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Ampliare le prospettive: avete mai pensato ad un fisheye?

Talvolta ci troviamo di fronte a paesaggi indimenticabili, nel caso di una parte di questo test invece i paesaggi lo erano, ma con qualche limite di luminosità a causa del cielo imbronciato.

Tuttavia il risultato mi lascia pienamente soddisfatto in quanto le foto, ampissime come vedrete, lasciano comunque una sensazione molto positiva anche nei contesti con scarsa luminosità solare.

L’unica regola con questo tipo di lenti è il buonsenso nello scegliere l’angolazione dello scatto e il contesto dello stesso.

Risulta infatti difficile in un contesto ampio stuzzicare la curiosità e l’interesse, quindi siate creativi e cercate di immortalare forti contrasti cromatici.

La montagna dona serenità, osservare queste immagini ne conserva una piccola quantità.

Oltre a mia moglie, la mia compagna di viaggio è stata la Olympus E-M10 mk II

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Come essere dei Turisti responsabili…

Ecco un elenco di lenti per ottenere risultati simili:

Olympus 9mm f/8 – fisheye
7artisans 7,5 f/2.8
Fisheye per Canon
Fisheye per Nikon
Fisheye per Sony
Fisheye per Fujifim

Cagnaccio di San Pietro: l’artista che “scolpì” le sue tele

Cari lettori e care lettrici,
in questo articolo voglio parlarvi di un artista Veneto che, nonostante la nascita registrata a Desenzano del Garda (il padre era impiegato come fanalista presso il faro del paese), ha origini nell’isola di Pellestrina, precisamente a San Pietro in Volta.
Lo stesso tornò alla sua terra madre proprio in conseguenza del ritorno dei genitori e, grazie ai nonni, fu permeato dall’ambiente dei pescatori del territorio.

L’origine del suo soprannome più conclamato di “Cagnaccio” (l’attribuzione degli stessi è usanza tipica dei borghi della nostra laguna), pare abbia attinenza con un vecchio cane che ringhiava dal cortile, ma alcuni sostengono che possa essere anche un riferimento al carattere forte dell’artista; va però ricordato che in una prima fase si fece chiamare anche “Scarpaccio” in onore al noto concittadino Vittore Carpaccio.

Il movimento artistico di cui fu tra i principali esponenti fu il “Realismo Magico”, in cui le opere giungevano ad un tale livello di precisione da risultare surreali.

L’Alzana – Cagnaccio di San Pietro / Public domain

 

La definizione che ho utilizzato nel titolo di questo articolo deriva da un post su Twitter di Vittorio Sgarbi, estimatore dell’artista, che lo definì così: “Cagnaccio non dipinge, scolpisce”.

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Autoritratto – Cagnaccio di San Pietro – Opera propria, Sailko, 29 marzo 2016, 13:49:49, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=54776689

Tra i vari musei che ospitano le sue opere vi segnalo e consiglio:
– http://www.mart.tn.it (nella stessa città vi sono molti altri musei su movimenti artistici correlati, quali Casa d’arte futurista de Pero


Scoprite di più su questo artista e sulle sue opere: Treccani – Natalino Bentivoglio Scarpa “Cagnaccio” di San Pietro

Cagnaccio di San Pietro. Un quadro ritrovato
L’Alzana – Berkin Arts

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Citazioni artistiche, sulle mura del MART di Rovereto

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Viaggiare con Consapevolezza: Come Diventare un Turista Responsabile

Introduzione:

Tutto comincia immaginando di entrare in un luogo “in punta di piedi”, scegliendo consapevolmente come, dove e perché ci si muove nel mondo. Un approccio rispettoso per i luoghi visitati, per le persone che li abitano, per le culture locali e l’ambiente naturale. Anche l’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) ha dato la sua definizione, dicendo che si tratta di un turismo che: “riduce al minimo gli impatti negativi economici, ambientali e sociali, massimizzando al contempo i benefici per le comunità locali”. In pratica? Significa disincentivare il mordi e fuggi, dare sostegno agli artigiani ed alle attività del territorio, spingere ad informarsi prima di partire, invitare a lasciare tutto com’era, come ci ha accolto. Significa far parte di qualcosa, non solo essere lì, tornando a casa con un bagaglio carico di ricordi e a impatto zero.

Venezia, il Veneto, l’Italia, il Mondo: territori da scoprire con rispetto.

Il turismo sta aprendo frontiere e possibilità nuove, soprattutto in quelle aree d’Italia dove fino a poco fa era solo una nicchia economica. Oggi, borghi dimenticati, cammini antichi e paesaggi rurali tornano protagonisti grazie a un turismo più lento e consapevole.

Anche il Veneto si muove in questa direzione: l’Isola di Pellestrina, le Colline del Prosecco il Delta del Po, fino ai Cammini Veneti, sempre più persone scelgono esperienze autentiche e a basso impatto. Viaggiare con rispetto, qui, significa valorizzare le comunità locali, sostenere l’economia del territorio e lasciarsi guidare da curiosità e gentilezza.

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La sintonia col mondo circostante in quel di Pienza – Toscana

Venezia: tra sogno, fragilità e rinascita

Venezia è tra le città più visitate al mondo, ma anche tra le più fragili. Il turismo di massa, se non gestito con cura, rischia di svuotarla di senso e identità. Eppure, esiste un’altra Venezia: silenziosa, autentica, fatta di sestieri, cortili, orti nascosti e storie da ascoltare.

Con la serie “I Segreti di Venezia”, ho voluto proprio invitare chi legge a scoprire quella Venezia minore – che minore non è. Un invito a rallentare, a guardare con occhi diversi, a camminare con rispetto. Perché ogni calle, ogni pietra, ogni leggenda, è parte viva di un equilibrio da proteggere.

Il Big Bang dei Contenuti Online

Il Big Bang digitale è scoccato con l’esplosione di contenuti online: dai selfie casuali ai blog tematici, dai video su YouTube ai reel dei viaggiatori. Basta un pizzico di Google e un po’ di pazienza per raggiungere qualsiasi angolo del mondo, virtualmente o fisicamente.

Siamo tutti, in qualche modo, parte di una narrazione collettiva, una competizione non dichiarata dove ognuno cerca di raccontare e rivelare i tesori nascosti della nostra penisola. Ma se questo slancio nasce da un approccio autentico, rispettoso, scevro da vanità e consumo distratto, allora può ancora fare la differenza. Anche adesso, anche in questa fase del nostro tempo.

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Cerchiamo il contatto con l’ecosistema che visitiamo

L’ombra del turismo frivolo:

Da un movimento all’apparenza innocente, nasce anche l’altra faccia della medaglia: un turismo frivolo, invadente, talvolta irrispettoso. Troppo spesso si trascina dietro comportamenti che ledono l’ambiente e mettono a disagio le comunità locali.

La moneta del rispetto

Non esiste compenso in grado di sanare i danni arrecati a un ecosistema — sia esso naturale, sociale o culturale. L’unica vera moneta accettata è il rispetto, da esercitare prima di pretenderlo dagli altri.

Logistica e responsabilità

Le città devono garantire trasporti equi ed efficienti, sia per residenti che per turisti, includendo soluzioni accessibili anche per persone con disabilità. Serve una cittadinanza vigile e partecipativa, pronta a sollevare la voce e “strattonare le giacche” di chi prende decisioni, affinché il diritto alla vivibilità e all’accessibilità non venga calpestato. Ma cosa può fare concretamente un turista? Può scegliere itinerari sostenibili che evitino di congestionare le risorse di chi, in quel “museo a cielo aperto”, vive, lavora e sogna. A Venezia, ad esempio, molti luoghi sono accessibili a tutti e spesso si rivelano ancora più affascinanti da godere a piedi, camminando con calma e rispetto. Prediligere la mobilità dolce, evitare gli orari di punta e sostenere le attività locali sono piccoli gesti che, sommati, fanno la differenza nel preservare l’equilibrio di luoghi così fragili.

Il valore di una meta turistica

Una destinazione acquista valore solo quando c’è un equilibrio autentico tra ciò che offre e le aspettative di chi la visita. Senza questo incastro fondamentale, ogni discussione su sostenibilità e accoglienza rischia di perdere di significato.

Chi è il Turista?

Il turista è chi viaggia per svago o per cultura, spinto dalla curiosità e dalla voglia di scoperta. Ma non può più essere solo un osservatore: diventa parte del luogo che attraversa, almeno per un momento. In questo ruolo, può agire come un agente positivo o, al contrario, diventare un “inquinante” per l’ambiente e il tessuto sociale, se la sua presenza non è guidata dal rispetto e dalla consapevolezza.

Cosa si aspetta la meta dal turista?

E se invertissimo la prospettiva? Ogni luogo, comunità e paesaggio ha le proprie aspettative nei confronti di chi li visita. Riconoscerle significa aprire la porta a un dialogo autentico, dove viaggiatori e residenti si incontrano con rispetto reciproco, costruendo insieme un’esperienza di convivenza armoniosa e sostenibile.

Il Galateo del Turista Responsabile

Ecco alcune semplici regole che ogni viaggiatore dotato di cuore dovrebbe portare con sé, ovunque vada:

  • Adattamento culturale
    Adattati agli usi e costumi locali, senza imporre le tue abitudini.
  • Decoro e sostegno locale
    Sii decoroso e scegli di sostenere le piccole realtà del posto.
  • Rispetto per il pianeta
    Il luogo che visiti fa parte della tua stessa casa: la Terra.
  • Confronto e scoperta
    Apriti all’universo che stai esplorando e ascolta chi lo abita.
  • Gestione dei rifiuti
    Non lasciare tracce barbare del tuo passaggio.
  • Considerazione per gli altri
    Pensa al prossimo in ogni tua azione, anche la più piccola.
  • Mantenere la calma
    Qualcosa potrebbe non piacerti: respira, sorridi, vai oltre.
  • Cortesia nei luoghi stretti
    Fatti da parte, letteralmente: è un gesto piccolo ma significativo.
  • Preferenza per il locale
    Prediligi trasporti pubblici e attività ricettive del territorio.
  • Onestà nelle recensioni
    Le parole contano: sii onesto ma costruttivo nei tuoi giudizi.
  • Moderazione del volume
    La tua voce è bella, la tua musica anche. Ma c’è chi vuole ascoltare il silenzio.
  • Altruismo fotografico
    Le tue foto saranno meravigliose, ma il paesaggio appartiene a tutti.
  • Protezione dei tesori
    Non portarti via pezzi di paese per riempire una vetrina.
  • Feedback costruttivo
    Se puoi, sostieni le battaglie giuste dei residenti.
  • Riflessione post-viaggio
    Ringrazia, rifletti, custodisci dentro di te la bellezza scoperta.

In conclusione:

Viaggiare non è solo spostarsi da un luogo all’altro, ma entrare in relazione con ciò che si incontra. Ogni passo può diventare un atto di rispetto e cura, ogni gesto un seme di consapevolezza. Solo così il viaggio si trasforma in un’esperienza autentica, che arricchisce chi parte e chi accoglie. Custodire i luoghi che visitiamo significa anche prenderci cura del futuro, perché il rispetto di oggi è il patrimonio di domani. Scegliere di viaggiare con cuore è l’invito più bello che possiamo farci.

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I Segreti di Venezia: 10 cose da fare a Pellestrina almeno una volta nella vita…

  1. ASPETTARE IL TRAMONTO: è certamente uno degli spettacoli naturali più suggestivi da vivere all’interno dell’isola; E’ meraviglioso infatti soffermarsi ad ammirare questo momento della giornata, seduti in riva alla laguna, mentre il sole si specchia e riempie di luminosi riverberi colorati il circostante fino a quando non scompare all’orizzonte, tuffandosi proprio lì, al cospetto dei Colli Euganei. Tutto si fa silenzioso in quegli istanti e la magia aumenta di secondo in secondo.
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    Una foto di un tramonto a Pellestrina

  2. PERCORRERE I MURAZZI A PIEDI DA CA’ ROMAN FINO A SANTA MARIA DEL MARE: è vero, sono almeno 11 km, ma la scorpacciata di aria sana e paesaggio saranno garantite. Nessuno vi obbliga a percorrerlo tutto da un capo all’altro, ma fidatevi, fare a piedi sopra il murazzo almeno il tratto da Cà Roman fino al Cimitero di Pellestrina vi farà emozionare tantissimo e giuro, non lo dimenticherete mai. Non dimenticate inoltre che in qualche tratto del percorso dai murazzi riuscirete a vedere il mare arrivare quasi a lambire la laguna.
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    Il murazzi nei pressi di Cà Roman

  3. FERMARSI A CHIACCHIERARE CON I PESCATORI: l’ecosistema locale è famoso per i prodotti ittici e derivati, non dovrete sforzarvi molto per trovare in isola persone disposte a raccontarsi un pò, ma se siete timidi potrete fare un giro nei bar o presso le imbarcazioni, comunque capiterà sicuramente anche senza andare a cercare di trarre degli aneddoti difficili da dimenticare.
  4. ASCOLTARE IL SUONO DEL SILENZIO: uno dei tratti distintivi di questo luogo è proprio il suono inconfondibile del silenzio; qui infatti non c’è frastuono di motori, rumore di fondo o smog come in città. Qui siamo al cospetto di uno dei più fulgidi esempi di contemplazione ed integrazione della vita quotidiana con la natura circostante ed il suo ecosistema.
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  5. PROVARE UN BRIVIDO DAVANTI AL CIVICO 666 E RIDERCI SU: un posto così bello può ospitare un numero così inquietante? Ebbene sì! Per gli appassionati della Cabala o della numerologia allora una tappa da non dimenticare è certamente a Pellestrina, una delle case nella foto sottostante infatti è proprio quella col civico 666.
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  6. ASSAGGIARE IL CIBO TIPICO E PORTARSI A CASA DEI BUSSOLAI: è vero, ci sono molti ristoranti, è vero ci sono bar e gelaterie, ma non me ne vogliano, i bussolai sono la più grande tentazione tra i prodotti tipici isolani.
    Impossibile non assaggiarli, impossibile resistervi!
    La stessa cosa vale comunque anche per la cucina locale, semplice e squisita!
  7. VISITARE IL TEMPIO VOTIVO DEDICATO ALL’APPARIZIONE DELLA MADONNA: in quest’isola il legame del popolo per la fede è sentitissimo, svariate infatti sono le chiese isolane e, soprattutto da citare il tempio eretto in memoria dell’apparizione Mariana a Natalino Scarpa dei Muti nel 1716. (articolo sul tema)
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  8. SCOPRIRE LA BELLEZZA DI UN MARE CRISTALLINO: siamo abituati a scenari da pubblicità, tropici o luoghi distantissimi, eppure il mare qui è pulito e bellissimo. Provare per credere!
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    La spiaggia

  9. VEDERE UNA DONNA LAVORARE AL TOMBOLO: Passeggiando sarà facile trovare una donna od una ragazza lavorare al Tombolo, una tradizione secolare tramandata di generazione in generazione che conserva un fascino senza tempo visitate questo link per saperne di più
  10. ACCORGERSI DI COME IL TEMPO CAMBI PROSPETTIVA SE TRASCORSO AL RITMO DI QUESTO LUOGO: 

Il video credo rappresenti bene l’idea di ciò che si può scoprire in questo angolo di pianeta.

E voi? Cosa amate di Pellestrina? 

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