Di cosa è fatta una poesia?

Sembra la domanda, innocente ma al contempo pungente, che un bambino o una bambina potrebbero rivolgere a un genitore o a un insegnante: “Di cosa è fatta una poesia?” Se colti alla sprovvista, proprio come un infante saprebbe fare, potremmo trovarci impreparati, incerti di cosa rispondere.

Probabilmente, non siamo soli in questa incertezza, poiché la vita, la società e tutto ciò che ci circonda sembrano assumere sempre più le sembianze di un vuoto emotivo. Con indifferenza, procediamo nei nostri passi, in attesa di quelli che seguiranno.

All’interno di questo spazio, involontariamente, riempiamo il vuoto con futili chincaglierie, sia fisiche che metaforiche.

Nonostante questo contesto, sento l’urgenza di condividere la mia idea su “di cosa sia fatta una poesia”. Non con l’intenzione di affermare una verità assoluta, ma piuttosto con il desiderio di catturare la mia visione del tema.

Una poesia, a mio avviso, è composta prevalentemente da emozioni, in parte da esperienze e in parte da sogni. È un’istantanea vivida di ciò che abbiamo vissuto e di ciò che sogniamo di provare.

Rappresenta un dipinto realista delle proiezioni della nostra anima lungo le traiettorie quotidiane. In breve, è una fotografia scattata senza preavviso dei nostri moti interiori più intimi.

La poesia funge da specchio per ciò che ci piace e ci colpisce, ma anche per i momenti in cui, aggrappati al dolore, desideriamo far emergere una parte di esso verso l’esterno.

Il processo di poetizzare ci rende migliori, aprendoci a mondi nuovi o permettendoci di esplorare sfumature oscure del nostro status quo.

Personalmente, la poesia è stata un viatico liberatorio. Inizialmente, mi ha permesso di esprimere il mio lato romantico e fragile durante l’adolescenza, ma successivamente mi ha aperto a nuove strade e prospettive su cui riflettere, come colori nuovi su una tavolozza.

Alcuni potrebbero obiettare: “Non so nemmeno come si scriva una poesia.” L’errore sta nel pensare che esistano regole “matematiche”. Sono convinto che la poesia sia un flusso di emozioni che sgorga dall’anima in modo scriteriato.

La poesia si trova nelle migliaia di caratteri, più che nell’ermeticità che profuma di mistero.

Infine, se qualcuno vi chiedesse: “Di cosa è fatta una poesia?” Io risponderei: “Di tutto il meglio e, talvolta, di tutto il peggio di noi.”

E voi? Cosa ne pensate? SCOPRITE QUI IL MIO CORSO DI POESIA GRATUITO

Un gatto che dorme ed un croccatino a forma di cuore; anche questa puó essere Poesia

Condividete e, se vi va, dite la vostra!

LINK: KOMOREBIPiccola farmacia letterariaQuando (e perchè) ho cominciato a scrivereOgni cicatrice puó essere un sentiero che conduce al lato migliore di noi… – intervista a me stessoPerchè “Komorebi”?

Ti ricordi MS-DOS? Guida ai Comandi Essenziali che Nessuno ti Svelerà

Immaginiamo per un attimo che, improvvisamente, i nostri computer, smartphone, tablet smettano di eseguire i rispettivi sistemi operativi e, Boom! Ci ritrovassimo innanzi a Lui:

Paura? Non dovete averne, in questa breve guida scoprirete i comandi indispensabili (e qualcuno più avanzato) per salvarvi da questo incubo!

Prima di tutto cos’è e quanti anni ha MS-DOS?
MS-DOS è un sistema operativo degli anni ’80, una primitiva interfaccia con con cui gestire dati e persino stampanti. Era alla base dei sistemi operativi quali Windows (ad esempio Windows 95). Non prevedeva l’uso del mouse, ma permetteva l’interazione inserendo direttamente una serie di comandi tramite tastiera, senza conoscerli quindi non si poteva fare nulla.

Quali sono i comandi MS-DOS più importanti e famosi?
Eccoli!

Windows ci ha abituato alle cartelle, giusto? Bene, in MS-DOS le cartelle si creano, cancellano ed esplorano così: MD crea una directory; RD cancella una directory; CD entra in una directory; CD.. esce da una directory; CD\ torna alla radice della directory ( es. da C:\DOCUMENTS\PROVA torna direttamente a C:\ ).

E se volessimo cancellare il contenuto di un FLOPPY DISK? Niente di più semplice, basterà digitare: FORMAT A:\ e magicamente tutto il contenuto del floppy disk verrà cancellato, ma solo dopo aver digitato S per il Sì o N per il No; se invece digitassimo FORMAT A: /S il sistema DOS procederà a cancellare il contenuto senza chiederci la conferma, cosa abbastanza pericolosa se non siamo sicuri del nome del disco da formattare. Se cadessimo nella trappola di qualche buontempone “seguace” del comando /S potremo comunque rimediare al danno con questa formula magica: UNFORMAT – ripristina i dati di un disco cancellati con il comando FORMAT.

E se fossimo stufi di tutte quelle righe di comandi a display? Come potremmo pulire lo schermo senza fare danni ai contenuti? Semplicissimo, con il comando CLS che semplicemente cancellerà il contenuto della schermata, senza perdere i dati.

E se ad un tratto non ci ricordassimo i comandi? Bene, MS-DOS ci soccorrerà digitando il comando HELP che ci farà visualizzare la guida di MS-DOS. ATTENZIONE: la guida è troppo lunga per essere visualizzata in una sola schermata, quindi per visualizzarla schermata per schermata digitare “help|more” (il simbolo “|” è il tasto alla sinistra tasto uno (1) altrimenti tenere premuto tasto “alt” e digitare “124” che corrisponde al simbolo “|” e digitare “more” (grazie ASCII CODE ).

Ed infine se cercassimo qualcosa? Ecco la risposta: il comando è FIND il quale ricerca una sequenza di caratteri all’interno di uno o più file.

Esistono decine di ulteriori comandi, più o meno utilizzati ed importanti, per scoprirli tutti vi rimando alla pagina wikipedia che li contiene tutti: COMANDI MS-DOS.

E comunque tranquilli, nessun dato verrà rovinato dal mio “incubo digitale” che ovviamente serviva solo a dare un’idea di qualcosa che ormai, per molti, è finito nel cassetto dei ricordi, ma che fino a qualche decina di anni fa, era il pane quotidiano di qualsiasi utilizzatore di Computer.

Se l’articolo vi è piaciuto.. perché non condividerlo? (:

Alla prossima avventura.

PROGETTI CORRELATI e LINK:
MS-DOS
FreeDOS
Il DOS visto dalla Treccani
I Codici DOS sono stati liberati!

Fabula Deck: La Chiave per Sbloccare la Tua Creatività nella Scrittura.

Quante volte ci siamo fermati davanti ad un foglio bianco? A me capita più spesso di quanto crediate. Quante volte siamo resi ebbri da una intuizione, ma alla fine non troviamo la quadra su come trasformarla in un’idea di romanzo? Cosa ci divide, non tanto dallo scrivere un capolavoro della letteratura mondiale, ma, quantomeno, dal portare a termine il nostro “Romanzo nel Cassetto”?

La soluzione l’ho trovata in Fabula Deck (non è una sponsorizzata) – prodotto edito da Sefirot (che ha inanellato una serie di successi con altri prodotti fantastici!).

Fabula Deck

Vi è mai capitato di tenere tra le mani un mazzo di carte da gioco, magari quelle utilizzate per giocare a UNO o a poker?

Ebbene, proprio da questo semplice concetto è nata l’idea alla base di ciò di cui vi parlerò.

Immaginate ora di prendere questo mazzo di carte e di dividerlo in modo insolito. Invece di numeri e figure, assegnate a ogni carta un ruolo, un’azione, un momento. Chiamatele ‘risorse’, ‘sviluppo dell’eroe’ e ‘intreccio’.

Questa straordinaria combinazione è ciò che ha dato vita al mazzo di cui sto per parlarvi: un totale di 40 carte che, se utilizzate con intelligenza, vi permetteranno di analizzare personaggi, fasi e trame di qualsiasi storia, sia essa già esistente o in fase di creazione!

Ma cosa lo rende veramente unico? La risposta è semplice: queste ‘magiche’ carte vi consentiranno di dare una forma tangibile ai vostri pensieri creativi, di dare vita alle vostre idee e di delineare la struttura completa e la suddivisione delle fasi della vostra storia.

Non perdete l’occasione di scoprire ulteriori dettagli su questo strumento visionario, direttamente dagli autori, guardando i video che ne spiegano l’utilizzo!

il video di Fabula Deck dal sito ufficiale.

Appena ho scoperto questo strumento, me ne sono innamorato, perché mi ha aiutato a organizzare molte delle idee che sto sviluppando nella mia prosa (sì, perché non scrivo solo poesie (: ).

un esempio di utilizzo

Se siete appassionati del genere Fantasy o se cercate qualcosa di speciale per i più giovani, non potete assolutamente perdervi Fabula Deck for Kids. Si tratta di un autentico capolavoro ricco di illustrazioni straordinarie e avventure creative, ideale per coinvolgere i più piccoli.

Fabula for Kids

Quindi, buona esplorazione, cari lettori e care lettrici! Sarà un piacere leggere i vostri commenti se l’articolo vi è piaciuto, un like per mostrarci il vostro sostegno e… non dimenticate di condividere!

10 Consigli Essenziali per i Nuovi Appassionati dei Rullini 35mm

La fotografia digitale va forte, anzi, va fortissimo.

Evolve, corre, si distacca dalla realtà stessa, con un ritmo inarrestabile.

Eppure mentre tantissimi brand del comparto smartphone si sono lanciati nella folle rincorsa ai megapixel, combattuta a colpi di esasperazione numerica, alla ricerca di una perfezione che, come in ogni cosa, si instilla nel semplice e non nel quantitativo.

Sensori smisuratamente piccoli, farciti da tanti di quei pixel che, forse, potrebbero farne indigestione.

“E poi di colpo, è come se qualcuno o qualcosa avesse tirato il freno di emergenza di un mezzo in movimento, questo si arresta, e, lontanissimo, vediamo un chiosco giallo di lamiera, sentiamo le farfalle nello stomaco, ci avviciniamo curiosi e troviamo un negozio di rullini, dal quale lo stesso alieno, Ciribiribì, dello spot anni ’80 ci osserva e…”

Lo so è una bella storia, ma ve la racconto un’altra volta, solo se mi aiuterete a condividere questo articolo che, si basa un po’ sull’esperienza ed un po’ su una speranza..

I RULLINI SONO
GIA’ TORNATI

ecco dunque:

10 consigli ai nuovi neofiti dei rullini 35mm (e delle polaroid)

  1. Procuratevi una macchina fotografica analogica, sia essa compatta, reflex od anche polaroid.
    La soluzione a questa esigenza di primaria importanza risiede in siti meno in “hype” rispetto ad Amazon, anzi, potreste trovare vere e proprie occasioni in soffitta, chiedendo a genitori o nonni, persino zii e zie. Ma anche presso negozi e bazar dell’usato o, infine, ma non per demerito, presso i negozi di fotografia della vostra città (Qui a Mestre le fotocamere analogiche Basic sono già tornate…!!!)
  2. Procuratevi un freno (!!!)
    Questo tipo di fotografia non consente di scaricare raffiche di foto ai quattro venti, o meglio, a meno che non vi riempiate di rullini come farebbe di munizioni Rambo, non è l’intento più appropriato. Respirate, concentratevi su cosa volete raccontare, su quali tasti toccare per esaltare il soggetto ritratto. Impariamo dunque non quando scattare, bensì quando non farlo.
  3. Dimetichiamoci della seta
    La grana naturale delle pellicole e il suo effetto su pelle e panorami vi riporterà ad un mondo più reale, dove ogni cosa viene catturata per la sua essenza. Una sorta di luogo dove quello che oggi viene percepito come un difetto si tramuta in un valore aggiunto al racconto visivo cui stiamo assistendo. La grana è l’essenza stessa, l’anima, della luce che si sublima nell’immagine.
  4. Filtri, no, non sono quelli di Instagram!
    I filtri al massimo potevano giocare con la luce, virare i colori verso il caldo o il freddo, permettere di dilatare le esposizioni. Dimentichiamo dunque effetti in stile Snapchat e realtà aumentata, in questi scatti aumenterà la realtà e non viceversa.
  5. Aumentate le vostre competenze analogiche in un mondo sempre più digitale
    Questo non significa rinunciare allo smartphone ed ai comfort acquisiti, ma dai fotografi del passato possiamo imparare tantissimo, per non parlare della tecnica! Un libro che per me è stato illuminante per esempio è quello di Andreas Feininger, disponibile in moti negozi di libri usati o biblioteche. Un grande fotografo e saggista statunitense autore di svariati libri sul tema.
  6. Sbagliate, sbagliate meno, un giorno non sbaglierete più
    Se su 36 pose ne avrete buttate al vento 35, non demordete, dominare la messa a fuoco manuale, la corretta esposizione, avere l’orizzonte davvero orizzontale e le giuste proporzioni nella composizione della scena non è un discorso da punta e scatta. Da ogni errore potrete trarre enormi insegnamenti.
  7. La fotografia analogica racconta infinite storie
    Impariamo a cogliere i dettagli, in ogni scatto ci saranno infinite componenti, svariate variabili, dal nostro umore alla nostra sensibilità, dall’umidità dell’aria al calore del sole, ma ci saranno anche le tenebre della camera oscura, l’alchimia dello sviluppo e la magia della proiezione dell’ingranditore. Impariamo a leggere tra le righe il circostante.
  8. Ogni rullino un’impronta indelebile
    Sperimentare il diverso viraggio dei colori con rullini diversi per marca o tipologia è una delle più belle esperienze che si possano provare. Colori vivaci, contrasti accentuati, bianchi e neri intensi e molto di più. Ogni rullino, ogni marca, un’impronta ed un carattere diversi, anche questa è magia.
  9. Stampare analogico o digitale che sia
    Una foto in digitale viaggia velocissima, ma con la stessa velocità può sparire, per sempre. Una stampa invece resta, ha un profumo e delle vibrazioni emotive tutte sue. Ha un calore che si rende equivalente a quello di un bacio sotto il temporale. Ci fa da alcova per i ricordi più belli.
  10. Impariamo, infine, a non scattare
    Ci sono istanti irripetibili, quelli che nessuno vorrebbe perdere, proprio per questo, talvolta, dovremmo posare lo smartphone, la macchina fotografica, forse dovremmo posare anche la nostra vita circostante e godere dell’istante che ci scorre come sabbia calda tra le dita della mano. La più grande fotocamera che porteremo con noi, sarà sempre il nostro cuore ed il sapore dei nostri ricordi più belli.

Anche questa volta, mi son permesso, ho detto la mia opinione.

E voi? Cosa ne pensate?

Tornerà in auge la fotografia analogica? O forse… non è mai andata via?!?

A presto

Edoardo

AGGIORNAMENTO DEL 22/10/2022 !!! Una piccola news che evidenzia una tendenza ormai sicura: NUOVA ANALOGICA LEICA!

Polaroid SX-70 – proviamola 50 anni dopo!

Si tratta di una Polaroid SX-70 del 1972, funzionerà ancora dopo ben 50 anni di inutilizzo? Scopriamolo insieme grazie al nuovissimo kit reintrodotto in commercio da Polaroid specificamente per questo glorioso modello.