I Segreti di Venezia: Il Palazzo Dimezzato – Sestiere di Cannaregio

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende ed unicità della città lagunare. Oggi vi racconterò un aneddoto incredibile e, come sempre, per intero nonostante ciò che lo rende un aneddoto sia il suo essere “metà”, incompleto dunque.

Contestualizziamo:

Vi ricordate la storia intorno a Riva de Biasio? Proprio qui, tra le due omonime fermate acquee del vaporetto che si incontrano procedendo dalla Stazione Ferroviaria Santa Lucia verso Piazza San Marco, scopriremo un altro aneddoto incredibile. L’edificio che vedete ritratto, infatti, non lo ammirerete mai. Cercate da ogni prospettiva, scendete all’una o all’altra fermata, arrivateci a piedi. Non lo vedrete. Lui, così come da foto, esiste solo in Photoshop. Non è una burla, garantito, il palazzo esiste, si chiama Palazzo Flangini e ne esiste realmente solo la metà destra.

La facciata immaginaria che vedremmo da Riva de Biasio

La bellezza dei Segreti di Venezia è che, tra piccoli e grandi, non si finisce mai di stupirsi di quanta storia si celi dietro e dentro ogni mattone, graffito, opera ed ingegno. Venezia si fa Arte, Storia e Autrice, in quest’ultimo caso di un romanzo appassionato, che racconta la sua anima.

La mia personale esperienza in questo luogo:

Si rimane sempre affascinati, quasi a bocca aperta, quando si notano alcuni dettagli per la prima volta, pur avendo visto e calpestato queste rive decine di volte. Lo sguardo parte da destra, segue le architetture, le balconate, le balaustre e poi, una brusca interruzione: rimane il cielo, e l’occhio, per proseguire, passa al palazzo di fianco, di certo bello, ma più piccolo e modesto.

La prima domanda, cercando informazioni da raccontare intorno a questo luogo, è: “Perché?”. Difficile dare una risposta esaustiva quanto precisa, ma, nel campo delle ipotesi, i motivi che potrebbero aver portato a non completare l’edificio potrebbero essere di questo tipo: la famiglia Flangini non riuscì ad acquistare la casa attigua per completare il palazzo? Una disputa tra fratelli, in cui uno demolì la metà spettante all’altro? La costruzione fu interrotta per mancanza di fondi? Non sapremo mai la verità, ma potremo tirare a sorte a chi, osservando, lancia l’opzione più verosimile o, al contrario, la più astrusa.

la vista dalla balaustra su Rio Sant’Anna

Scopriamo dunque il vero volto del Palazzo Dimezzato:

Ecco a Voi il palazzo nella sua parziale interezza, un ossimoro doveroso, che fa quasi un parallelismo metaforico con la trama de Il Visconte Dimezzato di Calvino. Ammiriamo un’opera davvero intrigante che, col suo mistero, diventa ancora più ricca di charme.

banner caccia al tesoro fotografica a venezia che linka all'articolo

In conclusione:

In conclusione, la storia di Palazzo Flangini, con la sua metà non realizzata, è uno degli innumerevoli tasselli che rendono Venezia unica e intrisa di mistero. Ogni angolo della città sembra raccontare un episodio incompleto, quasi sospeso nel tempo, invitando chi la visita a scrutare oltre la superficie. Venezia è un romanzo vivente, in cui l’incompiuto e il perfetto convivono in un equilibrio delicato. Continuare a scoprire questi segreti significa immergersi ogni volta in una narrazione senza fine, fatta di enigmi e bellezze celate.

Una raccomandazione: Siate Turisti Responsabili… altrimenti sapete che il Gobbo non aspetta altro che il vostro bacio.

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!

Vi aspetto con nuovi segreti e avventure ogni venerdì!

Vi siete persi gli articoli precedenti?

Non preoccupatevi, potete trovarli tutti cliccando QUI!

E, per non perdere le prossime pubblicazioni, seguitemi anche su Instagram!”

Leggete altre cose interessanti:

Le mie poesie “Komorebi”

Essere Giovani in una Città Sospesa nel Tempo, sfida o sogno?

Ticket di accesso a Venezia

Glossario toponomastico Veneziano

Come essere turisti responsabili

Come arrivare a Pellestrina

10 cose da fare a Pellestrina almeno una volta nella vita

Tutti gli articoli su Pellestrina

Burano comoda e a portata di Vaporetto

Chioggia & Sottomarina

I Segreti di Venezia: Il Supermercato nel Teatro – Cannaregio

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende e le unicità della città lagunare. Oggi esploreremo insieme un capitolo moderno della storia veneziana, che, tra opportunità e polemiche, racconta una vicenda cittadina figlia dei tempi in cui viviamo e dell’attrattiva economica che Venezia rappresenta.

Contestualizziamo:

Immaginiamo di essere dei turisti, scendiamo dal treno e prendiamo la “Lista di Spagna”, la Calle che troveremo a sinistra, vicino al Ponte degli Scalzi, dando le spalle alla stazione. Superato il suggestivo Campo San Geremia e attraversato il Ponte delle Guglie, proseguiamo lungo il “Rio Terà San Leonardo”. Dopo pochi passi, ci troviamo di fronte a un bivio: tre strade, tre possibili direzioni – sinistra, dritto, destra. Optiamo per la direzione dritta, e, dopo qualche metro, arriviamo in una piccola piazzetta. Qui, sulla sinistra, c’è qualcosa che voglio mostrarvi… osservate bene la foto qui sotto.

il Teatro Italia - oggi Supermercato Despar
il Teatro Italia – oggi Supermercato Despar

Un occhio privo di malizia riconoscerà la facciata di un teatro affascinante, ma, al di là delle apparenze, quell’edificio, dal 2016, dopo una trafila burocratica le cui venature polemiche non si sono ancora raffreddate, è stato trasformato in un supermercato di un noto marchio internazionale. Originariamente, il Teatro Italia fu costruito nel 1915 sotto la guida dell’Architetto Giovanni Sardi; al suo interno vanta affreschi di Alessandro Pomi e decorazioni interne curate da Guido Marussig, oltre ai portali in ferro battuto visibili nella foto, realizzati da Umberto Bellotto.

Polemiche a parte, va ricordato che l’edificio ha conosciuto alterne fortune: da teatro divenne cinema, poi, dopo un lungo periodo di chiusura, ospitò uffici universitari, fino ad oggi, dove, dopo un lungo restauro, è tornato a vivere come supermercato.

La mia personale esperienza in questo luogo e le voci cittadine su pro e contro:

È innegabile che entrare per togliersi la curiosità, prendere una bottiglia d’acqua o fare la spesa sia anzitutto un’esperienza. Il luogo trasuda tutta la sua storia, mette i brividi e, di certo, stimola il pensiero critico. Vedere prodotti di largo consumo, alimentari e non, accostati all’arte che li circonda è a tratti quasi shockante, specialmente nella zona ove si trovava il palco, ora calcato dal banco dei salumi. Lo ammetto, ci ho messo anni ad entrare e, sinceramente, l’ho fatto per raccontarvi questa storia; personalmente, senza alcuna polemica, faccio parte del “team” che lo preferisce immaginare come teatro.

La trasformazione dell’ex Cinema Italia in un supermercato ha acceso opinioni contrastanti. Molti residenti sentono che Venezia ha perso un luogo di aggregazione culturale e lamentano che il restauro, pur pregevole, abbia snaturato lo spirito originario dell’edificio, sostituendo la cultura con il consumismo. Altri, tuttavia, apprezzano la nuova vita del palazzo, che sarebbe potuto finire in declino o convertito in alloggi turistici, vedendo in questa operazione una cura responsabile del patrimonio storico. C’è anche chi, tra i commercianti, aspetta di capire l’impatto economico del supermercato sulla clientela locale, guardando al futuro con un misto di speranza e incertezza.

Rischio o opportunità?

Resta ovvio infine che, tra un inesorabile tracollo dell’edificio o questa soluzione, il male minore prevalga: ben venga dunque la tutela del patrimonio storico-artistico anche attraverso forme singolari, dove il connubio tra fatturato di un privato e cura dei beni artistici vanno a braccetto tra un detersivo in promozione e un affresco centenario. Rimango però dell’opinione che questo ossimoro visivo possa, alla lunga, danneggiare entrambi i fronti, in quanto un simile progetto apparirà sempre come un accostamento innaturale e figlio di esigenze troppo diverse per poter davvero convivere in totale armonia.

banner caccia al tesoro fotografica a venezia che linka all'articolo

In conclusione:

In conclusione, la trasformazione dell’ex Teatro Italia in supermercato rappresenta un esempio emblematico delle sfide e delle opportunità che Venezia deve affrontare nel bilanciare la preservazione del patrimonio storico con le esigenze economiche moderne. Questa vicenda solleva interrogativi sul futuro della cultura e dell’identità cittadina, invitando a riflettere su come tutelare l’unicità di Venezia in un contesto di cambiamento. La fusione tra arte e commercio, pur necessaria, richiede una gestione attenta per evitare che la bellezza storica venga soffocata dal consumismo. Solo attraverso un dialogo aperto tra residenti, commercianti e istituzioni si potrà garantire un futuro armonioso per la città. Sia mai che non ci mettano dei ledwall pubblicitari sul Campanile di San Marco, mica siamo a Times Square.

Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate e se avete già avuto l’opportunità di visitarlo!

Una raccomandazione: Siate Turisti Responsabili… altrimenti sapete che il Gobbo non aspetta altro che il vostro bacio.

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!

Vi aspetto con nuovi segreti e avventure ogni venerdì!

Vi siete persi gli articoli precedenti?

Non preoccupatevi, potete trovarli tutti cliccando QUI!

E, per non perdere le prossime pubblicazioni, seguitemi anche su Instagram!”

Leggete altre cose interessanti:

Le mie poesie “Komorebi”

Essere Giovani in una Città Sospesa nel Tempo, sfida o sogno?

Ticket di accesso a Venezia

Glossario toponomastico Veneziano

Come essere turisti responsabili

Come arrivare a Pellestrina

10 cose da fare a Pellestrina almeno una volta nella vita

Tutti gli articoli su Pellestrina

Burano comoda e a portata di Vaporetto

Chioggia & Sottomarina

I Segreti di Venezia: Intrecci di Toponomastica e Fede – Castello

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende ed unicità della città lagunare. Oggi vi porterò a scoprire un angolo meno conosciuto del sestiere di Castello, dove la toponomastica si intreccia con la fede e la storia.

Contestualizziamo:

Avete presente l’unica via di Venezia? Bravi! proprio Via Garibaldi, ci siamo passati quando abbiamo preso un Caffè alla Serra dei Giardini, non molto distante. Percorrendola tutta, giungeremo ad una balaustra in marmo che si affaccia su un Rio, quello di Sant’Anna. Mentre ci addentriamo tra le calli e le fondamenta di questa zona, scopriremo come i nomi non siano semplici etichette stradali, ma riflettano una profonda connessione con le tradizioni religiose e la vita quotidiana dei veneziani in un silente dialogo costruito ad arte.

la vista dalla balaustra su Rio Sant’Anna

È stata per me una scoperta casuale, uno di quei dettagli cui spesso non si fa caso, ma in questa zona il dialogo tra toponomastica e religione scorre sottile e sinuoso. Nel raggio di poche decine di metri infatti troveremo: Fondamenta Sant’Anna e Fondamenta San Gioacchino, noti per tradizione cattolica come i genitori di Maria, che scorrono parallele “guardandosi”. Poco più a sud compare anche la Fondamenta San Giuseppe con la chiesa a lui dedicata. Infine, a suggellare questo dialogo, segnalo la presenza del Canale di Sant’Anna, che sfocia direttamente presso l’Isolotto di San Pietro di Castello.

La mia personale esperienza in questo luogo:

È stato incredibile aggirarsi qui e notare, sussultando, questo dialogo silenzioso che si fa testimonianza vivida della incredibile vocazione religiosa dei veneziani attraverso i secoli. Certo, storie come quelle della Chiesa del Redentore, edificata per la liberazione dall’epidemia di peste che flagellò la città per due anni dall’estate del 1575 fino al luglio del 1577, sono molto più famose, ma la città di Venezia è ricolma di trame da scoprire, molte delle quali non compaiono in alcun libro. Via Garibaldi è un luogo magico, un quartiere veneziano che par figlio di un’atmosfera cittadina d’oltralpe quasi, una via nata dall’interramento di un canale che oggi ospita ristoranti, negozi e attività d’ogni genere. Inoltre, anche qui come a Dorsoduro, c’è una Barca della Frutta. Insomma, un luogo cittadino pieno di curiosità da scoprire.

Scoprire Venezia oltre il selfie

Come sapete, racconto sempre la città con l’entusiasmo che contraddistingue il piacere della scoperta, lasciandomi travolgere dai tratti essenziali di un luogo troppo spesso, ma in parte comprensibilmente, visitato come una mera meta da selfie. La speranza è sempre quella che qualcuno possa scoprire che la Storia di Venezia è stata scritta ben più lontano dal Campanile di San Marco o da Palazzo Ducale. Ogni Sestiere custodisce storie ricche di sfumature, tradizioni e leggende che affondano le radici nel passato. È una trama complessa, intessuta di vite vissute, di colori e di suoni che si mescolano, creando un affresco vibrante. La vera bellezza di Venezia non risiede solo nei suoi monumenti iconici, ma anche nelle strade meno battute, nei piccoli bacari e nei volti dei suoi abitanti, che ogni giorno scrivono un nuovo capitolo di questa straordinaria storia.

banner caccia al tesoro fotografica a venezia che linka all'articolo

In conclusione:

In conclusione, Venezia è un mosaico di storie e tradizioni che si svelano in ogni angolo della città. I nomi delle calli e delle fondamenta raccontano il passato e l’anima dei suoi abitanti. Non lasciatevi ingannare dai monumenti iconici; le vere meraviglie si trovano nelle strade meno battute. Ogni visita è un’opportunità per scoprire i segreti che rendono questa città unica. La magia di Venezia attende solo di essere scoperta.

Una raccomandazione: Siate Turisti Responsabili… altrimenti sapete che il Gobbo non aspetta altro che il vostro bacio.

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!

Vi aspetto con nuovi segreti e avventure ogni venerdì!

Vi siete persi gli articoli precedenti?

Non preoccupatevi, potete trovarli tutti cliccando QUI!

E, per non perdere le prossime pubblicazioni, seguitemi anche su Instagram!”

Leggete altre cose interessanti:

Le mie poesie “Komorebi”

Essere Giovani in una Città Sospesa nel Tempo, sfida o sogno?

Ticket di accesso a Venezia

Glossario toponomastico Veneziano

Come essere turisti responsabili

Come arrivare a Pellestrina

10 cose da fare a Pellestrina almeno una volta nella vita

Tutti gli articoli su Pellestrina

Burano comoda e a portata di Vaporetto

Chioggia & Sottomarina

I Segreti di Venezia: Sotoportego Zurlin, il più basso della città – Castello

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti storie e le unicità della città lagunare. Oggi sveleremo una curiosità che, se possibile, potrebbe trovare posto nel Guinness dei Primati, vi condurrò infatti alla scoperta del sottoportico più basso di tutta Venezia.

Come arrivare al Sotoportego Zurlin:

Partite da Piazza San Marco, attraversate il Ponte della Paglia (sì, è questo il nome del ponte da cui tutti ammirano il Ponte dei Sospiri) e incamminatevi lungo Riva degli Schiavoni. Ad un certo punto, attraversando il sesto ponte sulla sinistra, intravedrete l’Arsenale di Venezia: questo significa che siete a buon punto. Dopo il ponte successivo, sulla sinistra, comincerà Via Giuseppe Garibaldi, l’unica via di Venezia.

Percorretela tutta fino al punto in cui a destra diventa Fondamenta S. Anna e a sinistra Fondamenta S. Gioacchino; imboccate quest’ultima. Dopo pochi metri, sulla sinistra, vedrete Calle San Gioacchino, che, dopo una curva a gomito, vi condurrà a Fondamenta Riello. Qui, un altro ponte vi porterà all’omonima calle, al cui termine, girando a sinistra, vi farà scorgere Calle Ruga. Dopo pochi passi, vi troverete a Campo Ruga, dove, senza troppa difficoltà, scorgerete il sottoportico più basso della città di Venezia.

La mia personale esperienza in questo luogo:

Scoprire qualcosa di nuovo in una città così nota può sembrare, a volte, ingenuamente scontato, ma Venezia riesce sempre a sorprendermi. È stupefacente rendersi conto di quanto ingegno sia stato necessario per concepire ogni singolo dettaglio di questa straordinaria commistione di culture e stili. I veneziani, nati dalla necessità di un rifugio sicuro, hanno trasformato ciò che era solo un luogo ospitale in una gemma di rara bellezza. Raccontare questi dettagli è un onore, perché condividendo le mie scoperte, vi do l’opportunità di provare lo stesso stupore che ho vissuto io la prima volta che li ho visti.

Dovermi chinare per attraversare questo portico è stato un tributo, un gesto simbolico rivolto a tutta la città, carico di gratitudine. Non ci si può che chinare di fronte a Venezia per riconoscere la sua unicità, un’opportunità da vivere in un luogo intimo e riservato, ma che racconta storie preziose se affrontato con il giusto rispetto per chi ci vive attorno. La resilienza dei veneziani, evidente in ogni loro opera e soluzione ai problemi secolari, è un insegnamento che permea la città. Questo stesso impegno si riflette anche nelle sfide future a cui Venezia sarà chiamata ad affrontare.

banner caccia al tesoro fotografica a venezia che linka all'articolo

In conclusione:

In conclusione, visitare il Sotoportego Zurlin è un’esperienza che offre un nuovo sguardo su Venezia, lontano dai percorsi turistici più affollati. Questo angolo nascosto, con il suo portico così basso e affascinante, è una testimonianza della bellezza discreta e della resilienza della città. Spero che, seguendo le mie indicazioni e condividendo le mie emozioni, possiate anche voi scoprire e apprezzare questa gemma unica. Continuate a esplorare i segreti di Venezia, perché ogni angolo ha una storia da raccontare e merita di essere vissuto.

Una raccomandazione: Siate Turisti Responsabili… altrimenti sapete che il Gobbo non aspetta altro che il vostro bacio.

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!

Vi aspetto con nuovi segreti e avventure ogni venerdì!

Vi siete persi gli articoli precedenti?

Non preoccupatevi, potete trovarli tutti cliccando QUI!

E, per non perdere le prossime pubblicazioni, seguitemi anche su Instagram!”

Leggete altre cose interessanti:

Le mie poesie “Komorebi”

Essere Giovani in una Città Sospesa nel Tempo, sfida o sogno?

Ticket di accesso a Venezia

Glossario toponomastico Veneziano

Come essere turisti responsabili

Come arrivare a Pellestrina

10 cose da fare a Pellestrina almeno una volta nella vita

Tutti gli articoli su Pellestrina

Burano comoda e a portata di Vaporetto

Chioggia & Sottomarina

I Segreti di Venezia: Il Ponte Fantasma di San Polo – Scopriamo il Mistero del Ponte Invisibile


Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio avvincente tra le peculiarità della cultura lagunare. Dopo le coinvolgenti storie della Sveglia della Strega e della tragica vicenda di Orio il pescatore e Melusina la sirena, oggi vi porterò attraverso le calli di San Polo con una domanda intrigante: “Avete mai pensato che un ponte potesse essere invisibile?”. Mentre aspetto le vostre risposte nei commenti, vi porterò alla scoperta del segreto di un ponte che sfida la nostra percezione, mimetizzandosi tra le calli veneziane.

Immaginatevi a Venezia, un viavai continuo di persone, chi viene e chi va, in un turbinio sensoriale difficile talvolta da decifrare.
Sono sicuro che vi state già domandando quale trucco faccia sembrare invisibile un ponte, ma, vi assicuro, è esattamente così ad un primo sguardo.

Il Campiello dei Meloni – vista d’insieme

Questa straordinaria illusione è frutto della nostra errata percezione, influenzata dalle aspettative stereotipate riguardo all’aspetto di un ponte.

Anche io, lo confesso, durante le mie passeggiate a Venezia, l’ho attraversato molte volte senza coglierne la vera essenza, fino a quando non mi è stato svelato il suo mistero.

banner caccia al tesoro fotografica a venezia che linka all'articolo

Come potete osservare dalla prima foto, il Campiello dei Meloni, che peraltro dà il nome al ponte, pare non essere composto da alcun elemento riconducibile a tale elemento architettonico.

Per riconoscerlo dunque dobbiamo provare a cambiare prospettiva e, in parte, abbattere alcune barriere che la nostra mente, in buona fede, sa collocare davanti al nostro pensiero non convenzionale.

Facendo qualche passo verso le balaustre, a destra o sinistra è indifferente al fine di scoprire il mistero, noteremo come vi sia una piccolissima arcata che corre sotto la pavimentazione del campiello, facendoci urlare: “Ma quello è un ponte!” nonostante un istante prima non ci apparisse come tale.

Se volete vederlo dovrete recarvi in una zona compresa tra Campo Sant’Aponal e Campo San Polo, vi consiglio di prendere come riferimento il piccolo supermercato Coop per non farvelo sfuggire perchè, giuro, potrebbe passarvi letteralmente sotto al naso.

La sua larghezza inusuale lo rende poco distinguibile rispetto ad un tipico ponte, poiché mancano scalinate e parapetti appariscenti. In passato, questo ponte sopra il Rio dei Meloni era all’altezza degli altri, ma fu abbassato e appiattito per agevolare il passaggio dei pedoni in quello che, tuttora, è uno snodo cruciale dei percorsi Veneziani da e per Rialto e San Marco.

A volte si verifica anche che le acque possano sovrastare le arcate del ponte, rendendolo ancora più difficile da riconoscere a occhi poco attenti o non allenati alle particolarità veneziane.

Un altro modo poi per scovarlo è arrivare al Sotoportego de la Furatola (qui) per scovarlo da una prospettiva diversa che guarda dritta al Rio dei Meloni.

Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!

Vi aspetto con nuovi segreti e avventure ogni venerdì!

Vi siete persi gli articoli precedenti?

Non preoccupatevi, potete trovarli tutti cliccando QUI!

E, per non perdere le prossime pubblicazioni, seguitemi anche su Instagram!”

Leggete altre cose interessanti:

Le mie poesie “Komorebi”

Ticket di accesso a Venezia

Come essere turisti responsabili

Come arrivare a Pellestrina

10 cose da fare a Pellestrina almeno una volta nella vita

Tutti gli articoli su Pellestrina

Burano comoda e a portata di Vaporetto

Chioggia & Sottomarina