Cari lettori e care lettrici,
in questo articolo voglio parlarvi di un artista Veneto che, nonostante la nascita registrata a Desenzano del Garda (il padre era impiegato come fanalista presso il faro del paese), ha origini nell’isola di Pellestrina, precisamente a San Pietro in Volta.
Lo stesso tornò alla sua terra madre proprio in conseguenza del ritorno dei genitori e, grazie ai nonni, fu permeato dall’ambiente dei pescatori del territorio.
L’origine del suo soprannome più conclamato di “Cagnaccio” (l’attribuzione degli stessi è usanza tipica dei borghi della nostra laguna), pare abbia attinenza con un vecchio cane che ringhiava dal cortile, ma alcuni sostengono che possa essere anche un riferimento al carattere forte dell’artista; va però ricordato che in una prima fase si fece chiamare anche “Scarpaccio” in onore al noto concittadino Vittore Carpaccio.
Il movimento artistico di cui fu tra i principali esponenti fu il “Realismo Magico”, in cui le opere giungevano ad un tale livello di precisione da risultare surreali.
L’Alzana – Cagnaccio di San Pietro / Public domain
La definizione che ho utilizzato nel titolo di questo articolo deriva da un post su Twitter di Vittorio Sgarbi, estimatore dell’artista, che lo definì così: “Cagnaccio non dipinge, scolpisce”.
Tra i vari musei che ospitano le sue opere vi segnalo e consiglio:
– http://www.mart.tn.it (nella stessa città vi sono molti altri musei su movimenti artistici correlati, quali Casa d’arte futurista de Pero
Tutto comincia immaginando di entrare in un luogo “in punta di piedi”, scegliendo consapevolmente come, dove e perché ci si muove nel mondo. Un approccio rispettoso per i luoghi visitati, per le persone che li abitano, per le culture locali e l’ambiente naturale. Anche l’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) ha dato la sua definizione, dicendo che si tratta di un turismo che: “riduce al minimo gli impatti negativi economici, ambientali e sociali, massimizzando al contempo i benefici per le comunità locali”. In pratica? Significa disincentivare il mordi e fuggi, dare sostegno agli artigiani ed alle attività del territorio, spingere ad informarsi prima di partire, invitare a lasciare tutto com’era, come ci ha accolto. Significa far parte di qualcosa, non solo essere lì, tornando a casa con un bagaglio carico di ricordi e a impatto zero.
Venezia, il Veneto, l’Italia, il Mondo: territori da scoprire con rispetto.
Il turismo sta aprendo frontiere e possibilità nuove, soprattutto in quelle aree d’Italia dove fino a poco fa era solo una nicchia economica. Oggi, borghi dimenticati, cammini antichi e paesaggi rurali tornano protagonisti grazie a un turismo più lento e consapevole.
Anche il Veneto si muove in questa direzione: l’Isola di Pellestrina, le Colline del Prosecco il Delta del Po, fino ai Cammini Veneti, sempre più persone scelgono esperienze autentiche e a basso impatto. Viaggiare con rispetto, qui, significa valorizzare le comunità locali, sostenere l’economia del territorio e lasciarsi guidare da curiosità e gentilezza.
La sintonia col mondo circostante in quel di Pienza – Toscana
Venezia: tra sogno, fragilità e rinascita
Venezia è tra le città più visitate al mondo, ma anche tra le più fragili. Il turismo di massa, se non gestito con cura, rischia di svuotarla di senso e identità. Eppure, esiste un’altra Venezia: silenziosa, autentica, fatta di sestieri, cortili, orti nascosti e storie da ascoltare.
Con la serie “I Segreti di Venezia”, ho voluto proprio invitare chi legge a scoprire quella Venezia minore – che minore non è. Un invito a rallentare, a guardare con occhi diversi, a camminare con rispetto. Perché ogni calle, ogni pietra, ogni leggenda, è parte viva di un equilibrio da proteggere.
Il Big Bang dei Contenuti Online
Il Big Bang digitale è scoccato con l’esplosione di contenuti online: dai selfie casuali ai blog tematici, dai video su YouTube ai reel dei viaggiatori. Basta un pizzico di Google e un po’ di pazienza per raggiungere qualsiasi angolo del mondo, virtualmente o fisicamente.
Siamo tutti, in qualche modo, parte di una narrazione collettiva, una competizione non dichiarata dove ognuno cerca di raccontare e rivelare i tesori nascosti della nostra penisola. Ma se questo slancio nasce da un approccio autentico, rispettoso, scevro da vanità e consumo distratto, allora può ancora fare la differenza. Anche adesso, anche in questa fase del nostro tempo.
Cerchiamo il contatto con l’ecosistema che visitiamo
L’ombra del turismo frivolo:
Da un movimento all’apparenza innocente, nasce anche l’altra faccia della medaglia: un turismo frivolo, invadente, talvolta irrispettoso. Troppo spesso si trascina dietro comportamenti che ledono l’ambiente e mettono a disagio le comunità locali.
La moneta del rispetto
Non esiste compenso in grado di sanare i danni arrecati a un ecosistema — sia esso naturale, sociale o culturale. L’unica vera moneta accettata è il rispetto, da esercitare prima di pretenderlo dagli altri.
Logistica e responsabilità
Le città devono garantire trasporti equi ed efficienti, sia per residenti che per turisti, includendo soluzioni accessibili anche per persone con disabilità. Serve una cittadinanza vigile e partecipativa, pronta a sollevare la voce e “strattonare le giacche” di chi prende decisioni, affinché il diritto alla vivibilità e all’accessibilità non venga calpestato. Ma cosa può fare concretamente un turista? Può scegliere itinerari sostenibili che evitino di congestionare le risorse di chi, in quel “museo a cielo aperto”, vive, lavora e sogna. A Venezia, ad esempio, molti luoghi sono accessibili a tutti e spesso si rivelano ancora più affascinanti da godere a piedi, camminando con calma e rispetto. Prediligere la mobilità dolce, evitare gli orari di punta e sostenere le attività locali sono piccoli gesti che, sommati, fanno la differenza nel preservare l’equilibrio di luoghi così fragili.
Il valore di una meta turistica
Una destinazione acquista valore solo quando c’è un equilibrio autentico tra ciò che offre e le aspettative di chi la visita. Senza questo incastro fondamentale, ogni discussione su sostenibilità e accoglienza rischia di perdere di significato.
Chi è il Turista?
Il turista è chi viaggia per svago o per cultura, spinto dalla curiosità e dalla voglia di scoperta. Ma non può più essere solo un osservatore: diventa parte del luogo che attraversa, almeno per un momento. In questo ruolo, può agire come un agente positivo o, al contrario, diventare un “inquinante” per l’ambiente e il tessuto sociale, se la sua presenza non è guidata dal rispetto e dalla consapevolezza.
Cosa si aspetta la meta dal turista?
E se invertissimo la prospettiva? Ogni luogo, comunità e paesaggio ha le proprie aspettative nei confronti di chi li visita. Riconoscerle significa aprire la porta a un dialogo autentico, dove viaggiatori e residenti si incontrano con rispetto reciproco, costruendo insieme un’esperienza di convivenza armoniosa e sostenibile.
entrarein contattocon l’ambiente
Il Galateo del Turista Responsabile
Ecco alcune semplici regole che ogni viaggiatore dotato di cuore dovrebbe portare con sé, ovunque vada:
Adattamento culturale Adattati agli usi e costumi locali, senza imporre le tue abitudini.
Decoro e sostegno locale Sii decoroso e scegli di sostenere le piccole realtà del posto.
Rispetto per il pianeta Il luogo che visiti fa parte della tua stessa casa: la Terra.
Confronto e scoperta Apriti all’universo che stai esplorando e ascolta chi lo abita.
Gestione dei rifiuti Non lasciare tracce barbare del tuo passaggio.
Considerazione per gli altri Pensa al prossimo in ogni tua azione, anche la più piccola.
Mantenere la calma Qualcosa potrebbe non piacerti: respira, sorridi, vai oltre.
Cortesia nei luoghi stretti Fatti da parte, letteralmente: è un gesto piccolo ma significativo.
Preferenza per il locale Prediligi trasporti pubblici e attività ricettive del territorio.
Onestà nelle recensioni Le parole contano: sii onesto ma costruttivo nei tuoi giudizi.
Moderazione del volume La tua voce è bella, la tua musica anche. Ma c’è chi vuole ascoltare il silenzio.
Altruismo fotografico Le tue foto saranno meravigliose, ma il paesaggio appartiene a tutti.
Protezione dei tesori Non portarti via pezzi di paese per riempire una vetrina.
Feedback costruttivo Se puoi, sostieni le battaglie giuste dei residenti.
Riflessione post-viaggio Ringrazia, rifletti, custodisci dentro di te la bellezza scoperta.
In conclusione:
Viaggiare non è solo spostarsi da un luogo all’altro, ma entrare in relazione con ciò che si incontra. Ogni passo può diventare un atto di rispetto e cura, ogni gesto un seme di consapevolezza. Solo così il viaggio si trasforma in un’esperienza autentica, che arricchisce chi parte e chi accoglie. Custodire i luoghi che visitiamo significa anche prenderci cura del futuro, perché il rispetto di oggi è il patrimonio di domani. Scegliere di viaggiare con cuore è l’invito più bello che possiamo farci.
Chioggia e Sottomarina,
sorelle collegate da ponti di materia e storia, culla di tradizioni immemori e di eventi del nostro passato (la Guerra di Chioggia – Venezia vs. Genova).
Questo territorio fonde svariate sfumature che vanno dalla pesca alla cucina tradizionale, passando per il legame a distanza con Venezia.
Chioggia e Sottomarina sono unite da un ponte, nel mezzo del quale troviamo inoltre l’isola dell’Unione, un nome simbolico di una terra di mezzo tra due mondi così vicini, ma così lontani.
La prima è la bacheca delle tradizioni, la seconda del turismo balneare per eccellenza.
Scopritele in questo video e mi raccomando, condividete!
Erano i primi anni ’90, quando partiva quella sigla, ma non solo, anche molte altre, la mia attenzione si discostava da qualsiasi cosa, era l’ora dei cartoni animati, l’ora di Voltron, l’ora di guardare Junior Tv.
E’ vero, tra i robot, vi è l’imbarazzo della scelta, ma, come tutti, avevo il mio preferito: Voltron appunto.
Grazie a Brickset per l’immagine della versione Lego di Voltron
Tra le curiosità connesse con questo difensore dell’universo “born in the usa” va sicuramente citato il fatto che lui sia “figlio” della fusione di due serie precedentemente realizzate in Giappone: Armored Fleet Dairugger XV e Golion.
L’edizione italiana comprende 52 puntate dapprima trasmesse dai canali Mediaset (Canale 5 esordì infatti con Golion per poi puntare sulla versione americana).
Successivamente fu il turno appunto di Junior Tv di divulgare queste storie fantastiche.
Oggi, a distanza di oltre 35 anni dall’esordio, la leggenda di questo robot continua nei ricordi della generazione ’80 e ’90 e a tal proposito, come potrei non dirlo, recentemente Lego ha tributato un enorme onore ai fan di questa serie, eccolo: Voltron by Lego.
Sembra una cosa folle, probabilmente lo è, ma è risaputo ormai che spesso la fantasia debba miscelarsi con ingredienti “esplosivi” per avere un impatto sul pubblico.
Cos’è exploding kittens? E’ un gioco da tavolo realizzato con 56 carte da gioco ironicamente illustrate con vari esemplari animali.
Come i creatori stessi lo definiscono: si tratta di una versione altamente strategica e potentemente felina della roulette russa.
La iconica confezione del gioco
I giocatori pescano carte fino a quando qualcuno non pesca una carta Exploding Kitten: a quel punto quel qualcuno esplode, è eliminato, è fuori dal gioco. A meno che quel giocatore non abbia una carta Disinnesgatto nella propria mano che possa disinnescare la carta Exploding Kitten come farebbero anche i puntatori laser, i grattini sulla pancia o i sandwich di erba gatta.
Tutte le rimanenti carte nel mazzo vengono usate per spostare, attenuare o evitare le carte Exploding Kitten.