Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende e unicità della città lagunare. Quante volte avete visto Palazzo Ducale? In foto, dal vivo, in tv. Poco importa, c’è un dettaglio che, scommetto, vi è sfuggito — e sfugge persino ai Veneziani Doc! Continuate a leggere se volete scoprirlo.
E Tu, hai visto il dettaglio che sfugge a tutti?
Non sto parlando delle nubi setose, delle persone o delle bancarelle. In questa immagine c’è un dettaglio che, nel mezzo della perfetta geometria simmetrica del palazzo, spicca con discrezione. Si mimetizza tra i colori circostanti, ma ad uno sguardo attento, salta fuori.
Palazzo Ducale e le sue colonne
Avete notato quel dettaglio? Se non lo avete fatto, proviamo a spiegarlo meglio: nella parte sinistra dell’immagine ci sono due persone che camminano, una vestita di nero e l’altra in rosso. Concentratevi sulla figura in rosso e alzate lo sguardo oltre la prima riga di colonne. Cosa vedete? Esatto! Sopra di voi si trova la seconda fascia di colonne, composta da un parapetto e due colonne rosa che si distinguono nel panorama bianco del colonnato di Palazzo Ducale.
C’è una leggenda interessante riguardo a queste colonne: si narra che il Doge si posizionasse proprio qui durante le cerimonie, da dove venivano proclamate anche le condanne a morte. In questo senso, il colore rosa (o rosso) sarebbe un richiamo al sangue dei condannati. Tuttavia, non esiste una spiegazione definitiva sul perché siano state scelte per risaltare tra le altre.
La mia personale esperienza in questo luogo:
Quante volte ho passeggiato, ammirato e sospirato in questa piazza! Eppure, devo ammetterlo, ho scoperto quasi per caso questo dettaglio unico che si nasconde tra le magnifiche architetture di un edificio che, da ogni angolazione, riesce sempre a suscitare emozioni nuove. Una volta notato questo particolare, ho chiesto a Google di spiegarmelo, tanto è evidente quanto sfuggente. Eccoci qui, quindi, a scoprire che anche nel luogo più fotografato della città ci sono molteplici segreti da raccontare. Venezia non smetterà mai di emozionarmi; per me, Venezia è un Sentimento.
il balcone del Doge a Palazzo Ducale
In conclusione:
In conclusione, esplorare il Balcone del Doge ci invita a riconoscere che anche i dettagli più piccoli possono rivelare significati profondi. Questo articolo ci ha mostrato che ci sono storie e leggende che attendono di essere scoperte. La bellezza di Venezia non risiede solo nei suoi luoghi iconici, ma anche nei segreti che si celano tra le sue colonne e i suoi archi.
In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.
Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!
Vi aspetto con nuovi segreti e avventure ogni venerdì!
Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti storie e le unicità della città lagunare. Oggi sveleremo una curiosità che, se possibile, potrebbe trovare posto nel Guinness dei Primati, vi condurrò infatti alla scoperta del sottoportico più basso di tutta Venezia.
Come arrivare al Sotoportego Zurlin:
Partite da Piazza San Marco, attraversate il Ponte della Paglia (sì, è questo il nome del ponte da cui tutti ammirano il Ponte dei Sospiri) e incamminatevi lungo Riva degli Schiavoni. Ad un certo punto, attraversando il sesto ponte sulla sinistra, intravedrete l’Arsenale di Venezia: questo significa che siete a buon punto. Dopo il ponte successivo, sulla sinistra, comincerà Via Giuseppe Garibaldi, l’unica via di Venezia.
Percorretela tutta fino al punto in cui a destra diventa Fondamenta S. Anna e a sinistra Fondamenta S. Gioacchino; imboccate quest’ultima. Dopo pochi metri, sulla sinistra, vedrete Calle San Gioacchino, che, dopo una curva a gomito, vi condurrà a Fondamenta Riello. Qui, un altro ponte vi porterà all’omonima calle, al cui termine, girando a sinistra, vi farà scorgere Calle Ruga. Dopo pochi passi, vi troverete a Campo Ruga, dove, senza troppa difficoltà, scorgerete il sottoportico più basso della città di Venezia.
La mia personale esperienza in questo luogo:
Scoprire qualcosa di nuovo in una città così nota può sembrare, a volte, ingenuamente scontato, ma Venezia riesce sempre a sorprendermi. È stupefacente rendersi conto di quanto ingegno sia stato necessario per concepire ogni singolo dettaglio di questa straordinaria commistione di culture e stili. I veneziani, nati dalla necessità di un rifugio sicuro, hanno trasformato ciò che era solo un luogo ospitale in una gemma di rara bellezza. Raccontare questi dettagli è un onore, perché condividendo le mie scoperte, vi do l’opportunità di provare lo stesso stupore che ho vissuto io la prima volta che li ho visti.
Dovermi chinare per attraversare questo portico è stato un tributo, un gesto simbolico rivolto a tutta la città, carico di gratitudine. Non ci si può che chinare di fronte a Venezia per riconoscere la sua unicità, un’opportunità da vivere in un luogo intimo e riservato, ma che racconta storie preziose se affrontato con il giusto rispetto per chi ci vive attorno. La resilienza dei veneziani, evidente in ogni loro opera e soluzione ai problemi secolari, è un insegnamento che permea la città. Questo stesso impegno si riflette anche nelle sfide future a cui Venezia sarà chiamata ad affrontare.
In conclusione:
In conclusione, visitare il Sotoportego Zurlin è un’esperienza che offre un nuovo sguardo su Venezia, lontano dai percorsi turistici più affollati. Questo angolo nascosto, con il suo portico così basso e affascinante, è una testimonianza della bellezza discreta e della resilienza della città. Spero che, seguendo le mie indicazioni e condividendo le mie emozioni, possiate anche voi scoprire e apprezzare questa gemma unica. Continuate a esplorare i segreti di Venezia, perché ogni angolo ha una storia da raccontare e merita di essere vissuto.
In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.
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Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende e unicità della città lagunare. Oggi vi farò scoprire un edificio unico nel suo genere, uno dei più iconici della città di Venezia, spesso proposto in riviste di architettura o in libri che trattano la Storia dell’Arte. Ci troviamo nel Sestiere di Castello.
Come arrivare alla Casa Penisola:
Si tratta di uno degli itinerari più semplici di Venezia, meta ideale per coppie, appassionati d’Arte, Fotografia o Architettura. Ci troviamo infatti a due passi dall’Ospedale di Venezia (un edificio di una bellezza architettonica sublime), dalla Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, e dalla celebre Libreria Acqua Alta, di cui vi ho già parlato. Per raggiungerla, potete seguire i cartelli blu con scritte bianche che indicano la direzione “Ospedale”, oppure, una volta arrivati a Campo Santa Maria Formosa, imboccare la Calle longa Santa Maria Formosa e poi svoltare a sinistra in Calle Bragadin o del Pinelli, al termine della quale vi troverete immersi in una meraviglia, come potete vedere qui sotto in uno dei miei scatti.
La mia personale esperienza in questo luogo:
Come sempre, cerco di portarvi nel giusto “setup emotivo” per vivere al meglio ogni luogo che vi racconto. Che siate innamorati, fotografi o semplicemente appassionati di Venezia, trovo imperdibile visitare almeno una volta questo angolo unico. La sua quieta e fiera bellezza, l’autenticità, l’abbraccio su tre lati delle acque smeraldine, e molto altro, rendono questo posto uno dei più magicamente veri della città. Non troverete frotte di turisti che sgomitano per un monumento o una foto: ci sarete solo voi, immersi nella pace, a godervi il silenzio, interrotto solo dai gabbiani o dai veneziani che vivono la loro quotidianità.
Dal punto di vista storico-artistico:
Questo edificio è un perfetto esempio di come Venezia riesca a fondere acque ed urbanizzazione in un equilibrio unico. Si erge come una piccola penisola tra i canali, regalando una vista che sembra quasi sospesa sull’acqua. I mattoni rossi a vista e le decorazioni in pietra bianca richiamano lo stile tipico veneziano, con influenze che vanno dal gotico (parte bassa) al rinascimentale (parte alta). Un angolo di Venezia che racconta il suo passato con discrezione, senza il bisogno di monumenti sfarzosi o folla turistica.
In conclusione:
In conclusione, Palazzo Tetta rappresenta uno di quei luoghi nascosti che solo chi conosce bene Venezia può apprezzare a pieno. Immerso tra i canali e lontano dalle rotte più battute dai turisti, questo edificio regala un’esperienza autentica e silenziosa. Perfetto per chi cerca uno scorcio diverso della città, lontano dal caos ma ricco di storia e fascino. Visitare questo angolo vi farà sentire come veri esploratori della Venezia più intima e suggestiva, quella che sa sorprendere anche chi pensa di aver già visto tutto.
In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.
Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!
Vi aspetto con nuovi segreti e avventure ogni venerdì!
Tutti pensiamo di conoscere Venezia, ma i suoi veri segreti si svelano solo a chi la vive ogni giorno, passo dopo passo. Tra le molte domande che ci siamo posti, ce n’è una che continua a farsi strada nella mia mente. Sebbene non sia il primo a interrogarmi su questa questione, con profonda umiltà cercherò di offrirvi uno spunto per vedere Venezia sotto una nuova luce: non solo come una meta turistica, ma come casa per chi, come i giovani che vi abitano, la vive quotidianamente. È proprio questo che rende Venezia unica: solo chi l’ha scelta come casa, o chi non riesce a separarsene per il legame indissolubile che ha creato, può davvero comprenderla ❤️.
In una città dove ogni angolo racconta storie antiche, i giovani, ma anche gli adulti, affrontano quotidianamente sfide che i turisti non possono nemmeno immaginare. Venezia nasconde segreti che sfuggono ai visitatori frettolosi, offrendo una realtà in cui il passato si intreccia con il futuro, camminando insieme, fianco a fianco. Ogni gesto quotidiano può trasformarsi in una piccola impresa: raggiungere la scuola, trovare spazi per socializzare o semplicemente per giocare a pallone ⚽. Ma tutto questo avviene sotto la luce intensa che arte, cultura e storia proiettano all’unisono sullo scenario che ci circonda, creando un caleidoscopico intreccio di unicità 🎨.
Una calle nel cielo
Anche questo articolo attinge alla mia esperienza personale, ma non solo. Ho cercato di raccogliere tutto ciò che credo di aver compreso finora di questo infinito turbinio che è Venezia.
Un ringraziamento particolare va a tutte le fonti che mi hanno guidato, ispirandomi o rispondendo direttamente alle mie domande. Tra queste ci sono youtubers, amici, perfetti sconosciuti che, con un gesto quotidiano o semplicemente passandomi accanto, mi hanno svelato dettagli che, diversamente, sarebbero rimasti invisibili 👀.
Buona lettura, amici e amiche! Siete fedeli compagni di viaggio in questo percorso, che promette di essere ancora ricco e intenso, sempre insieme a voi 🚶♂️🚶♀️.
Per entrare nello spirito di quanto preannunciato, iniziamo con una breve intervista a un’amica che vive e ha un legame profondo con la città di Venezia. Grazie a Marta 😊 (qui potete scoprire i suoi profili: Personale e Creativo), ho potuto cogliere dettagli che altrimenti avrei potuto solo ipotizzare. La ringrazio sinceramente per il suo prezioso contributo.
Venezia attraverso gli occhi di chi la vive: sfide e sogni dei giovani residenti | L’Intervista a Marta:
Ciao Marta, Grazie per la tua disponibilità; da quanto vivi a Venezia e qual è il tuo legame con la città? Vivo a Venezia da quando sono nata, esattamente da ventisette anni. Ciò che mi lega a Venezia sono le mie radici famigliari, la bellezza di raggiungere tutto a piedi (o quasi) e la pace, soprattutto nel sestiere in cui abito.
Dal tuo punto di vista, quali sfide affrontano i giovani veneziani e in cosa differiscono rispetto alle altre città? La sfida per i giovani è vivere in un posto che offre pochi spazi per ballare e divertirsi, costringendoli spesso a cercare svago in terraferma o sulle altre isole. Ma c’è un ostacolo ancora più grande: i costi degli affitti sono elevati, mentre gli stipendi sono sempre più bassi, spingendo molti giovani a condividere la stessa casa per ‘sopravvivere’.
Come il turismo di massa influenza la qualità della vita dei giovani residenti? Venezia vive di turismo, e questo è fondamentale, ma quando il turismo non è di qualità, finisce per danneggiare la città, compromettendo la qualità della vita cui giustamente ambiscono i residenti.
Conseguenze del turismo di massa
È realistica la prospettiva di costruire carriera e famiglia a Venezia? I giovani possono sicuramente crearsi una carriera nella città, ma costruire una famiglia e trovare una casa è estremamente difficile, a meno che non si parta avvantaggiati, con una casa tramandata di famiglia o un lavoro ben retribuito. Gli affitti sono troppo alti, e acquistare una casa a Venezia è quasi impensabile.
Come si integrano tradizioni e storia nella vita dei giovani veneziani? Le culture e le tradizioni si preservano abbastanza bene tra i giovani, anche grazie a festività come il Redentore, che unisce non solo i veneziani, ma tutto il Veneto. Ho recentemente visto un gruppo di ragazzi impegnato in un piccolo teatro con le marionette in dialetto veneziano, ed è stato commovente, perché era una pratica che avveniva spesso a Sant’Alvise quando ero piccola.
una porta da calcio sul muro di una chiesa
Quali iniziative promuovono i giovani per preservare la cultura veneziana? Sarebbe bello che tornassero eventi come quelli che ho vissuto da bambina, per far conoscere ai più piccoli il nostro dialetto, burbero ma simpatico. (nota dell’autore–>) proprio in questi giorni Carlotta Berti ci regala la possibilità di riscoprire, come dice in copertina nel suo libro: “usi, costumi e gergo dei veneziani” nel suo libro: “Co digo, digo!“).
Quali attività culturali apprezzano di più i giovani? I locali preferiti dai giovani si trovano in Fondamenta degli Ormesini, in Erbaria, Santa Margherita e Via Garibaldi. Sono posti pieni di bar dove poter bere il nostro amato spritz accompagnato dal tipico cicchetto. Ci sono anche posti nascosti tra le calli che sono davvero molto buoni.
Quali sono i luoghi preferiti dai giovani per il tempo libero? In estate, gli eventi che piacciono ai giovani sono le sagre, come quella di San Giacomo, accompagnate da banchetti di cibo tipico e musica che spazia dal dialetto veneziano al latino americano fino al jazz. (Nota dell’autore–>) Senza dimenticare una unicità veneziana come il “Cinema Barch-in”, che fa il verso ai drive-in, permettendo di godere direttamente dalle barche di film ed eventi in diretta.
Consigli per locali autentici meno noti? Un posto magico è laLibreria Acqua Alta, molto conosciuta. Ci sono anche altre librerie, come quella in Campo Santa Margherita – La Libreria Marco Polo. Purtroppo, una libreria che mi piaceva, vicino a Piazza San Marco, è stata sostituita da un negozio Louis Vuitton, mentre resiste la Libreria Goldoni, vicino all’omonimo teatro.
Come si distinguono le attività per giovani a Venezia rispetto ad altre città? Ogni sestiere ha i suoi posti, e purtroppo ci sono anche trappole per turisti. I punti focali per i veneziani sono i bacari, che continuano a essere molto apprezzati. (Nota dell’autore–>)A fine articolo vi fornirò un elenco di alcuni locali veneziani.
Quali eventi coinvolgono i giovani residenti? I giovani partecipano a sagre e concerti dove possono ascoltare musica dal vivo e divertirsi con gli amici, come la Festa del Redentore e il Carnevale, che offrono spettacoli, musica e tradizioni uniche. Inoltre, eventi più contemporanei come il Venice Jazz Festival e serate di musica elettronica organizzate in spazi culturali o locali indipendenti attraggono una partecipazione giovanile sempre crescente, creando un equilibrio tra modernità e tradizione.
Quali sono le principali opportunità e sfide lavorative per i giovani a Venezia? Cosa manca alla città per migliorare la qualità della vita dei giovani? Per i giovani veneziani, la sfida principale è trovare un lavoro stabile e ben retribuito che permetta di vivere a Venezia in modo dignitoso, considerando i costi elevati della vita quotidiana, come affitti e servizi essenziali. La mancanza di sicurezza lavorativa, caratterizzata da contratti precari o temporanei, rende difficile pianificare un futuro nella città. Questo spinge molti a cercare opportunità fuori Venezia, in terraferma o altrove, dove le condizioni lavorative possono offrire maggiore stabilità e crescita.
A Venezia, ciò che davvero manca ai giovani è un sistema che garantisca loro opportunità professionali adeguate. Oltre alla precarietà lavorativa, anche la carenza di spazi per la socializzazione e lo sviluppo personale, come centri culturali o attività ricreative, incide sulla qualità della vita. Questi luoghi potrebbero favorire il senso di comunità e offrire occasioni di incontro e crescita.
Senza una rete di supporto che includa opportunità lavorative più solide e spazi dedicati allo sviluppo personale, i giovani rischiano di sentirsi sempre più isolati, contribuendo a una continua fuga di talenti dalla città che tanto amano e in cui vorrebbero costruire il loro futuro.
Grazie per la disponibilità Marta! Grazie a te!
Giusto due riflessioni dell’autore:
Le relazioni e i contrasti tra antichi mestieri, coesione sociale e innovazione tecnologica a Venezia sono profonde. Mestieri tradizionali, come la lavorazione del vetro di Murano, la costruzione di gondole e remi, e la preparazione di piatti tipici, favoriscono un forte senso di appartenenza tra i giovani, creando legami intergenerazionali tra chi desidera apprendere e chi ha il compito di trasmettere un’arte millenaria. La valorizzazione di queste peculiarità artigianali promuove una comunità attiva e coesa.
D’altra parte, l’innovazione tecnologica offre nuove piattaforme per la promozione e la vendita di prodotti artigianali, amplificando la loro visibilità e accessibilità. I social media, ad esempio, permettono agli artigiani di condividere il proprio lavoro e interagire con una clientela globale, facilitando la creazione di nuovi canali di vendita, anche se questi possono perdere il fascino dell’esecuzione dal vivo.
Questa integrazione tra tradizione e modernità non solo preserva la cultura locale, ma stimola anche l’imprenditorialità giovanile, rafforzando il tessuto sociale di Venezia e rendendola un luogo dinamico e attrattivo, ricco di potenzialità ancora inespresse.
Ora mi rivolgo a me stesso e a tutti voi che leggete: se aveste a disposizione una macchina fotografica magica che vi permettesse di catturare un soggetto o un tema di Venezia per l’eternità, chi o cosa immortalereste e perché? Sentitevi liberi di condividere le vostre risposte nei commenti!
Un Gondoliere a riposo
Qui di seguito il mio pensiero: Se avessi tra le mani una macchina fotografica magica che mi permettesse di immortalare un soggetto di Venezia per l’eternità, non avrei dubbi: punterei l’obiettivo su un gondoliere mentre naviga attraverso i canali al tramonto. La figura del gondoliere rappresenta non solo la tradizione e l’arte di una professione antica, ma anche il legame indissolubile tra l’uomo e la città. Con il suo movimento fluido, i riflessi dell’acqua e i colori caldi del cielo, questa immagine racchiuderebbe l’essenza di Venezia, il suo fascino e la sua capacità di raccontare storie attraverso le generazioni. È un simbolo di identità, passione e l’amore per questa città che, nonostante i cambiamenti, continua a vivere nel cuore dei veneziani e dei visitatori.
Bacari e Delizie: Cicchetti, Dolci e Ombre tra Tradizione e Innovazione
Iniziamo il nostro bacaro tour con i classici bacari veneziani, dove l’atmosfera vivace e il cibo delizioso si uniscono. Il bacaro, un’osteria tipica, serve le famose ombre, piccoli bicchieri di vino, accompagnati da cicchetti, stuzzichini vari che fanno festeggiare e far rumore, proprio come suggerisce il nome che deriva da “far bacara”.
Uno dei luoghi imperdibili è il Bacareto da Lele, dove i panini partono da soli 1€ e il titolare, Fabio, offre una selezione di vini a partire da 1,20€. Un’altra opzione è Arcichetti Bakaro, situato proprio accanto, che propone crostini di pane farciti in modo creativo e gustoso, perfetti per accompagnare un buon vino.
Se cercate un’esperienza di vino naturale, l’Osteria Vecio Biavarol dal Pippa offre cicchetti come le polpette a un costo leggermente superiore rispetto ai primi due locali. Per assaporare le sarde in saor, un piatto tradizionale veneziano, visitate Quebrado, dove potrete anche gustare ottime polpette accompagnate da vini e spritz.
Per un buon rapporto qualità-prezzo, l’Enoteca ai Schiavi è da non perdere, con ombre a 1,20€ e cicchetti a 1,50€. Al Paradiso Perduto, sia ombra che cicchetto costano 2€. La Birreria Zanon offre un’ombra abbondante a 3€ e cicchetti a 2,5€, mentre la Cicchetteria Venexiana da Luca e Fred propone ombre a 2€ e cicchetti a 2,5€.
Passiamo ora a mangiare con soli 5€ a Venezia! Potete gustare un tramezzino al Bar alla Toleta, un nome che si ricollega a D’Annunzio. Rosa Salva, una storica pasticceria fondata nel 1870, è famosa per i suoi dolci tipici come bussolà e zaeti. La Rosticceria Ghislon propone le deliziose mozzarelle in carrozza a soli 2,5€, mentre alla Trattoria Ca’ d’Oro alla Vedova non perderti le loro polpette speciali.
Infine, la Pasticceria dal Mas, la Venice Bakery e la Pasticceria Franco Tonolo offrono una selezione di dolci e salati, tipici e non, con quest’ultima famosa per la sua fugassa veneziana.
Zone Giovani e…
Fondamenta della Misericordia e Fondamenta degli Ormesini (Cannaregio): I posti ideali per un aperitivo con vista canale e ottima compagnia!
Campo Santa Margherita (Dorsoduro): Il cuore pulsante della vita notturna, perfetto per incontrarsi e divertirsi con gli amici.
Campo dell’Erbaria (San Polo): Un angolo accogliente dove gustare cicchetti e chiacchierare in buona compagnia.
Via Garibaldi (Castello): Una via vivace, con tanti locali e una bell’atmosfera per chi ama socializzare.
…Un Tuffo nel Cuore di Venezia, i Negozi e Locali Imperdibili:
Se sei in cerca di un’atmosfera unica, Bacaro Jazz e Brasbar sono il posto giusto per te. Qui, i gestori uniscono il meglio della musica jazz con un’ottima selezione di drink, rendendo ogni serata indimenticabile.
Non dimenticare di visitare la fumetteria ZAZÀ, un vero e proprio rifugio per gli amanti del mondo dei fumetti e dell’arte manga. La Libreria Acqua Alta è un’altra gemma da non perdere, con i suoi libri che galleggiano in un’atmosfera incantevole, mentre Sulla Luna ti accoglie con la sua selezione di pietanze e capolavori letterari.
Per chi cerca un tocco nostalgico e musica in vinile, Living in the Past è il negozio perfetto, dove la musica e l’atmosfera ti trasporteranno indietro nel tempo. Infine, non puoi perderti l’Hard Rock Café, che offre un mix di musica rock e deliziosi piatti in un ambiente vivace.
Conclusione:
Venezia, metafora del Mondo, musa ispiratrice e vortice creativo. Ci siamo lasciati ispirare da chi chiama “Casa” questa città, con Marta che ci ha aperto gli occhi sulle sfide quotidiane dei giovani veneziani. Abbiamo capito che la bellezza di Venezia risiede non solo nei suoi scorci pittoreschi, ma anche nella resilienza e nella creatività di chi la vive. Come diceva Gabriele D’Annunzio: “Niuna casa è si piccola che non la faccia grande uno magnifico abitatore” e Venezia si fa grande, grandissima, grazie ai suoi abitanti che la rendono ciò che è: unica.
Vi ringrazio, onorato, per essere giunti fino a qui e vi prometto che sveleremo insieme altri angoli e storie, affinché il nostro amore per Venezia continui a crescere e a fiorire, un passo alla volta.
In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.
Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!
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Postilla:
Il titolo ci pone innanzi ad una domanda, eccovi la mia risposta: Essere giovani a Venezia è sia una sfida che un sogno. Ogni giorno un veneziano naviga tra le difficoltà e le opportunità, cercando di costruire il proprio posto in questa città sospesa nel tempo. È una lotta, ma è anche una fortuna. In fondo, non è forse proprio la complessità di questa esperienza che rende la vita qui così affascinante?
Benvenuti nella serie“I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti storie e unicità della nostra amata città lagunare. Oggi vi svelerò, in un breve itinerario in tre tappe, uno degli aspetti meno noti e al contempo più curiosi legati a uno dei personaggi più celebri della venezianità: Carlo Goldoni.
Prima tappa: La Casa di Carlo Goldoni
Ci troviamo nel cuore del Sestiere di San Polo, equidistante tra la Basilica dei Frari e Campo San Polo. L’edificio, oggi parte della Fondazione Musei Civici di Venezia, è conosciuto come Palazzo Centani (San Polo 2793). Nel tardo ‘600, vi si stabilì il nonno di Carlo Goldoni, e qui Carlo nacque nel 1707, rimanendovi fino al 1719. Nel 1914, il palazzo fu acquistato da Aldo Ravà, Piero Foscari e Antonio Pellegrini, con l’idea di farne un museo dedicato al grande drammaturgo, ma il progetto fu bloccato dalla guerra. Nel 1931, l’edificio fu donato al Comune di Venezia, restaurato e infine aperto al pubblico come Museo nel 1953.
Una vista d’insieme della casa di Carlo Goldoni che oggi è un museo a lui dedicato
Seconda tappa: Campo San Bartolomio e il monumento dedicato a Carlo Goldoni
Nei pressi della casa dell’autore, imbocchiamo Calle dei Saoneri e, proseguendo dritti, ci dirigiamo fino a Campo San Polo. Da qui, seguiamo le indicazioni verso il Ponte di Rialto che, una volta attraversato, ci porterà ad un ampio campo, quello di San Bartolomio. Al centro, scorgeremo subito un monumento che ritrae un uomo elegante e sorridente, quasi sornione, poggiato su un bastone con la mano destra: il monumento dedicato a Carlo Goldoni. Caso vuole, o forse no, che la statua guardi esattamente nella direzione del Teatro a lui dedicato, come se volesse continuare a raccontarci storie, anche nei secoli a venire.
Terza tappa: Il Teatro Goldoni
Il Teatro Goldoni di Venezia, costruito dalla famiglia Vendramin nel 1630 dopo un incendio che distrusse le loro proprietà, è stato un importante centro culturale per secoli. Ospitò numerose prime assolute di opere di Francesco Cavalli e Antonio Sartorio nel XVII secolo. Dal 1752, con l’ingaggio di Carlo Goldoni, il teatro raggiunse il suo apice artistico. Dopo la chiusura per l’occupazione napoleonica e la riapertura nel 1818, subì vari restauri, tra cui uno significativo nel 1833. Nel 1875, fu dedicato a Goldoni. Dopo essere stato chiuso e ristrutturato nel 1979, il Teatro Goldoni è oggi sede del Teatro Stabile del Veneto, offrendo una ricca stagione di prosa, balletto e concerti.
La facciata esterna del Teatro Goldoni
Il Record del Commediografo Veneziano:
Nel 1750, Carlo Goldoni si trovò al centro di una sfida che avrebbe segnato la storia del teatro: promettere di scrivere sedici commedie in un solo anno. Questo impegno nacque dalla necessità di rispondere alla critica e alla satira dei suoi avversari, in particolare del suo rivale Carlo Gozzi, e di recuperare la fiducia del pubblico dopo il fallimento de L’Erede fortunata. La promessa fu accettata anche come una scommessa pubblica con Medebach, un noto impresario dell’epoca.
Goldoni non solo mantenne la sua parola, ma utilizzò quest’opportunità per rivoluzionare il teatro comico. Tra le opere scritte ci sono capolavori come Il teatro comico, un importante esempio di teatro nel teatro e manifesto della sua riforma, Le femmine puntigliose, La bottega del caffè, e La Pamela, ispirata al romanzo di Samuel Richardson. Questo straordinario risultato, con un ritmo di scrittura e produzione senza precedenti, dimostra l’incredibile produttività e la maestria di Goldoni, consolidando la sua reputazione come uno dei più grandi commediografi del suo tempo.
In conclusione:
Nella nostra esplorazione di Carlo Goldoni, abbiamo seguito le tracce del grande commediografo attraverso tre tappe emblematiche di Venezia. Dalla Casa di Goldoni, dove il maestro nacque e che oggi ospita un museo a lui dedicato, al monumento in Campo San Bartolomio, che celebra il suo ingegno, fino al Teatro Goldoni, un palcoscenico storico che ha visto la sua gloria e le sue trasformazioni nel tempo. L’incredibile sfida del 1750, in cui Goldoni scrisse sedici commedie in un solo anno, non solo dimostra la sua straordinaria produttività ma ha anche segnato una svolta nel teatro comico, consolidandolo come uno dei più grandi drammaturghi della sua epoca.
Mini itinerario dalla Casa di Goldoni al Monumento, fino al Teatro a lui dedicato
In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.
Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!
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