I Segreti di Venezia | Sessioni Analogiche, Pt. 2: La Luce Lagunare, i Gesti Quotidiani, i Contrasti e l’Atmosfera Viva

Nel primo capitolo di questa esplorazione analogica ci siamo immersi nella struttura pura e geometrica del bianco e nero. Oggi la prospettiva cambia: spazio al colore.

Per questo secondo rullino ho scelto una pellicola 200 ASA a colori, il supporto ideale per raccogliere la gamma cromatica imprevedibile della laguna. In un’epoca dominata dallo scatto digitale compulsivo, affrontare Venezia con soli 36 fotogrammi a colori significa compiere una vera e propria scelta di sintesi. Nessuna modifica a posteriori, nessuna saturazione artificiale: solo la luce naturale che incontra l’emulsione chimica.

Se il bianco e nero ha rivelato la spina dorsale della città, il colore ne restituisce il battito cardiaco. I rossi terrosi dei mattoni scrostati, l’azzurro cangiante dei canali, il verde squillante dell’edera che si arrampica sui muri secolari e le tonalità calde della pietra d’Istria al sole si fondono con i gesti della vita quotidiana, trasformando ogni scorcio in un quadro vivo.

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Prima di cominciare, vi presento un valido assistente

(Nota: ci tengo a precisarlo, non si tratta di una collaborazione o di un contenuto pubblicitario/ADV, ma solo del racconto sincero degli strumenti usati sul campo e acquistati senza contributi esterni).

Nonostante le fotocamere utilizzate durante le due sessioni fossero già dotate di esposimetro integrato, il Godox C100 si è rivelato un utile supporto esterno per una rapida verifica prima dello scatto. Questo piccolo dispositivo tascabile con mirino trasparente (transparent viewfinder) permette infatti di inquadrare la scena e avere un riscontro immediato sulla quantità di luce globale. Non trattandosi di un esposimetro con lettura spot, ma di una misurazione valutativa sull’intera area, non è uno strumento perfetto nei contrasti più estremi — come i passaggi in ombra nei sotoporteghi con sfondi in pieno sole. Tuttavia, usato con consapevolezza e affiancato all’esposimetro della macchina, offre un secondo parere visivo veloce, perfetto per confermare l’esposizione o ottenere dei parametri affidabili in caso la nostra fotocamera non potesse fornirli, prima di consumare uno dei preziosi 36 fotogrammi del rullino.

🎥 Non è finita qui: per chi vuole vivere l’esperienza sul campo e vedere il “dietro le quinte” di queste due uscite con la fotocamera al collo e il rullino inserito, a breve uscirà sul mio canale YouTube un video interamente dedicato a questa sessione analogica. Vi porterò con me tra le calli e i canali per mostrare dal vivo come sono nati questi scatti. Iscrivetevi al canale per non perdervelo!

Sezione 1: La Luce e la Palette dei Sestieri

Ramo del forno – L’edera rampicante, il rosso dell’intonaco scrostato e la figura con la valigia compongono il quadro ideale della vita veneziana.
Trame di colonnati. Il calore della luce dorata filtra tra le colonne illuminando la pietra d’Istria e la porta verde in ombra.
Angoli di quiete. Panchine immerse nel verde di un campiello residenziale, tra mattoni rossi e vestiti stesi.

Sezione 2: I Gesti e il Lavoro sull’Acqua

Manutenzione d’acqua. La gestualità del lavoro quotidiano tra bricole e pali d’ormeggio sotto le finestre storiche.
Incrocio d’imbarcazioni. Inquadratura dall’alto che cattura la perizia e il ritmo dei gondolieri all’intersezione tra due canali stretti.
Passaggio cinematografico. L’uomo con cappello e trolley cammina lungo la fondamenta; il contrasto tra l’azzurro dell’acqua e la pietra crea un dinamismo unico.

Sezione 3: La Vita Lenta e i Dettagli Sospesi

Mani e archeologia industriale. La scultura contemporanea si erge di fronte alla vecchia gru dell’Arsenale sotto un cielo limpido.
Lama di luce nel vicolo. Il sole taglia in diagonale la calle, mettendo in risalto la figura al centro e il rigoglio delle piante a parete, il tutto mentre il passante è vestito come i panni stesi.
Arte sulla fondamenta. Due pittrici affacciate sul canale illuminato dal sole radente che fa risaltare la texture dei mattoni.
Prospettiva classica. Il Rio di Palazzo e il Ponte dei Sospiri; la luce sulla pietra lavorata di Palazzo Ducale contrasta con l’ombra del canale sotto l’arcata.

Epilogo: Riavvolgere il rullino, attende, sperare e ritrovare il tempo di vedere anzichè guardare

Tirare la leva del riavvolgimento alla fine del trentaseiesimo scatto ha un suono inconfondibile. È il click metallico che sancisce la fine di una scommessa: non sapere subito com’è andata, ma sentire di averci messo attenzione, presenza e cura.

Questa doppia immersione analogica mi ha ricordato quanto sia importante, ogni tanto, staccare la spina dalla frenesia del digitale. Quando non puoi verificare lo schermo dopo ogni pressione del pulsante, smetti di guardare la foto e torni a guardare la realtà. Impari di nuovo ad aspettare che l’ombra si sposti della misura giusta, che la barca tagli il riflesso dell’acqua nel punto perfetto, che la persona in calle compia quel passo che trasforma uno scorcio ordinario in una storia.

In fondo, questo ritorno alla pellicola mi ha riportato dritto a un pensiero che appuntai sul blog tempo fa, in quell’articolo acerbo ma sentito del 2022 intitolato Ciribiribì, ricordando gli spot Kodak degli anni ’80/’90: quella sensazione genuina di quando la fotografia era un piccolo rito fatto di attesa, sentimenti e magia. Rileggere quelle righe oggi, dopo aver coperto la città a passo lento con solo 72 possibilità in tasca, chiude un cerchio perfetto tra chi ero, chi sono e come scelgo di raccontare Venezia.

Il colore ci restituisce una laguna viva, cangiante, quotidiana; il bianco e nero ce ne ha mostrato l’architettura eterna, ma con scene che, osservandole bene, in assenza del colore perdono una chiara collocazione temporale. Entrambe le visioni condividono però lo stesso messaggio: Venezia richiede rispetto, tempo e sguardi consapevoli.

Spero che questo viaggio in due puntate vi abbia fatto venire voglia di rallentare i passi la prossima volta che vi perderete tra i suoi sestieri, anche solo per osservare la salsedine che si lega ai mattoni lungo una parete.

Qual è lo scatto di questa serie a colori che vi ha fatto battere di più il cuore? Siete team bianco e nero o team colori? Aspetto i vostri commenti qui sotto!

Grazie per aver camminato con me fino a qui.

Scopri la mappa segreta di Venezia: oltre 100 Segreti di Venezia e altre curiosità da esplorare

Qui sotto trovi la mappa interattiva dei Segreti di Venezia, con tutti i luoghi geolocalizzati. Ogni pin ti condurrà direttamente all’articolo corrispondente, permettendoti di esplorare la città seguendo le tracce dei racconti e di scoprire angoli nascosti e curiosità come mai prima d’ora.

Per una navigazione completa, nella pagina indice di tutti gli articoli troverai lo stesso approccio: ogni segreto, oltre alla classica divisione per Sestiere, è collegato alla sua posizione sulla mappa, pronta a guidarti tra i misteri, le storie e le leggende di Venezia. La maggior parte degli articoli è geolocalizzata nel punto reale in cui si svolgono i fatti, mentre alcuni trovano una collocazione più “metaforica”, evocando luoghi legati al racconto più che alla posizione fisica.

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I Segreti di Venezia: L’Arsenale di Venezia – Castello

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti storie e le unicità della splendida città lagunare. Venezia è stata una potenza marittima, la porta dell’Occidente verso l’Oriente, e una delle quattro repubbliche marinare insieme ad Amalfi, Genova e Pisa. Fu solo nel 1492 che questo dominio subì un freno, con la scoperta di Cristoforo Colombo e le sue immediate conseguenze geopolitiche.

Perdonate questa introduzione insolita rispetto allo stile abituale di questo blog, ma l’articolo di oggi parla di una zona di Venezia affascinante, ricca di storie e aneddoti che cercherò di raccontarvi nella loro forma più semplice. È un invito a scoprire di più, in modo personale, a esplorare questa parte della città in prima persona.

Venezia e l’Arsenale: Dove si trova, qual era la sua funzione in passato e quale ruolo svolge oggi?

Dove: Chi giunge fino a questa soglia ha già compiuto passi ben oltre le cose più comuni, percorrendo un cammino che va al di là dell’immaginabile. Ci troviamo nel cuore del Sestiere di Castello, una delle zone più a est di Venezia, a pochi passi da Via Garibaldi, dal Caffè della Serra e, non da ultimo, dal Cuore di Melusina.

La sua funzione nel passato: L’Arsenale era un’opera grandiosa di tecnica e manodopera navale, il volano principale della potenza marittima della Repubblica di Venezia. Un luogo “tutto in uno”, dove si costruivano e manutenavano navi da guerra e mercantili. Grazie alla sua proverbiale produttività, l’Arsenale divenne il segreto che permise a Venezia di dominare il commercio e le rotte marittime, un centro industriale che fu vanto per tutta l’Europa e alimentò le ambizioni mediterranee dei lagunari.

Il suo ruolo oggi: Oggi, l’Arsenale è un fulcro storico e culturale di grande rilevanza, non più come potenza marittima, ma come custode del suo affascinante passato. Vi si svolgono eventi culturali, mostre internazionali come la Biennale di Architettura e altre attività legate al mondo dell’arte. Si declina quindi come punto di incontro tra storia e innovazione, senza dimenticare che in alcuni suoi padiglioni si effettuano ancora restauri di imbarcazioni storiche e attività di conservazione, ospitando peraltro il celebre: “Moro di Venezia” che nel 1992 è stato l’imbarcazione italiana per la Coppa America.

Cosa posso fare all’Arsenale?

  • Esplorare la Biennale : All’Arsenale di Venezia si svolgono due eventi principali: la Biennale di Architettura, che si tiene ogni due anni negli anni pari, e presenta mostre e installazioni internazionali dedicate all’architettura, e la Biennale d’Arte, che si svolge negli anni dispari e offre una panoramica sull’arte contemporanea con la partecipazione di oltre 70 paesi. Oltre a questi, l’Arsenale ospita anche eventi collaterali, come conferenze e mostre, legati alle manifestazioni principali.
  • Visite culturali e storiche: L’Arsenale è ancora oggi un importante sito storico, e puoi visitarlo per scoprire la sua storia legata alla potenza navale della Repubblica di Venezia. Le visite guidate o i percorsi informativi ti permetteranno di conoscere il passato industriale e navale del luogo, che ha giocato un ruolo cruciale nella Repubblica.
  • Esplorare le mostre d’arte: Oltre alla Biennale, l’Arsenale ospita altre mostre internazionali di arte contemporanea, fotografia, design e altre discipline artistiche. Molti degli spazi sono utilizzati per eventi culturali e mostre temporanee di artisti rinomati.
  • Eventi e festival: Durante l’anno, l’Arsenale ospita una varietà di eventi culturali, concerti, spettacoli teatrali e performance, che arricchiscono l’offerta artistica e culturale di Venezia. Molti di questi eventi sono legati alla scena internazionale e alle nuove tendenze artistiche.
  • Visite alla Navale: Alcuni padiglioni dell’Arsenale sono ancora dedicati alla conservazione e al restauro delle imbarcazioni storiche veneziane, un’opportunità per scoprire la tradizione navale della città e assistere al lavoro di conservazione delle navi storiche.
  • Passeggiate e fotografia: Se sei un appassionato di fotografia o semplicemente un amante delle passeggiate, l’Arsenale offre angoli suggestivi e poco affollati dove potersi immergere nella storia di Venezia, con scorci che evocano il passato marittimo della città.
  • Sorseggiare un caffè o un aperitivo: AL Bar della Tesa 105, una storica struttura del XVI secolo all’interno dell’Arsenale di Venezia. Inizialmente un magazzino navale, è stata rinnovata nel 2006 con un progetto che ha integrato elementi moderni, preservando le facciate originali. Oggi ospita uffici, spazi pubblici e eventi culturali, fungendo da ingresso settentrionale all’Arsenale e contribuendo alla valorizzazione del patrimonio storico-industriale della città. Tesa per i veneziani era l’area riparata del cantiere dove lavorare lontani dalle intemperie o depositare gli attrezzi.
la porta acquea che conduce direttamente in questa prospettiva al Canal de le Galeazze e che, alle sue spalle sfocia nel Canale di San Marco

Quale sarebbe invece un’esperienza #Trarealtaesogno da fare all’Arsenale?

Chi mi segue già lo sa, non mi sono mai messo su un piedistallo e non avrò mai la pretesa di erigermi a “paladino supremo delle esperienze veneziane”. Piuttosto, consideratemi come un bardo che cerca di portare nel web e nell’etere qualcosa di diverso, atipico e unico su Venezia. Il tutto attraverso la mia esperienza personale, convogliata in immagini, video e parole.

Quello che vedrete qui sotto è un percorso che inizia dalle rive e attraversa un ponte sospeso in metallo (stabilissimo, niente esperienze alla “ponte tibetano”) che ci conduce, con lo sguardo rivolto direttamente verso il Faro di Murano, in una zona silenziosa, quasi aliena al resto della città.

Il cammino parte da Calle del Giazzo e prosegue fino ai “Bacini dell’Arsenale”. Di fronte a voi si alterneranno edifici storici, residenze e sedi di associazioni, ma anche il suono di un lato di Venezia tanto autentico quanto inusuale.

In questa zona dell’Arsenale si trovano due attrazioni particolari: “Building Bridges” di Lorenzo Quinn, installata nel 2017. Si tratta di sei coppie di mani monumentali alte 15 metri e larghe 20, che attraversano simbolicamente il bacino dell’Arsenale. Queste sculture rappresentano valori come “Amicizia”, “Fede”, “Aiuto”, “Amore”, “Speranza” e “Saggezza”, invitandoci a riflettere su un’umanità migliore.

Accanto a esse, il Sommergibile Enrico Dandolo, lungo 46 metri e largo quasi 5, uno dei primi sottomarini progettati durante la Guerra Fredda.

Oggi, i visitatori possono esplorare la cabina di manovra e la camera di lancio dei siluri. Per info e ticket, consultate il Museo Navale: QUI.

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In conclusione:

Spero che questo viaggio alla scoperta dell’Arsenale di Venezia vi abbia ispirato e suscitato curiosità. Questo straordinario luogo, che fonde passato e presente, storia e innovazione, è un pezzo fondamentale dell’identità di Venezia. Se cercate un’esperienza che vada oltre i luoghi più conosciuti della città, l’Arsenale è una tappa imperdibile. Vi invito a camminare lungo i suoi sentieri, a lasciarvi affascinare dalle sue installazioni artistiche e a respirare la sua storia marittima. Non dimenticate, ogni angolo di Venezia cela un tesoro, pronto a svelarsi a chi sa dove guardare.

mappa zona arsenale nel sestiere di castello

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!

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