Komorebi – Dove la luce filtra e l’anima respira

Komorebi non è parola. È il respiro che il sole ruba alle foglie quando sceglie di attraversarle. Luce che si fa lama gentile, ferisce l’ombra e – per un istante solo – rivela: noi, nudi sotto la corteccia del giorno.

Nasce da lì la mia voce: da un riflesso sul canale, da un verso che il vento di laguna mi ha strappato dal petto mentre nascondevo me stesso tra calli silenziose.

Scopri il momento e il motivo che hanno fatto nascere la mia passione per la scrittura

copertina del libro komorebi di edoardo scarpa @trarealtaesogno

Komorebi, ovvero un’esperienza unica:

Ogni Komorebi è filtrare. Pensieri che premono contro l’esistenza, trovano crepa, e illuminano – un attimo, non di più.

Komorebi, ovvero un’Esperienza Unica

Questa foresta non si chiude tra copertine. Duecento raggi già impressi in due volumi; cinquecento l’orizzonte che inseguo per racchiuderli in un unico cielo di carta. Ogni verso ha attraversato me prima di sfiorarti.

Lascia che la luce ti trovi. Qui sotto, un’anteprima gratuita – un assaggio di foresta: [Tuffati nella sinfonia di Komorebi → Anteprima PDF]

E se un raggio ti ha sfiorato, portalo via con te. O lascialo andare: su un muro screpolato, una panchina bagnata di rugiada lagunare, perché un altro sguardo lo raccolga.

Komorebi non finisce sulla pagina. Continua quando qualcuno la tocca, la guarda, la lascia volare via. Sono anche le #poesieappese: versi che si arrendono al mondo, in attesa di occhi sconosciuti.

Desideri dieci di questi frammenti? Stampati, pronti a essere appesi o abbandonati. Spediti gratuitamente verso il tuo indirizzo – un piccolo bosco che viaggia verso di te.
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Se la foresta ti chiama ancora, scendi più a fondo: [nel cuore di Komorebi]
o nel corso di poesia gratuito nato da questi stessi raggi.
Che la luce continui a filtrare, anche attraverso le tue dita.
Edoardo

Komorebi (木漏れ日): la luce delicata che si insinua tra le fronde, un istante breve ma intenso, che cattura l’anima fugace come raggi danzanti tra le foglie di un bosco.

#poesieappese ovvero i Komorebi: La Gioia di Condividere Emozioni

Mi sono dato un obiettivo. Spinto da un mondo sempre più frenetico, qualche anno fa ho creato una nuova declinazione della mia forma poetica, decretando così la nascita di un nuovo filone che cerca di catturare la bellezza e la serenità del tutto. Questa essenza l’ho riconosciuta nella metafora dell’effimera luce filtrata tra le foglie degli alberi, nota come “Komorebi” in giapponese. Oltre alla pubblicazione di due raccolte da 100 poesie, sono solito appendere e, dunque, “abbandonarne” alcune in giro per città, boschi, parchi, insomma, ovunque. Qual è il senso di questa azione? In questo articolo, esploreremo senso intimo dietro questa pratica e il legame tra il Komorebi e la creazione artistica.

Origini delle Poesie Abbandonate: Le poesie “Komorebi” e la pratica di abbandonarle hanno radici antiche in molte culture, da antichi haiku giapponesi a graffiti poetici nelle strade delle città moderne. Questa tradizione di condividere l’arte con il mondo è un richiamo all’essenza stessa dell’arte: la condivisione di emozioni e pensieri con gli altri. Non esiste infatti emozione senza condivisione della stessa.

Il Significato di “Abbandonare” le Poesie: La pratica di abbandonare appendendole le poesie è una dichiarazione d’amore incondizionata per l’arte e la bellezza che ci circonda e che deve poter cogliere tutti di sorpresa, proprio come un colpo di fulmine. È un atto di altruismo artistico, un modo per ispirare e sorprendere chiunque incontri queste parole. Quando abbandoni una poesia, stai donando un pezzo del tuo cuore e della tua creatività al mondo.

Il Legame tra Komorebi e le Poesie: Il komorebi di per sé è già di suo pura poesia, con la sua luce delicata che filtra tra gli alberi, è un simbolo potentissimo ed evocativo. Rappresenta la connessione tra la natura che si fa arte e l’umanità che ne coglie l’essenza, riconciliandoci alla fugace bellezza che possiamo trovare nelle cose più semplici. Questo legame si riflette nelle poesie, che spesso catturano momenti di introspezione e contemplazione.

Elementi Poetici Caratteristici: Le poesie “Komorebi” sono caratterizzate dall’uso di immagini suggestive, simbolismo e ritmi vari ed intensi. Ogni parola è accuratamente scelta per cristallizzare l’essenza di istanti altrimenti fugaci e trasmettere un senso di meraviglia.

Impatto dell’Ambiente: L’ambiente circostante ha un ruolo fondamentale nel completamento di questo progetto poetico. Le poesie nascono e pongono radici nel dovunque: nell’attesa di un semaforo rosso, nella carezza di una madre, nel canto di un passerotto o nel riverbero interiore del mare. Non esiste un luogo ideale o una emozione perfetta, i Komorebi parlano di ogni cosa e riverberano in ogni sfumatura emotiva.

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Esempi di Poesie Appese e, dunque, Abbandonate in giro:

Vuoi portare anche tu un po’ di Komorebi nelle strade, nei parchi o semplicemente tra le mura di casa?

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Conclusioni: In conclusione le poesie “Komorebi” ci ricordano la bellezza nel mondo che spesso passa inosservata. L’atto di abbandonare queste poesie è una forma di connessione umana, un modo per condividere e celebrare la bellezza della vita, suscitando in chi legge emozioni e suggestioni magiche. Spero che leggendo questo articolo, anche tu, possa essere ispirato a condividere la tua creatività con il mondo, illuminando la vita di coloro che incontreranno le tue parole o, più semplicemente, che tu possa riconoscere una mia opera appesa da qualche parte in attesa del tuo sguardo.

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Il pudore della Poesia: il dilemma nascosto dei poeti

Tanti, tantissimi Poeti, quelli “nel cassetto”, quelli “in erba” ed anche quelli più quotati o affermati, se non ora, almeno una volta nella loro vita han patito di una strana “sindrome” che ho fantasiosamente chiamato: “Il Pudore della Poesia”.

Ma come si potrebbe definire in sintesi il Pudore della Poesia?
Sappiatelo, per rispondere è necessario immedesimarsi in una autrice che adoro e che, certamente, è una esperta su questo tema; ho immaginato dunque di spedire un sms a Emily Dickinson, certo di ottenere la giusta risposta che condivido con voi.

“Ciao Emily! Sono affascinato/a dalla tua poesia. Puoi parlarmi del ‘pudore della poesia’ in poche parole? Grazie! 😊”
Emily: “Cuore in versi sussurra segreti, poesia nascosta, timore di mostrar l’anima. Silenzio custodisce emozioni, parole troppo fragili per danzare in luce.”

Quindi, parafrasando le parole che ho immaginato avrebbe potuto pronunciare la poetessa:
la poesia stessa viene nascosta, poiché i poeti spesso temono di rivelare pienamente la loro anima e i loro sentimenti più intimi. Il silenzio funge da custode di queste emozioni, seppur amplificandole, poiché alcune parole sono troppo fragili e vulnerabili per essere esposte in tutta la loro essenza e bellezza alla luce del mondo esterno.

Quindi ci vuole coraggio per essere poeti?
Sì, perché attraverso la poesia si sublimano emozioni e sentimenti, anche intimi, che non sempre siamo in grado di domare quando ci colgono e che non tutti amano condividere dando l’impressione di emettere il sentore di una presunta vulnerabilità. Le parole, nella loro perfetta imperfezione non contengono ciascuna sfumatura di ogni emozione esistente e dunque non sempre arrivano a tutti come l’autore desidera. E poi, dopo la prima approvazione, si può maturare la paura del giudizio della propria scrittura poetica da parte del proprio pubblico o peggio, si può scrivere per compiacerlo e non per donarsi in frammenti d’anima cristallini secondo i moti interiori.

Mi stai dicendo che, forse, le poesie più belle non le leggeremo mai?
Ebbene sì, è probabile, basti pensare che proprio la sopracitata Emily Dickinson ha nascosto la maggior parte delle sue opere in un vano dello scrittoio della sua stanza. Lei era nota solo a un ristretto gruppo di amici e parenti durante la sua vita e aveva una predilezione per la privacy che alla luce delle mie considerazioni si potrebbe definire “Pudore della Poesia”. Solamente dopo la sua morte, nel 1886, sua sorella Lavinia trovò un grande numero di manoscritti di ancora nascosti.

Dunque la vulnerabilità emotiva è un limite ed al contempo un ingrediente fondamentale per un Poeta? Il pudore è ciò che lo rende autentico?
Sì, la vulnerabilità apre, abbraccia, connette l’autore e la sua sensibilità al pubblico. Ne determina la forza autentica. Quello che pare un limite, dunque, in realtà è la finestra che si spalanca sul paesaggio interiore dell’autore. Il poeta vive con emozioni in contrasto, come ossimori, la sua “debolezza“, ma questo infine lo rende più forte, quasi invincibile. Senza debolezza, paura e pudore la Poesia non avrebbe la forza di sgorgare in maniera così esplosiva verso il pubblico.

Come fa quindi il poeta a superare i suoi limiti?
Probabilmente fa come un uccellino, dapprima teme di volare, dunque di vivere e trascrivere le sue emozioni, fintanto che, improvvisamente domina le metafore dell’aria e compone senza sosta intorno alle sue emozioni. In questa prospettiva, la poesia diventa un’esperienza di crescita personale e di superamento di sé, dove il poeta abbraccia la sua vulnerabilità e trova libertà nell’arte di scrivere.

Concludendo dunque se ti senti a disagio a condividere le tue emozioni in forma poetica, se preferisci nascondere le tue opere, se temi il giudizio delle tue emozioni più intime o semplicemente temi di non poter scegliere parole adeguate alle tue emozioni, ebbene sì, potresti essere “afflitto” dal Pudore della Poesia. Al contempo però saresti come una conchiglia a cui accostare l’orecchio per sentire il mare, magari prima o poi qualcuno ne farà scaturire il suono poetico attraverso te.

Ed ora, fatemi ringraziare Emily con un sms che vorrei tanto poterle spedire:
“Grazie, Emily, per aver condiviso la tua poesia e il tuo cuore con il mondo. Sei un’ispirazione! 🙏❤️”
Cui immagino avrebbe risposto così:
“Un umile grazie, caro amico. Nelle parole intingo l’anima, come l’aurora che svela l’arrivo del giorno. Continua a scrutare il cuore ed a seguire le ali del pensiero. 🌻📜”

Ah, dimenticavo, la Poetessa vuole condividere con voi un altro piccolo segreto:
“In un segreto sorriso, progenie del Pudore della Poesia svelo, in vece dell’autore, l’esistenza di due volumi: ‘Komorebi – 100 pensieri con un pizzico di poesia’.
Con coraggio, se ne disponete, abbracciate l’anima delle sue parole, osate sfidare il pudore e immergetevi nel cuore di versi che non potranno che regalarvi, emozione. 🌹📚✍️”

Ti ringrazio per aver dedicato il tuo tempo alla lettura di questo articolo sulla “Sindrome del Pudore della Poesia”. Condividere le emozioni attraverso la poesia è un atto di coraggio e vulnerabilità. Sappi che ogni tanto appendo le mie opere in giro, se ne trovi una taggami, è semplice: Instagram –> @trarealtaesogno. Se ti sei ritrovato/a in queste parole o hai qualcosa da condividere riguardo al tema, ti invito a lasciare un commento o a condividere l’articolo con chi pensi possa essere interessato. Un abbraccio a tutti coloro che si lasciano ispirare dalla magia delle parole e dell’anima poetica. 🤗

Aggiornamento del 26/07/2023: come intuirai dall’immagine sottostante, comincia oggi l’opportunità di approfondire il tema della poesia con un piccolo corso. Spero di accompagnarti in un viaggio fantastico, sali a bordo e partiamo!

Scoprilo qui sotto: