Trarealtaesogno: Il Corso di Poesia – #8 La Poesia come Narrazione:

Ciao, nella settima lezione abbiamo esplorato le emozioni che può suscitare o raccontare un testo poetico. In quell’ottica ci siam permessi di scomodare Dante, la Browning e, la solita, Emily Dickinson.

Oggi scopriremo invece come una poesia possa essere il veicolo non delle sole emozioni, ma anche una vera e propria forma di narrazione, densa, compatta ed evocativa.

I mezzi con cui un testo può diventare tale sono pochi e semplici: immagini e linguaggio poetico.

Un esempio clamoroso di quest’arte ce lo regala Giacomo Leopardi, con la famosissima “Il Sabato del Villaggio” da cui traggo gli otto versi che seguono:


Siede con le vicine
Su la scala a filar la vecchierella,
Incontro là dove si perde il giorno;
E novellando vien del suo buon tempo,
Quando ai dì della festa ella si ornava,
Ed ancor sana e snella
Solea danzar la sera intra di quei
Ch’ebbe compagni dell’età più bella.


(opera completa)

Ci sono bellezza, unicità, storie ed intrecci in questa poesia, in cui, Leopardi ci porta direttamente dentro il borgo, ce ne fa sentire il profumo ed il cicaleccio, toccando corde interiori profondissime in chi ha la fortuna di poterlo “osservare” leggendolo.

La “Vecchierella su la scala”, “quando si ornava o danzava” sono tutte parole che si muovono dentro le scene edotte dall’autore.

Uno dei grandi segreti dei Poeti che si trasformano in narratori è la struttura narrativa composta alla stessa maniera di quella di una storia, cioè: Introduzione, sviluppo e conclusione.

Ma veniamo a qualche altro esempio che possa illuminare la nostra rotta di poeti, cito ad esempio il frammento di una poesia di Dylan Thomas autore Gallese della prima metà del 1900:

Sognai la mia genesi

Sognai la mia genesi nel sudore del sonno, bucando
Il guscio rotante, potente come il muscolo
D’un motore sul trapano, inoltrandomi
Nella visione e nel trave del nervo.
Da membra fatte a misura del verme sbarazzato
Dalla carne grinzosa, limato
Da tutti i ferri dell’erba,metallo
Di soli nella notte che gli uomini fonde….

(da Poesie nella stanza)

In sintesi, questo frammento di poesia narrativa è un’opportunità per esplorare il modo in cui un poeta può raccontare una storia o rappresentare un processo attraverso l’uso di immagini e linguaggio poetico. È un passo che richiede una lettura attenta e un’analisi delle sue componenti chiave per coglierne appieno il significato e l’emozione. Si noti anche come il “filo rosso” della scelta di linguaggio crei una climax che ci trascina sempre più nel profondo di questa narrazione poetica.

I capisaldi di quanto letto sono:

  1. Uso di un linguaggio descrittivo
  2. Uso di immagini vivide e metafore
  3. Viene descritta la nascita di una identità dai contorni misteriosi ed eterei
  4. Veniamo lasciati con delle domande aperte a livello interiore.

Ed ora, visto che siamo carichi andiamo a vedere un altro esempio, più agreste e blando nel linguaggio, ma, di certo, non meno vivido e intenso.

Scopriamo dunque le parle di Robert Frost in:

Il taglio del fieno:

Nessun rumore accanto al bosco, solo
la lunga falce sussurrava al suolo.
Sussurrava che cosa? Va’ a saperlo;
riguardava magari il sole caldo,
o forse invece l’assenza di rumore –
ecco perché sussurri e non parole.
Non era il dono in sogno di ore oziose
né l’oro alla portata di elfi o fate:
ogni aggiunta alla verità suonava fioca
al serio amore che allineava i fossi,
incluse lievi spighe di fiori (pallide
orchis) e impauriva un serpe verde lucido.
Il reale è il dolce sogno del lavoro.
Lei sussurrava, lasciando il fieno a farsi.

Come anticipato non cambia la forza, ma solo il “tono” della narrazione. Ci troviamo dapprima a schivare la falce che fischia sfiorando il suolo e poi ci stupiamo del silenzio, immersi in un’atmosfera onirica con elfi e fate, interrotta solamente da una silenziosa serpe.

Sono convinto che in tutti i versi citati voi tutti leggendo abbiate visto quanto i poeti hanno dipinto con le loro parole. La trovo una sensazione bellissima.

I poeti utilizzano immagini vivide, metafore e linguaggio evocativo per rendere le loro narrazioni poetiche coinvolgenti. L’uso delle parole può creare un’atmosfera unica, suscitando emozioni nei lettori.

In questa lezione, abbiamo esplorato l’arte della narrazione nella poesia. Abbiamo visto come la poesia può essere un veicolo straordinario per raccontare storie brevi, ma incredibilmente evocative. Attraverso l’uso di linguaggio poetico, immagini vivide e metafore, i poeti possono trasportare i lettori in mondi completamente nuovi e farli immergere in emozioni profonde. L’importanza di questa combinazione unica di narrazione e poesia risiede nella sua capacità di catturare momenti e storie in modo potente ed espressivo.

Vi incoraggio a esplorare ulteriormente la narrazione nella vostra scrittura poetica. Siate audaci nelle vostre immagini, abbracciate le storie che brulicano nella vostra mente e trasformatele in versi che catturino l’immaginazione. La narrazione poetica offre infinite opportunità creative, e vi invito a scoprire il potenziale delle vostre parole per creare mondi e storie uniche. Nella prossima lezione, esploreremo ulteriormente come la poesia può diventare una forma di narrazione fortissima ed anche irriverente, parleremo infatti di Poesia Satirica.

Ma prima di salutarci, concedo a Emily lo spazio per narrarci in poche righe le sue idee su questo tema:

Lei ci direbbe: Nel mistero delle parole tessute, La narrazione poetica si svela, Storie brevi, emozioni evocate, nuova luce.

Trarealtaesogno: Il Corso di Poesia – #9 La Poesia come Satira.

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Trarealtaesogno: Il Corso di Poesia – #7 Poesia d’amore e di emozioni:

Ciao, nella sesta lezione abbiamo parlato delle poesie visive e di come il formato con cui un testo viene redatto può influenzare lo stato d’animo e la coscienza del lettore.

Oggi invece ci andremo a soffermare su un tema che, di fatto, è tra i cardini della poesia nel suo senso più tradizionale, ma per questo non meno importante, parleremo infatti della poesia d’amore e delle emozioni.

Partiamo subito con un esempio di poesia che narra di un amore che è costato ai due amanti il fuoco dell’inferno. Se non vi sono già venuti alla mente, vi aiuto io, parliamo di “Paolo e Francesca”, andando dunque a scomodare “Il Sommo Poeta”, Dante.

“Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante».

Mentre che l’uno spirto questo disse,
l’altro piangëa; sì che di pietade
io venni men così com’ io morisse.

E caddi come corpo morto cade”.

Tratto da Inferno, Canto V, Dante Alighieri

Questi versi tratti dalla Divina Commedia di Dante, che narrano la storia di Paolo e Francesca, sono un esempio straordinario di come la poesia possa catturare e esprimere le intense emozioni legate all’amore e alla passione. Questi versi dimostrano come la poesia sia in grado di trasmettere sentimenti profondi e complessi attraverso le parole. Paolo e Francesca, attraverso la lettura di un libro, vengono infatti travolti dalla passione e dal desiderio amoroso, un tema ricorrente nella poesia d’ogni tempo. Questi versi ci rimandano al potere delle parole e della poesia nel suscitare emozioni intense nei lettori, un aspetto cruciale della poesia d’amore.

Ora andiamo in un campo più sentimentale, scoprendo un’autrice inglese degli inizi del 1800, stiamo parlando di Elizabeth Barret Browning, in particolare andremo a leggere insieme la poesia:

In quanti modi ti amo? Fammeli contare.
Ti amo fino alla profondità, alla larghezza e all’altezza
Che la mia anima può raggiungere, quando partecipa invisibile
Agli scopi dell’Esistenza e della Grazia ideale. Ti amo al pari della più modesta necessità Di ogni giorno, al sole e al lume di candela.
Ti amo generosamente, come chi si batte per la Giustizia;
Ti amo con purezza, come chi si volge dalla Preghiera.
Ti amo con la passione che gettavo
Nei miei trascorsi dolori, e con la fiducia della mia infanzia.
Ti amo di un amore che credevo perduto
Insieme ai miei perduti santi, – ti amo col respiro,
I sorrisi, le lacrime, di tutta la mia vita! – e, se Dio vorrà,
Ti amerò ancora di più dopo la morte.

Elizabeth Barrett Browning – In quanti modi ti amo?

Questa poesia, a differenza dello stile Dantesco, rappresenta un inno all’amore incondizionato e senza limiti. La poetessa utilizza un linguaggio ricco e una serie di immagini per esprimere la vastità del suo amore, in un crescendo emotivo senza eguali. La menzione delle dimensioni – profondità, larghezza e altezza – suggerisce l’idea di un amore che abbraccia tutto l’universo dandocene prova e misura. Questa poesia dimostra come le parole e le immagini poetiche possano trasmettere la profondità delle emozioni e dell’amore in modi che vanno oltre la semplice prosa. È un esempio di come la poesia può catturare la complessità e l’intensità delle emozioni umane, offrendo una nuova prospettiva sul significato dell’amore. Prende parole comunissime, trasducendole ad un livello superiore.

Ora, vi giuro che ci sta guardando di sottecchi, andiamo a raccontare l’amore secondo la poesia di colei la quale ha ispirato questo corso, non serve che vi dica il suo nome, risulterei ripetitivo, ecco a voi le migliori parole intorno all’amore ed alle emozione della nostra poetessa guida:

That Love is all there is
Is all we know of Love,
It is enough, the freight should be
Proportioned to the groove.

Che sia l’amore tutto ciò che esiste
É ciò che noi sappiamo dell’amore;
E può bastare che il suo peso sia
Uguale al solco che lascia (nel cuore).

Emily Dickinson

In questa poesia Emily riflette il tema dell’amore come forza universale, quasi condensando il verso Dantesco: “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, parallelamente a quanto esplorato nei commenti precedenti. L’autrice ci suggerisce che l’amore è l’essenza stessa dell’esistenza, tutto ciò che conosciamo e tutto ciò che possiamo sapere. La sua descrizione dell’amore come “peso” che lascia un solco nel cuore suggerisce che l’amore ha un impatto profondo e duraturo per tutti noi. È un modo affascinante con cui l’autrice cattura l’intensità e la pervasività dell’amore nelle nostre vite. In definitiva, questa poesia ci invita a riflettere sulla potenza e sulla bellezza dell’amore, una tematica sempre centrale nella poesia e nell’arte in generale.

Prima di giungere a epilogo con l’articolo voglio regalarvi anche una delle mie poesie intorno all’amore ed alle emozioni, è tratta dal mio filone dei “komorebi” ed è la numero 272, ancora inedita dato che i miei 2 libri pubblicati coprono le poesie dalla 1 alla 200.

Ecco a voi dunque il Komorebi 272:

Sogno regolarmente
Cose che non esistono ancora
Per regalarle 
A te soltanto
Che brilli d’amore
Giusto il tempo
Del sulfureo divampare
Di fiammifero
Susciti ossimori emozionali
Dentro me
E ogni volta che ti perdi 
Negli occhi miei troverai
Il cammino futuro
Perchè oggi è troppo presto 
Per amarti 
Come riuscirò soltanto domani
Amare è infinito presente
Ma tu
Sei il mio futuro anteriore.

Condivido con voi questa poesia, un riflesso delle emozioni profonde che ci possono ispirare. Come abbiamo visto nel corso, la poesia può catturare momenti unici e trasformarli in parole che vibrano di emozioni. Spero che quest’opera vi ispiri e spinga ad esprimere il vostro amore e le vostre emozioni in modi unici e personali. La poesia è il linguaggio del cuore, e attraverso essa possiamo creare il nostro ‘futuro anteriore’ di amore e speranza. Condividete le vostre poesie con me o con chicchessia, condividiamo l’amore per le parole e le emozioni.

Oggi abbiamo esplorato il potere della poesia nel catturare l’amore e le emozioni in modo unico. Dall’eterno amore di Paolo e Francesca alla profondità dei sentimenti espressi in versi struggenti, abbiamo visto come la poesia possa trasformare le emozioni in parole che toccano il cuore. Come dico nella mia poesia ‘Amare è infinito presente.’ E così è la poesia, un regalo eterno di parole e sentimenti che ci connette attraverso il tempo e lo spazio. Nel prossimo capitolo, esploreremo un altro aspetto affascinante della poesia: la sua dimensione narrativa.

Continuate a condividere le vostre emozioni attraverso le parole e ricordate che ogni versetto è una finestra aperta sul vostro cuore.

Trarealtaesogno: Il Corso di Poesia – #8 La Poesia come Narrazione.

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I Segreti di Venezia: M9 – Il Museo interattivo per scoprire il ‘900 in maniera innovativa è a Mestre

Il 1900, Italiano e locale, raccontato secondo una prospettiva mai provata prima.

Vuoi vivere un’esperienza museale unica, moderna e super immersiva? Visita il Museo M9 di Mestre.

I destinatari di questa struttura sono TUTTI, indistintamente, specialmente coloro che vogliono imparare ad interpretare il presente ed acquisire strumenti per incamminarsi nel futuro con una consapevolezza nuova.

La facciata esterna del museo M9

Attraverso esposizioni interattive e installazioni coinvolgenti, il museo racconta la storia, la cultura e le trasformazioni di questo periodo, coprendo temi come politica, tecnologia, arte e moda. È un luogo affascinante per esplorare e comprendere meglio il ventesimo secolo e il suo impatto sul mondo contemporaneo.

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L’M9 ha aperto le sue porte il 27 ottobre 2018, prima della creazione del museo, l’area in cui sorge l’M9 era principalmente industriale e ospitava un complesso di magazzini ed in particolare fabbrica di bottiglie e vetreria Volpato. Questa è stata fondata nel 1923 e ha operato per molti anni, producendo una varietà di prodotti in vetro, tra cui bottiglie e oggetti in vetro per uso domestico. Il progetto di trasformare quest’area in un museo è stato un importante sforzo di riqualificazione urbana, mirato a conservare la memoria storica e a creare un centro culturale di riferimento per la città di Mestre e la regione. L’M9 è stato quindi concepito come un modo di riutilizzare e valorizzare questi spazi industriali dismessi per scopi culturali ed educativi.

L’esterno del Museo M9

È importante conoscere il XX secolo e l’urbanizzazione nella prospettiva mestrina, così come in molte altre città, per diverse ragioni:

  1. Preservare la memoria storica: Aiuta a mantenere vive le tradizioni e a ricordare gli eventi significativi che hanno plasmato la comunità locale.
  2. Comprendere le trasformazioni sociali ed economiche: L’urbanizzazione è stata una delle tendenze dominanti del XX secolo, con un rapido spostamento delle persone dalle aree rurali alle aree urbane. Conoscere questo processo è essenziale per comprendere come Mestre e altre città abbiano affrontato le sfide legate all’urbanizzazione, come la pianificazione urbana, l’edilizia abitativa e le infrastrutture.
  3. Promuovere la consapevolezza storica: La conoscenza della storia del XX secolo e dell’urbanizzazione può promuovere la consapevolezza storica tra i residenti, i visitatori e le nuove generazioni.
  4. Ispirare l’innovazione e la pianificazione futura: L’apprendimento dalle esperienze passate può ispirare l’innovazione e influenzare la pianificazione futura. Le città possono trarre insegnamenti dalla loro storia per affrontare le sfide attuali, come la crescita demografica, la sostenibilità ambientale e la mobilità.
  5. Crescita culturale e turistica: La conoscenza della storia locale può arricchire l’offerta culturale e turistica di una città. Musei e attrazioni legate alla storia locale, come l’M9 a Mestre, possono attirare visitatori e contribuire all’economia locale.
Uno scorcio nelle vicinanze che testimonia la fusione tra una vecchia ed una futura Mestre

L’M9 è un museo che combina il rispetto per la storia con una visione futuristica, cercando di coinvolgere i visitatori attraverso l’uso creativo della tecnologia e offrendo un’esperienza che è informativa, ispiratrice e all’avanguardia. Questo approccio unico rende il museo un importante centro culturale e un luogo di apprendimento dinamico per il ventunesimo secolo

Vi invito calorosamente a visitare l’M9 – Museo del ‘900 a Mestre, una gemma culturale unica nel Veneto e nel panorama museale internazionale. Questo straordinario museo fonde abilmente il passato e il futuro, offrendo un’esperienza museale che vi lascerà senza parole.

Personalmente l’ho già visitato due volte, senza mai annoiarmi, scoprendo sempre nuove cose e prospettive.

Particolarmente interessante e terrificante la simulazione di un bombardamento, un’esperienza per cuori impavidi anche se solo virtuale.

Al M9, potrete immergervi nella storia affascinante e complessa del ventesimo secolo, esplorando le sue trasformazioni sociali, culturali ed economiche attraverso installazioni multimediali innovative, realtà virtuale coinvolgente e tecnologie interattive di ultima generazione. Questo non è solo un museo, ma una porta aperta su un mondo di scoperte, riflessioni e ispirazione.

M9 – Museo del 900
SITO UFFICIALE

COME ARRIVARE?
Per raggiungere il M9 – Museo del ‘900 a Mestre, puoi seguire queste indicazioni:

Indirizzo: Via Giovanni Pascoli, 11, 30172 Venezia Mestre, Italia

In auto:

  • Se viaggi in auto, puoi impostare il tuo navigatore GPS con l’indirizzo sopra indicato. Il museo si trova a Mestre, una città nella provincia di Venezia, ed è facilmente accessibile tramite l’autostrada A4 (Autostrada Serenissima) o l’autostrada A57 (Tangenziale di Mestre).

In treno:

  • Se stai arrivando in treno, Mestre è ben collegata alla stazione ferroviaria di Venezia Mestre, una delle principali stazioni ferroviarie della regione. Dalla stazione, puoi prendere un taxi o un autobus per raggiungere il M9. È anche possibile raggiungere il museo a piedi se si trova nelle vicinanze della stazione.

In autobus:

  • Il museo è servito da diverse linee di autobus pubblici. Puoi consultare l’orario e le fermate degli autobus locali per pianificare il tuo percorso fino al M9.

In bicicletta:

  • Se preferisci utilizzare una bicicletta, potresti essere in grado di noleggiarne una nella zona e pedalare fino al museo. Verifica la disponibilità di stazioni di noleggio biciclette nelle vicinanze.

Prima di partire, è consigliabile controllare gli orari di apertura del museo e verificare se ci sono eventuali modifiche o restrizioni dovute a eventi speciali o situazioni eccezionali. Inoltre, potresti voler pianificare il tuo itinerario in anticipo utilizzando mappe o servizi di navigazione online per garantire una visita senza problemi al M9.

DOVE PARCHEGGIARE NEI PRESSI DELL’M9?

Vi consiglio il parcheggio sotterraneo a pagamento di via Costa, dotato anche di servizio pagamento Telepass, che offre riparo alle auto a meno di 400m a piedi dal museo. In alternativa ci sono i parcheggi a pagamento lungo tutto Corso del Popolo o ancora quello sotterraneo di Piazzale Candiani, vicino a Piazza Ferretto.

Trarealtaesogno: Il Corso di Poesia – #6 La poesia visiva:

Ciao, nella quinta lezione abbiamo parlato del ritmo, ma anche musica e canzoni, oggi analizzeremo insieme come le parole possano evocare nei lettori delle vere e proprie immagini vividissime. Ovvio che questa capacità di “vedere” in un testo possa dipendere e variare da persona a persona, ma ci sono degli autori in particolare che noi, insieme, dobbiamo considerare come Maestri del genere; la poesia visiva infatti va oltre il significato letterale delle parole, creando un’esperienza multisensoriale che coinvolge la vista, l’emozione e la riflessione.

Dunque, senza tergiversare, partiamo!

Desidero parlarvi, prima di tutto, di E.E. Cummings, un poeta statunitense nato alla fine del 1800.

Uno dei suoi più fulgidi esempi di poesia visiva fu questa:

l(a di E. E. Cummings
l(a

le
af
fa

ll

s)
one
l

iness

Traducibile in:

S(una

fo
glia
ca

de)
oli
tudine

L’autore va dunque creando una serie di immagini fortissime, utilizzando le parole, ma anche l’impaginazione stessa, come forma di comunicazione, rappresentando al contempo la solitudine della foglia che precipita in sinergia con la quella personale che l’autore ci vuole far arrivare. In sintesi ci viene dimostrato come la disposizione delle lettere possa influenzare l’esperienza del lettore.

Altri autori che si sono distinti con un forte simbolismo nella poesia visiva sono George Herbert (nato alla fine del 1500) e Guillaume Apollinaire (nato alla fine del 1800).

Partiamo da quest’ultimo citando un’opera tanto iconica quanto, visivamente, geniale:

Tour Eiffel di Guillaume Apollinaire:

Ciao mondo di cui
io sono la lingua
eloquente che la tua
bocca o Parigi
tira e tirerà
sempre
ai tedeschi”. 


In questo calligramma il poeta rivela con una vis polemica fortissima tutto il suo livore verso i tedeschi.
La Torre Eiffel è utilizzata da Apollinaire come simbolo della superiorità francese nei confronti dei tedeschi.
Inoltre, se capolvolta, l’immagine può sembrare una linguaccia di scherno ai teutonici.

Ed ora parliamo di un’altra opera iconica, quella di George Herbert, il cui titolo in italiano sarebbe “L’altare”:

“Ti dono un altare crepato, Signore,
cementato di lacrime, fatto col cuore;
   le parti le hai create tu stesso,
   mai toccate, prima di adesso.
            Un cuore solo
            È un materiale
            Che solo la tua
            potenza intaglia.
            Perciò ogni parte
            di un cuore arduo
            si unisce insieme
            a lodare il tuo nome.
   Così che quando dovrò tacere,
   saranno le pietre il mio cantore.
Fa che il tuo santo sacrificio sia il mio,
Per santificare questo altare come tuo”.

Anche questo autore gioca con la sacralità delle parole e le rende qualcosa di più alto attraverso una struttura che richiama, a mo di stereotipo, la sagoma di un altare. Usando dunque la visione per amplificare il messaggio delle sue parole.

Come sempre trovo spazio per consegnarvi una mia personale interpretazione di ciò che potrebbe aggiungere la Dickinson su questo tema.

Facciamo un esperimento, fate un respiro profondo e poi immaginate la poetessa sussurrare quanto segue:

“Attraverso spazi

s i l e n z i o s i




e pause




le parole possono evocare


mondi invisibili.


La poesia visiva
è dipingere con le parole



creando immagini
che risiedono oltre l’orizzonte visibile.”

Come vedete giocare coi significati e con l’impaginazione può creare una suspance sulla sospensione a cui l’occhio si trova, suo malgrado costretto, creando ulteriori prospettive al testo.

La poesia visiva ci invita a considerare come la disposizione delle parole possa trasformare l’atto di lettura in un’esperienza visiva ed emotiva. Da Cummings ad Apollinaire, i poeti ci dimostrano che ogni parola si può fare pennello con cui dipingere emozioni e significati da imprimere e proiettare nelle menti dei lettori.

Grazie per essere rimasti con noi fin qui, alla prossima puntata dove toccheremo uno dei più vasti serbatoi dell’universo poetico.

Trarealtaesogno: Il Corso di Poesia – #7 Poesia d’amore e di emozioni.

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40 anni Tra Realtà e Sogno

Carissimi, userò una frase scontata ed inflazionata: “è incredibile come passi il tempo…”

È come se, in un battito di ciglia, il fanciullo sognatore si fosse risvegliato d’improvviso oggi, nel pieno dell’età adulta.

Un piccolo me a Pellestrina, sullo sfondo il relitto (oramai rimosso) della
Chios Aeinaftios (foto collocabile tra il 1986 e il 1987)

’40 anni Tra Realtà e Sogno’ è il titolo che ho scelto per questo momento di riflessione che desidero condividere con tutti Voi, perché proprio in questa fase vitale sento che sto maturando una forma di equilibrio tra tutto il prima e tutto il dopo, composto dalle avventure che mi aspettano nel futuro.

La realtà e il sogno si intrecciano in un intricato mosaico di esperienze, che come sapete cerco sempre di cogliere e, talvolta, trasformare in testi poetici, ma anche di sfide e conquiste.

Guardando indietro, vedo una serie di traguardi che ho raggiunto, ma non dimenticherò mai le lezioni apprese dalle sfide superate ed anche da quelle che da cui sono uscito sconfitto, sì, ma arricchito.

La prima foto che mi scattarono dopo l’intervento che mi salvò la vita, Agosto 2000

Ogni passo, ogni ostacolo, ogni scelta, ogni Sì, ogni No, mi hanno portato fino a qui, plasmando la mia personalità e insegnandomi il valore della resilienza e della determinazione.

Molti visualizzano questa “etá” come il giro di boa dell’esistenza, ma preferisco definirlo come un ulteriore step che si apre innanzi, anche perché un numero mai potrà raccontare chi siamo o imporci cosa dobbiamo essere.

È bellissimo scoprire che mi stai leggendo, forse trasportato da un vento digitale, forse perchè fai o hai fatto parte della mia vita, Grazie!

Chi mi conosce sa che vivo con una buona dose di gratitudine ogni giorno, la ritengo un ingrediente fondamentale, perchè lo dobbiamo al Mondo.

La mia metafora preferita

Sono anni che mi concedete la fortuna di condividere con voi quello che mi passa per la testa, sia in senso creativo, con alcuni, sia in senso vitale con molti altri.

Ad alcuni piacerò, ad alcuni starò simpatico, ad altri ancora, statisticamente probabile, non andrò a genio affatto, così è la vita.

Ma il mio sorriso, mi auguro, dobbiate “sopportarlo” ancora a lungo.

Dunque, tanti auguri… a tutti noi, riuniti per un attimo, giusto il tempo di una scintilla, a mo di girotondo, da queste parole, perché oggi non desidero festeggiare solo 40 anni di vita, ma 40 anni di opportunità.

Sono grato per ogni scorcio di realtà che ho potuto abbracciare e per ogni sogno che ho ancora da inseguire e, perchè no, sono grato per ogni sfida presente, passata e futura.

Questi anni mi hanno insegnato che ogni scalino altro non è che un tassello nel mosaico della mia crescita personale, e ogni successo un motivo per continuare a sognare in grande.

Guardando avanti, vedo un futuro fatto di nuove esperienze, nuove amicizie e nuove scoperte, regola che peraltro vale per tutti noi.
Perchè la vita è un autobus, si parte dai genitori, poi c’è chi scende, c’è chi sale, chi torna a bordo, c’è pure chi non paga il biglietto (mannaggia birichini) e chi, come mia moglie, per fortuna ci sarà per sempre, l’importante è ricordarsi ogni tanto di godere del paesaggio, cosa affatto scontata.

Tesserò il filo della mia storia, filando unisono la realtà e il sogno, perché sono convinto che ogni giorno sia un’opportunità per costruire qualcosa di straordinario.

Grazie a ciascuno di voi per essere parte di questo viaggio, per aver condiviso momenti, risate e speranze.

Con il cuore colmo di gratitudine, mi avvio con entusiasmo verso il prossimo capitolo, consapevole che la mia storia è ancora in corso di scrittura e convinto che l’autore non sia solo io, ma sia da qualche parte intento a immaginare i prossimi capitoli.

Auguri a me, auguri a tutti noi, per i 40 anni che vedo dietro di noi dalla mia prospettiva e per le innumerevoli opportunità che ci si parano innanzi.

Che la realtà continui a ispirarci e i sogni ci guidino verso una vita sempre più piena di significato e felicità, perchè di piccole cose sono costituiti i mattoni che compongono la vera gioia.

Semplicemente Me, dal 24 Agosto 1983