I Segreti di Venezia: Il Pontile più Instagrammabile della città è a Cannaregio!

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende della città lagunare. Siete pronti a scoprire un luogo da cui godere di una prospettiva unica sul Canal Grande? Bene, gambe in spalla e, poco distante dalla Stazione Ferroviaria raggiungeremo un luogo tanto segreto quanto affascinante.

Come si arriva al pontile più fotogenico di tutta Venezia?

  • Partite dalla Stazione di Venezia Santa Lucia.
  • Camminate lungo il Rio Terà Lista di Spagna.
  • Superate il Ponte delle Guglie.
  • Proseguite seguendo le indicazioni per il Casinò di Venezia.
  • Costeggiate la Chiesa di Santa Maria Maddalena.
  • Seguite le indicazioni per San Marco fino alla Chiesa di San Felice (riconoscibile per le mura rosate).
  • La Chiesa di San Felice si trova poco dopo il ristorante Old Wild West e il supermercato Coop, sullo stesso lato della strada.
  • Giratevi e cercate la “Calle del Traghetto”, situata tra il negozio “Buffetti” a sinistra e “la Cantina” a destra.
Il Pontile che affacciandosi sul Canal Grande Rivela innanzi Ca’ Corner della Regina

Il pontile è accessibile?
Assolutamente sì!
Come tutte le cose però va utilizzato con rispetto ed educazione. Lasciatevi sedurre, passo dopo passo, dal ritmo avvolgente di Venezia, tendete l’orecchio allo sciabordio delle acque e godete di un panorama intimo, tipico e unico.
Attenzione alle maree: Tenete conto del fenomeno dell’acqua alta, più frequente durante i mesi autunnali e invernali, specialmente tra ottobre e gennaio.

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Questo fenomeno è causato da una combinazione di marea astronomica, vento di scirocco e variazioni della pressione atmosferica. I picchi di acqua alta più significativi si verificano generalmente tra novembre e dicembre. In questi periodi, il pontile potrebbe essere umido, scivoloso o sommerso, quindi fate attenzione.

Vista panoramica del pontile

Cosa vedremo sull’altro lato?
La visione dal pontile è ampissima e partendo da sinistra vedremo edifici appartenenti al Sestiere di San Polo e, sulla destra, quelli di Santa Croce. Tra tutti vi segnalo il Mercato di Rialto, Ca’ Corner della Regina (con la Fondazione Prada), la Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro.

In conclusione:

Chiudiamo questa tappa del nostro viaggio ne i Segreti di Venezia con una riflessione. Venezia è una città che sa custodire i suoi segreti, regalandoli poi a chi ha la pazienza e la volontà di scoprirli. Il pontile di Calle del Traghetto a Cannaregio è uno di questi tesori, un angolo che sfugge ai percorsi turistici più battuti e offre uno degli scorci più autentici della vita veneziana.

Lasciatevi incantare dalla vista mozzafiato e dall’atmosfera tranquilla che si respira qui, lontano dalla frenesia delle zone più affollate, vivendo una connessione intima tra voi e Venezia. Sedetevi, ascoltate il silenzio interrotto solo dal suono delle onde, delle imbarcazioni, delle gondole e dei gondolieri, e ammirate la bellezza senza tempo che vi viene offerta.

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!

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I Segreti di Venezia: La Chiesa Murata tra le Case, San Giovanni Elemosinario a San Polo

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende della città lagunare. Preparatevi a scoprire oggi una delle chiese più uniche di Venezia: San Giovanni Elemosinario, la chiesa “murata” dalle case che la circondano.

Dove ci troviamo esattamente?
Siamo nel cuore pulsante di Venezia, a soli due minuti a piedi dal Ponte di Rialto, ma sul lato del Sestiere di San Polo. Questa zona è famosa per il Mercato di Rialto, con i suoi innumerevoli venditori di verdura, frutta e, poco distante, il celebre Mercato del Pesce.
Il luogo di cui vi parlo si nasconde al civico 479 di Ruga Vecchia San Giovanni (per scoprire cosa sono le “rughe”, vi rimando a un articolo precedente).

La Ruga Vecchia San Giovanni e la porta della torre
campanaria che funge da cabina elettrica

Come riconosciamo la Chiesa se è circondata da palazzi?
Oltre al numero civico 479, la torre campanaria ospita il portone d’ingresso di una cabina elettrica, una destinazione d’uso quantomeno singolare. L’ingresso della chiesa si rende visibile grazie a un ampio portale ad arco con volta, racchiuso da un cancello in ferro scuro da cui si intravede (foto 3) il portone del luogo di culto “nascosto”.

Il monumento equestre a Bartolomeo Colleoni

Le vicende che hanno portato a questa scelta inconsueta:
Quest’area fu una delle più colpite da un’incendio che, nel gennaio del 1514 spazzò una larga parte dell’Isola di Rialto, quella maggiormente contraddistinta da una cospicua presenza di botteghe e mercanzie.

Dal mio canale youtube

La ricostruzione dell’intera area fu affidata all’architetto Abbondi, chiamato lo Scarpagnino. Fu lui a progettare una chiesa in stile rinascimentale e perfettamente integrata in un contesto di palazzi contigui in armonia con il contesto.

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Si tratta di un luogo di culto pensato con pianta a Croce Greca, prevedendo che i vani antistanti la Chiesa potessero divenire delle realtà commerciali per gli ambulanti, tramite il cui affitto si sarebbero potuti ricavare fondi per il sostentamento della Chiesa. La ricostruzione fu ultimata intorno al 1531, durante il dogato di Andrea Gritti (1523-1538). La chiesa fu impreziosita attraverso le arti di: Tiziano, Jacopo Palma il Giovane e Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto il Pordenone.

In conclusione:

Concludendo questo viaggio tra i segreti di Venezia, ci troviamo immersi in una storia tanto affascinante quanto peculiare. La chiesa di San Giovanni Elemosinario, “murata” tra le case, rappresenta un esempio unico dell’ingegnosità architettonica e delle complesse dinamiche urbane della Serenissima. Questa vicenda ci ricorda come Venezia sia un mosaico di storie e misteri, dove ogni pietra racconta una storia e ogni angolo nasconde un segreto. È un invito a esplorare con occhi nuovi una città che, nonostante il passare dei secoli, continua a incantare e sorprendere.

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

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I Segreti di Venezia: Storia della promessa a Bartolomeo Colleoni, mantenuta sì, ma con l’inganno – Castello

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le intriganti vicende della città lagunare. Oggi vi racconterò una vicenda grottesca e truffaldina di cui si rese protagonista la Serenissima Repubblica di Venezia nei confronti di uno dei più grandi condottieri e capitani di ventura che abbiano mai guidato degli eserciti in territorio italico.

Chi era Bartolomeo? Quale era il suo rapporto con Venezia?

Bartolomeo Colleoni (1395–1475) fu un valoroso condottiero italiano del Rinascimento. Originario di Solza, nei pressi Bergamo, prestò servizio come capitano di ventura per la Repubblica di Venezia per oltre vent’anni. La sua famiglia aveva una lunga tradizione di partecipazione a guerre feudali e mercenarie, e Colleoni si distinse come un abile condottiero.

Combatté al fianco di altri celebri capitani dell’epoca, tra cui Gattamelata e Francesco Sforza . Pur avendo avuto un rapporto altalenante con Venezia, la Repubblica lo scelse per la sua competenza militare e la sua vasta esperienza.

La facciata dell’Ospedale di Venezia chiamato anche “Scuola Grande di San Marco”

La promessa e le motivazioni della stessa:

Venezia ambiva ad entrare in possesso di parte dell’immenso patrimonio del condottiero, così strinse un accordo con lo stesso stabilendo che, in cambio, una statua equestre sarebbe stata collocata a Piazza San Marco. L’accordo recitava così: Rogat ut dignetur facere fieri imaginem super equo brondeo et ipsam imaginem ponere super platea S. Marci” ribadendo appunto la volontà di ottenere un monumento nella piazza principale della città.

Il monumento equestre a Bartolomeo Colleoni

L’inganno, la promessa “mantenuta” e la vendetta del condottiero:

Ai veneziani però, sin da subito e a morte del Colleoni avvenuta (1475), l’idea di collocare una statua unica nel suo genere proprio in seno alla piazza principale non andava a genio, fu così che studiarono lungamente al fine di ideare una gabola con cui aggirare l’obbligo contratto col condottiero e trasformarlo in una promessa mantenuta… con l’inganno. Ed ecco, nel 1480, il colpo di genio.

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Venezia commissionò al Verrocchio quest’opera senza precedenti (la sola di queste dimensioni a poggiare su 3 gambe) e lo stesso artista, una volta arrivato a Venezia, capì il sotterfugio, scoprendo che la collocazione finale era stata stabilita sì a Piazza San Marco, ma non nella vera e celebre piazza, bensì dove la ammiriamo oggi, nella Piazza che ospira la Scuola Grande di San Marco (oggi ingresso dell’ospedale). Colleoni non avrebbe potuto vendicarsi, forse, ma come in tante storie veneziane la leggenda è sempre dietro l’angolo ed infatti l’artista non potè vedere la sua opera compiuta, morì infatti nel 1488.

La vendetta si era consumata e ricadde anche sul successore del Verrocchio, il Veneziano Antonio Leopardi che, terminato il monumento morì, lasciando allo stesso una nomea non propriamente fortunosa.

In conclusione:

Concludendo questo viaggio tra i segreti di Venezia, ci si imbatte in una vicenda tanto grottesca quanto intrigante, che svela un lato oscuro della Serenissima Repubblica. La promessa fatta a Bartolomeo Colleoni di erigere una statua equestre in sua memoria a Piazza San Marco si trasformò in un inganno astuto, che portò alla realizzazione dell’opera davanti alla Scuola Grande di San Marco, anziché nella piazza principale della città. Questa storia non solo aggiunge un tassello al mistero che avvolge Venezia, ma evidenzia anche le complesse dinamiche politiche e sociali dell’epoca. È un monito sul potere dell’inganno e della politica nel modellare la storia e nell’interpretare le promesse.

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

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I Segreti di Venezia: La Piscina San Moisè ed il pontile segreto dei Pittori – San Marco

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le intriganti vicende della città lagunare. Venezia, una delle città più ritratte al mondo, ha ispirato un’innumerevole serie di dipinti nel corso della storia. Tra gli artisti italiani che hanno immortalato la sua bellezza troviamo nomi illustri come Canaletto, Bellini, Tintoretto, Veronese e Tiziano. Gli stranieri, da Turner a Monet, da Duveneck a Sargent, hanno anch’essi celebrato la Serenissima con le loro opere.

Venezia nell’immaginario collettivo:

Pensare a Venezia evoca immagini vivide e suggestive. Noi oggi, come artisti contemporanei, siamo costantemente alla ricerca di scorci unici da immortalare, sia con i pennelli e le tele che con le nostre macchine fotografiche analogiche o dispositivi digitali. In questo breve viaggio, vi condurrò alla scoperta di un luogo straordinario dove potrete cogliere uno degli angoli più autentici e affascinanti della città. Un luogo talmente unico che su google maps lo scoprirete definito come “Insta-Famous pier”.

La “Piscina” San Moisè

Dove ci troviamo esattamente e in cosa consiste una “Piscina”?

La “Piscina” San Moisè si trova nel Sestiere di San Marco, a 400m a piedi verso ovest partendo da Piazza San Marco. Nell’immaginario collettivo la piscina rappresenta un luogo di sport e attività natatorie, ma a Venezia il senso è più allineato all’ambiente che lo qualifica. In pratica, come spiegato in questo articolo, la piscina, a differenza del rio terà, non è ottenuta dall’interramento di un canale, ma piuttosto dalla predisposizione di uno stagno, di un laghetto o di un’area paludosa grazie alle maree. Solitamente veniva destinata ad attività di pesca o persino di nuoto, questa denominazione riflette la sua originaria funzione, conservata nel nome toponomastico nonostante le bonifiche avvenute nel tempo.

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Ma perchè, tra le tante opzioni a disposizione, gli artisti si fermano proprio qui?

Come detto poc’anzi ci troviamo a meno di 400m dalla piazza principale della città, ma il vero segreto è l’affaccio sul rio di cui si gode dal pontile al termine della “piscina”. Si tratta di un passaggio “obbligato” per i gondolieri che da Bacino Orseolo vogliono raggiungere il “Bacino San Marco” coi loro passeggeri in Gondola e, dunque, risulta uno dei punti più tipici e suggestivi da cui osservare il lento scorrere della vita di tutta la città, declinato in una chiave millenaria.

In conclusione:

È bellissimo pensare al fatto che, quando noi guarderemo il circostante da questo luogo, ci affacceremo allo scorrere, della storia di una cittá unica al mondo. Un luogo i cui segreti in larga parte sono ancora da scoprire e in cui, ogni giorno, è come se ogni onda portasse con sé un frammento della vita passata e presente della città, tessendo un’infinita trama di storie avvolte nel mistero delle acque. Qui, in questo luogo magico, ci si trova al crocevia tra il tempo e l’eternità, immersi nel palpito di una città che continua a narrare la sua epica saga, facendosi cornice a momenti preziosi, invocando il desiderio di esplorare sempre di più i suoi segreti e le sue meraviglie nascoste.

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

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I Segreti di Venezia: La cripta sommersa della Chiesa di San Zaccaria – Sestiere di Castello

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le intriganti vicende della città lagunare. Esistono delle cripte a Venezia, non tutte visitabili, ma quella di cui vi parlerò oggi è visitabile solo in alcuni momenti della giornata e solo se si verificano determinate condizioni di marea. Un luogo sconosciuto ai più, talvolta accessibile, talvolta sommerso quasi per intero. Vi sto accompagnando alla scoperta della Cripta della Chiesa di San Zaccaria, nel Sestiere di Castello.

Qualche cenno storico e dove trovarla:
La Chiesa di San Zaccaria (intitolata al padre di Giovanni Battista) è un capolavoro architettonico. Osservando attentamente scopriremo un dualismo, nasce infatti dall’unione di una vecchia chiesa (a destra nella foto) databile nella prima metà del 1400, con una successiva e adornata nella sua interezza da una facciata in Pietra d’Istria della seconda metà del secolo.
Trovarla e visitarla sarà semplicissimo, dista infatti meno di 500m da Piazza San Marco.

La facciata in Pietra d’Istria della Chiesa di San Zaccaria e sulla destra la Chiesa Antica

Cosa la rende unica, quanto costa e perchè visitarla?
Come anticipato nel paragrafo introduttivo la Cripta si allaga e già questo non può non incuriosire, ma complessivamente tutto l’edificio per opere d’arte e architettura vale la visita.
Tra gli autori delle opere ivi presenti annoveriamo: Giovanni Antonio Fiumani, già incontrato la settimana scorsa come autore della mastodontica opera presso la Chiesa di San Pantalon, Palma il Giovane e Tintoretto, giusto per citarne alcuni.
L’ingresso alla Chiesa è gratuito, mentre per accedere alla Cripta il biglietto ha un costo di soli 2€ che contribuiranno al mantenimento della struttura e vi permetteranno di vivere un’esperienza davvero emozionante.
Anticamente la cripta era posizionata diversamente, ma dopo i svariati lavori sull’edificio venne ricostruita nella posizione attuale.

La Cripta Sommersa: sensazioni e rischi non calcolati
Come si può vedere dalle foto essa è costituita da tre navate con delle volte a crociera sostenute da colonnine. Mi ritengo fortunato, anzi, privilegiato, è stata una sensazione incredibile, intima e potente da vivere; ho potuto camminare in un luogo storico e affascinante, il cui silenzio si faceva musica interiore, connettendomi ad un livello più alto con la mia anima attraverso l’eco dei miei passi sul camminamento. Inoltre son capitato in zona quasi per caso, senza considerare che la marea 6 ore cresce e 6 ore cala, rischiando di portare a casa per voi delle foto decisamente più parziali della cripta di quanto non abbia, fortunatamente potuto fare. Non è così raro infatti che l’acqua colmi l’intero volume della cripta o la lasci intravedere solamente dalla scaletta di accesso semicoperta dalle acque. Le acque si stanno facendo sempre più alte ed il rischio, nel lungo periodo, sarà che questo fenomeno faccia scomparire la cripta per sempre dato che si trova già in partenza al di sotto al livello medio del mare.

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Bonus! Evitate di correre il rischio che ho corso io:
Piccolo consiglio a margine intorno alle maree, per sapere quando dotarvi di stivali o semplicemente se la Cripta è visitabile dotatevi dell’app HI!TIDE per Android o iOS. Non vi garbassero le App in alternativa potete ricorrere al sito del Comune di Venezia e il suo Centro Maree.

In conclusione:
Questa cripta sommersa si rivela non solo come un luogo di fascino e mistero, ma anche come spunto di riflessione, essa si fa simbolo eloquente della fragilità di Venezia. Come le acque che periodicamente la sommergono, così anche la città è costantemente minacciata e plasmata dalle maree della storia e dell’ambiente circostante. In questa simbiosi tra micro e macrocosmo, la cripta diventa una metafora vivida della sfida eterna che Venezia affronta nel bilanciare la sua bellezza unica figlia di un’altrettanto unica vulnerabilità.

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

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