Tutti abbiamo un oggetto della nostra infanzia o gioventù che ci riporta a ricordi felici, nella maggior parte dei casi oggi non fa più parte della nostra vita. Alcuni li hanno rotti, altri buttati via, ma se ne fossimo ancora in possesso potremmo ricavarne qualcosa.
La nuova rubrica di trarealtaesogno.com – @quantovaleoggi
Proprio da questo moto interiore nasce la nuova rubrica che vuole rispondere alla curiosità intorno ad alcuni oggetti iconici passati per le nostre mani fino a poche decine di anni fa.
Parleremo di videogame, computer, elettronica e non solo.
Io sono Edoardo, fondatore di trarealtaesogno.com e la mia missione è di farvi scoprire: “Quanto vale oggi?”
Perchè il Tesoro si nasconde in soffitta
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Sono nato nell’agosto del 1983, alla radio a quei tempi passavano di continuo I just called to say I love you di Stevie Wonder, il Mondo correva veloce, ieri come oggi, certo la percezione è cambiata, ma ogni epoca corre a modo suo.
Sono cresciuto circondato dall’embrione delle tecnologie che, oggi, ci permettono di comunicare a 360° in pochi istanti, ma dove, forse, il valore di ogni singola parola “spesa” era diverso, maggiore, più ponderato.
Una telefonata variava di costo a seconda della durata, Voltron trionfava in tv, una canzone si ascoltava sul vinile o in musicassetta o si aspettava per giorni che passassero i Queen alla radio per registrare il brano, maledicendo prontamente il Dj in questione che, ovviamente, avrà parlato all’inizio od alla fine del brano, rovinando il nostro capolavoro. Le pendrive non si poteva immaginare cosa fossero e Super Mario era il nostro eroe del cuore.
C’è chi dice “cosa ne sanno i 2000?” e forse non ha del tutto torto, ma, senza dilungarmi oltre, mi aggancio proprio a questo numero per parlarvi di me e di quando ho cominciato a scrivere.
Correva il 1999, avevo 16 anni, crescere a prescindere dal contesto in cui si è inseriti non è mai facile, accettarsi per ciò che si è, di certo, non è da tutti ed eccoci dunque alla grande ricerca di una valvola di sfogo.
Agosto 2000
Il mindset di un teenager non è mai “omogeneo”, vi sono scoperte, cambiamenti, collisioni e successi. Si diventa come una pentola a pressione dove, senza la giusta valvola, si rischia di esplodere. E il botto spesso è interiore, specie per chi ha una sensibilità maggiore di altri.
Fu così che, fortuna volle, provai a scrivere una poesia, figlia delle sensazioni che mi portavo dentro, uno sfogo che, come la valvola della pentola a pressione appunto, mi ha permesso di scoprire un modo di rendere manifeste a me stesso e ad una cerchia ristretta di persone le mie emozioni, nel bene e nel male.
Da questo momento il mio “flow” poetico non si è più fermato, ecco la primissima che scrissi:
IL GUARDIANO DEL FARO Il guardiano del faro uomo solo e abbandonato a sé; a cui nulla è più caro e che tutto del suo passato ha dimenticato.
Vecchio e stanco scruta il mare rumoroso e bianco che le nuvole stanno a guardare.
Già le nuvole che vedono questo cielo in Terra che vorrebbero coprire, invano.
Così il vecchio non si lascia coprire dalle nubi della solitudine che lo circondano.
In quest’opera, acerba ma intensa, si intravedono le crepe delle insicurezze, dell’accettazione, ma al contempo il senso del viatico obbligato verso il domani, di certo più sereno, grazie alla consapevolezza che, oggi riesco a definire in tal senso, ma che all’epoca era solo un vaporoso orizzonte di incognite.
Le poesie dunque sin da allora sono diventate il mio modo di scrivere a e di me stesso, del bene che percepivo e del male che vivevo.
Allego altri esempi di queste acerbe poesie, più di 100 in archivio, che forse un giorno ritroverò il coraggio di condividere come ho fatto con il mio “nuovo ciclo” cioè i: KOMOREBI.
Ve ne faccio assaggiare sei, solo per voi:
PARTECIPE DEL TUTTO com’è bello aprire gli occhi e vedere il mondo come nessuno l’ha potuto vedere prima com’è bello respirare un’aere nuova e sentire nuvole ricolme di sole entrare dal naso ed uscire come luce da tutto il mio essere sentirsi leggeri volare tra gli stormi e udir il lor cantare com’è bello carezzare i prati in fiore e sentire il lieve palpito naturale scorrere tra mano e mondo abbracciato dal profumo dell’infinito com’è bello arcobaleno inizia in terra finisce in cielo dove gli angeli alati lo sorreggono per noi vorrei essere solo occhi e sensazioni solo così sarei partecipe del tutto.
LAGUNA luogo incantevole a parole indescrivibile in cui si tuffa il sole del quale rifletti il colore mentre tramonta e ci fa l’occhiolino dal pelo dell’acqua; ci son giorni in cui sembri oro altri in cui sei smeraldo altri in cui non c’Ë orizzonte e tu sei azzurra come il cielo e gli stormi di candidi gabbiani son le tue nuvole una cosa in te non cambia mai è la tua bellezza…
FELICITA’ Dopo aver bevuto Questo drink di felicitá Scrivo versi controvento giá bruciati al sole Senza sapere come Sono caduto in questa situazione Solo agire col cuore Senza far passare dalla mente Qualunque azione o decisione Stringo nel mio pugno forte il cuore Che ha preso spontaneamente a volare Senza sapere realmente dove voleva andare Mi pingo la faccia di un colorato sguardo E faccio esplodere cromia ov’era apatia Mi perdo di me alla ricerca di alcunchè Giaccio felice nel fluire della vita E sorrido, perché il sorriso in volto È la porta aperta alla felicitá ventura
SILENZIO prova a fare silenzio dentro di te prova ad ascoltare ciò che il silenzio sa dire solo nel silenzio interiore troverai le risposte che cerchi perchè nel silenzio parla il cuore e il cuore sa cosa è bene per te ascolta il silenzio cerca di cogliere il passare delle emozioni fatti travolgere dai ricordi poi trova quegli istanti che han lasciato i solchi più profondi nel tuo cuore e segui la via indicata se ti condurrà alla luce urla al mondo la tua gioia
SOGNI VAGABONDI guardo alla mia vita sogni e desideri scorrono nello specchio dei ricordi poi d’un tratto mi rendo conto che un’immagine nuova ha sconvolto un giorno nel quale scorgo un istante tra tutti gli altri un frammento di vita ha cambiato tutto Rivelandosi fondamentale così come nel vuoto si creano prospettive così nella mia vita si genera amore i sogni dapprima vagabondi ora sanno tutti dove andare in un luogo tra battito e cuore a pochi passi dall’anima alla velocità della luce vorrei avere dei ricordi con te perché ora che ti ho scoperto sei già il sogno del mio destino e sento quanto manchi in tutti i ricordi che ti precedono
SEDUTO SULLA LUNA seduto sulla luna circondato di vuoto e candide polveri sono guardo intorno cerco il sole ma mi è nascosto la mia vecchia dimora lo eclissa; è la terra la guardo da lontano il mondo che un tempo mi apparteneva il mondo cui io stesso appartenevo seduto sono sulla luna forse sto sognando eppure non sento nostalgia perchè la terra che da qui vedo pienamente in luci e tante ombre non era più casa mia.
Cari Amici e care amiche, grazie per la vostra attenzione, spero di avervi raccontato ancora una volta qualcosa di me, senza filtri, senza censure e, con un pizzico di poesia.
Moltissime persone si chiedono: “Come raggiungere Pellestrina?” Ecco la guida che stavate aspettando.
Per raggiungere Pellestrina ci sono diverse opzioni: si può passare prima per il Lido di Venezia (2 ferry-boat) o direttamente da Chioggia (vaporetto). Tuttavia, esiste una terza modalità recentemente introdotta che scoprirete a breve.
Le Linee ACTV coinvolte nel primo caso sono la 17 e poi la 11 con i relativi costi (cliccando sui numeri trovate i link agli orari). Nel secondo caso, utilizzerete solo la linea 11 nel tragitto da Chioggia.
Tenete presente, però, che se intendete arrivare in bicicletta, potrebbe non essere sempre facile imbarcarsi, specialmente nel caso del vaporetto da Chioggia. Nei weekend e nei giorni di picco, l’isola viene letteralmente presa d’assalto.
Sappiate che esistono due noleggi di biciclette locali che, se contattati con il giusto anticipo, possono salvarvi da attese impreviste. Inoltre, con Apetours c’è una nuova possibilità tutta da scoprire:
Ma ricordate, Pellestrina è un territorio unico, come tanti della bellissima Italia. Va rispettato, così come rispetteremo chi ci vive. Sempre. A tal proposito: Come essere dei turisti responsabili?
Grazie per l’attenzione, cari lettori e care lettrici.
Sono passati poco più di due decenni da quando Napster ha sconvolto le nostre vite, le nostre abitudini, rivelandosi essere il vero e proprio incipit di una rivoluzione che ha sfiorato tutti i settori dell’intrattenimento multimediale, connettendo tra loro milioni di utenti in tutto il mondo. Un big bang che, nonostante le mille opposizioni prestate dai vari player in gioco, non si è mai arrestato completamente. Anche oggi infatti, che le opzioni legali sono infinitamente superiori per numero e convenienza rispetto ad un tempo, il mercato sotterraneo continua a vantare soluzioni “creative” per ottenere qualsiasi cosa.
Ma veniamo al dunque, sapete cosa sia una Dead drop Usb o ne avete mai vista/incontrata una?
Una DDU ovvero Dead Drop Usb è un sistema di condivisione di archivi e file totalmente offline, si avete letto bene, esiste un “circuito” di offline file sharing, viene installato direttamente nel cemento e quindi nei muri, si avete letto bene, pendrive o hard disk incastonati nel cemento! Il creatore di questo movimento stesso lo definisce così:
“Porta i tuoi file offline, cementali! Le Dead Drop sono un sistema di condivisione di file offline ed anonimo svolto in spazi pubblici”.
Alcune DDU sparse tra Londra, Milano e Roma (immagini dal sito https://deaddrops.com)
Chi è stato ad inventarle?
Il merito di questa iniziativa è di Aram Bartholl, un artista tedesco che nel 2010 idea un progetto di partecipazione da far sbocciare in cinque location di New York rendendo accessibili a tutti delle pendrive cementate. Ciascuna di queste venne installata ove previsto completamente vuota ad eccezione di un file di testo (il classico .txt) contente le istruzioni e le regole del progetto. Un invito dunque a scoprire ciò che viene condiviso e a condividere file. Ad oggi nel Mondo esistono migliaia di queste pendrive, ad ogni angolo, letteralmente, del globo.
Ma voi, vi fidereste?
La domanda non ha una risposta semplice, ma di buonsenso, infatti attraverso una pendrive noi, collegandoci, potremmo prestare il fianco ad un attacco hacker e, mettere a rischio dati personali/sensibili. Dunque meglio collegare un pc ben protetto da antivirus o, meglio, su cui gli eventuali danni possano non risultare cospicui (un vecchio pc in disuso magari svuotato dei dati personali). Vale sempre il vecchio adagio: “Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio” (:
Ok, so che avete capito, volete sapere come e dove trovarle?
La cosa è meno difficile di quanto crediate, nel Mondo ci sono, come dicevo poco sopra, migliaia di queste memorie, circa 2200 DDU che offrono ~ 66387 GB di spazio disponibile complessivo. Tutte quelle conosciute sono qui censite: DATABASE MONDIALE DDU.
Cos’è il “manifesto” delle DDU?
Ecco la traduzione in italiano del messaggio originale di Aram per i fruitori delle sue primissime Dead Drop, il vero e proprio “Manifesto” con le linee guida per gli aderenti:
Il manifesto “Dead Drops” Dead Drops è una rete di scambio anonima, non in linea e “PEER to PEER” (P2P) attraverso luoghi pubblici. Chiunque può accedere a Dead Drops e chiunque può installare un Dead Drop nella propria regione o città. Un Dead Drop deve essere accessibile a tutti. Un Dead Drop in un edificio chiuso al pubblico o in un luogo privato con accesso limitato o temporaneo non è un Dead Drop. Un vero Dead Drop è una periferica di archiviazione di massa di lettura/scrittura senza un software di accesso preinstallato. I Dead Drops non hanno bisogno di essere sincronizzati o connessi tra di loro. Ogni Dead Drop ha un’esistenza autonoma. Un bel Dead Drop mostra solo il pezzo di metallo del connettore A-USB ed è cementato in un muro. Difficilmente dà nell’occhio. Un Dead Drop non ha bisogno di cavi o di tecnologia wireless. Condividere file offline al massimo richiede inginocchiarsi per terra o sporcarsi la giacca sul muro. Un Dead Drop è un supporto USB nudo, autoalimentato, integrato nella città, il vero e solo spazio pubblico. In un’era di crescente delocalizzazione dei file e bizzarri congegni senza accesso a file locali, abbiamo bisogno di ridare un senso alla libertà e alla distribuzione dei dati. Il movimento Dead Drops è stato pensato per cambiare! Diffondi i tuoi dati nel cemento! Crea il tuo Dead Drop! Rimaterializza ora i tuoi files!
Aram Bartholl, 2010
Uno screenshot del file contenuto nelle chiavette che ci richiama alle responsabilità correlate al loro utilizzo (fonte: deaddrops.com)
Come creare la tua prima DDU:
Il movimento come si intuisce è aperto alla partecipazione, chiunque può creare, installare e segnalare la sua DDU, l’aspetto fondamentale è rispettare il “manifesto” e seguire le seguenti istruzioni:
Avvolgila nel nastro adesivo per creare uno strato protettivo
Scarica il file readme.txt ed il manifesto qui disponibile in varie lingue: eng, french, esp, port, russ, dutch, ger, ita, chin, czech , modifica autore, crediti e data e copialo nella memoria che condividerai nel cemento.
Usa il cemento a presa rapida sul foro o nella crepa che hai scelto per la tua chiavetta.
Sistema il tutto al meglio e rimedia ad eventuali danni.
Accertati che un laptop si riesca a collegare anche senza una prolunga, non tutti la porteranno con sé.
Considera un posizionamento che permetta di essere accessibile a qualsiasi prospettiva di un laptop, cioè che si possa collegare a prescindere dal punto in cui sono collocate le porte usb.
Se vuoi puoi usare lo stucco per fissare meglio il tutto.
Scatta 3 belle foto! – Fai vedere la zona della città, dei dettagli dell’edificio e di quelli vicini. – Avvicinati al punto in cui hai collocato la memoria, più o meno a metà della distanza iniziale. – Fai una foto ravvicinata in cui si riconosca la Dead Drop Usb.
Spero di avervi incuriosito, ricordate che Trarealtaesogno vuole riportarvi notizie curiose dal Mondo on & off line, ma non è da ritenersi responsabile per eventuali danni cagionati da un uso improprio di quanto riportato nell’articolo stesso. Ricordate dunque che, come in tutte le cose, il buonsenso deve essere la vostra prima guida in assoluto.