10 consigli ai (nuovi) neofiti dei rullini 35mm

La fotografia digitale va forte, anzi, va fortissimo.

Evolve, corre, si distacca dalla realtà stessa, con un ritmo inarrestabile.

Eppure mentre tantissimi brand del comparto smartphone si sono lanciati nella folle rincorsa ai megapixel, combattuta a colpi di esasperazione numerica, alla ricerca di una perfezione che, come in ogni cosa, si instilla nel semplice e non nel quantitativo.

Sensori smisuratamente piccoli, farciti da tanti di quei pixel che, forse, potrebbero farne indigestione.

“E poi di colpo, è come se qualcuno o qualcosa avesse tirato il freno di emergenza di un mezzo in movimento, questo si arresta, e, lontanissimo, vediamo un chiosco giallo di lamiera, sentiamo le farfalle nello stomaco, ci avviciniamo curiosi e troviamo un negozio di rullini, dal quale lo stesso alieno, Ciribiribì, dello spot anni ’80 ci osserva e…”

Lo so è una bella storia, ma ve la racconto un’altra volta, solo se mi aiuterete a condividere questo articolo che, si basa un po’ sull’esperienza ed un po’ su una speranza..

I RULLINI SONO
GIA’ TORNATI

ecco dunque:

10 consigli ai nuovi neofiti dei rullini 35mm (e delle polaroid)

  1. Procuratevi una macchina fotografica analogica, sia essa compatta, reflex od anche polaroid.
    La soluzione a questa esigenza di primaria importanza risiede in siti meno in “hype” rispetto ad Amazon, anzi, potreste trovare vere e proprie occasioni in soffitta, chiedendo a genitori o nonni, persino zii e zie. Ma anche presso negozi e bazar dell’usato o, infine, ma non per demerito, presso i negozi di fotografia della vostra città (Qui a Mestre le fotocamere analogiche Basic sono già tornate…!!!)
  2. Procuratevi un freno (!!!)
    Questo tipo di fotografia non consente di scaricare raffiche di foto ai quattro venti, o meglio, a meno che non vi riempiate di rullini come farebbe di munizioni Rambo, non è l’intento più appropriato. Respirate, concentratevi su cosa volete raccontare, su quali tasti toccare per esaltare il soggetto ritratto. Impariamo dunque non quando scattare, bensì quando non farlo.
  3. Dimetichiamoci della seta
    La grana naturale delle pellicole e il suo effetto su pelle e panorami vi riporterà ad un mondo più reale, dove ogni cosa viene catturata per la sua essenza. Una sorta di luogo dove quello che oggi viene percepito come un difetto si tramuta in un valore aggiunto al racconto visivo cui stiamo assistendo. La grana è l’essenza stessa, l’anima, della luce che si sublima nell’immagine.
  4. Filtri, no, non sono quelli di Instagram!
    I filtri al massimo potevano giocare con la luce, virare i colori verso il caldo o il freddo, permettere di dilatare le esposizioni. Dimentichiamo dunque effetti in stile Snapchat e realtà aumentata, in questi scatti aumenterà la realtà e non viceversa.
  5. Aumentate le vostre competenze analogiche in un mondo sempre più digitale
    Questo non significa rinunciare allo smartphone ed ai comfort acquisiti, ma dai fotografi del passato possiamo imparare tantissimo, per non parlare della tecnica! Un libro che per me è stato illuminante per esempio è quello di Andreas Feininger, disponibile in moti negozi di libri usati o biblioteche. Un grande fotografo e saggista statunitense autore di svariati libri sul tema.
  6. Sbagliate, sbagliate meno, un giorno non sbaglierete più
    Se su 36 pose ne avrete buttate al vento 35, non demordete, dominare la messa a fuoco manuale, la corretta esposizione, avere l’orizzonte davvero orizzontale e le giuste proporzioni nella composizione della scena non è un discorso da punta e scatta. Da ogni errore potrete trarre enormi insegnamenti.
  7. La fotografia analogica racconta infinite storie
    Impariamo a cogliere i dettagli, in ogni scatto ci saranno infinite componenti, svariate variabili, dal nostro umore alla nostra sensibilità, dall’umidità dell’aria al calore del sole, ma ci saranno anche le tenebre della camera oscura, l’alchimia dello sviluppo e la magia della proiezione dell’ingranditore. Impariamo a leggere tra le righe il circostante.
  8. Ogni rullino un’impronta indelebile
    Sperimentare il diverso viraggio dei colori con rullini diversi per marca o tipologia è una delle più belle esperienze che si possano provare. Colori vivaci, contrasti accentuati, bianchi e neri intensi e molto di più. Ogni rullino, ogni marca, un’impronta ed un carattere diversi, anche questa è magia.
  9. Stampare analogico o digitale che sia
    Una foto in digitale viaggia velocissima, ma con la stessa velocità può sparire, per sempre. Una stampa invece resta, ha un profumo e delle vibrazioni emotive tutte sue. Ha un calore che si rende equivalente a quello di un bacio sotto il temporale. Ci fa da alcova per i ricordi più belli.
  10. Impariamo, infine, a non scattare
    Ci sono istanti irripetibili, quelli che nessuno vorrebbe perdere, proprio per questo, talvolta, dovremmo posare lo smartphone, la macchina fotografica, forse dovremmo posare anche la nostra vita circostante e godere dell’istante che ci scorre come sabbia calda tra le dita della mano. La più grande fotocamera che porteremo con noi, sarà sempre il nostro cuore ed il sapore dei nostri ricordi più belli.

Anche questa volta, mi son permesso, ho detto la mia opinione.

E voi? Cosa ne pensate?

Tornerà in auge la fotografia analogica? O forse… non è mai andata via?!?

A presto

Edoardo