“Santa Claus e i 25 ingredienti della Luce” – 07 Dicembre – Sant’Erasmo

"Santa Claus e i 25 ingredienti della Luce" - cover by Trarealtaesogno

7 Dicembre – Sant’Erasmo

Santa, arrivato a sud-ovest di Mazzorbo, si accorse che il clima più secco del solito e l’aria frizzantina avevano spalancato l’orizzonte lagunare, permettendogli di scorgere nitidamente una nuova isola: quella che si può definire l’orto di Venezia, Sant’Erasmo. Decise di raggiungerla come farebbe un abitante del posto, anche se l’itinerario prevedeva uno scalo a Murano, allungando non poco il tragitto. Mentre osservava il lento susseguirsi delle onde, rifletté su quanto gli abitanti di questi luoghi siano abituati ai ritmi dettati dalla lentezza degli spostamenti – un amaro privilegio che, nel godere della bellezza, li allontana dall’agio della terraferma e dalla praticità. Ne approfittò per fare un inventario di quanto raccolto sino a quel momento. Aprì il sacco di iuta e, uno alla volta, sussurrò a se stesso gli ingredienti: “Acqua dolce, acqua dolce mischiata a quella salata, fango in scatola – qui sorrise –, frammento del Ponte del Diavolo, intonaco ceruleo e rametto di vitigno.” Guardò il tutto, sospirò profondamente e si portò le mani sul volto. Le sue rughe si fecero più cupe e, accigliandosi, mormorò: “Spero ne varrà la pena. Sento che la mia missione è avvolta nell’incertezza e patisco la nostalgia di tutti i miei cari, i primi a sostenermi… senza dimenticare quella testa dura di Rudolf e la sua golosità per le carotine.” Coinvolto a livello emotivo, versò qualche lacrima, che prontamente asciugò con un vecchio fazzoletto bianco, con le sue iniziali ricamate in rosso. Rimise tutto nella sacca e, finalmente, sbarcò nella verdissima Sant’Erasmo. Qui, a sua insaputa, un giovane folletto lo osservava a distanza, discreto. Era il custode dell’isola e della sua fertilità. Se si fosse voluto avvicinare, sarebbe arrivato appena al ginocchio di Santa. Aveva percepito l’amarezza nelle lacrime di Santa – e si sa, nel silenzio, la magia chiama magia. Santa, ancora scorato e stanco, si aggirava per le calli e i campi dell’isola. Trovare un ingrediente degno nella varietà del luogo non sarebbe stato semplice. Il folletto, invisibile, decise di intervenire: mentre Santa passava vicino a un campo di carciofi, sentì improvvisamente un piccolo strattonamento. “Via, via, chiunque tu sia, non è il momento!” borbottò infastidito. Un dolcissimo belato lo fece però voltare: una capretta nana, nera e alta poco più di 40 cm, lo fissava con un musetto vivace, belando come a dire: “Ehi, finalmente ti sei girato!”. Il cuore di Santa si sciolse; il folletto, invisibile, sorrise. Santa si avvicinò e accarezzò la capretta, che intanto aveva messo il capo in posizione da coccole. Come a indicargli qualcosa, la capretta si voltò e camminò nella direzione opposta. Santa, intuendo il segno, la seguì. Era destino, si disse. Raggiunsero uno stelo di carciofo abbandonato al suolo; lo raccolse, lo ripulì dalla terra e lo ripose nella sacca. Questo dialogo silenzioso con la flora e la fauna stava dando risvolti impensabili al suo viaggio. Santa si sentì libero, come un cielo dopo la tempesta, mentre la capretta sgranocchiava le bacche che lui le porgeva. Il folletto svanì felice, vedendo quel signore, inizialmente triste e scoraggiato, sorridere mentre coccolava la capretta. Si stava facendo tardi, il tramonto era vicino e Santa, sentendo borbottare lo stomaco, si rese conto che avrebbe dovuto trovare cibo e riparo lì, sull’isola, in attesa della prossima tappa alla ricerca degli Ingredienti della Luce..

A domani con un nuovo capitolo!

Ingredienti della Luce raccolti finora: Acqua del fiume Piave, Acqua agrodolce della foce del Sile, fango in scatola, frammento del Ponte del Diavolo, intonaco color cielo, rametto di vitigno, stelo di carciofo.

Torna all’elenco dei capitoli.

Usa gli hashtag #25IngredientiDellaLuce e #trarealtaesogno per condividere la tua esperienza con il racconto e tagga il profilo @trarealtaesogno: fai parte del viaggio e ispira altri a scoprire la magia di Venezia!

Vivi la magia del Natale a Venezia e scopri i suoi segreti
Questo progetto prende vita dalla serie “I Segreti di Venezia”, scoprila cliccando qui, traendone ispirazione per diventare un potente canale di valorizzazione e divulgazione del ricco patrimonio culturale e storico della città lagunare. Con un linguaggio accessibile e coinvolgente, il racconto trasforma ogni pagina in un’esperienza unica, intrecciando storia e magia, e svelando, attraverso la narrazione, alcuni degli affascinanti segreti della serie stessa. Un viaggio emozionante che invita il lettore a scoprire Venezia con occhi nuovi.

Non perdere nemmeno un capitolo!
Scopri i 25 capitoli di questa straordinaria avventura, clicca sui link per immergerti in ogni episodio e lasciati conquistare dal fascino unico di Venezia. Segui la storia e condividi l’emozione con amici e familiari: ogni giorno, un nuovo tassello illuminerà il tuo cammino verso il Natale.

banner caccia al tesoro fotografica a venezia che linka all'articolo

Attiva le notifiche o iscriviti a questo blog, è gratis e lo sarà sempre!

I capitoli e le date di uscita:

01 Dicembre – Santa Maria di Piave

02 Dicembre – Foce del Sile

03 Dicembre – Lio Piccolo

04 Dicembre – Isola di Torcello

05 Dicembre – Isola di Burano

06 Dicembre – Isola di Mazzorbo

07 Dicembre – Isola di Sant’Erasmo

08 Dicembre – Isola delle Vignole

09 Dicembre – Isola della Certosa

10 Dicembre – Isola di San Francesco del Deserto

11 Dicembre – Isola di Poveglia

12 Dicembre – Località Malamocco

13 Dicembre – San Pietro in Volta

14 Dicembre – Pellestrina

15 Dicembre – Cà Roman

16 Dicembre – Chioggia

17 Dicembre – Sottomarina

18 Dicembre – Isola di San Lazzaro degli Armeni

19 Dicembre – Sestiere Castello

20 Dicembre – Isola della Giudecca

21 Dicembre – Sestiere Dorsoduro

22 Dicembre – Sestiere San Polo

23 Dicembre – Sestieri San Polo, San Marco e Castello

24 Dicembre – Sestiere di San Marco

25 Dicembre – Sestiere Castello

I Segreti di Venezia: Il Mascherone a difesa di Santa Maria Formosa – Castello

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti storie e le unicità della splendida città lagunare. La storia di oggi conduce a Santa Maria Formosa, una delle prime chiese del Sestiere di Castello che incontreremo provenendo dal Sestiere di San Marco .

Quello che la rende peculiare, oltre ai capolavori contenuti al suo interno, è un mascherone in marmo scolpito sulla sommità della porta che permette di accedere al campanile.

Come si arriva alla Chiesa di Santa Maria Formosa?

Da Piazza San Marco, imboccate il portico che passa al di sotto della Torre dell’Orologio dei Mori, e proseguite fino a quando non incontrerete, sulla destra, Calle Larga San Marco. Proseguite quindi lungo quella calle fino a Calle degli Specchieri. Arriverete a Calle del Ponte de la Guerra: percorretela tutta, svoltando a destra e proseguendo fino all’omonimo ponte. Da lì, proseguendo dritti e attraversando un altro ponte, arriverete sul lato della Chiesa di Santa Maria Formosa che ci interessa. Vi troverete in uno dei campi più peculiari della città, in cui potervi godere le meraviglie del circostante o ristorarvi presso qualche attività.

La Chiesa di Santa Maria Formosa

Se siete in zona inoltre non perdete una visita alla “Casa Penisola” ed alla “Libreria Acqua Alta”.

Qual è la sua funzione?

Impossibile non notare il Mascaron del campanile di Santa Maria Formosa a Venezia. Con la sua espressione minacciosa e quell’aria tra grugno e il sarcastico, sembra voler incutere timore a chiunque lo osservi. Questa figura grottesca non è lì per caso: la sua funzione è quella di proteggere il luogo sacro, allontanando le forze del male e fungendo da guardiano contro ogni sorta di influsso maligno.

I veneziani amavano decorare chiese e palazzi con mascheroni simili, disposti spesso vicino ai campanili, per scacciare gli spiriti attratti dal rintocco delle campane. Il loro aspetto, volutamente mostruoso, doveva essere abbastanza spaventoso da intimidire il male e tenerlo a distanza.

Anche lo scrittore John Ruskin rimase colpito dal Mascaron di Santa Maria Formosa, definendolo “un testone mostruoso e animalesco”, talmente disturbante da risultare impossibile da disegnare o descrivere a parole.

dettaglio d’insieme

Come tanti dettagli dell’architettura veneziana, questo mascherone non è solo decorativo: è un mix perfetto di arte, tradizione e superstizione, un simbolo silenzioso che continua a vegliare sulla città.

banner caccia al tesoro fotografica a venezia che linka all'articolo

Venezia e la superstizione:

Impossibile non cogliere il legame tra la superstizione e Venezia, dal naso nero del “Sior Rioba” , passando per le “ancorette” o dalla leggenda amorosa di Orio e Melusina.

In conclusione:

Venezia è una città dove arte e superstizione si fondono in modo unico e affascinante. Il Mascaron di Santa Maria Formosa è un chiaro esempio di come la bellezza si intrecci con il mistero e la protezione. Questo dettaglio architettonico non è solo un elemento decorativo, ma una figura che ha il compito di scacciare il male. Ogni angolo della città racconta storie che vanno oltre il visibile, rendendo Venezia un luogo da scoprire in ogni suo dettaglio.

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!

Vi aspetto con nuovi segreti e avventure ogni venerdì!

Vi siete persi gli articoli precedenti?

Non preoccupatevi, potete trovarli tutti cliccando QUI!

E, per non perdere le prossime pubblicazioni, seguitemi anche su Instagram!”

Leggete altre cose interessanti:

Le mie poesie “Komorebi”

Ticket di accesso a Venezia

Glossario toponomastico Veneziano

Come essere turisti responsabili

Come arrivare a Pellestrina

10 cose da fare a Pellestrina almeno una volta nella vita

Tutti gli articoli su Pellestrina

Burano comoda e a portata di Vaporetto

Chioggia & Sottomarina

“Santa Claus e i 25 ingredienti della Luce” – 06 Dicembre – Mazzorbo

"Santa Claus e i 25 ingredienti della Luce" - cover by Trarealtaesogno

6 Dicembre – Mazzorbo

Attraversando il ponte Longo, che “avvicina” le due isole contigue, Santa si interrogava su uno scenario ipotetico: se il mondo animale non fosse tanto superiore a quello umano, ma alla pari in intelletto e capacità, sarebbe in grado di elevarsi a esempio e condurre l’umanità a braccetto verso un livello superiore? Oppure esalterebbe i difetti che già ci qualificano come umani? Non lo sapremo mai, ma ogni tanto è bello rifletterci su. Giunto a Mazzorbo, gli si presentò subito un bivio: tenendo la sinistra sarebbe giunto al cimitero, mentre tenendo la destra avrebbe imboccato una calle tra due file di case. Santa scelse questa seconda opzione. Per quanto non fosse particolarmente scaramantico, si sarebbe sentito a disagio a percorrere la strada del cimitero per compiere una tappa della sua ricerca degli Ingredienti della Luce. Mormorando compiaciuto, si diresse a destra. Le case erano variopinte anche qui, ma in modo più tenue, meno sgargiante, con un aspetto locale e geometrie più moderne: un buon tentativo di costruire in armonia con l’ambiente. D’un tratto, Santa si ricordò perché conosceva il nome di Mazzorbo: era famosa per i suoi filari di vitigni, da cui si ottiene un vino che, in passato, aveva trovato accanto a dei biscotti lasciati da un bambino veneziano davanti al camino in attesa del suo arrivo. Ne serbava un eccellente ricordo—del vino, s’intende; il bambino era un monello viziato, cui non bastarono quattro o cinque sacchi di carbone per redimersi. Camminando per l’isoletta in lungo e in largo, arrivò ai filari. Lì, un contadino segnato dalla fatica lo squadrò da capo a piedi, come si fa con i forestieri nei piccoli paesi, esordendo così dopo essersi appoggiato alla recinzione con una mano: “Salve, buon uomo, cosa la porta quaggiù?” E Santa: “Stamane mi aggiravo per Burano e, meglio che non le dica chi, che se no mi prenderebbe per squinternato, mi ha consigliato di scoprire quest’isola, dove ben vedo che il dialogo tra uomo e terra si mantiene florido.” Il contadino rispose: “Ha ragione, sulle mie mani una veggente ci leggerebbe il passato, non il futuro. Guardi…” Mostrò i palmi con fierezza: “Ogni grinza, ogni ruga, ogni ferita, tutto per amore dei miei vitigni.” Santa, stupefatto, rispose: “Caspita! Le sue cicatrici fanno concorrenza alle fatiche d’Ercole; ha i tratti dell’eroe la sua dedizione.” “No,” rispose l’uomo, “quella di un uomo che ama la sua terra, la benedice col suo lavoro e gode dei suoi frutti. Ha mai saggiato la bontà di queste uve?” Disse, tirando fuori un grappolo da uno zainetto rosso scuro che custodiva le sue cose. Santa avvicinò le dita con riverenza a quegli acini preziosi, offerti attraverso la rete che pareva unirli anziché dividerli, e se li portò alla bocca, due o tre. Il suo volto ebbe un sussulto gioioso: dovevano essere deliziosi. “La ringrazio, questo suo assaggio vale tantissimo per me.” E lui: “L’uva è presente o sorgente primigenia di svariati eventi miracolosi per chi, come me, crede e ha fede. Sa essere frutto aspro, come il lavoro e la cura che necessita, ma ripaga, come ogni sacrificio ben riposto.” “Posso chiederle, a memoria del nostro incontro, un rametto privo di frutti dai suoi filari?” Il contadino, felice di accontentarlo, rispose: “Certo.” Santa lo ringraziò, ponendolo nel sacco di juta, sorrise al contadino generoso e si ripeté in un sussurro, tornando sui suoi passi: “È proprio vero, i piccoli gesti emanano una luce speciale che si riflette nella quotidianità come un riverbero gioioso che, nella terra, trova un suolo fecondo su cui radicarsi. La speranza non muore mai,” disse infine a sé stesso.

A domani con un nuovo capitolo!

Ingredienti della Luce raccolti finora: Acqua del fiume Piave, Acqua agrodolce della foce del Sile, fango in scatola, frammento del Ponte del Diavolo, intonaco color cielo, rametto di vitigno.

Torna all’elenco dei capitoli.

Usa gli hashtag #25IngredientiDellaLuce e #trarealtaesogno per condividere la tua esperienza con il racconto e tagga il profilo @trarealtaesogno: fai parte del viaggio e ispira altri a scoprire la magia di Venezia!

Vivi la magia del Natale a Venezia e scopri i suoi segreti
Questo progetto prende vita dalla serie “I Segreti di Venezia”, scoprila cliccando qui, traendone ispirazione per diventare un potente canale di valorizzazione e divulgazione del ricco patrimonio culturale e storico della città lagunare. Con un linguaggio accessibile e coinvolgente, il racconto trasforma ogni pagina in un’esperienza unica, intrecciando storia e magia, e svelando, attraverso la narrazione, alcuni degli affascinanti segreti della serie stessa. Un viaggio emozionante che invita il lettore a scoprire Venezia con occhi nuovi.

Non perdere nemmeno un capitolo!
Scopri i 25 capitoli di questa straordinaria avventura, clicca sui link per immergerti in ogni episodio e lasciati conquistare dal fascino unico di Venezia. Segui la storia e condividi l’emozione con amici e familiari: ogni giorno, un nuovo tassello illuminerà il tuo cammino verso il Natale.

banner caccia al tesoro fotografica a venezia che linka all'articolo

Attiva le notifiche o iscriviti a questo blog, è gratis e lo sarà sempre!

I capitoli e le date di uscita:

01 Dicembre – Santa Maria di Piave

02 Dicembre – Foce del Sile

03 Dicembre – Lio Piccolo

04 Dicembre – Isola di Torcello

05 Dicembre – Isola di Burano

06 Dicembre – Isola di Mazzorbo

07 Dicembre – Isola di Sant’Erasmo

08 Dicembre – Isola delle Vignole

09 Dicembre – Isola della Certosa

10 Dicembre – Isola di San Francesco del Deserto

11 Dicembre – Isola di Poveglia

12 Dicembre – Località Malamocco

13 Dicembre – San Pietro in Volta

14 Dicembre – Pellestrina

15 Dicembre – Cà Roman

16 Dicembre – Chioggia

17 Dicembre – Sottomarina

18 Dicembre – Isola di San Lazzaro degli Armeni

19 Dicembre – Sestiere Castello

20 Dicembre – Isola della Giudecca

21 Dicembre – Sestiere Dorsoduro

22 Dicembre – Sestiere San Polo

23 Dicembre – Sestieri San Polo, San Marco e Castello

24 Dicembre – Sestiere di San Marco

25 Dicembre – Sestiere Castello

“Santa Claus e i 25 ingredienti della Luce” – 05 Dicembre – Burano

"Santa Claus e i 25 ingredienti della Luce" - cover by Trarealtaesogno

5 Dicembre – Burano

La luce filtrava sommessamente attraverso la brina che si era formata sulle vetrate dell’approdo. Dormiva ancora, ma a un tratto i versi rabbiosi di un gabbiano destarono Santa dal suo sonno profondo. Volgendo lo sguardo verso il rumore, si accorse che il gabbiano stava rabbiosamente sfilacciando la base del sacco in iuta, provocando uno squarcio che, se ignorato, avrebbe causato il danneggiamento e lo smarrimento di buona parte, forse della totalità, del prezioso contenuto. Santa emise un lamento tipico di chi soffre di mal di schiena e cercò di muoversi velocemente per raggiungere il taschino in cui serbava i croccantini, snack delle renne. Scuotendoli nell’aria, fece sì che il rumore incuriosisse il volatile; ne scagliò una manciata nell’acqua di fronte all’approdo e il gabbiano cessò di azzannare il sacco di iuta in favore di un cibo più goloso. Santa non era solito usare esclamazioni e improperi, ma ci andò vicino. Con ago e filo rabberciò il sacco, poi, con i polpastrelli, disegnò uno smile sui vetri dell’approdo, per poi mettersi in attesa dell’arrivo del vaporetto che lo avrebbe condotto finalmente a Burano. Una volta a bordo, si prese la briga di cercare subito il marinaio: era infatti sprovvisto del biglietto e, memore che in caso di sanzione avrebbe avuto serie difficoltà a fornire delle generalità credibili, si affrettò ad acquistare il biglietto a bordo, a prezzo maggiorato e alcuni altri per esigenze future. Tempo di risolvere questa questione burocratica, si fece già ora di scendere. Burano si presentò subito con un’ampia rappresentanza del suo repertorio cromatico: file interminabili di case, ciascuna con il proprio gusto cromatico, sobrie, sgargianti, smargiasse pure, ognuna con il proprio carattere, spesso riflesso degli antichi proprietari. Santa si disse: “Non oso immaginare in tempi antichi come avrebbero potuto i pescatori riconoscere le loro case nella nebbia più fitta, senza questo stratagemma dei colori”. Santa si fece forza, la missione che voleva portare a compimento era più importante dell’incanto che lo circondava: una rinuncia per fini più alti. Al contempo si rese conto che non aveva ancora fatto un inventario di quanto raccolto e, per quanto godesse di buona memoria, anche questo tipo di concentrazione e attenzione era necessario. L’unica certezza era che l’ingrediente segreto si sarebbe rivelato da sé, come gli altri. Cammina che ti cammina, giunse a un incrocio di canali sovrastato da un numero cospicuo di ponti che, per quanto giusti, parevano quasi in sovrannumero rispetto alla reale esigenza, data l’esigua dimensione dell’area. Si accorse poi che quello che stava varcando era denominato Ponte degli Assassini; trovandosi solo, un brivido lo percorse tutto, ma si tranquillizzò ripensando a quella volta che, a Venezia, passò per il Rio Terà degli Assassini, luoghi anticamente malfamati che oggi riflettevano solo gli spettri del loro passato. Percorrendo queste fondamenta, d’un tratto sentì una voce in lontananza ripetere quasi come una cantilena: “Barba qui qui qui, barba qui qui qui, ciambellone qui qui qui”. Man mano che si avvicinava, la voce si faceva più distinguibile, lievemente rauca; non era sicuramente umana. Arrivato vicino al suono, Santa capì la situazione, che si fece improvvisamente grottesca. L’interlocutore che lo richiamava era un pappagallo amazzone, tipico del Centro e Sud America, appollaiato su un trespolo, libero, fedele alla sua zolla di mondo. Santa lo scrutò per bene, così il volatile, sentendosi oggetto di sfida, proseguì: “Ciambella senza zucchero, cosa guardi?” E Santa: “Ehi tipetto, sei tu che mi hai chiamato da centinaia di metri di distanza, non fare il furbo”. A quel punto il pappagallo volò via per poi tornare con un frammento di intonaco azzurro stretto nel becco e dire: “Casa del cielo, tuo ora”. Santa rimase davvero sorpreso dalla loquacità e dalla verve di quel pennuto. Non poteva certo ricompensarlo come i gatti, così mise alcuni snack in una ciotola ai piedi del trespolo. Il pappagallo apprezzò il gesto, si lasciò accarezzare due volte la testolina e poi si alzò sulle zampe, allargando le ali in segno di saluto. Santa rise di gusto per l’incontro estemporaneo e, allontanandosi, chiese a se stesso ad alta voce come sarebbe potuto proseguire il viaggio. Poco lontano, l’animale, ancora issato ad ali aperte sul trespolo, sbraitò: “Mazzorbo, ciambellone senza zucchero”. Santa prese nota: in fondo era collegata a Burano da un ponte, e visitarla sarebbe costato poco tempo. Mise il pezzo di intonaco azzurro cielo dentro la sacca di iuta, rabberciata poco prima, e si incamminò, salutando con ampi gesti delle mani il folle animale che aveva contraddistinto questa tappa..

A domani con un nuovo capitolo!

Ingredienti della Luce raccolti finora: Acqua del fiume Piave, Acqua agrodolce della foce del Sile, fango in scatola, frammento del Ponte del Diavolo, intonaco color cielo.

Torna all’elenco dei capitoli.

Usa gli hashtag #25IngredientiDellaLuce e #trarealtaesogno per condividere la tua esperienza con il racconto e tagga il profilo @trarealtaesogno: fai parte del viaggio e ispira altri a scoprire la magia di Venezia!

Vivi la magia del Natale a Venezia e scopri i suoi segreti
Questo progetto prende vita dalla serie “I Segreti di Venezia”, scoprila cliccando qui, traendone ispirazione per diventare un potente canale di valorizzazione e divulgazione del ricco patrimonio culturale e storico della città lagunare. Con un linguaggio accessibile e coinvolgente, il racconto trasforma ogni pagina in un’esperienza unica, intrecciando storia e magia, e svelando, attraverso la narrazione, alcuni degli affascinanti segreti della serie stessa. Un viaggio emozionante che invita il lettore a scoprire Venezia con occhi nuovi.

Non perdere nemmeno un capitolo!
Scopri i 25 capitoli di questa straordinaria avventura, clicca sui link per immergerti in ogni episodio e lasciati conquistare dal fascino unico di Venezia. Segui la storia e condividi l’emozione con amici e familiari: ogni giorno, un nuovo tassello illuminerà il tuo cammino verso il Natale.

banner caccia al tesoro fotografica a venezia che linka all'articolo

Attiva le notifiche o iscriviti a questo blog, è gratis e lo sarà sempre!

I capitoli e le date di uscita:

01 Dicembre – Santa Maria di Piave

02 Dicembre – Foce del Sile

03 Dicembre – Lio Piccolo

04 Dicembre – Isola di Torcello

05 Dicembre – Isola di Burano

06 Dicembre – Isola di Mazzorbo

07 Dicembre – Isola di Sant’Erasmo

08 Dicembre – Isola delle Vignole

09 Dicembre – Isola della Certosa

10 Dicembre – Isola di San Francesco del Deserto

11 Dicembre – Isola di Poveglia

12 Dicembre – Località Malamocco

13 Dicembre – San Pietro in Volta

14 Dicembre – Pellestrina

15 Dicembre – Cà Roman

16 Dicembre – Chioggia

17 Dicembre – Sottomarina

18 Dicembre – Isola di San Lazzaro degli Armeni

19 Dicembre – Sestiere Castello

20 Dicembre – Isola della Giudecca

21 Dicembre – Sestiere Dorsoduro

22 Dicembre – Sestiere San Polo

23 Dicembre – Sestieri San Polo, San Marco e Castello

24 Dicembre – Sestiere di San Marco

25 Dicembre – Sestiere Castello

“Santa Claus e i 25 ingredienti della Luce” – 04 Dicembre – Isola di Torcello

"Santa Claus e i 25 ingredienti della Luce" - cover by Trarealtaesogno

4 Dicembre – Isola di Torcello

Al risveglio, giusto al cantare del gallo, Santa si ricompose e approfittò di un catino di raccolta ricolmo d’acqua piovana gelida per sciacquarsi il viso. Un’esclamazione stizzita seguì il contatto con l’acqua freddissima, seguita dal confortevole contatto con un asciugamano profumato al talco che Santa serbava sempre nella sua sacca di iuta. Affacciandosi al balcone, fece giusto in tempo a salutare Pietro che stava per andare a scuola, costretto a partire prestissimo per non fare tardi. Una volta pronto, chiuse la porta alle sue spalle e andò a bussare presso la casa di Giovanni, così da ringraziarlo per il suo gesto, lasciando poi al nonno per Pietro un secondo sacchettino, questa volta con dei semi di piante aromatiche, certo del suo gradimento. Giovanni si fece avanti con una proposta: “Oggi sarà una giornata bellissima, sarebbe un peccato se lei non visitasse Torcello. Non vuole un passaggio?”. Santa acconsentì felice, sicuro che vi avrebbe trovato qualche ingrediente prezioso. Una volta giunto a un approdo del trasporto pubblico, totalmente diverso ed in legno rispetto a quelli veneziani, Santa si incamminò lungo un viottolo circondato dalla vegetazione su un lato e da un canale sull’altro. Era così presto da essere l’unico a percorrere quei luoghi, unico compagno il vapore che scaturiva dal suo respiro e qualche goccia di condensa che cominciava a sbocciare sulla fitta barba bianca. Il silenzio dominava quei luoghi, così denso e fitto da sembrare un frastuono. Arrivato presso il Ponte del Diavolo, vide un gatto rosso, leggermente striato, che stava giocando con una petruzza che pareva essere una scheggia del ponte. Santa si avvicinò, riuscì a distinguere le fusa del gatto che, appesa al collo, aveva una medaglietta con scritto “Birba”. Frugò nel taschino e trovò un sacchettino di crocchette per renne, le fece annusare al micio che, di buon grado, accettò lo scambio. Quella petruzza del Ponte del Diavolo era impregnata della storia leggendaria di quel luogo; sicuramente anche un pizzico di tenebra può aiutare la ricetta nella sua interezza. Incuriosito dal luogo, Santa proseguì, scorgendo sul famoso “Trono di Attila”, presso il piazzale dove sorgono la Chiesa e la Basilica, un vecchio pescatore riverso in diagonale con schiena e gambe sui due braccioli del trono. Gli si fece vicino e chiese: “Tutto bene, nostromo?”. E lui: “Sono Oreste, capitano della Nettuno. Bene. Bene. Ma ricorda, il bene è un elisir che si consuma al ritmo della fatica e del tempo; commisurato però all’esperienza che, man mano che il bene stesso scema e si fa parco, lo rende bastevole per sorridere ancora. Una scintilla che, se ben spesa, può attizzare nuovi fuochi o, al contrario, lasciarli morire d’inedia. Sono anni che pesco, tra mare e laguna, riesco a distinguere i pensieri delle onde, così come quelli degli abissi. Non ci meritiamo questo mondo, ma ormai ne facciamo parte e, capendolo, possiamo offrire ancora il nostro contributo. Ti ho visto raccogliere la petruzza con cui giocava Birba al Ponte, sei stato generoso con le crocchette. Il passato ha sempre in sé un pizzico di futuro”. Santa, stupito dalla cosa non avendo visto nessuno, si fece forza e chiese il permesso di scattargli una foto. Ottenutolo, estrasse la sua Polaroid Xiao Pocket per fare una foto al pescatore che, sorridendo, si prestò alla missione inconsapevolmente rispetto allo scopo ultimo della stessa. Santa infatti parlò di un progetto fotografico sulla felicità, ma, come sappiamo, questa cosa va ben oltre: la magia parla tutte le lingue del mondo. Dopo un minuto la foto fu pronta, Santa ne fece una seconda, così da regalarla a Oreste a ricordo del loro incontro. Santa si congedò e, piano piano, tornò verso la fermata del vaporetto. La prossima tappa era vicina, ma voleva viverla come un abitante del posto.

A domani con un nuovo capitolo!

Ingredienti della Luce raccolti finora: Acqua del fiume Piave, Acqua agrodolce della foce del Sile, fango in scatola, frammento del Ponte del Diavolo.

Torna all’elenco dei capitoli.

Usa gli hashtag #25IngredientiDellaLuce e #trarealtaesogno per condividere la tua esperienza con il racconto e tagga il profilo @trarealtaesogno: fai parte del viaggio e ispira altri a scoprire la magia di Venezia!

Vivi la magia del Natale a Venezia e scopri i suoi segreti
Questo progetto prende vita dalla serie “I Segreti di Venezia”, scoprila cliccando qui, traendone ispirazione per diventare un potente canale di valorizzazione e divulgazione del ricco patrimonio culturale e storico della città lagunare. Con un linguaggio accessibile e coinvolgente, il racconto trasforma ogni pagina in un’esperienza unica, intrecciando storia e magia, e svelando, attraverso la narrazione, alcuni degli affascinanti segreti della serie stessa. Un viaggio emozionante che invita il lettore a scoprire Venezia con occhi nuovi.

Non perdere nemmeno un capitolo!
Scopri i 25 capitoli di questa straordinaria avventura, clicca sui link per immergerti in ogni episodio e lasciati conquistare dal fascino unico di Venezia. Segui la storia e condividi l’emozione con amici e familiari: ogni giorno, un nuovo tassello illuminerà il tuo cammino verso il Natale.

banner caccia al tesoro fotografica a venezia che linka all'articolo

Attiva le notifiche o iscriviti a questo blog, è gratis e lo sarà sempre!

I capitoli e le date di uscita:

01 Dicembre – Santa Maria di Piave

02 Dicembre – Foce del Sile

03 Dicembre – Lio Piccolo

04 Dicembre – Isola di Torcello

05 Dicembre – Isola di Burano

06 Dicembre – Isola di Mazzorbo

07 Dicembre – Isola di Sant’Erasmo

08 Dicembre – Isola delle Vignole

09 Dicembre – Isola della Certosa

10 Dicembre – Isola di San Francesco del Deserto

11 Dicembre – Isola di Poveglia

12 Dicembre – Località Malamocco

13 Dicembre – San Pietro in Volta

14 Dicembre – Pellestrina

15 Dicembre – Cà Roman

16 Dicembre – Chioggia

17 Dicembre – Sottomarina

18 Dicembre – Isola di San Lazzaro degli Armeni

19 Dicembre – Sestiere Castello

20 Dicembre – Isola della Giudecca

21 Dicembre – Sestiere Dorsoduro

22 Dicembre – Sestiere San Polo

23 Dicembre – Sestieri San Polo, San Marco e Castello

24 Dicembre – Sestiere di San Marco

25 Dicembre – Sestiere Castello