene, quella che sto per raccontare è senza dubbio la vicenda più affascinante della mia vita, infatti circa sei mesi fa, per motivi tuttora ignoti, subii uno spostamento spaziotemporale e mi ritrovai in una città Maya, quella che oggi è conosciuta come Tikal.
Lo so può sembrare incredibile, ma è tutto vero, per cui vi prego di ascoltarmi.
Correva il 15 dicembre del 2000 e, mentre compivo degli studi su alcuni reperti di un cartiglio Maya di cui mancava un pezzo, caddi in un forte torpore, al risveglio ero in una foresta dalla vegetazione  fittissima e a me inconsueta, con un clima totalmente diverso da quello europeo, assai più caldo. In un primo momento non capivo nulla, ero disorientato, mi credevo pazzo, poi però realizzai che quello che stavo vivendo era qualcosa di incredibile e probabilmente unico nella storia dell’umanità.
Decisi di muovere qualche passo in quella foresta, giusto per cercare altri uomini e capire dove mi trovassi…
Incrociai un uomo a torso nudo, mi vide e diffidente venne verso di me, poi si inginocchiò e mi guidò devotamente fino alla città, che giaceva in una zona pianeggiante senza alberi al centro della foresta, appariva tipicamente Maya, e piena di vita.
Quest’uomo mi fece capire che si chiamava Artiglio di Giaguaro, simbolo che portava al collo, per comodità per il resto del racconto lo chiamerò Tim.
Tim intuì la mia curiosità, forse da come mi guardavo intorno meravigliato, forse per l’espressione del mio volto, così cominciò quello che potrei definire un vero e proprio, con le dovute virgolette, “giro turistico”. In primis mi guidò al mercato cittadino, costituito da una doppia cine muraria nella quale si creavano gli spazi vari commercianti. Nelle vicinanze si trovava l’acropoli, assai ricca di monumenti e anch’essa dalla forma quadrangolare, questa domina la piazza che si trovava poco più a est, brulicava di persone tutte più o meno vestite allo stesso modo della mia “guida” Tim, quindi seminudi, coperti quel tanto che bastava.
Vicino a questa piazza è posto il primo tempio cittadino, che Tim mi mostra orgogliosamente, infatti era il tempio che in un certo qual modo portava il suo nome, era il Tempio del Giaguaro, costruito a gradini, sul retro del quale c’era un’altra grande piazza anche questa brulicante di persone.
Più a ovest si vedeva sorgere in lontananza un altro tempio, ancora più grande ed appariscente del primo, con dei gradini enormi e, sul lato a nord est, una scalinata imponente che permetteva di raggiungerne la sommità.
Man mano che salivami sembrava di avvicinarmi a Dio, era emozionante, e da qui potevo vedere anche la cima del tempio di un villaggio vicino, alla cui sommità ardeva un grande focolare celebrativo.
Per concludere il giovane Tim mi portò in un edificio ludico, in cui si praticava il gioco della palla, lo raggiungemmo attraverso una strada lastricata, veramente ben concepita e assai pulita.
Dopo aver visto tutto ciò però l’indigeno mi riaccompagnò, mio malgrado, alla foresta, dove mi consegnò un sacchetto contenente qualcosa di rigido e spigoloso, pareva pietra, lui mi sorrise e arrivato al punto in cui lo incontrai mi salutò ancora una volta con un inchino e io ricaddi nel torpore, per risvegliarmi nel mio studio…
Ero convinto di aver fatto un bel sogno, nulla di più, invece ad un tratto mi cadde a terra da una tasca, che io credevo vuota, un sacchetto uguale a quello che mi aveva dato Tim, lo aprii, ebbene, dentro c’era proprio la parte mancante di cartilio con inciso in basso un nome… Artiglio di Giaguaro, già proprio Tim, lui era uno scultore e mi aveva fatto vedere le sue opere.
Detto ciò concludo questa conferenza stampa, per ulteriori notizie potrete ritirare all’uscita un volumetto con il resoconto della vicenda, buonasera a tutti”.

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Ecco il dattiloscritto del 2001

Ti ricordi com’era?

Ti ricordi com’era?

Viaggio, a ritroso, nel web che non c’è più, ma non solo.

Siamo abituati a trovare i ringraziamenti o i link solo al termine, ma un buon viaggio a ritroso non può rispettare le regole comuni, partiamo dunque dalla fine.

Devo un enorme grazie ad un fantastico portale dove sia i più giovani, sia chi queste cose se le ricorda bene, possono trovare ispirazione, ricordi, riferimenti ad un passato che, magicamente, è stato “fossilizzato” in questo portale, la “Wayback Machine”.

Al suo interno potrete trovare le arcaiche versioni di tantissimi siti esistenti ed esistiti; nonché videogame vintage, video, ebooks e molto altro.

Partiamo ora con questo viaggio virtuale! Siete pronti? Il primo screenshot è una bomba già da solo:

  1. GOOGLE.COM
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google homepage

Ecco come ci sarebbe apparso Google nel novembre del 1998.

All’epoca Big G era ancora una entità embrionale, ma sappiamo bene come sia cresciuta!

I portali all’epoca avevano un layout quasi da “ipertesto*” Word; traspare inoltre come la successiva crescita esponenziale dei loro servizi (soon to be much bigger scrivono loro) fosse già una sorta di desiderio di diventare l’archè** del web futuro. Interessante inoltre vedere come la “newsletter membership” fosse all’epoca uno dei primi metodi di fidelizzazione.

*In informatica, insieme non lineare di documenti con informazioni di varia natura (testi, immagini, brani musicali, filmati), collegati l’uno all’altro per mezzo di connessioni logiche e rimandi ( link ) che consentono all’utente di costruirsi di volta in volta un autonomo percorso di lettura.

**L’elemento materiale presente come fondamento e/o componente elementare delle cose (στοιχεῖον), ad esempio l’acqua di Talete, l’aria di Anassimene, il Logos di Eraclito rappresentato dal fuoco, l’atomo di Democrito e Leucippo.

2. FACEBOOK.COM

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Facebook login

Era il 2006, se avessimo voluto iscriverci o loggarci al social network che ha riscritto le regole dei social network, beh, avremmo visto questa homepage.
Il cambiamento rispetto ad altri, cosa cui tuttora presta fede, è un’essenzialità senza fronzoli, una grafica con pochi colori, ma perfetta per rendere riconoscibile e creare un’identità del brand, del servizio che aveva intenzione di condividere. Su Facebook da sempre conta la libertà, pressoché illimitata di divulgare contenuti da molteplici fonti, specialmente da parte di ognuno dei suoi membri.

Facebook non ha sostituito le relazioni reali, ma aggiunto occasionidi rimanere in contatto che altrimenti non ci sarebbero.”
MARK ZUCKERBERG

3. YAHOO.COM

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yahoo.com nel 1996

Cosa distingueva yahoo da tutti gli altri motori di ricerca? In primo luogo la sua vocazione di essere sin da subito il riferimento, il contenitore, il varco con cui iniziare ad esplorare con entusiasmo il web.
Tuttora infatti il distacco tra loro e google sta nell’essere agli antipodi in fatto di stile, apparenza.
Da sempre infatti yahoo nella sua homepage ci induce in tentazione, già nel 1996 si nota come ci mostri le sue categorie, i servizi, quasi un cabaret di dolci, ci fa una demo del suo repertorio appena ne varchiamo la soglia.
Difficile ad oggi dire se avessero ragione o torto, sicuramente la visione più semplicistica di google ed il suo approccio senza ghirigori al momento pare aver vinto la contesa.
Bellissimo però notare l’apertura con cui già nel 1996 si parlava tra le righe del tema dell’indicizzazione dei siti, infatti furono tra i primi a permettere a chiunque di segnalare e far indicizzare il proprio dominio sui loro portali.

4. YOUTUBE.COM 

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Oggi per diffondere un contenuto basta uno smartphone e qualche click, ma ci sono stati anni in cui diffondere un video necessitava di canali prioritari, perlopiù televisivi e dunque inaccessibili alle masse. Youtube nel 2005 fu rivoluzionario e pioniere perché aprì il varco della diffusione multimediale alla portata di tutti! Vi basti pensare che alla fine degli anni ’90 scaricare un file da meno di 5mb da internet poteva richiedere ore, talvolta giorni. Prima dell’avvento di certe connessioni ad alta velocità dunque era impensabile diffondere video, anche solo di musica e concerti. Oggi grazie a YouTube cuciniamo, cantiamo, esploriamo il globo. Nessuno dovrà mai sottovalutare la potenza di questo sistema di comunicazione, non lo ha fatto nemmeno google che, in effetti, questa azienda se l’è comprata nel 2006. Possiamo dire che Big G abbia fatto male in questa scelta? Assolutamente no!

5. NINTENDO.COM

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home page nintendo nel 2001

Parlare di innovazione in ambito ludico spesso è sinonimo di Nintendo; così appariva la sua homepage nel 2001, forse una delle più avveniristiche per l’epoca, piena di menù, banner, input visivi e collegamenti. Rivoluzionaria, basta pensare ai successi sulle console più vecchie, dei veri Blockbuster, o su quelle che, come la Wii, sono risultate pionieristiche nel loro settore. Nintendo da sempre ha una sua nicchia di appassionati, ma riesce a coinvolgere nel suo business anche chi non ha mai avuto una console, citare infatti Zelda o Super Mario probabilmente farebbe sorridere il 90% della popolazione mondiale.

6. ICQ.COM

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la variopinta home di ics messenger

Alzi la mano chi non conosce ICQ! So che sarete in molti, in entrambe le schiere; per chi non lo conoscesse ICQ era un software gratuito della Mirabilis, permetteva di chattare in tempo reale con persone di tutto il mondo, con i nostri amici o con perfetti sconosciuti scelti in maniera casuale impostando qualche parametro nella ricerca. Personalmente conosco tantissime persone che utilizzavano questo strumento sia per lavoro, ma soprattutto per potenziare le proprie doti in lingue straniere. Personalmente per esempio  amavo chattare in inglese, per migliorare divertendomi.
Come vedete dalla homepage del 2000 i fondatori hanno sempre avuto a cuore la internazionalità del software ed anche la multifunzionalità, concetto moderno, ma perfettamente aderente a questa realtà.

7. C6 MULTICHAT – ATLANTIDE.IT

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l’ammiccante home di Atlantide.it nel 2000

Che dire, per molti italiani questa community fu il passatempo di molte giornate giovanili. Come da slogan “Virtualmente realmente” anche su C6 si poteva chattare in tempo reale, condividere contenuti, conoscere persone nuove. Questo servizio, totalmente italiano e figlio della genialità di Telecom Italia e fece un boom nei primi anni 2000. Sono certo che tantissimi di voi lo ricorderanno con nostalgia, la schermata allegata è del marzo 2000.

8. NAPSTER

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Napster, il precursore del p2p nel 2000

Qui son certo a molti verranno i brividi, la rivoluzione nella diffusione (legale e non) di contenuti che questo software, Napster, ha apportato è probabilmente senza eguali. Facile, accessibile a tutti, gratuito. Sappiamo bene che la querelle legale conclusasi con la chiusura del portale nel 2002 fece molto scalpore, ma è bello ricordare questo frammento di internet per le conseguenze che ha portato al p2p negli anni a venire.
(interessante approfondimento sul tema di wired.it qui)

9. AMAZON.COM

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il leader dell’e-commerce nel 2000

Chi era Amazon prima di diventare il colosso che oggi conosciamo? Eccolo qui, nelle vesti di un portale essenziale, ricco di servizi e prodotti, non così, filosoficamente, diverso da come lo conosciamo oggi. Certo oggi la natura tentacolare di Amazon ci è nota, ma chi avrebbe mai immaginato che questo portale in poche decine di anni sarebbe diventato un leader in settori lontani dal mero commercio?

In conclusione dunque analizzando questa piccola selezione di portali/siti si nota come la chiave della longevità sia l’evoluzione; in alcuni casi estetica, in altri funzionale, per molti entrambe. Fondamentale come attivatore di questa reazione a catena ovviamente risulta essere stata la crescita della connettività, sia a livello quantitativo che qualitativo.

Viviamo in un mondo connesso che ha permesso la crescita e la isitutizione di innumerevoli servizi, ma alla base di tutto, senza banda larga il futuro in cui viviamo, quello che stiamo toccando sui nostri display, non sarebbe stato possibile.

Quelle pagine viste con gli occhi di oggi ci sembrano preistoria, ma, ricordiamocelo, quando a 20 anni da oggi guarderemo al web con gli occhi stupefatti per tutto ciò che, ad ora, non possiamo nemmeno immaginare di fare, ma si farà.

Il progresso ha sempre due facce, miliardi di possibili risvolti, starà al nostro essere futuro, o a chi verrà dopo di noi, dare la corretta interpretazione di quella che al momento è semplicemente una pagina di storia, che noi scriviamo vivendo, destinata alle letture di un’umanità futura.

Ancora grazie a Wayback Machine per questo fantastico viaggio nel tempo…. che non sarà l’ultimo!

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“Ricordi quando c’erano le lire?”
“Mi ami, ma quanto mi ami?”

L’essenza

L’essenza, poesia figlia di questi giorni…

Osservo il circostante
mio malgrado
da una finestra
che mi separa da ciò
che non accade intorno
vedo vuote, le altalene
vedo vuote, le panchine
vedo vuoti, i cuori
in una immutabile costante
di chi non ha colto
l’essenza più importante
perché tra tanto dolore
portato a spalla
da chi il cruccio attraversa
gli altri, che siamo noi
i fortunati
abbiamo tutti
una grande occasione
per ritrovare
ciò che avevamo perso
quella luce interiore
che da qualche parte
dentro di noi
si è fatta parva
ma che, come rosso tizzone
è pronta a propagarsi
per scaldare il cuore.

Restiamo uniti, vicini anche da lontani, non smettiamo di essere Umani.

 

Tempo di (per) restare a casa

In questi tempi oscuri, ci troviamo in una situazione in cui ciò che una volta era conveniente ora sembra inappropriato e ciò che era opportuno diventa inopportuno. Viviamo in un costante ossimoro che avvolge il nostro quotidiano.

Tuttavia, la soluzione è spesso più semplice di quanto sembri, poiché ogni problema di solito richiede una serie di azioni per essere risolto. Questa volta, il nostro atto di protezione è il non agire, rimanendo a casa e limitando i nostri movimenti solo al necessario.

Un giorno torneremo a godere dei panorami senza filtri e delle gioie condivise. Personalmente, sono fortunato ad affrontare questo periodo di isolamento con mia moglie, ma è importante ricordare di fare una telefonata, inviare un messaggio o fare un gesto gentile per coloro che si trovano soli in isolamento, poiché anche la più piccola azione può cambiare la giornata di qualcuno.

Un grande abbraccio a tutti i lettori e le lettrici.

Edoardo

Un’immagine del 2019 tratta dal mio articolo sull’inquinamento.
Oggi più che mai, godere di aria pulita è un bene inestimabile per tutti noi.

Inquinamento – una riflessione sul tema