L’intervista della settimana… Gregorio – Titolare di “Volta Pagina” a Lorenzago di Cadore

Ciao a tutti!
L’intento di questa rubrica sarà intervistare persone comuni, lavoratori, professionisti, personaggi. Il tutto per andare a carpirne qualche segreto o, più semplicemente, per farveli scoprire.

Capirete di più leggendo, ma vi ricordo che, se il format vi piacerà, non dovrete esitare a condividerlo e, ancora meglio, se avete dei talenti che volete far risaltare, non esitate, contattatemi a: trarealtaesogno.com@gmail.com 

Oggi vi parlerò, in una breve intervista, di Gregorio gestore di una tabaccheria, fumetteria e molto di più… a Lorenzago di Cadore.
Gregorio ha deciso di vendere sogni.

 

Schermata 2019-05-05 alle 16.40.32
Volta Pagina – su Facebook

1. Dal vivo ti ho conosciuto, ma chi è Gregorio fuori dall’universo lavorativo? 

Un ragazzo come tanti altri, niente di speciale a voler ben vedere! Semplicemente ho tanti hobby ed interessi che cerco di coltivare e far cresce, chiacchierando con chiunque abbia la voglia (e la pazienza!) di starmi a sentire. Mi piacciono i libri, i giochi da tavolo, i fumetti, i film, la musica, i videogames ed una marea di altre cose affini. Di base mi piace prendere la vita alla leggera, cercare di divertirmi ed impegnarmi in tutto quello che faccio. I miei motti sono “non si smette mai di imparare” ed “a c@**o con giudizio”.

2. Inizialmente hai avviato una tabaccheria, quando hai capito che il margine di manovra poteva ampliarsi verso altri articoli?

A dire il vero il progetto iniziale già prevedeva di scostarsi dai semplici sigaretta e quotidiano che, per quanto acquistati quotidianamente, non sono sufficienti a garantire un lavoro sereno a chi, come me, si imbarca in un’attività di questo tipo. Per questa ragione, fin da subito, ho cercato altri ambiti in cui far sconfinare il mio negozio, che avessero come comun denominatore la “particolarità”, ovvero tipologie di merce che difficilmente si vedono nei negozi standard, piccole chicche ed esclusive.

3. Istinto o ragione? Cosa ti ha guidato maggiormente nella scelta? Ricorda che se non ti riconoscessi in quei due cluster puoi sceglierne un terzo… 

Un bel mix di incoscienza, ambizione e voglia di darsi da fare per il proprio territorio. Se poi ci dovesse essere anche una punta di ragione, questo lo lascio decidere a voi!

4. Sono certo che la tua scelta di diventare venditore sia stata ben ponderata, ma cosa non ti saresti mai aspettato di vendere tra le mura di “Volta Pagina”?

Come già detto sopra, seleziono la merce di vendita personalmente, ma lavoro molto anche con le specifiche richieste dei clienti. A dire il vero non mi sarei mai aspettato di vendere carta da parati e swich televisivi, eppure è successo! Il mondo è bello perché è vario, disse qualcuno che c’aveva un bel po’ di sale in zucca!!

5. Torniamo a parlare di Te, esiste un libro (o fumetto chiaramente) a cui non rinunceresti per nulla al mondo? 

Domanda facile! Il libro (ma possiamo anche dire l’autore) che più mi ha cambiato ed alla cui etica cerco sempre di guardare è, del professor J.R.R. Tolkien, il suo titanico “Il Signore Degli Anell”i (e tutte le pubblicazioni connesse, dal Silmarillion allo Hobbit). Come tanti della mia generazione sono approdato sulle sue pagine dopo aver visto gli adattamenti cinematografici, e da quel momento è stato amore a prima lettura.

Schermata 2019-05-05 alle 16.41.246. Hai una macchina fotografica speciale in mano, un solo scatto, una sola foto, un solo soggetto, chi ritrarresti e perché?

Questa è la domanda più difficile che mi hai rivolto! Potendo scegliere una situazione direi una bella festa con amici e famiglia, perché sono le persone più importanti che un uomo possa avere, la benzina di ogni giorno ed il richiamo morale che alle volte, pur prendendoti a calci, ti aiuta a rimetterti in piedi. Per quanto riguarda la festa direi una bella grigliatona all’aperto, perché cosa c’è di meglio per trovarsi tutti assieme?? 

7. Sicuramente qualche cliente ti ha riservato una missione speciale, qual è la più importante tra quelle svolte? Perchè?

Sono riuscito a procurare ad un cliente un’edizione rara di Elektra Assassin, Scritta da Frank Miller ed illustrata da Bill Sienkiewicz. Una graphic novel del 1989 completamente fuori mercato e quasi introvabile. È stata una faticaccia ma mi ha dato molta soddisfazione.

8. Quale legame hai con il territorio in cui operi e quale risulta essere il legame più forte?

Il mio legame col territorio ha una storia abbastanza altalenante. Come ogni ragazzo, finiti gli studi superiori, sono partito per l’università con la chiara idea di non tornare più tra le montagne. Troppe difficoltà, troppi pochi servizi, troppo poco movimento. Sono rimasto lontano per circa 7 anni con sporadici rientri per il weekend o qualche festività ma, con mia estrema sorpresa, mi mancavano le mie cime, i miei paesi e, più in generale, i miei montanari! Quindi ho deciso di rientrare e cercare di rimboccarmi le maniche per offrire, nel mio piccolo, tutto quello che da ragazzo mi era mancato e che mi aveva spinto a lasciarmi la casetta di Heidi alle spalle per raggiungere la città. Questi territori sono nostri, e se non ci diamo una mossa noi per primi per revitalizzarli non possiamo certo sperare che le cose migliorino da sole, come per magia…

9. Ti sei mai trovato davanti ad un cliente all’apparenza impossibile? Se si, come hai risolto il problema? 

Ogni cliente è unico ed ha i suoi punti di criticità che sono diversi da qualsiasi altra persona. Non credo esistano dei clienti difficili, soltanto persone poco garbate o, magari, con le scatole girate. La tecnica migliore è sempre quella del sorriso. Costante e disarmante al tempo stesso, per tutto il resto basta riderci sopra davanti all’aperitivo.

10. Cosa vuoi dire a chi vorrebbe fare il tuo lavoro? 

Ragazzo o ragazza, armati di tanta pazienza e preparati a lavorare 7/7 e 24/24. Questo mestiere richiede dedizione, concentrazione ed un sacco di memoria. Non ti farà certamente arricchire ma, se preso per il verso giusto, ti permetterà di plasmare il negozio secondo le tue scelte e ti puotrà regalare molta soddisfazione ed un sacco di divertimento (e qualche incazzatura).

11. Siamo in un’epoca dove internet ha eroso molte abitudini che avevamo prima di questo periodo digitale, quanto ha inciso tutto questo sul tuo business? Trovi delle analogie o delle differenze?

Se ci dovessimo fermare a parlare dei quotidiani ti potrei dire che il mercato della carta stampata ha sicuramente risentito dell’avvento del digitale, ma questa frase, oltre ad essere decisamente trita, non tiene conto delle immense potenzialità che offre la rete. Internet è una risorsa, va sfruttata fino all’osso. Ti permette di entrare in contatto con moltissime persone, restare aggiornato, ricercare prodotti innovativi ed impostare ricerche di mercato. Il tutto a costo praticamente zero! Smettiamola di demonizzare il progresso, cerchiamo piuttosto di sfruttare gli strumenti che ci offre a nostro vantaggio.

12. Incontri ogni giorno molte persone, quanto ne ha giovato alla tua esperienza professionale?  

Alla fine della fiera, ogni persona è la somma delle esperienze dirette ed indirette che ha vissuto, quindi direi che ogni cliente, ma più in generale, ogni incontro e scambio di opinioni (piacevoli e meno piacevoli) siano un accrescimento personale prezioso.

Schermata 2019-05-05 alle 16.41.4413. Quanto Gregorio c’è, traspira, nel tuo negozio?

Greg al 100%! È come se fosse casa mia alla fine, quindi segue i miei gusti, per quanto strampalati siano.

14. Tutti noi abbiamo dei sogni nel cassetto, professionalmente parlando, raccontaci se ne hai ancora qualcuno nel cassetto.

Migliorarmi costantemente. Sia professionalmente che a livello personale. Oltre a questo ora voglio concentrarmi anche sul Greg privato.

15. Ora voglio farti un’ultima domanda, alla luce di tutto, cosa sarà cambiato tra 15 anni nell’universo della tua attività e dimmi ció che vorresti cambiasse?

La categoria ha bisogno di alcuni cambiamenti se vuole sopravvivere. Innanzitutto bisogna scardinare l’idea dell’edicola/tabaccheria classica che vende solo il quotidiano e la sigaretta. È necessario affiancare a questi due ambiti anche altri prodotti che siano dinamici, snelli e contemporanei. Serve una maggiore informatizzazione dei punti vendita e della gestione del cartaceo, serve una fiscalità dedicata che tenga conto dei margini reali. Serve una bella svegliata a chi dorme sognando i fasti degli anni passati. Tra 15 anni avremo un’edicola 2.0 che sarà un punto nevralgico per vari servizi, informazioni, e per la diffusione sul territorio di un commercio di qualità.


Grazie Gregorio per le tue parole e per la tua disponibilità, ti regalo una grande opportunità, ti chiedo: cosa vuoi dire a chi ci sta leggendo? 

Siete ancora lì? Non vi siete abbioccati? Sicuri sicuri?? Allora ecco a voi il consiglio del Greg, per quello che può valere: “DIVERTITEVI! Cazzeggiate il giusto, ma soprattutto divertitevi! Qualunque cosa voi stiate facendo, a qualunque punto della vita voi siate giunti, ricordate di divertirvi. Prendetevi del tempo per voi, state con gli amici e la famiglia, lavorate con passione, anche se il lavoro non vi piace, e cercate di dare il giusto peso al fattore economico, non fatevi schiacciare dalla tendenza moderna del guadagno ad ogni costo. I valori sono altri, i piaceri della vita sono altri. E, se vi riesce, cercate di lasciare una traccia di voi. Sarà il vostro unico retaggio che valga la pena di considerare”.cleardot.gif

Gregorio De Podestà

Update settembre 2023: l’attività di Gregorio purtroppo ha chiuso i battenti. Reputo comunque necessario e bello lasciare online la sua intervista, un racconto vivido e sincero della sua visione dell’attività commerciale di cui si è occupato.

Allego le sue parole dalla pagina ufficiale:

…lasciate un commento o un like se vi è piaciuto e soprattutto, condividete!

L’intervista vi è piaciuta? Ecco quella di Claudia, la consulente felina: Claudia – Consulente relazionale del gatto

Racconto surreale: Il misterioso sorriso di Madonna del Giocondo

La pioggia imperversava violenta e spietata ormai da giorni, la natura sembrava voler annunciare la tenebra che stava per calare su Parigi e dalla capitale francese su tutto il mondo, ma per fortuna non è accaduto ciò… sarà meglio però per voi lettori che io vi narri la storia sin dal suo principio.

Correva l’anno 1506 circa e Leonardo Da Vinci stava lavorando ad una delle sue innumerevoli opere, sicuramente la più famosa e soprattutto misteriosa che lui avesse creato, vi parlo, infatti, della Gioconda quadro stupendo e inquietante in cui il tempo sembra sia stato fermato all’istante in cui Leonardo dipingeva, proprio questo è il punto centrale della storia, quel quadro non è una semplice tela dipinta, è qualcosa di più, anzi è qualcuno oserei dire, qualcuno per cui il tempo non scorre da quasi 500 anni, quel dipinto racchiude in sé uno spirito malvagio e selvaggio, assetato di vendetta verso l’umanità intera, che se venisse liberato dalla tela darebbe inizio ad un’era di terrore governata dal male e dalla legge del più forte, tale spirito venne imprigionato in quella tela da un apprendista stregone, un onta enorme per una entità diabolica del suo calibro con centinaia di omicidi al suo attivo. Esisteva una sola possibilità per quella creatura di uscire dal dipinto e cioè suscitare il riso di una ragazza, dell’età massima di diciotto cicli terrestri intorno al Sole e bionda subito dopo che questa avesse guardato il dipinto negli occhi. Voi penserete, come può una persona ridere di un tale dipinto così strano, affascinante, misterioso e unico? Era un venerdì 17 del mese di settembre 1999, una scolaresca ligure si recò in gita in Francia, era una classe vivace ma nei limiti, tutte persone senza grilli per la testa, tutte tranne una, Sandra, la scuola a lei non interessava minimamente e la gita era un pretesto per fare confusione al di fuori dei confini del piccolo borgo in cui viveva.

Ultima tappa della gita era il museo parigino del Louvre, era tardi e fuori pioveva violentemente, Sandra a differenza degli altri era ancora in piene forze, nonostante sette giorni di camminate era ancora lei la protagonista di ogni rimprovero dei professori accompagnatori, ad un tratto uno squillo e una voce che diceva in svariate lingue: “I turisti sono pregati di uscire dal museo entro cinque minuti”, sarà l’accento strano di quell’italiano maccheronico, sarà la sua pazzia Sandra comincia a ridere proprio mentre giunge davanti alla Gioconda e strilla impaurita perché si aspettava di vedere davanti a se un muro e non un dipinto… Sandra però venne attirata magneticamente dal realismo misterioso di quel dipinto, sembrò diventare seria, osservava, sembrava che ogni sua occhiata fosse una valutazione critica della tecnica leonardesca.. invece ahimè, era tutto uno scherzo, dentro di lei una risata cresceva fragorosa più di un torrente in piena e infatti… pochi secondi di recita e non ce la fece, esplose come un vulcano, la sua risata rieccheggiò per secondi lunghissimi nei corridoi del museo, non riusciva a smettere di ridere e i suoi occhi mentre rideva si scontrarono con quelli fuggitivi della Gioconda, un lampo e poi un fragoroso tuono e ancora lampo e ancora tuono, Sandra smise di ridere e disse: “Forse tutto questo baccano è un suggerimento a me rivolto da lassù perché io smetta?” e ancora una volta si fece seria per finta, si gira verso il dipinto, guarda i suoi occhi e ride ancora più forte pronunciando sproloqui, alla fine rieccheggia ancora la voce  che stavolta invitava ad uscire in maniera rapida gli ultimi ritardatari, fu così che Sandra venne presa di peso da due compagni e portata fuori a braccia insieme al resto della comitiva rimasta stupita dalla sfrontatezza della ragazza.

Il museo chiude, il buio e il silenzio sono infranti solo dalle guardie, dalle loro torce e dal calpestio dei loro tacchi sulla pavimentazione in marmo, tic tac tic tac, si avvicinavano sempre più all’ala dove è custodita la Monna Lisa e d’un tratto un lampo e un tuono fortissimo, si voltano, puntano le torce al dipinto di Leonardo, a loro caro e compagno di tante notti nel museo rimanendo impietriti e attoniti, la Monna Lisa era sparita, rimaneva solo lo sfondo, ma nel dipinto non c’era più traccia della protagonista, i due si sfregarono gli occhi, si pizzicarono a vicenda urlando di dolore, era tutto vero, era rimasto solo lo sfondo. Un brivido li percorse lungo tutto il corpo, un tonfo sordo, non ebbero il tempo di girarsi che, “PUFF”, caddero a terra morti, silenziosi e con il volto tirato e sfigurato dal terrore. La mattina seguente grande fu lo stupore, anche perché i fatti incredibili erano ben due, la morte delle guardie e il quadro rimasto senza la donna che da sempre l’aveva abitato. I giornali di tutto il mondo si gettarono sulla notizia ognuno con la sua versione dei fatti.

La notte del 18 settembre altre due guardie muoiono nel museo, presentano segni di strangolamento ma anche in questo caso le telecamere non evidenziano niente di sospetto come nel giorno precedente.

Passano quarantotto ore dal primo duplice assassinio, è il 19 settembre, Parigi si sveglia con una novità, una scritta compare sul dipinto, è in caratteri runici, un messaggio che una volta decifrato risulterà assai inquietante: “Una giovin ragazza col suo riso mi ha destato da un sonno troppo a lungo per me durato, a lei va il mio ringraziamento, a voi il mio eterno tormento, solo una lacrima del suo ridente viso potrà fermarmi da questo viver che per me è paradiso”.

La situazione si fa contorta, gli inquirenti non osano credere a quelle parole, le tengono segrete, sarebbe un’onta troppo grande per le forze dell’ordine francesi. Fanno male però e dopo 3 settimane di inutili ricerche e costellate di omicidi tutti simili ai precedenti si arrendono e decidono di affidare alla stampa internazionale la frase segreta, anche perché il video del Louvre si sovrappone ogni ora e nessuno sa chi sia la ridente ragazza a cui si allude nel messaggio dello spirito. Si spera così che questa persona o chi la conosce possa avvisarla della necessità della sua presenza in Francia per risolvere questo grave problema. Sandra non segue la tv, mai, però i suoi compagni si e l’avvisano che lei potrebbe presto divenire famossissima, l’eroina di Francia, l’erede di Giovanna D’arco negli ideali francesi, lei causa di tutto, causa di principio di un incubo malefico, lei causa della cessazione dello stesso. Sandra in principio esita, la sua usuale spavalderia sembra svanire, ma alla fine si decide, chiama il numero verde messo a disposizione dal governo francese. Nessuno ci sperava più, in un mese i morti sono stati decine nel museo e ora nessuno di notte vuol più entrare, i dipinti son così in balia del destino e facili prede di eventuali malviventi, ma troppa è la paura, tale da spingere anche i furfanti a non tentare un colpo. Sandra giunge, già piange, è disperata, è emerso il lato sensibile del suo carattere che lei ha sempre nascosto dietro una finta aggressività. Piange , è notte, è buio, è sola, con la sua torcia e le sue lacrime, dolorose per lei, utili al mondo. Scocca la mezzanotte, di nuovo un temporale, ecco il lampo e il suo compagno tuono, tre volte la cosa si ripete ed ecco un tonfo sordo, è lui, è lo spirito, Sandra piange, prega, scruta intorno a se il buio impenetrabile. Lo spirito le è dietro, lo percepisce, si gira, lo guarda dritto negli occhi, con un coraggio che le giunge nuovo, lui la riconosce e urla, le lacrime lo condannano inesorabilmente, lui corre, corre, si getta nel dipinto, la scritta scompare, riappare Monna Lisa, che dallo spirito fu rapita. Sandra sorride, felice, orgogliosa di sé per la prima volta nella sua vita e nel cielo torna la Luna dei giorni migliori, circondata di stelle in cielo e di sorrisi sulla terra libera da un incubo.

Grazie a Sandra e alla Monna Lisa, a cui chiedo scusa per il racconto diffamante di cui le ho rese protagoniste.

Ah, dimenticavo, il sorriso misterioso è dovuto alla volontà dello spirito di ingannare l’uomo, di spingerlo a quella risata che prima o poi lo farà tornare libero di incutere nuovo terrore al mondo, quindi, non ridete della Gioconda ora che ne conoscete le conseguenze.

I Segreti di Venezia: Pellestrina, l’isola che… c’è!

Oggi vi voglio parlare dell’isola di cui sono originario: Pellestrina – San Pietro in Volta…

“Immaginate una striscia di terra che si dipana, con qualche ansa qua e là, per una lunghezza di circa 11km e che sia larga, mediamente 100m (con punti di minimo di poche decine di metri). Un territorio così fragile a livello strutturale diventa, insieme al più vasto Lido di Venezia, uno dei due baluardi costituiti da terre emerse a tutela di Venezia e della sua meravigliosa Laguna. Ci troviamo a Sud della Serenissima e poco distante (una bocca di porto a sud) troviamo la più famosa Chioggia. Pellestrina nel 1966 è stata colpita da una grande alluvione 🌊 e ancora oggi, i residenti più anziani,

Questo slideshow richiede JavaScript.

ricordano quel catastrofico evento dicendo nel dialetto locale alcune semplici parole: “s’ha tocà el mare co la laguna” (cioè il mare ha toccato la laguna). Sarebbe banale definire questo territorio solo pittoresco, infatti ogni anfratto è permeato da tradizioni tramandate da tempi immemori e, come in altre isole lagunari, spiccano i diversi colori delle casette 🏠 che si affacciano sulla laguna e si declinano fino al mare. Il valore aggiunto però rimane la Gente del posto, cordiale, generosa, talvolta rustica e spontanea. I più fortunati, magari facendo una bella pedalata mattutina durante un periodo di villeggiatura, possono imbattersi, lungo il fronte lagunare, nei pescatori che vendono, al minuto, i frutti della pesca svolta nottetempo direttamente dalla sponda delle loro imbarcazioni. Per chi invece preferisce siano altri a preparare le specialità ci sono un buon numero di ristoranti tra cui quelli “Da Nane” o “Da Memo” a San Pietro in Volta e “Da Celeste” a Pellestrina, solo per citare i più famosi. Non mancano sorprendenti locande dove mangiare e/o dormire, come la Locanda Stravedo o ristori con piccola cucina, tutti da scoprire. I ristoranti 🐙🦑🦐🦀ovviamente si basano su menù costruiti intorno al pescato locale che giornalmente viene fornito da pescatori di fiducia isolani. Ideale poi, per chi volesse vivere un’esperienza più intensa, frequentare l’isola nei periodi delle varie sagre paesane, la più sentita si svolge nei primi giorni di agosto e festeggiando la ricorrenza dell’Apparizione della Madonna (da cui deriva il soprannome “Chiesa della Madonna dell’Apparizione” della chiesa di S. Vito), in queste occasioni vengono allestiti stand gastronomici dove con pochi euro si possono consumare piatti tipici di pesce e altre primizie marine fresche.
Le spiagge, sabbiose perlopiù, si spalmano lungo tutti gli 11km dell’isola e sono libere, quindi meglio dotarsi di teli mare e all’occorenza di un ombrellone
🏖.
Per un dolce ristoro ci sono tre gelaterie (due a Pellestrina e una a San Pietro in volta) e svariati bar lungo tutto il percorso lagunare.
Caratteristiche e degne di una visita anche le numerose chiese presenti nell’isola (circa 5). Menzione speciale anche per l’Oasi LIPU
🌈🐿🦔🐞🐥 (per la presenza dell’uccello fratino all’interno della macchia di bosco presente e di altra fauna tipica) di Cà Roman dotata di piccolo bar e spiaggia libera, tale località, appendice di Pellestrina, è a pochi minuti di navigazione da #Chioggia ed è collegata a #Pellestrina sia dal #Murazzo (è proprio la zona dove il #mare e la #laguna si sfiorano maggiormente e camminandovi sopra si ha la sensazione di essere avvolti dalle acque) che dai mezzi pubblici (fermata su prenotazione o solitamente sempre effettuata nelle stagioni primavera ed estate).
Un’ultima annotazione, se vi avventurerete per le “calli” (le viuzze – o corti) dell’isola potreste anche imbattervi in qualche signora che lavora al “
#Tombolo“, uno dei fiori all’occhiello dell’artigianato locale, che permette di produrre meravigliosi Merletti 💎 molto simili a quelli più famosi di Burano, oppure di trovare qualche pescatore intento nel rattopare o stendere al sole le sue reti.
L’isola che non c’è, non è mai stata così vicina”.
🎉🎉🎉🎉

Una postilla a questo articolo, vi lascio con una mia poesia, scritta nel 1998 e dedicata alla mia isola natale, il titolo è “Laguna”:

Laguna

luogo incantevole
a parole indescrivibile
in cui si tuffa il sole
del quale rifletti il colore
mentre tramonta
e ci fa l’occhiolino dal pelo dell’acqua;
ci son giorni in cui sembri oro
altri in cui sei smeraldo
altri in cui non c’è orizzonte
e tu sei azzurra come il cielo
e gli stormi di candidi gabbiani
son le tue nuvole.
Una cosa in te non cambia mai
è la tua bellezza…

Update 31/10/18

Come arrivare a Pellestrina

10 cose da fare a Pellestrina almeno una volta nella vita…

Quella volta che Topolino e Pippo hanno alloggiato a Pellestrina…

Pellestrina, l’isola che… c’è!

Pellestrina, un paese da scoprire…