Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende e unicità della città lagunare. Oggi vi farò scoprire un edificio unico nel suo genere, uno dei più iconici della città di Venezia, spesso proposto in riviste di architettura o in libri che trattano la Storia dell’Arte. Ci troviamo nel Sestiere di Castello.
Come arrivare alla Casa Penisola:
Si tratta di uno degli itinerari più semplici di Venezia, meta ideale per coppie, appassionati d’Arte, Fotografia o Architettura. Ci troviamo infatti a due passi dall’Ospedale di Venezia (un edificio di una bellezza architettonica sublime), dalla Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, e dalla celebre Libreria Acqua Alta, di cui vi ho già parlato. Per raggiungerla, potete seguire i cartelli blu con scritte bianche che indicano la direzione “Ospedale”, oppure, una volta arrivati a Campo Santa Maria Formosa, imboccare la Calle longa Santa Maria Formosa e poi svoltare a sinistra in Calle Bragadin o del Pinelli, al termine della quale vi troverete immersi in una meraviglia, come potete vedere qui sotto in uno dei miei scatti.
La mia personale esperienza in questo luogo:
Come sempre, cerco di portarvi nel giusto “setup emotivo” per vivere al meglio ogni luogo che vi racconto. Che siate innamorati, fotografi o semplicemente appassionati di Venezia, trovo imperdibile visitare almeno una volta questo angolo unico. La sua quieta e fiera bellezza, l’autenticità, l’abbraccio su tre lati delle acque smeraldine, e molto altro, rendono questo posto uno dei più magicamente veri della città. Non troverete frotte di turisti che sgomitano per un monumento o una foto: ci sarete solo voi, immersi nella pace, a godervi il silenzio, interrotto solo dai gabbiani o dai veneziani che vivono la loro quotidianità.
Dal punto di vista storico-artistico:
Questo edificio è un perfetto esempio di come Venezia riesca a fondere acque ed urbanizzazione in un equilibrio unico. Si erge come una piccola penisola tra i canali, regalando una vista che sembra quasi sospesa sull’acqua. I mattoni rossi a vista e le decorazioni in pietra bianca richiamano lo stile tipico veneziano, con influenze che vanno dal gotico (parte bassa) al rinascimentale (parte alta). Un angolo di Venezia che racconta il suo passato con discrezione, senza il bisogno di monumenti sfarzosi o folla turistica.
In conclusione:
In conclusione, Palazzo Tetta rappresenta uno di quei luoghi nascosti che solo chi conosce bene Venezia può apprezzare a pieno. Immerso tra i canali e lontano dalle rotte più battute dai turisti, questo edificio regala un’esperienza autentica e silenziosa. Perfetto per chi cerca uno scorcio diverso della città, lontano dal caos ma ricco di storia e fascino. Visitare questo angolo vi farà sentire come veri esploratori della Venezia più intima e suggestiva, quella che sa sorprendere anche chi pensa di aver già visto tutto.
In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.
Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!
Vi aspetto con nuovi segreti e avventure ogni venerdì!
Tutti pensiamo di conoscere Venezia, ma i suoi veri segreti si svelano solo a chi la vive ogni giorno, passo dopo passo. Tra le molte domande che ci siamo posti, ce n’è una che continua a farsi strada nella mia mente. Sebbene non sia il primo a interrogarmi su questa questione, con profonda umiltà cercherò di offrirvi uno spunto per vedere Venezia sotto una nuova luce: non solo come una meta turistica, ma come casa per chi, come i giovani che vi abitano, la vive quotidianamente. È proprio questo che rende Venezia unica: solo chi l’ha scelta come casa, o chi non riesce a separarsene per il legame indissolubile che ha creato, può davvero comprenderla ❤️.
In una città dove ogni angolo racconta storie antiche, i giovani, ma anche gli adulti, affrontano quotidianamente sfide che i turisti non possono nemmeno immaginare. Venezia nasconde segreti che sfuggono ai visitatori frettolosi, offrendo una realtà in cui il passato si intreccia con il futuro, camminando insieme, fianco a fianco. Ogni gesto quotidiano può trasformarsi in una piccola impresa: raggiungere la scuola, trovare spazi per socializzare o semplicemente per giocare a pallone ⚽. Ma tutto questo avviene sotto la luce intensa che arte, cultura e storia proiettano all’unisono sullo scenario che ci circonda, creando un caleidoscopico intreccio di unicità 🎨.
Una calle nel cielo
Anche questo articolo attinge alla mia esperienza personale, ma non solo. Ho cercato di raccogliere tutto ciò che credo di aver compreso finora di questo infinito turbinio che è Venezia.
Un ringraziamento particolare va a tutte le fonti che mi hanno guidato, ispirandomi o rispondendo direttamente alle mie domande. Tra queste ci sono youtubers, amici, perfetti sconosciuti che, con un gesto quotidiano o semplicemente passandomi accanto, mi hanno svelato dettagli che, diversamente, sarebbero rimasti invisibili 👀.
Buona lettura, amici e amiche! Siete fedeli compagni di viaggio in questo percorso, che promette di essere ancora ricco e intenso, sempre insieme a voi 🚶♂️🚶♀️.
Per entrare nello spirito di quanto preannunciato, iniziamo con una breve intervista a un’amica che vive e ha un legame profondo con la città di Venezia. Grazie a Marta 😊 (qui potete scoprire i suoi profili: Personale e Creativo), ho potuto cogliere dettagli che altrimenti avrei potuto solo ipotizzare. La ringrazio sinceramente per il suo prezioso contributo.
Venezia attraverso gli occhi di chi la vive: sfide e sogni dei giovani residenti | L’Intervista a Marta:
Ciao Marta, Grazie per la tua disponibilità; da quanto vivi a Venezia e qual è il tuo legame con la città? Vivo a Venezia da quando sono nata, esattamente da ventisette anni. Ciò che mi lega a Venezia sono le mie radici famigliari, la bellezza di raggiungere tutto a piedi (o quasi) e la pace, soprattutto nel sestiere in cui abito.
Dal tuo punto di vista, quali sfide affrontano i giovani veneziani e in cosa differiscono rispetto alle altre città? La sfida per i giovani è vivere in un posto che offre pochi spazi per ballare e divertirsi, costringendoli spesso a cercare svago in terraferma o sulle altre isole. Ma c’è un ostacolo ancora più grande: i costi degli affitti sono elevati, mentre gli stipendi sono sempre più bassi, spingendo molti giovani a condividere la stessa casa per ‘sopravvivere’.
Come il turismo di massa influenza la qualità della vita dei giovani residenti? Venezia vive di turismo, e questo è fondamentale, ma quando il turismo non è di qualità, finisce per danneggiare la città, compromettendo la qualità della vita cui giustamente ambiscono i residenti.
Conseguenze del turismo di massa
È realistica la prospettiva di costruire carriera e famiglia a Venezia? I giovani possono sicuramente crearsi una carriera nella città, ma costruire una famiglia e trovare una casa è estremamente difficile, a meno che non si parta avvantaggiati, con una casa tramandata di famiglia o un lavoro ben retribuito. Gli affitti sono troppo alti, e acquistare una casa a Venezia è quasi impensabile.
Come si integrano tradizioni e storia nella vita dei giovani veneziani? Le culture e le tradizioni si preservano abbastanza bene tra i giovani, anche grazie a festività come il Redentore, che unisce non solo i veneziani, ma tutto il Veneto. Ho recentemente visto un gruppo di ragazzi impegnato in un piccolo teatro con le marionette in dialetto veneziano, ed è stato commovente, perché era una pratica che avveniva spesso a Sant’Alvise quando ero piccola.
una porta da calcio sul muro di una chiesa
Quali iniziative promuovono i giovani per preservare la cultura veneziana? Sarebbe bello che tornassero eventi come quelli che ho vissuto da bambina, per far conoscere ai più piccoli il nostro dialetto, burbero ma simpatico. (nota dell’autore–>) proprio in questi giorni Carlotta Berti ci regala la possibilità di riscoprire, come dice in copertina nel suo libro: “usi, costumi e gergo dei veneziani” nel suo libro: “Co digo, digo!“).
Quali attività culturali apprezzano di più i giovani? I locali preferiti dai giovani si trovano in Fondamenta degli Ormesini, in Erbaria, Santa Margherita e Via Garibaldi. Sono posti pieni di bar dove poter bere il nostro amato spritz accompagnato dal tipico cicchetto. Ci sono anche posti nascosti tra le calli che sono davvero molto buoni.
Quali sono i luoghi preferiti dai giovani per il tempo libero? In estate, gli eventi che piacciono ai giovani sono le sagre, come quella di San Giacomo, accompagnate da banchetti di cibo tipico e musica che spazia dal dialetto veneziano al latino americano fino al jazz. (Nota dell’autore–>) Senza dimenticare una unicità veneziana come il “Cinema Barch-in”, che fa il verso ai drive-in, permettendo di godere direttamente dalle barche di film ed eventi in diretta.
Consigli per locali autentici meno noti? Un posto magico è laLibreria Acqua Alta, molto conosciuta. Ci sono anche altre librerie, come quella in Campo Santa Margherita – La Libreria Marco Polo. Purtroppo, una libreria che mi piaceva, vicino a Piazza San Marco, è stata sostituita da un negozio Louis Vuitton, mentre resiste la Libreria Goldoni, vicino all’omonimo teatro.
Come si distinguono le attività per giovani a Venezia rispetto ad altre città? Ogni sestiere ha i suoi posti, e purtroppo ci sono anche trappole per turisti. I punti focali per i veneziani sono i bacari, che continuano a essere molto apprezzati. (Nota dell’autore–>)A fine articolo vi fornirò un elenco di alcuni locali veneziani.
Quali eventi coinvolgono i giovani residenti? I giovani partecipano a sagre e concerti dove possono ascoltare musica dal vivo e divertirsi con gli amici, come la Festa del Redentore e il Carnevale, che offrono spettacoli, musica e tradizioni uniche. Inoltre, eventi più contemporanei come il Venice Jazz Festival e serate di musica elettronica organizzate in spazi culturali o locali indipendenti attraggono una partecipazione giovanile sempre crescente, creando un equilibrio tra modernità e tradizione.
Quali sono le principali opportunità e sfide lavorative per i giovani a Venezia? Cosa manca alla città per migliorare la qualità della vita dei giovani? Per i giovani veneziani, la sfida principale è trovare un lavoro stabile e ben retribuito che permetta di vivere a Venezia in modo dignitoso, considerando i costi elevati della vita quotidiana, come affitti e servizi essenziali. La mancanza di sicurezza lavorativa, caratterizzata da contratti precari o temporanei, rende difficile pianificare un futuro nella città. Questo spinge molti a cercare opportunità fuori Venezia, in terraferma o altrove, dove le condizioni lavorative possono offrire maggiore stabilità e crescita.
A Venezia, ciò che davvero manca ai giovani è un sistema che garantisca loro opportunità professionali adeguate. Oltre alla precarietà lavorativa, anche la carenza di spazi per la socializzazione e lo sviluppo personale, come centri culturali o attività ricreative, incide sulla qualità della vita. Questi luoghi potrebbero favorire il senso di comunità e offrire occasioni di incontro e crescita.
Senza una rete di supporto che includa opportunità lavorative più solide e spazi dedicati allo sviluppo personale, i giovani rischiano di sentirsi sempre più isolati, contribuendo a una continua fuga di talenti dalla città che tanto amano e in cui vorrebbero costruire il loro futuro.
Grazie per la disponibilità Marta! Grazie a te!
Giusto due riflessioni dell’autore:
Le relazioni e i contrasti tra antichi mestieri, coesione sociale e innovazione tecnologica a Venezia sono profonde. Mestieri tradizionali, come la lavorazione del vetro di Murano, la costruzione di gondole e remi, e la preparazione di piatti tipici, favoriscono un forte senso di appartenenza tra i giovani, creando legami intergenerazionali tra chi desidera apprendere e chi ha il compito di trasmettere un’arte millenaria. La valorizzazione di queste peculiarità artigianali promuove una comunità attiva e coesa.
D’altra parte, l’innovazione tecnologica offre nuove piattaforme per la promozione e la vendita di prodotti artigianali, amplificando la loro visibilità e accessibilità. I social media, ad esempio, permettono agli artigiani di condividere il proprio lavoro e interagire con una clientela globale, facilitando la creazione di nuovi canali di vendita, anche se questi possono perdere il fascino dell’esecuzione dal vivo.
Questa integrazione tra tradizione e modernità non solo preserva la cultura locale, ma stimola anche l’imprenditorialità giovanile, rafforzando il tessuto sociale di Venezia e rendendola un luogo dinamico e attrattivo, ricco di potenzialità ancora inespresse.
Ora mi rivolgo a me stesso e a tutti voi che leggete: se aveste a disposizione una macchina fotografica magica che vi permettesse di catturare un soggetto o un tema di Venezia per l’eternità, chi o cosa immortalereste e perché? Sentitevi liberi di condividere le vostre risposte nei commenti!
Un Gondoliere a riposo
Qui di seguito il mio pensiero: Se avessi tra le mani una macchina fotografica magica che mi permettesse di immortalare un soggetto di Venezia per l’eternità, non avrei dubbi: punterei l’obiettivo su un gondoliere mentre naviga attraverso i canali al tramonto. La figura del gondoliere rappresenta non solo la tradizione e l’arte di una professione antica, ma anche il legame indissolubile tra l’uomo e la città. Con il suo movimento fluido, i riflessi dell’acqua e i colori caldi del cielo, questa immagine racchiuderebbe l’essenza di Venezia, il suo fascino e la sua capacità di raccontare storie attraverso le generazioni. È un simbolo di identità, passione e l’amore per questa città che, nonostante i cambiamenti, continua a vivere nel cuore dei veneziani e dei visitatori.
Bacari e Delizie: Cicchetti, Dolci e Ombre tra Tradizione e Innovazione
Iniziamo il nostro bacaro tour con i classici bacari veneziani, dove l’atmosfera vivace e il cibo delizioso si uniscono. Il bacaro, un’osteria tipica, serve le famose ombre, piccoli bicchieri di vino, accompagnati da cicchetti, stuzzichini vari che fanno festeggiare e far rumore, proprio come suggerisce il nome che deriva da “far bacara”.
Uno dei luoghi imperdibili è il Bacareto da Lele, dove i panini partono da soli 1€ e il titolare, Fabio, offre una selezione di vini a partire da 1,20€. Un’altra opzione è Arcichetti Bakaro, situato proprio accanto, che propone crostini di pane farciti in modo creativo e gustoso, perfetti per accompagnare un buon vino.
Se cercate un’esperienza di vino naturale, l’Osteria Vecio Biavarol dal Pippa offre cicchetti come le polpette a un costo leggermente superiore rispetto ai primi due locali. Per assaporare le sarde in saor, un piatto tradizionale veneziano, visitate Quebrado, dove potrete anche gustare ottime polpette accompagnate da vini e spritz.
Per un buon rapporto qualità-prezzo, l’Enoteca ai Schiavi è da non perdere, con ombre a 1,20€ e cicchetti a 1,50€. Al Paradiso Perduto, sia ombra che cicchetto costano 2€. La Birreria Zanon offre un’ombra abbondante a 3€ e cicchetti a 2,5€, mentre la Cicchetteria Venexiana da Luca e Fred propone ombre a 2€ e cicchetti a 2,5€.
Passiamo ora a mangiare con soli 5€ a Venezia! Potete gustare un tramezzino al Bar alla Toleta, un nome che si ricollega a D’Annunzio. Rosa Salva, una storica pasticceria fondata nel 1870, è famosa per i suoi dolci tipici come bussolà e zaeti. La Rosticceria Ghislon propone le deliziose mozzarelle in carrozza a soli 2,5€, mentre alla Trattoria Ca’ d’Oro alla Vedova non perderti le loro polpette speciali.
Infine, la Pasticceria dal Mas, la Venice Bakery e la Pasticceria Franco Tonolo offrono una selezione di dolci e salati, tipici e non, con quest’ultima famosa per la sua fugassa veneziana.
Zone Giovani e…
Fondamenta della Misericordia e Fondamenta degli Ormesini (Cannaregio): I posti ideali per un aperitivo con vista canale e ottima compagnia!
Campo Santa Margherita (Dorsoduro): Il cuore pulsante della vita notturna, perfetto per incontrarsi e divertirsi con gli amici.
Campo dell’Erbaria (San Polo): Un angolo accogliente dove gustare cicchetti e chiacchierare in buona compagnia.
Via Garibaldi (Castello): Una via vivace, con tanti locali e una bell’atmosfera per chi ama socializzare.
…Un Tuffo nel Cuore di Venezia, i Negozi e Locali Imperdibili:
Se sei in cerca di un’atmosfera unica, Bacaro Jazz e Brasbar sono il posto giusto per te. Qui, i gestori uniscono il meglio della musica jazz con un’ottima selezione di drink, rendendo ogni serata indimenticabile.
Non dimenticare di visitare la fumetteria ZAZÀ, un vero e proprio rifugio per gli amanti del mondo dei fumetti e dell’arte manga. La Libreria Acqua Alta è un’altra gemma da non perdere, con i suoi libri che galleggiano in un’atmosfera incantevole, mentre Sulla Luna ti accoglie con la sua selezione di pietanze e capolavori letterari.
Per chi cerca un tocco nostalgico e musica in vinile, Living in the Past è il negozio perfetto, dove la musica e l’atmosfera ti trasporteranno indietro nel tempo. Infine, non puoi perderti l’Hard Rock Café, che offre un mix di musica rock e deliziosi piatti in un ambiente vivace.
Conclusione:
Venezia, metafora del Mondo, musa ispiratrice e vortice creativo. Ci siamo lasciati ispirare da chi chiama “Casa” questa città, con Marta che ci ha aperto gli occhi sulle sfide quotidiane dei giovani veneziani. Abbiamo capito che la bellezza di Venezia risiede non solo nei suoi scorci pittoreschi, ma anche nella resilienza e nella creatività di chi la vive. Come diceva Gabriele D’Annunzio: “Niuna casa è si piccola che non la faccia grande uno magnifico abitatore” e Venezia si fa grande, grandissima, grazie ai suoi abitanti che la rendono ciò che è: unica.
Vi ringrazio, onorato, per essere giunti fino a qui e vi prometto che sveleremo insieme altri angoli e storie, affinché il nostro amore per Venezia continui a crescere e a fiorire, un passo alla volta.
In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.
Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!
Vi aspetto con nuovi segreti e avventure ogni venerdì!
Postilla:
Il titolo ci pone innanzi ad una domanda, eccovi la mia risposta: Essere giovani a Venezia è sia una sfida che un sogno. Ogni giorno un veneziano naviga tra le difficoltà e le opportunità, cercando di costruire il proprio posto in questa città sospesa nel tempo. È una lotta, ma è anche una fortuna. In fondo, non è forse proprio la complessità di questa esperienza che rende la vita qui così affascinante?
Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende e unicità della città lagunare. Oggi vi farò scoprire come compiere un rapido tragitto a bordo di un’autentica gondola veneziana per giungere sulla rivaopposta del Canal Grande senza fare centinaia di passi in più. Il costo è di due euro, ridotto sensibilmente se possessori della tessera Venezia unica.
Dove ed in quali orari posso trovare questi traghetti?
Disntiguiamo quelli attivi da quelli inattivi, nella prima categoria, effettivamente collocati in tre snodi nevralgici cittadini e del Canal Grande, rientrano i seguenti:
Il carrello che ci indica il Traghetto San Tomà
Santa Sofia – è un traghetto nei pressi dell’omonima chiesa in Cannaregio ci permette di attraversare da e verso il Sestiere di San Polo sbarcando a pochissimi passi dal Mercato del Pesce di Rialto e dal Ponte di Rialto stesso. Gli orari svolti sono: 8.30 – 19.00 da lun al ven e dalle 9.00 – 18.00 Sab, dom e festivi. Nella mappa a fine articolo indicata in ROSSO.
San Tomà – si tratta di un traghetto nei pressi della Basilica di Santa Maria dei Frari a San Polo che permette di attraversare da e per il Sestiere di San Marco a 1′ a piedi da Campo Santo Stefano e a 15′ da San Marco. Metaforicamente è un Ponte virtuale in quanto in questa zona i più vicini sono quello di Rialto e quello dell’Accademia entrambi ad 1km di distanza dalla Stazione Traghetto di San Tomà sul lato di San Polo. Gli orari svolti sono: 8.30 – 19.00 da lun a ven e dalle 9.00 – 18.30 Sab, dom e festivi. Nella mappa a fine articolo indicata in VERDE.
Santa Maria del Giglio – quest’ultimo traghetto tra quelli attivi è quello dove maggiormente si respira il “profumo” della Serenissima, siamo infatti vicinissimi a Punta della Dogana e, dunque al punto d’unione del Canal Grande con il Canale della Giudecca che formano il Bacino di San Marco. Ci troviamo, sostando nel Sestiere di San Marco, a 1′ dal Teatro la Fenice e a 10′ da Piazza San Marco, attraversando in gondola arriveremo nel Sestiere di Dorsoduro, a 2′ dalla Basilica della Salute e a 5′ da Punta della Dogana. Gli orari svolti sono: 9.00 – 18.00. Nella mappa a fine articolo indicata in BLU.
Circa i traghetti inattivi vi segnalo: San Marcuola (nelle vicinanze del Casinò di Venezia), quello di Riva del Vin (San Polo) da e per Riva del Carbon (San Marco) vicinissimo al Ponte di Rialto, San Samuele che da San Marco andava da e per Dorsoduro ed infine quello di Punta della Dogana, che andava da e per Calle del Ridotto a ridosso di Piazza San Marco.
La stazione del Traghetto di Santa Sofia
Quando sono nate le Gondole Traghetto?
Non vi è una data di nascita precisa per le gondole traghetto, ma è certo che già dal XIV secolo, nel 1300, esisteva una chiara regolamentazione di questo servizio. All’epoca, la modesta quantità di ponti che attraversavano il Canal Grande rendeva i traghetti essenziali per i cittadini. Nel 1300, infatti, esisteva solo il Ponte di Rialto. Il Ponte dell’Accademia fu costruito nel 1854, pur essendo considerato “temporaneo” è lì da quasi 200 anni, e il Ponte degli Scalzi fu inaugurato nel 1858, accanto alla Stazione Ferroviaria Venezia Santa Lucia.
E il Ponte di Calatrava? Certo, vi parlo anche di quel ponte, ma considerando che siamo partiti dal 1300 e siamo passati per due tappe nel 1800, sarebbe ironico parlare di un ponte inaugurato solo nel settembre del 2008. Ebbene sì, Venezia ha avuto per secoli un solo ponte sul Canal Grande! Incredibile, no? Per questo, dunque, le gondole traghetto, tuttora utilissime, hanno vissuto un’epoca d’oro di indispensabilità.
In Gondola a Santa verso Santa Sofia
La mia esperienza:
Ogni volta che visito Venezia, che sia per una passeggiata, per unasessione di fotografie o qualsivoglia altro motivo (come organizzare la caccia al tesoro fotografica), valuto se utilizzare  queste piccole scorciatoie acquee, pesche rendono più veloceed autentica l’esperienza cittadina. Saltare velocemente da una sponda all’altra, da un Sestiere all’altro, in un contesto unico come quello di Venezia è un’opportunità che vale la pena provare. Rimane vero che di questo luogo ho sempre posto l’accento sul goderlo con lentezza, ma se ci pensate bene anche usare le gondole traghetto rispetta questa regola, perchè in fondo ogni colpo di remo affonda nelle tradizioni secolari dei gondolieri.
In conclusione:
Sfruttare queste scorciatoie vi permetterà di esplorare la città in modo più efficiente, senza perdere il fascino di ogni suo angolo. Ma non dimenticatevi che sono anche un mezzo utilizzatissimo dai residenti, dunque siate educati e rispettosi in ogni momento ed in ogni contesto. La prossima volta che vi troverete a Venezia, ricordatevi di questi traghetti: un piccolo segreto che renderà il vostro viaggio ancora più speciale. Buon viaggio e buon divertimento nella meravigliosa Venezia!
In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.
Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!
Vi aspetto con nuovi segreti e avventure ogni venerdì!
Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende e unicità della città lagunare. Oggi vi farò scoprire un locale intimo e unico nel suo genere, uno dei più iconici della città di Venezia, situato nel Sestiere di Castello.
Come si intuisce dal nome, prima ancora che un caffè, questo luogo è una serra in grado di custodire, oltre che prelibatezze biologiche, piante ornamentali e da vaso, materiali da giardinaggio, laboratori didattici, eventi e molto altro. La Serra dei Giardini di Venezia è un esempio di architettura in ferro e vetro di fine Ottocento. Il suo stile combina elementi del Liberty/Art Nouveau.
La mia personale esperienza in questo luogo:
Vi racconto una piccola curiosità: Ogni volta che sono arrivato, ho trovato il locale chiuso per vari motivi, dalle manutenzioni alle ferie. Tuttavia, dopo svariati tentativi, posso affermare che ne è davvero valsa la pena. Entrare nel locale, passeggiare lungo il vialetto di legno e gustare una colazione tranquilla è stata un’esperienza unica.. L’atmosfera era incantevole, proprio come l’avevo sempre immaginata. Mi son sentito travolto da vibrazioni positive e da emozioni che si riflettevano in pari maniera negli occhi degli altri clienti, come se tutti parlassimo nel silenzio la stessa lingua attraverso lo sguardo. C’erano turisti, persone del luogo e tanti, tantissimi giovani e studenti.
L’occhio, poi, non può fare a meno di farsi catturare dai dettagli, come un pianoforte e un cartello che recita: “Anche la musica è cibo per l’anima, che fai, suoni?”. Chi mi segue da tempo, specialmente su Instagram, sa quanto io sia affascinato dai “pianoforti liberi”—quegli strumenti che, in locali e aeroporti, diventano protagonisti su palcoscenici improvvisati per chi desidera sbagliare qualche nota o suonare un capolavoro del suo artista preferito.
È una cooperativa sociale fondata nel 1993, focalizzata sulla manutenzione del verde e falegnameria. Collabora con enti pubblici e privati, promuovendo l’imprenditorialità sociale e l’emancipazione attraverso il lavoro. Organizza attività educative, come la manifestazione Arbor & Children, e si impegna nel reinserimento lavorativo di persone svantaggiate.
Dal punto di vista storico-architettonico:
La Serra dei Giardini di Castello fu costruita nel 1894. Il progetto aveva l’intento di valorizzare un’area verde poco utilizzata, così da ospitare le piante dell’Esposizione Internazionale d’Arte. Si inseriva originariamente in un contesto di trasformazione urbana post-napoleonica. Nel corso degli anni, l’edificio subì varie modifiche strutturali e funzionali, inclusa l’aggiunta di cassoni solari e strutture di servizio. Dopo anni di declino e abbandono, negli anni 2000 sono state avviate opere di messa in sicurezza.
Questa storica struttura ha trovato nuova vita grazie all’impegno di NONSOLOVERDE, che oggi la utilizza come fulcro delle proprie attività sociali e educative. La vendita di piante nella Serra sostiene le iniziative della cooperativa e finanzia una varietà di eventi. Tra questi, spiccano laboratori di giardinaggio per bambini, corsi di botanica per adulti e esposizioni artistiche che integrano natura e cultura, trasformando la Serra in un fulcro di eventi sociali. (fonte sito ufficiale)
Le info utili e come si arriva alla Serra dei Giardini:
INDIRIZZO: Serra dei Giardini Viale Giuseppe Garibaldi, 1254 30122 Venezia – Castello Italia
LINEE ACTV: Linea 1; Linea 4.1 / 4.2; Linea 5.1 / 5.2; (controllate sempre quella giusta in base a dove vi trovate alla partenza) FERMATA: Giardini
In conclusione:
Visitare la Serra dei Giardini non è solo un’opportunità per gustare una colazione in un ambiente unico, ma anche per immergersi nella storia e nella cultura Veneziana più autentica. Questo angolo di Castello combina l’architettura del passato con un centro di aggregazione socio-culturale che regala una seconda chance alle persone. Che tu sia un amante della botanica, un appassionato di musica e fotografia o semplicemente un curioso esploratore, la Serra offre un’esperienza che arricchisce ad ogni visita. Non perdere l’occasione di scoprire questo angolo speciale.
In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.
Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!
Vi aspetto con nuovi segreti e avventure ogni venerdì!
Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senzatempo tra le affascinantivicende ed unicità della città lagunare. Oggi vi andremo a scoprire una chiesa munita di un particolare orologio ed un complesso scultoreo, il “Gobbo di Rialto” dalla funzione singolare.
San Giacomo di Rialto: Uno degli Orologi da 24 Ore a Venezia
Partiamo dal suo nome: San Giacomo di Rialto (conosciuta anche come San Giacometto), la funzione dell’appellativo geografico posto a al termine del nome è quella di renderla distinguibile da un’altra chiesa di San Giacomo posta però nel quartiere di Santa Croce(San Giacomo da l’Orio) anzichè, come questa, a San Polo.
Si trova a poche decine di passi dal Ponte di Rialto e dalla “Chiesa murata tra le case” di San Giovanni Elemosiniere e le viene attribuito il titolo della Chiesa più antica di tutta Venezia, con una consacrazione databile nel 421 dC. Sulla facciata spicca un elemento che a Venezia vanta in tutto 5 esempi dello stesso tipo, un orologio italico, composto dunque da 24 ore nel suo quadrante; questo era utilizzato in Italia nel passato per misurare il tempo da alba ad alba. Questa suddivisione era comunissima nel periodo medievale e rinascimentale.
Ecco l’elenco completo di questi affascinanti orologi:
Fondaco dei Tedeschi
Chiesa dei Santi Apostoli
Chiesa di San Giacomo di Rialto
Palazzo Ducale
Torre dell’orologio in Piazza San Marco
Cos’è il Gobbo di Rialto? Storia, pettegolezzi e Curiosità
Si tratta di una scultura in pietra d’Istria di colore bianco, affiancata da una colonna in granito rosso. La sua funzione fu però ben più importante di quanto si possa immaginare. Da quel “podio” marmoreo, infatti, venivano enunciati i proclami ufficiali dal “Comandador”, che, ergendosi alla sommità di quei cinque scalini, leggeva le nuove leggi della Repubblica di Venezia o i nomi dei condannati alla pena capitale. La collocazione nei pressi del Ponte e del Mercato di Rialto, una delle zone nevralgiche per i residenti dell’epoca (come oggi del resto), lo rendeva un luogo ideale per questo tipo di necessità.
Vi era anche l’usanza di fustigare i ladri o altre persone colpevoli di reato. Questi, partendo da Piazza San Marco (tra le colonne del Leone e del Todaro), dovevano giungere qui, chinarsi e baciare la statua per porre fine al tormento inflitto. Inoltre, il Gobbo svolgeva un’ulteriore singolare funzione: fare da “termometro della satira” e dei malumori del popolino. Solitamente, vi venivano abbandonati bigliettini con prese in giro, ingiurie e beffe sui potenti, in totale anonimato.
In conclusione:
La Chiesa di San Giacomo di Rialto, con il suo raro orologio da 24 ore, e il Gobbo di Rialto, con le sue singolari funzioni, offrono uno sguardo unico su un’epoca passata, rivelando tradizioni e usanze che hanno segnato la vita quotidiana della Serenissima.
In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.
Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!
Vi aspetto con nuovi segreti e avventure ogni venerdì!