Ascolta il battito di ogni luogo: Roma – il respiro dell’eterno

Introduzione

Ci sono passi che si insinuano tra vicoli e piazze, passi che ascoltano il silenzio dei monumenti e il brusio dei mercati. Arrivati a Roma, ogni passo sembra fondersi con quelli di chi ha camminato qui prima, tracciando una mappa invisibile di storie millenarie. Tra colonne antiche, fontane che raccontano segreti e ombre che si allungano sulle strade, la città respira e invita chi la attraversa a fermarsi, osservare e lasciarsi guidare dal battito del suo cuore eterno: un ritmo nascosto che tutti percepiscono, anche senza vederlo.

street art di un gallo che dice daje!

Il mio passo inizia da Termini

Il mio itinerario inizia da Termini, con il treno che mi lascia nel cuore rumoroso della città. Da qui, per un giro cittadino in giornata, la scelta più ovvia è prendere la metro fino a Piazza di Spagna, punto in cui idealmente ha inizio il mio giro ad anello: un percorso che mi porterà a toccare il cuore e le ombre di Roma, seguendo solo il ritmo del mio passo e lo sguardo.

PALINA SATSEVICH
PALINA SATSEVICH

Tranne che per un istante, in cui il suono di un violino, suonato da un artista di strada, ha fermato il mio cammino per una breve sosta. Si trattava di Palina Satsevich e se vi ho incuriosito, cliccate qui.

Piazza di Spagna

Il rumore della città si attenua appena giunto a Piazza di Spagna. Le scale scivolano verso di me come un invito a fermarsi un attimo e osservare: dal basso il carro con il suo cavallo è pronto a partire, dall’alto sembra aprirsi un altro piccolo mondo sospeso nel tempo, dove turisti e romani condividono lo stesso spazio, senza fretta.

Davanti a me ci sono i venditori di rose, che in una chiacchiera mattutina paiono dividersi i compiti della giornata. Poi mi riaffaccio per guardare la scalinata dall’alto un’ultima volta… per fortuna che l’ho fatto, perché vedo lei: un set fotografico, bellissimo.

la modella in rosa ed i turisti intorno
La sposa in rosa – modella sulla scalinata di Trinità dei Monti

Ara Pacis

Proseguo a piedi fino all’Ara Pacis, dove la storia si fa tangibile e il mito si mescola al marmo, un luogo in cui le architetture romane dialogano con quelle moderne. Rimembrando il racconto di un caro amico, vado cercando Fausto Delle Chiaie, artista concettuale romano noto per le sue opere caratterizzate da ironia, materiali poveri e un linguaggio visivo provocatorio. La sua arte trasforma gli spazi pubblici in musei viventi, accessibili a tutti. Sapevo che era frequente e facile trovarlo di pomeriggio, ma il mio programma prevedeva il passaggio qui la mattina: invano nel mio caso, ma sicuramente non senza valide ragioni.

ara pacis
Ara Pacis

Fontana di Trevi

Mi avvicino alla Fontana di Trevi, dove l’acqua scorre incessante e le monete lanciate dai turisti scintillano sotto il sole. Ogni lancio racconta di un desiderio, un sogno o una promessa di ritorno a Roma. Queste piccole offerte però non scompaiono nel nulla, bensì realizzano “altri desideri” e una volta raccolte con cura, diventano gesti concreti di solidarietà, aiutando chi ha bisogno. In quel fragile equilibrio tra leggenda e realtà, sento la città respirare attraverso l’acqua, i sorrisi dei passanti e il tintinnio silenzioso delle monete che cadono.

Fontana di Trevi

Galleria Sciarra

Questo itinerario romano, ne sono consapevole, non racconta i segreti come nella mia rubrica veneziana, ma alcune perle saprà comunque farvi scoprire. Avete mai attraversato la Galleria Sciarra? Io l’ho fatto e sono rimasto ammaliato dai suoi affreschi nascosti: dettagli che sfuggono alle rotte turistiche, ma che raccontano la città con delicatezza e poesia.

Galleria Sciarra

Pantheon

Davvero devo raccontarvi cosa sia il Pantheon? Non credo, né penso di essere la “persona giusta” per farlo. Voglio invece stimolarvi a scoprirlo e viverlo con i vostri occhi. Come? Attraverso i miei scatti, dall’interno e dai suoi dintorni.

L'occhio del Pantheon
L’occhio del Pantheon

Al Pantheon la luce filtra dall’oculo, dipingendo un silenzio sacro. Qui ogni passo diventa un dialogo con chi ha camminato prima di noi: architettura eterna e memorie profonde. Pochi passi all’esterno e la dimensione suggestiva si riaffaccia al quotidiano, tra panifici e tabaccherie, mostrando come storia e vita moderna si fondono armoniosamente.

Piazza Navona

Piazza Navona si apre come un teatro quotidiano, animata da artisti, voci, risate e passi veloci. L’arte del quotidiano si mescola alla storia, e ogni fontana racconta storie diverse, mai uguali.

Piazza Navona
Piazza Navona

In epoca romana, quello che oggi chiamiamo Piazza Navona era il Circo di Domiziano, luogo di corse e spettacoli per il popolo. Passeggiando oggi tra le sue fontane e i vicoli circostanti, sembra di percepirne gli antichi fasti, che si fondono con il rumore della città contemporanea.

Campo de’ Fiori e il Cat Sanctuary

Il Torre Argentina Cat Sanctuary sorge tra le rovine antiche di Largo di Torre Argentina, accogliendo oggi circa 150 gatti. Già nei primi decenni del 1900, le colonne e i resti dei templi offrivano rifugio ai gatti randagi, che venivano nutriti dagli abitanti del quartiere. Negli anni ’50, l’attore Antonio Crast iniziò a prendersi cura dei gatti nel magazzino degli archeologi; in seguito la gestione passò a Anna Magnani, poi a Franca Stoppi, fino a raggiungere le fondatrici del rifugio moderno, tra cui Lia Dequel. Oggi, volontari dedicano ogni giorno cure, cibo e attenzioni a queste piccole vite feline segrete, che continuano a muoversi silenziose tra le colonne, custodi di storie antiche e nuove.

Il mercato di Campo de’ Fiori restituisce il respiro pulsante della città: odori di spezie e pane appena sfornato, voci che si intrecciano in un coro incessante, colori vivi che catturano lo sguardo. In questo intreccio di vita quotidiana e storia, Roma si svela oltre i monumenti, mostrando un’anima che vibra tra ritmi lenti e dettagli fugaci, invitando chi passeggia a lasciarsi guidare dal connubio di passato e presente. D’altronde, per scoprire i segreti di una città, spesso basta attraversarne i mercati.

Castel Sant’Angelo

Castel Sant’Angelo domina il Tevere, ponte tra passato e presente. Dalle sue mura e dai ponti circostanti, la città si rivela in scorci inattesi, mentre il fiume riflette storie di prigionieri, difese antiche e cammini di chi, nei secoli, ha attraversato Roma seguendo il battito dei suoi ponti e delle sue pietre.

Castel Sant’Angelo

Piazza San Pietro e Belvedere Gianicolo

Raggiungo Piazza San Pietro, cuore di fede e maestosità, e poi, in autobus, il Belvedere del Gianicolo: Roma si apre sotto di me come un mosaico di storia, luce e vita quotidiana, sospesa tra cielo e terra, dove ogni vicolo e piazza raccontano storie diverse, e il tempo sembra allungarsi per farsi osservare con lentezza.

Proprio a Piazza San Pietro, una donna con l’ombrello giallo mi riporta alla mente la “ricerca dell’amore” di Ted Mosby in How I Met Your Mother… ma questa è un’altra storia.

Ponte Sisto, isola tiberina e Bocca della Verità

Scendo a piedi fino a Ponte Sisto da cui posso ammirare l’Isola Tiberina che costeggio dal Lungotevere e, tra vicoli decisamentte meno frequentati, arrivo alla Bocca della Verità, simbolo di curiosità e mistero dove tutti provano ad infilare la mano in segno di sfida. Roma non si rivela soltanto nei grandi spazi monumentali, ma anche negli angoli dove storia, scaramanzia e leggenda si intrecciano, invitando chi passeggia a scoprire giochi secolari.

Colosseo

Chiudo il cerchio al Colosseo, l’Anfiteatro Flavio, dove le ombre dei gladiatori e dei secoli passati sembrano accompagnare i miei passi. La vista si apre sull’Arco di Costantino, custode di vittorie antiche e memorie di imperatori. Monumentalità e storia si fondono, ricordando che ogni città custodisce un battito antico, pulsante sotto la superficie dei suoi monumenti.

Er Colosseo

Porta Magica e ritorno a Termini

Un ultimo sguardo alla città lo riserviamo alla Porta Magica, simbolo esoterico e custode di enigmi nascosti tra vie e vicoli, aggiunge un ultimo tocco di mistero al mio percorso. Le incisioni e i simboli raccontano storie segrete, sfidando chi cammina a osservare con occhi curiosi ed elaborare le poprie teorie.

La porta magica

Di qui poi torno a Termini, chiudendo l’anello della mia giornata romana. Ma il battito della città non mi lascia: resta con me, tra i passi, gli sguardi, i rumori e le memorie silenziose che continuano a vibrare sotto la pelle di Roma, ed ora, anche sotto la mia.

L’Eco da Venezia – I Signori della Notte

Se Roma ebbe i suoi gladiatori, i centurioni e i custodi d’arena, Venezia, nel silenzio delle calli, affidava la giustizia ai suoi Signori della Notte: vigilanti segreti che percorrevano ombre e canali 👉 Scopri i Signori della Notte

Turista responsabile

Roma custodisce secoli di storie e spazi fragili. Cammina con attenzione tra piazze e vicoli, rispetta le rovine, scegli i mezzi pubblici quando possibile e lascia che ogni angolo respiri. Anche un solo giorno può trasformarsi in un viaggio consapevole.

Il mio kit per esplorare Roma:

Per muovermi in tutta tranquillità, ho acquistato subito 3 biglietti ATAC, la società del trasporto pubblico locale, al costo di 1,50 € ciascuno. Con un unico titolo di viaggio è possibile utilizzare metro, autobus e tram, spostandosi facilmente tra le principali attrazioni senza stress.

Alla fine ne ho usati solo due: da Termini a Piazza di Spagna e poi da Piazza San Pietro al Belvedere del Gianicolo. Piccoli tragitti, certo, ma sufficienti a dimostrare quanto sia comodo e conveniente affidarsi al trasporto pubblico.
Un gesto semplice ed economico che mi ha permesso di godere della Città Eterna senza pensieri.

Una mappa personalizzata per esplorare Roma

Per organizzare al meglio l’itinerario, ho stampato una mappa in formato A4, evidenziando le tappe essenziali e annotando appunti e curiosità a margine.
Questa mappa “scarabocchiata” è diventata il mio compagno di viaggio: un metodo semplice e visivo per orientarmi tra le meraviglie romane.

Non ci credete? Ecco le prove! Guardate voi stessi la mappa che mi ha accompagnato in questo viaggio indimenticabile.

La mappa cartacea di Roma su cui ho elaborato il mio itinerario cittadino con impressi gli appunti essenziali
Se vuoi scarica la mappa cartacea su cui ho elaborato il mio itinerario cittadino con impressi gli appunti essenziali

In conclusione

Ogni passo in questa giornata romana è stato un piccolo battito dentro il grande cuore della città. Tra monumenti immortali, mercati vivaci, vicoli silenziosi e gatti curiosi, ho imparato che Roma non si mostra mai tutta insieme: si lascia scoprire lentamente, a chi sa fermarsi ad ascoltare. E questo è solo l’inizio del nostro viaggio: “Ascolta il battito di ogni luogo” non è solo uno slogan, ma un invito a percepire la vita segreta delle città, a catturare storie nascoste e a sentire, con occhi e cuore, ciò che nessuna guida turistica può raccontare.

I Segreti di Venezia: La casa penisola del Sestiere di Castello, benvenuti a Palazzo Tetta - Castello

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende e unicità della città lagunare. Oggi vi farò scoprire un edificio unico nel suo genere, uno dei più iconici della città di Venezia, spesso proposto in riviste di architettura o in libri che trattano la Storia dell’Arte. Ci troviamo nel Sestiere di Castello.

Come arrivare alla Casa Penisola:

Si tratta di uno degli itinerari più semplici di Venezia, meta ideale per coppie, appassionati d’Arte, Fotografia o Architettura. Ci troviamo infatti a due passi dall’Ospedale di Venezia (un edificio di una bellezza architettonica sublime), dalla Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, e dalla celebre Libreria Acqua Alta, di cui vi ho già parlato. Per raggiungerla, potete seguire i cartelli blu con scritte bianche che indicano la direzione “Ospedale”, oppure, una volta arrivati a Campo Santa Maria Formosa, imboccare la Calle longa Santa Maria Formosa e poi svoltare a sinistra in Calle Bragadin o del Pinelli, al termine della quale vi troverete immersi in una meraviglia, come potete vedere qui sotto in uno dei miei scatti.

La casa penisola vista dal ponte che le passa giusto innanzi

La mia personale esperienza in questo luogo:

Come sempre, cerco di portarvi nel giusto “setup emotivo” per vivere al meglio ogni luogo che vi racconto. Che siate innamorati, fotografi o semplicemente appassionati di Venezia, trovo imperdibile visitare almeno una volta questo angolo unico. La sua quieta e fiera bellezza, l’autenticità, l’abbraccio su tre lati delle acque smeraldine, e molto altro, rendono questo posto uno dei più magicamente veri della città. Non troverete frotte di turisti che sgomitano per un monumento o una foto: ci sarete solo voi, immersi nella pace, a godervi il silenzio, interrotto solo dai gabbiani o dai veneziani che vivono la loro quotidianità.

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Dal punto di vista storico-artistico:

Questo edificio è un perfetto esempio di come Venezia riesca a fondere acque ed urbanizzazione in un equilibrio unico. Si erge come una piccola penisola tra i canali, regalando una vista che sembra quasi sospesa sull’acqua. I mattoni rossi a vista e le decorazioni in pietra bianca richiamano lo stile tipico veneziano, con influenze che vanno dal gotico (parte bassa) al rinascimentale (parte alta). Un angolo di Venezia che racconta il suo passato con discrezione, senza il bisogno di monumenti sfarzosi o folla turistica.

In conclusione:

In conclusione, Palazzo Tetta rappresenta uno di quei luoghi nascosti che solo chi conosce bene Venezia può apprezzare a pieno. Immerso tra i canali e lontano dalle rotte più battute dai turisti, questo edificio regala un’esperienza autentica e silenziosa. Perfetto per chi cerca uno scorcio diverso della città, lontano dal caos ma ricco di storia e fascino. Visitare questo angolo vi farà sentire come veri esploratori della Venezia più intima e suggestiva, quella che sa sorprendere anche chi pensa di aver già visto tutto.

Una raccomandazione: Siate Turisti Responsabili… altrimenti sapete che il Gobbo non aspetta altro che il vostro bacio.

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!

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I Segreti di Venezia: Attraversare il Canal Grande in Gondola, una tradizione affascinante

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende e unicità della città lagunare. Oggi vi farò scoprire come compiere un rapido tragitto a bordo di un’autentica gondola veneziana per giungere sulla riva opposta del Canal Grande senza fare centinaia di passi in più. Il costo è di due euro, ridotto sensibilmente se possessori della tessera Venezia unica.

Dove ed in quali orari posso trovare questi traghetti?

Disntiguiamo quelli attivi da quelli inattivi, nella prima categoria, effettivamente collocati in tre snodi nevralgici cittadini e del Canal Grande, rientrano i seguenti:

Il carrello che ci indica il Traghetto San Tomà
  • Santa Sofia – è un traghetto nei pressi dell’omonima chiesa in Cannaregio ci permette di attraversare da e verso il Sestiere di San Polo sbarcando a pochissimi passi dal Mercato del Pesce di Rialto e dal Ponte di Rialto stesso.
    Gli orari svolti sono: 8.30 – 19.00 da lun al ven e dalle 9.00 – 18.00 Sab, dom e festivi.
    Nella mappa a fine articolo indicata in ROSSO.
  • San Tomà – si tratta di un traghetto nei pressi della Basilica di Santa Maria dei Frari a San Polo che permette di attraversare da e per il Sestiere di San Marco a 1′ a piedi da Campo Santo Stefano e a 15′ da San Marco. Metaforicamente è un Ponte virtuale in quanto in questa zona i più vicini sono quello di Rialto e quello dell’Accademia entrambi ad 1km di distanza dalla Stazione Traghetto di San Tomà sul lato di San Polo.
    Gli orari svolti sono: 8.30 – 19.00 da lun a ven e dalle 9.00 – 18.30 Sab, dom e festivi.
    Nella mappa a fine articolo indicata in VERDE.
  • Santa Maria del Giglio – quest’ultimo traghetto tra quelli attivi è quello dove maggiormente si respira il “profumo” della Serenissima, siamo infatti vicinissimi a Punta della Dogana e, dunque al punto d’unione del Canal Grande con il Canale della Giudecca che formano il Bacino di San Marco. Ci troviamo, sostando nel Sestiere di San Marco, a 1′ dal Teatro la Fenice e a 10′ da Piazza San Marco, attraversando in gondola arriveremo nel Sestiere di Dorsoduro, a 2′ dalla Basilica della Salute e a 5′ da Punta della Dogana.
    Gli orari svolti sono: 9.00 – 18.00.
    Nella mappa a fine articolo indicata in BLU.
  • Circa i traghetti inattivi vi segnalo: San Marcuola (nelle vicinanze del Casinò di Venezia), quello di Riva del Vin (San Polo) da e per Riva del Carbon (San Marco) vicinissimo al Ponte di Rialto, San Samuele che da San Marco andava da e per Dorsoduro ed infine quello di Punta della Dogana, che andava da e per Calle del Ridotto a ridosso di Piazza San Marco.
La stazione del Traghetto di Santa Sofia
La stazione del Traghetto di Santa Sofia

Quando sono nate le Gondole Traghetto?

Non vi è una data di nascita precisa per le gondole traghetto, ma è certo che già dal XIV secolo, nel 1300, esisteva una chiara regolamentazione di questo servizio. All’epoca, la modesta quantità di ponti che attraversavano il Canal Grande rendeva i traghetti essenziali per i cittadini. Nel 1300, infatti, esisteva solo il Ponte di Rialto. Il Ponte dell’Accademia fu costruito nel 1854, pur essendo considerato “temporaneo” è lì da quasi 200 anni, e il Ponte degli Scalzi fu inaugurato nel 1858, accanto alla Stazione Ferroviaria Venezia Santa Lucia.

E il Ponte di Calatrava? Certo, vi parlo anche di quel ponte, ma considerando che siamo partiti dal 1300 e siamo passati per due tappe nel 1800, sarebbe ironico parlare di un ponte inaugurato solo nel settembre del 2008. Ebbene sì, Venezia ha avuto per secoli un solo ponte sul Canal Grande! Incredibile, no? Per questo, dunque, le gondole traghetto, tuttora utilissime, hanno vissuto un’epoca d’oro di indispensabilità.

In Gondola a Santa verso Santa Sofia

La mia esperienza:

Ogni volta che visito Venezia, che sia per una passeggiata, per una sessione di fotografie o qualsivoglia altro motivo (come organizzare la caccia al tesoro fotografica), valuto se utilizzare  queste piccole scorciatoie acquee, pesche rendono più veloce ed autentica l’esperienza cittadina. Saltare velocemente da una sponda all’altra, da un Sestiere all’altro, in un contesto unico come quello di Venezia è un’opportunità che vale la pena provare. Rimane vero che di questo luogo ho sempre posto l’accento sul goderlo con lentezza, ma se ci pensate bene anche usare le gondole traghetto rispetta questa regola, perchè in fondo ogni colpo di remo affonda nelle tradizioni secolari dei gondolieri.

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In conclusione:

Sfruttare queste scorciatoie vi permetterà di esplorare la città in modo più efficiente, senza perdere il fascino di ogni suo angolo. Ma non dimenticatevi che sono anche un mezzo utilizzatissimo dai residenti, dunque siate educati e rispettosi in ogni momento ed in ogni contesto. La prossima volta che vi troverete a Venezia, ricordatevi di questi traghetti: un piccolo segreto che renderà il vostro viaggio ancora più speciale. Buon viaggio e buon divertimento nella meravigliosa Venezia!

mappa di Venezia e delle Gondole Traghetto

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

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I Segreti di Venezia: Il Caffè della Serra dei Giardini - Castello

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende e unicità della città lagunare. Oggi vi farò scoprire un locale intimo e unico nel suo genere, uno dei più iconici della città di Venezia, situato nel Sestiere di Castello.

Il Caffè della Serra dei Giardini:

Come si intuisce dal nome, prima ancora che un caffè, questo luogo è una serra in grado di custodire, oltre che prelibatezze biologiche, piante ornamentali e da vaso, materiali da giardinaggio, laboratori didattici, eventi e molto altro. La Serra dei Giardini di Venezia è un esempio di architettura in ferro e vetro di fine Ottocento. Il suo stile combina elementi del Liberty/Art Nouveau.

vista esterna dall'ingresso del caffè della serra dei giardini di venezia

La mia personale esperienza in questo luogo:

Vi racconto una piccola curiosità: Ogni volta che sono arrivato, ho trovato il locale chiuso per vari motivi, dalle manutenzioni alle ferie. Tuttavia, dopo svariati tentativi, posso affermare che ne è davvero valsa la pena. Entrare nel locale, passeggiare lungo il vialetto di legno e gustare una colazione tranquilla è stata un’esperienza unica.. L’atmosfera era incantevole, proprio come l’avevo sempre immaginata. Mi son sentito travolto da vibrazioni positive e da emozioni che si riflettevano in pari maniera negli occhi degli altri clienti, come se tutti parlassimo nel silenzio la stessa lingua attraverso lo sguardo. C’erano turisti, persone del luogo e tanti, tantissimi giovani e studenti.

un pianoforte libero per i clienti del caffè della serra dei giardini a venezia

L’occhio, poi, non può fare a meno di farsi catturare dai dettagli, come un pianoforte e un cartello che recita: “Anche la musica è cibo per l’anima, che fai, suoni?”. Chi mi segue da tempo, specialmente su Instagram, sa quanto io sia affascinato dai “pianoforti liberi”—quegli strumenti che, in locali e aeroporti, diventano protagonisti su palcoscenici improvvisati per chi desidera sbagliare qualche nota o suonare un capolavoro del suo artista preferito.

uno scorcio interno della serra dei giardini

Qualcosa sul gestore, NONSOLOVERDE:

È una cooperativa sociale fondata nel 1993, focalizzata sulla manutenzione del verde e falegnameria. Collabora con enti pubblici e privati, promuovendo l’imprenditorialità sociale e l’emancipazione attraverso il lavoro. Organizza attività educative, come la manifestazione Arbor & Children, e si impegna nel reinserimento lavorativo di persone svantaggiate.

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Dal punto di vista storico-architettonico:

La Serra dei Giardini di Castello fu costruita nel 1894. Il progetto aveva l’intento di valorizzare un’area verde poco utilizzata, così da ospitare le piante dell’Esposizione Internazionale d’Arte. Si inseriva originariamente in un contesto di trasformazione urbana post-napoleonica. Nel corso degli anni, l’edificio subì varie modifiche strutturali e funzionali, inclusa l’aggiunta di cassoni solari e strutture di servizio. Dopo anni di declino e abbandono, negli anni 2000 sono state avviate opere di messa in sicurezza.

Questa storica struttura ha trovato nuova vita grazie all’impegno di NONSOLOVERDE, che oggi la utilizza come fulcro delle proprie attività sociali e educative. La vendita di piante nella Serra sostiene le iniziative della cooperativa e finanzia una varietà di eventi. Tra questi, spiccano laboratori di giardinaggio per bambini, corsi di botanica per adulti e esposizioni artistiche che integrano natura e cultura, trasformando la Serra in un fulcro di eventi sociali.
(fonte sito ufficiale)

il retro del caffè della serra dei giardini e le piante in vendita

Le info utili e come si arriva alla Serra dei Giardini:

INDIRIZZO:
Serra dei Giardini Viale
Giuseppe Garibaldi, 1254
30122 Venezia – Castello Italia

TELEFONO:
+39 041 2960360

ORARI:
Caffetteria Lunedì – Domenica: 10.00 – 20.00
Fioreria Martedì – Domenica: 10.00 – 20.00

LINEE ACTV: Linea 1; Linea 4.1 / 4.2; Linea 5.1 / 5.2;
(controllate sempre quella giusta in base a dove vi trovate alla partenza)
FERMATA: Giardini

In conclusione:

Visitare la Serra dei Giardini non è solo un’opportunità per gustare una colazione in un ambiente unico, ma anche per immergersi nella storia e nella cultura Veneziana più autentica. Questo angolo di Castello combina l’architettura del passato con un centro di aggregazione socio-culturale che regala una seconda chance alle persone. Che tu sia un amante della botanica, un appassionato di musica e fotografia o semplicemente un curioso esploratore, la Serra offre un’esperienza che arricchisce ad ogni visita. Non perdere l’occasione di scoprire questo angolo speciale.

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I Segreti di Venezia: La Chiesa di San Giacomo con l'Orologio da 24 Ore e il Gobbo di Rialto - San Polo

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende ed unicità della città lagunare. Oggi vi andremo a scoprire una chiesa munita di un particolare orologio ed un complesso scultoreo, il “Gobbo di Rialto” dalla funzione singolare.

San Giacomo di Rialto: Uno degli Orologi da 24 Ore a Venezia

Partiamo dal suo nome: San Giacomo di Rialto (conosciuta anche come San Giacometto), la funzione dell’appellativo geografico posto a al termine del nome è quella di renderla distinguibile da un’altra chiesa di San Giacomo posta però nel quartiere di Santa Croce (San Giacomo da l’Orio) anzichè, come questa, a San Polo.

Si trova a poche decine di passi dal Ponte di Rialto e dalla “Chiesa murata tra le case” di San Giovanni Elemosiniere e le viene attribuito il titolo della Chiesa più antica di tutta Venezia, con una consacrazione databile nel 421 dC. Sulla facciata spicca un elemento che a Venezia vanta in tutto 5 esempi dello stesso tipo, un orologio italico, composto dunque da 24 ore nel suo quadrante; questo era utilizzato in Italia nel passato per misurare il tempo da alba ad alba. Questa suddivisione era comunissima nel periodo medievale e rinascimentale.

Ecco l’elenco completo di questi affascinanti orologi:

  • Fondaco dei Tedeschi
  • Chiesa dei Santi Apostoli
  • Chiesa di San Giacomo di Rialto
  • Palazzo Ducale
  • Torre dell’orologio in Piazza San Marco
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Cos’è il Gobbo di Rialto? Storia, pettegolezzi e Curiosità

Si tratta di una scultura in pietra d’Istria di colore bianco, affiancata da una colonna in granito rosso. La sua funzione fu però ben più importante di quanto si possa immaginare. Da quel “podio” marmoreo, infatti, venivano enunciati i proclami ufficiali dal “Comandador”, che, ergendosi alla sommità di quei cinque scalini, leggeva le nuove leggi della Repubblica di Venezia o i nomi dei condannati alla pena capitale. La collocazione nei pressi del Ponte e del Mercato di Rialto, una delle zone nevralgiche per i residenti dell’epoca (come oggi del resto), lo rendeva un luogo ideale per questo tipo di necessità.

Vi era anche l’usanza di fustigare i ladri o altre persone colpevoli di reato. Questi, partendo da Piazza San Marco (tra le colonne del Leone e del Todaro), dovevano giungere qui, chinarsi e baciare la statua per porre fine al tormento inflitto. Inoltre, il Gobbo svolgeva un’ulteriore singolare funzione: fare da “termometro della satira” e dei malumori del popolino. Solitamente, vi venivano abbandonati bigliettini con prese in giro, ingiurie e beffe sui potenti, in totale anonimato.

In conclusione:

La Chiesa di San Giacomo di Rialto, con il suo raro orologio da 24 ore, e il Gobbo di Rialto, con le sue singolari funzioni, offrono uno sguardo unico su un’epoca passata, rivelando tradizioni e usanze che hanno segnato la vita quotidiana della Serenissima.

Una raccomandazione: Siate Turisti Responsabili… altrimenti sapete che il Gobbo non aspetta altro che il vostro bacio.

mappa posizione san giacomo e gobbo di rialto sestiere san polo

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

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