“Santa Claus e i 25 ingredienti della Luce” – 02 Dicembre – Foce del Sile

"Santa Claus e i 25 ingredienti della Luce" - cover by Trarealtaesogno

2 Dicembre – Foce del Sile

La folle corsa e la fuga, prima, il camminare e l’istinto, dopo, lo condussero in un luogo placido. Era notte ormai, il rumore delle onde spazzava via i pensieri, mentre un faro, roteando la sua luce, sembrava voler guidare verso rotte proficue l’unico spettatore presente. Si asciugò la fronte imperlata di gocce di sudore con un fazzoletto candido e, tirato un sospiro, l’ennesimo, frugò nella sacca con l’ansia di aver potuto perdere la lista del necessario. Sussultò felice ritrovandola e scoprendo che il prossimo ingrediente doveva essere un elemento “a metà,” ossia qualcosa che consistesse di un’anima duale, in transizione: poteva essere il ghiaccio, un liquido che si era fatto solido, oppure vapore, nebbia, o ancora rugiada. Si guardò intorno e, non riuscendo a trattenere un borbottio soddisfatto, disse: “Poffarbacco!” Si precipitò verso il confine che la luce del faro pareva tracciare lungo le acque del fiume, nel punto in cui si tuffavano nel mare. Qui l’acqua ha un’anima a metà, non è più fiume, né ancora mare, è agrodolce. Prese dalla solita sacca un’ampolla un po’ più grande e, legatala a una fune, la scagliò là dove la luce del faro sembrava indicare. La trasse a sé, portandosela al petto, proprio lì dove l’abito sembrava grossolanamente rabberciato con una vistosa toppa di colore mal assortito. Felice, chiuse l’ampolla e, con un pastello rosso, aggiunse il secondo ingrediente della lista, tracciandovi sopra la forma di un sorriso.

A domani con un nuovo capitolo!

Ingredienti della Luce raccolti finora: Acqua del fiume Piave, Acqua agrodolce della foce del Sile.

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Vivi la magia del Natale a Venezia e scopri i suoi segreti
Questo progetto prende vita dalla serie “I Segreti di Venezia”, scoprila cliccando qui, traendone ispirazione per diventare un potente canale di valorizzazione e divulgazione del ricco patrimonio culturale e storico della città lagunare. Con un linguaggio accessibile e coinvolgente, il racconto trasforma ogni pagina in un’esperienza unica, intrecciando storia e magia, e svelando, attraverso la narrazione, alcuni degli affascinanti segreti della serie stessa. Un viaggio emozionante che invita il lettore a scoprire Venezia con occhi nuovi.

Non perdere nemmeno un capitolo!
Scopri i 25 capitoli di questa straordinaria avventura, clicca sui link per immergerti in ogni episodio e lasciati conquistare dal fascino unico di Venezia. Segui la storia e condividi l’emozione con amici e familiari: ogni giorno, un nuovo tassello illuminerà il tuo cammino verso il Natale.

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I capitoli e le date di uscita:

01 Dicembre – Santa Maria di Piave

02 Dicembre – Foce del Sile

03 Dicembre – Lio Piccolo

04 Dicembre – Isola di Torcello

05 Dicembre – Isola di Burano

06 Dicembre – Isola di Mazzorbo

07 Dicembre – Isola di Sant’Erasmo

08 Dicembre – Isola delle Vignole

09 Dicembre – Isola della Certosa

10 Dicembre – Isola di San Francesco del Deserto

11 Dicembre – Isola di Poveglia

12 Dicembre – Località Malamocco

13 Dicembre – San Pietro in Volta

14 Dicembre – Pellestrina

15 Dicembre – Cà Roman

16 Dicembre – Chioggia

17 Dicembre – Sottomarina

18 Dicembre – Isola di San Lazzaro degli Armeni

19 Dicembre – Sestiere Castello

20 Dicembre – Isola della Giudecca

21 Dicembre – Sestiere Dorsoduro

22 Dicembre – Sestiere San Polo

23 Dicembre – Sestieri San Polo, San Marco e Castello

24 Dicembre – Sestiere di San Marco

25 Dicembre – Sestiere Castello

“Santa Claus e i 25 ingredienti della Luce” – 01 Dicembre – Santa Maria di Piave

"Santa Claus e i 25 ingredienti della Luce" - cover by Trarealtaesogno

1 Dicembre – Santa Maria di Piave

Pareva un vecchio balordo e alticcio quell’uomo che, vicino all’ansa che il fiume Sile forma presso la frazione di Santa Maria di Piave, camminava con aria mesta e inconsolabile all’imbrunire. Vestito con abiti consunti, capelli e barba trascurati, perfino gli occhiali presentavano una vistosa crepa sulla lente destra. Eppure, tra uno sbuffo di condensa per il freddo e le mani intirizzite dal gelo, sembrava avere uno scopo superiore. In mano teneva una grande lanterna tinta di bronzo, spenta, e, sulla schiena, portava una sacca che appariva come un comune sacco di iuta per le patate. In pochi ci avrebbero scommesso, ma quell’uomo, che appariva come un reietto della società, era in realtà Santa Claus in incognito, alla disperata ricerca degli ingredienti per compiere un antico rituale: quello degli “Ingredienti della Luce”. Tutto questo perché, scorato dagli eventi, aveva iniziato a sentirsi inutile, travolto dalla crescente disaffezione delle persone verso il Natale. Dalla sacca estrasse un foglio, simile a una pergamena, che conteneva la lista del necessario. Gli serviva la purezza, e l’acqua poteva essere il giusto elemento. Giunto vicino alla sponda del fiume, si chinò e, presa una fialetta di vetro, la riempì d’acqua, chiudendola con un tappo di sughero. Rimase un attimo a guardarla: quella piccola fiala trasparente sembrava contenere un raggio di luna. Si domandò se ci fosse ancora purezza da trovare tra le persone, se in quell’acqua semplice e limpida fosse impressa la stessa scintilla che una volta vedeva negli occhi dei bambini. Giusto in tempo, perché poco dopo un anziano contadino lo minacciò di sguinzagliargli contro il suo pastore tedesco. Santa Claus corse via ripetendo più volte: “Mannaggia a me,” deluso ancora una volta dalle persone per le quali si stava prodigando.

A domani con un nuovo capitolo!

Ingredienti della Luce raccolti finora: Fialetta dell’acqua del fiume Piave.

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I capitoli e le date di uscita:

01 Dicembre – Santa Maria di Piave

02 Dicembre – Foce del Sile

03 Dicembre – Lio Piccolo

04 Dicembre – Isola di Torcello

05 Dicembre – Isola di Burano

06 Dicembre – Isola di Mazzorbo

07 Dicembre – Isola di Sant’Erasmo

08 Dicembre – Isola delle Vignole

09 Dicembre – Isola della Certosa

10 Dicembre – Isola di San Francesco del Deserto

11 Dicembre – Isola di Poveglia

12 Dicembre – Località Malamocco

13 Dicembre – San Pietro in Volta

14 Dicembre – Pellestrina

15 Dicembre – Cà Roman

16 Dicembre – Chioggia

17 Dicembre – Sottomarina

18 Dicembre – Isola di San Lazzaro degli Armeni

19 Dicembre – Sestiere Castello

20 Dicembre – Isola della Giudecca

21 Dicembre – Sestiere Dorsoduro

22 Dicembre – Sestiere San Polo

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24 Dicembre – Sestiere di San Marco

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I Segreti di Venezia: Le ancorette “portafortuna” – Cannaregio

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti storie e le unicità della splendida città lagunare. L’aneddoto di oggi ci porta nel cuore delle vicende e delle tradizioni legate alla giustizia veneziana, immergendoci nella misteriosa storia di Biagio Cargnio, noto come il mostro di Venezia.

Ma niente fretta: per comprendere appieno questa intrigante vicenda, è necessario procedere con calma, gustando ogni dettaglio come in una cottura lenta e sapiente. Lasciatevi trasportare nel passato, dove ogni segreto svela un frammento della storia di Venezia.

Come si arriva alle ancorette portafortuna?

A Venezia ci sono quasi 400 ponti, ma solo presso il Ponte San Canzian possiamo davvero “vedere e toccare” le famose ancorette portafortuna, diventate celebri grazie ai video di Nico del canale “nicoeteo”.

Queste piccole curiosità si trovano nel sestiere di Cannaregio. Per scoprirle, seguite la Strada Nova in direzione Ospedale Civile. Arrivati in Campo SS. Apostoli, anziché girare a destra verso San Marco o Rialto, proseguite dritti imboccando una stretta calle che costeggia la Chiesa dei Santi Apostoli.

A questo punto si aprirà davanti a voi il Campo Drio la Chiesa, dove troverete la Calle del Manganer. Seguite questa calle fino in fondo, girate a destra e subito proseguite fino al Campiello della Cason. Lo riconoscerete facilmente grazie a un bellissimo albero che da decenni adorna questo angolo pittoresco di Venezia.

Entrate ora in Calle de la Malvasia. Se noterete un piccolo capitello, sarete sulla strada giusta! Pochi passi ancora, e davanti a voi apparirà un ponte. Saliteci e giratevi alle vostre spalle: ecco le ancorette!

dettaglio di una delle "ancorette" dal Ponte San Canzian
dettaglio di una delle “ancorette” dal Ponte San Canzian

Qual era la loro funzione?

Oggi sono un talismano portafortuna, un luogo iconico e misterioso, simile al Cuore di Melusina (di cui vi parlo qui) che, secondo la leggenda, aiuta a trovare l’amore.

Vi ricordate (o siete andati a rileggere) la storia di Biagio Cargnio, l’uomo le cui atroci imprese lasciarono un segno così profondo da ispirare il nome della Riva de Biasio? Ebbene, queste ancorette erano i ganci su cui venivano esposti i resti degli squartati, condannati a morte ed esibiti come monito pubblico.

Le altre coppie di ganci, oggi scomparse, si trovavano ai Tolentini. Lo stesso Biagio Cargnio subì questa terribile sorte: i quarti del suo corpo furono appesi nei due punti designati della città, a eterna memoria delle sue colpe.

Oggi, questo luogo unisce leggende, storia e un pizzico di macabra memoria, trasformandosi in un simbolo di fortuna e speranza per chi lo visita.

contesto di una delle "ancorette" dal Ponte San Canzian
contesto di una delle “ancorette” dal Ponte San Canzian
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E perchè porterebbero fortuna?

La risposta è tanto semplice quanto schietta: “Portano fortuna perché, se possiamo farle tintinnare toccandole, significa che siamo ancora in vita e che nessuno avrà motivo di traghettarci verso l’isola di San Michele, il cimitero cittadino.”

Un pensiero tanto macabro quanto intriso di pragmatismo veneziano, dove ogni gesto, anche il più semplice, si intreccia con la storia e le tradizioni della Serenissima.

Tra l’altro se cercate fortuna a Venezia dovete andare anche a toccare il naso nero del “Sior Rioba” scoprite di più cliccando qui.

In conclusione:

Le ancorette del Ponte San Canzian sono molto più di un semplice dettaglio nascosto di Venezia: intrecciano storia, leggende e un pizzico di superstizione. Oggi, da simbolo di una giustizia severa e spettacolare, sono diventate un talismano portafortuna, ricordandoci quanto sia preziosa la vita. Toccare queste ancore non è solo scaramanzia, ma un modo per avvicinarsi alla storia viva di Venezia.

mappa venezia

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!

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I Segreti di Venezia: La Pietra Bianca del Potere a San Pietro di Castello – Sestiere di Castello

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende ed unicità della città lagunare. A volte mi chiedo: se Venezia fosse un libro, che tipo di libro sarebbe? Di certo un romanzo storico, intriso di una fiabesca e misteriosa atmosfera gotica; ci parlerebbe d’arte, di poesia, e nasconderebbe pagine di diario di viaggio, trame di distopia e frammenti di fantascienza. Una combinazione così ricca da renderla inconfondibile e, al contempo, impossibile da definire con una sola parola. Venezia è un libro che, pur svelandosi, conserva sempre un angolo di mistero.

Contestualizziamo:

Venezia è ricchissima di simbologia, riti, tracce tangibili delle sue tradizioni passate e, talvolta, future. Ci troviamo a San Pietro di Castello, insieme a Sant’Elena, una delle regioni più spinte verso Est della città. Venezia è un’isola, composta di isole e, tra tutte, una delle maggiori per storia e dimensioni è proprio quella di cui stiamo, attraverso uno dei due piccoli ponti, varcando la soglia.

san pietro di castello
la vista dalla balaustra su Rio Sant’Anna

Venezia sorge su pali, conficcati nei terreni e nelle acque paludose, e su pietre. Non molto tempo fa, vi ho raccontato della “Pietra Rossa, dove si fermò la Peste nel 1630”; oggi, invece, vi parlerò della “Pietra Bianca”, dove… no, non ve lo svelo ancora. Portate pazienza.

Davanti alla chiesa di San Pietro di Castello giace, come vedete nel video e nella foto, una pietra bianca, simbolo di un accordo storico: era il punto d’incontro tra il doge e il patriarca di Venezia. Va ricordato che fino al 1807 la cattedrale di Venezia era San Pietro, non San Marco. Questa pietra rappresentava un compromesso: il doge evitava l’umiliazione di arrivare fino alla porta della chiesa, e il patriarca quella di accoglierlo sulla riva. Così, potere temporale e potere spirituale si incontravano, salvaguardando l’onore di entrambi, esattamente a metà strada l’uno dall’altro.

La mia personale esperienza in questo luogo:

È incredibile, dopo secoli, osservare quante persone percorrano questo breve cammino altamente simbolico senza conoscere il significato di questa pietra, calpestandola magari, pensando che sia un semplice rabberciamento del selciato. Eppure è così che vanno le cose, specialmente nelle città d’arte del mondo o, forse ancor di più, proprio a Venezia, dove si incontrano le Pietre d’Inciampo che custodiscono memorie di momenti storici agghiaccianti e crudeli. Resta l’emozione, fortissima, ogni volta che, da una semplice pietra, sboccia una storia unica da raccontare, a prescindere dalla sua polarità interiore.

la pietra bianca del potere dove clero (Patriarca) e stato (Doge) si incontravano
La Pietra Bianca “del Potere”

Questa è un’altra scoperta emersa dagli approfondimenti fatti per la serie “I Segreti di Venezia”; un ennesimo rimpianto personale, per non essere stato sempre più attento a questi piccoli, sfuggevoli dettagli che danno grande testimonianza della storia affascinante della città. San Pietro di Castello è un luogo autentico, suggestivo e quieto. Le masse sembrano quasi rifuggire i luoghi lontani da Rialto e San Marco, ma ricordate: la vera Venezia, quella che un turista mordi e fuggi non cerca, vive tra le pieghe di queste storie uniche.

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In conclusione:

In conclusione, la Pietra Bianca di San Pietro di Castello non è solo una semplice pietra, ma un simbolo profondo di equilibrio tra il potere temporale e spirituale. È una di quelle piccole storie che rendono Venezia unica, arricchendola di significati nascosti, pronti a essere scoperti da chi sa guardare oltre la superficie. Ogni angolo, ogni pietra della città racconta una memoria unica, che, anche se dimenticata, continua a vivere silenziosamente tra le calli. In fondo, è nei dettagli più nascosti che si cela la vera autenticità di Venezia.

Una raccomandazione: Siate Turisti Responsabili… altrimenti sapete che il Gobbo non aspetta altro che il vostro bacio.
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In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

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I Segreti di Venezia: Il Palazzo Dimezzato – Sestiere di Cannaregio

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende ed unicità della città lagunare. Oggi vi racconterò un aneddoto incredibile e, come sempre, per intero nonostante ciò che lo rende un aneddoto sia il suo essere “metà”, incompleto dunque.

Contestualizziamo:

Vi ricordate la storia intorno a Riva de Biasio? Proprio qui, tra le due omonime fermate acquee del vaporetto che si incontrano procedendo dalla Stazione Ferroviaria Santa Lucia verso Piazza San Marco, scopriremo un altro aneddoto incredibile. L’edificio che vedete ritratto, infatti, non lo ammirerete mai. Cercate da ogni prospettiva, scendete all’una o all’altra fermata, arrivateci a piedi. Non lo vedrete. Lui, così come da foto, esiste solo in Photoshop. Non è una burla, garantito, il palazzo esiste, si chiama Palazzo Flangini e ne esiste realmente solo la metà destra.

La facciata immaginaria che vedremmo da Riva de Biasio

La bellezza dei Segreti di Venezia è che, tra piccoli e grandi, non si finisce mai di stupirsi di quanta storia si celi dietro e dentro ogni mattone, graffito, opera ed ingegno. Venezia si fa Arte, Storia e Autrice, in quest’ultimo caso di un romanzo appassionato, che racconta la sua anima.

La mia personale esperienza in questo luogo:

Si rimane sempre affascinati, quasi a bocca aperta, quando si notano alcuni dettagli per la prima volta, pur avendo visto e calpestato queste rive decine di volte. Lo sguardo parte da destra, segue le architetture, le balconate, le balaustre e poi, una brusca interruzione: rimane il cielo, e l’occhio, per proseguire, passa al palazzo di fianco, di certo bello, ma più piccolo e modesto.

La prima domanda, cercando informazioni da raccontare intorno a questo luogo, è: “Perché?”. Difficile dare una risposta esaustiva quanto precisa, ma, nel campo delle ipotesi, i motivi che potrebbero aver portato a non completare l’edificio potrebbero essere di questo tipo: la famiglia Flangini non riuscì ad acquistare la casa attigua per completare il palazzo? Una disputa tra fratelli, in cui uno demolì la metà spettante all’altro? La costruzione fu interrotta per mancanza di fondi? Non sapremo mai la verità, ma potremo tirare a sorte a chi, osservando, lancia l’opzione più verosimile o, al contrario, la più astrusa.

la vista dalla balaustra su Rio Sant’Anna

Scopriamo dunque il vero volto del Palazzo Dimezzato:

Ecco a Voi il palazzo nella sua parziale interezza, un ossimoro doveroso, che fa quasi un parallelismo metaforico con la trama de Il Visconte Dimezzato di Calvino. Ammiriamo un’opera davvero intrigante che, col suo mistero, diventa ancora più ricca di charme.

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In conclusione:

In conclusione, la storia di Palazzo Flangini, con la sua metà non realizzata, è uno degli innumerevoli tasselli che rendono Venezia unica e intrisa di mistero. Ogni angolo della città sembra raccontare un episodio incompleto, quasi sospeso nel tempo, invitando chi la visita a scrutare oltre la superficie. Venezia è un romanzo vivente, in cui l’incompiuto e il perfetto convivono in un equilibrio delicato. Continuare a scoprire questi segreti significa immergersi ogni volta in una narrazione senza fine, fatta di enigmi e bellezze celate.

Una raccomandazione: Siate Turisti Responsabili… altrimenti sapete che il Gobbo non aspetta altro che il vostro bacio.

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