Introduzione: Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un’immersione nel cuore della città delle acque, alla scoperta delle sue meraviglie nascoste. In ogni articolo, sveleremo un aspetto unico di Venezia che la rende affascinante e misteriosa. Oggi, risponderemo a una delle domande più intriganti: perché le gondole veneziane possono navigare dritte con un solo gondoliere al remo?
Il Segreto delle Gondole: La risposta è più semplice di quanto si possa immaginare. Le gondole sono state progettate con una forma asimmetrica appositamente per consentire a un singolo gondoliere di mantenerle in linea durante la navigazione.
L’asimmetria percepibile anche dall’alto
Questo design unico, affinato nel corso dei secoli, è il risultato di studi e ricerche che hanno reso possibile l’uso di una sola persona per governare questa elegante imbarcazione.
Il Ruolo del “Dolfin”: Per migliorare ulteriormente l’assetto, l’equilibrio e il controllo della direzione, le gondole sono dotate del caratteristico “Dolfin“. Questo elemento, situato all’estremità anteriore della barca, non solo contribuisce alla stabilità ma svolge anche un ruolo simbolico, rappresentando la città di Venezia e i suoi principali sestieri e elementi acquei.
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Concludiamo così questa prima esplorazione dei segreti di Venezia, che ci ha permesso di gettare uno sguardo dietro le quinte di questa città unica al mondo. Venezia, con la sua storia avvincente e le tradizioni affascinanti, continua a catturare il cuore di chiunque la visiti.
Il 1900, Italiano e locale, raccontato secondo una prospettiva mai provata prima.
Vuoi vivere un’esperienza museale unica, moderna e super immersiva? Visita il Museo M9 di Mestre.
I destinatari di questa struttura sono TUTTI, indistintamente, specialmente coloro che vogliono imparare ad interpretare il presente ed acquisire strumenti per incamminarsi nel futuro con una consapevolezza nuova.
La facciata esterna del museo M9
Attraverso esposizioni interattive e installazioni coinvolgenti, il museo racconta la storia, la cultura e le trasformazioni di questo periodo, coprendo temi come politica, tecnologia, arte e moda. È un luogo affascinante per esplorare e comprendere meglio il ventesimo secolo e il suo impatto sul mondo contemporaneo.
L’M9 ha aperto le sue porte il 27 ottobre 2018, prima della creazione del museo, l’area in cui sorge l’M9 era principalmente industriale e ospitava un complesso di magazzini ed in particolare fabbrica di bottiglie e vetreria Volpato. Questa è stata fondata nel 1923 e ha operato per molti anni, producendo una varietà di prodotti in vetro, tra cui bottiglie e oggetti in vetro per uso domestico. Il progetto di trasformare quest’area in un museo è stato un importante sforzo di riqualificazione urbana, mirato a conservare la memoria storica e a creare un centro culturale di riferimento per la città di Mestre e la regione. L’M9 è stato quindi concepito come un modo di riutilizzare e valorizzare questi spazi industriali dismessi per scopi culturali ed educativi.
L’esterno del Museo M9
È importante conoscere il XX secolo e l’urbanizzazione nella prospettiva mestrina, così come in molte altre città, per diverse ragioni:
Preservare la memoria storica: Aiuta a mantenere vive le tradizioni e a ricordare gli eventi significativi che hanno plasmato la comunità locale.
Comprendere le trasformazioni sociali ed economiche: L’urbanizzazione è stata una delle tendenze dominanti del XX secolo, con un rapido spostamento delle persone dalle aree rurali alle aree urbane. Conoscere questo processo è essenziale per comprendere come Mestre e altre città abbiano affrontato le sfide legate all’urbanizzazione, come la pianificazione urbana, l’edilizia abitativa e le infrastrutture.
Promuovere la consapevolezza storica: La conoscenza della storia del XX secolo e dell’urbanizzazione può promuovere la consapevolezza storica tra i residenti, i visitatori e le nuove generazioni.
Ispirare l’innovazione e la pianificazione futura: L’apprendimento dalle esperienze passate può ispirare l’innovazione e influenzare la pianificazione futura. Le città possono trarre insegnamenti dalla loro storia per affrontare le sfide attuali, come la crescita demografica, la sostenibilità ambientale e la mobilità.
Crescita culturale e turistica: La conoscenza della storia locale può arricchire l’offerta culturale e turistica di una città. Musei e attrazioni legate alla storia locale, come l’M9 a Mestre, possono attirare visitatori e contribuire all’economia locale.
Uno scorcio nelle vicinanze che testimonia la fusione tra una vecchia ed una futura Mestre
L’M9 è un museo che combina il rispetto per la storia con una visione futuristica, cercando di coinvolgere i visitatori attraverso l’uso creativo della tecnologia e offrendo un’esperienza che è informativa, ispiratrice e all’avanguardia. Questo approccio unico rende il museo un importante centro culturale e un luogo di apprendimento dinamico per il ventunesimo secolo
Vi invito calorosamente a visitare l’M9 – Museo del ‘900 a Mestre, una gemma culturale unica nel Veneto e nel panorama museale internazionale. Questo straordinario museo fonde abilmente il passato e il futuro, offrendo un’esperienza museale che vi lascerà senza parole.
Personalmente l’ho già visitato due volte, senza mai annoiarmi, scoprendo sempre nuove cose e prospettive.
Particolarmente interessante e terrificante la simulazione di un bombardamento, un’esperienza per cuori impavidi anche se solo virtuale.
Al M9, potrete immergervi nella storia affascinante e complessa del ventesimo secolo, esplorando le sue trasformazioni sociali, culturali ed economiche attraverso installazioni multimediali innovative, realtà virtuale coinvolgente e tecnologie interattive di ultima generazione. Questo non è solo un museo, ma una porta aperta su un mondo di scoperte, riflessioni e ispirazione.
COME ARRIVARE? Per raggiungere il M9 – Museo del ‘900 a Mestre, puoi seguire queste indicazioni:
Indirizzo: Via Giovanni Pascoli, 11, 30172 Venezia Mestre, Italia
In auto:
Se viaggi in auto, puoi impostare il tuo navigatore GPS con l’indirizzo sopra indicato. Il museo si trova a Mestre, una città nella provincia di Venezia, ed è facilmente accessibile tramite l’autostrada A4 (Autostrada Serenissima) o l’autostrada A57 (Tangenziale di Mestre).
In treno:
Se stai arrivando in treno, Mestre è ben collegata alla stazione ferroviaria di Venezia Mestre, una delle principali stazioni ferroviarie della regione. Dalla stazione, puoi prendere un taxi o un autobus per raggiungere il M9. È anche possibile raggiungere il museo a piedi se si trova nelle vicinanze della stazione.
In autobus:
Il museo è servito da diverse linee di autobus pubblici. Puoi consultare l’orario e le fermate degli autobus locali per pianificare il tuo percorso fino al M9.
In bicicletta:
Se preferisci utilizzare una bicicletta, potresti essere in grado di noleggiarne una nella zona e pedalare fino al museo. Verifica la disponibilità di stazioni di noleggio biciclette nelle vicinanze.
Prima di partire, è consigliabile controllare gli orari di apertura del museo e verificare se ci sono eventuali modifiche o restrizioni dovute a eventi speciali o situazioni eccezionali. Inoltre, potresti voler pianificare il tuo itinerario in anticipo utilizzando mappe o servizi di navigazione online per garantire una visita senza problemi al M9.
Dear Dreamers, today I want to talk to you about another place close to my heart, the Libreria Acqua Alta in Venice
Have you never visited it? What a shame! Inside, you will find books from every era and occasion, all displayed in a unique way, with a stack of books here, a bathtub filled with texts there – in short, a source of curiosity at every glance.
You can even look out to the nearby canal and see a gondola pass by simply by climbing a staircase made of books, a unique way of recycling books that have been contaminated by mold or damaged by time.
And where else can you stroke a sleeping cat in a box of postcards in a bookstore? Only here!
If happens to be in Venice, make sure to stop by and visit the Libreria Acqua Alta. I’m sure you’ll thank me later!
Burano, impossibile non riconoscerla. Ogni isola della Laguna Veneta ha la sua peculiarità, il tratto distintivo che la rende unica. Inutile ribadirlo, ma lo facciamo, Burano è famosa per le sue casette colorate, anzi, coloratissime, per la produzione di merletti e per l’atmosfera fiabesca che si vive camminandoci dentro.
Tanta unicità non poteva che sorgere in un luogo che, cartine geografiche alla mano, si potrebbe definire intimo e remoto. Burano infatti si trova a nord di Venezia, a circa 40′ di navigazione con la linea 12 di ACTV e vicinissima all’altrettanto famosa Torcello e praticamente agli antipodi di Pellestrina e San Pietro in Volta.
Un mio video su Burano
Burano è raggiungibile solo attraverso mezzi acquei, dunque a differenza di Venezia, dove in una infinitesimale parte l’auto può circolare, qui dobbiamo affidarci totalmente alla navigazione, avendo così modo di scoprire la fantastica cornice naturale lagunare.
Arcobaleni alternativi
Burano è stata fondata dagli esuli della città romana di Altino, fuggiti in laguna per fuggire agli Unni di Attila e dai Longobardi.
Perché le sue case sono colorate? Si attribuisce l’origine di questa tradizione al fatto che i pescatori, spinti dalle fitte nebbie, volessero rendere ben riconoscibili le proprie abitazioni in caso di rientro in condizioni meteo avverse.
La quiete
Esiste un modo più comodo per arrivare a Burano? Certo che sì! E’ sufficiente partire in auto (ma anche in bici non pare una cattiva idea) alla volta di Treporti e impostare come meta il parcheggio auto (a pagamento con tariffe che variano dai 5 ai 15€ fino alle 24h) di via della ricevitoria, nei pressi della Darsena Marina Fiorita. Di lì, in pochi passi potrete raggiungere la fermata ACTV Treporti che, seguendo l’itinerario in senso opposto a quello che fareste da Venezia, in meno di 15′ di navigazione vi porterà a Burano in totale comfort. Circa i costi, consultare il sito dell’Associazione dei Trasporti qui.
Ma una volta giunti, cosa fare? Potrete visitare il Museo del Merletto, degustare cibo lagunare e vini tipici (in particolare quelli originari della vicina Isola di Mazzorbo collegata a Burano da un ponte), scoprire souvenir unici, visitare la Chiesa di San Martino col suo particolare campanile pendente.
Ma secondo te, quando visitarla? Consiglio la primavera o i primi giorni di marzo, quando le giornate cominciano ad allungarsi, magari la mattina, arrivando prima delle 11 vi eviterete i flussi maggiori in arrivo da Venezia e potrete godere dell’isola in maniera ancor più autentica. Senza dimenticare però che anche al tramonto ed alla sera Burano saprà essere una cornice favolosa per le vostre foto e momenti speciali.
Se avete domande o dubbi, scrivetemi. Se l’articolo vi è piaciuto, fatemelo sapere e condividetelo. Ditemi se mi sono perso qualcosa nei commenti! Sono anche su Instagram, mi trovate come: @trarealtaesogno