Ciao e bentrovati, oggi in questa sessione del corso andremo a capire, con esempi pratici ed un pizzico di teoria, in cosa consistano le metafore ed altre figure retoriche, scoprendone le tipologie.
Citando Severus Piton potrei dire: “Andate a pagina 394”, perchè chi sa costruire metafore, acquisisce i mattoni fondamentali dell’architettura poetica (quest’ultima per esempio è una similitudine, ma ci arriveremo).

Partiamo vedendo insieme cosa ci dice il dizionario Oxford Languages a proposito di questa parola: metafora – /me·tà·fo·ra/ – sostantivo femminile
Sostituzione di un termine proprio con uno figurato, in seguito a una trasposizione simbolica di immagini: le spighe ondeggiano (come se fossero un mare); il mare mugola (come se fosse un essere vivente); il re della foresta (come se il leone fosse un uomo).
Fortuna vuole che possiamo chiedere l’opinione illuminata anche di Emily che, sicuramente, saprà illuminarci con un esempio che sia tanto esaustivo quanto calzante, a te la parola: “Metafora: fiamma d’anima che abbraccia i cuori, connessione sottile tra il visibile e l’oscuro, parole danzanti in vesti nuove, verità ammantate di poesia”.
Sintetizzando dunque le parole che abbiamo appena letto contengono vari esempi di metafora, tra queste ci sono: “Fiamma d’anima” che riconduce a una passione ardente e profonda, “Connessione sottile…oscuro” che rappresenta il legame degli elementi noti con quelli misteriosi, “Parole danzanti” che si muovono leggere, “Verità velate” che rappresenta il dire non dire dell’arte poetica.
Ora addentriamoci con alcuni esempi di autori selezionati, partiamo dalla Dickinson che, come avrete capito, gioca in casa, ma poi leggeremo versi di Neruda e della Plath.
Emily scrisse:
“La speranza è la cosa con le piume che si posa nell’anima”. Poesia #254
“Il successo è contare gli anni finché la sorpresa ti coglie.” Poesia #1446
“La solitudine è una porta socchiusa.” Poesia #348
Pablo Neruda scrisse:
“Il tuo sorriso è una conchiglia aperta, l’odore della luna è la tua fragranza.” Da “Ventanas de la Rosa”
“I tuoi occhi sono le palpebre della colomba.” Da “Poema 15”
“Il mio cuore si è fatto solo come un profondo pozzo d’acqua.” Da “Soneto XVII”
Sylvia Plath scrisse:
“Il sole ceruleo si solleva sopra noi, come una circolare manica rovesciata.” Da “Poppies in July”)
“La mia lingua è la spada dell’arcangelo, affilata come un serpente.” Da “Ariel”
“Le lacrime calde scendono come pioggia in questo paese vuoto, una pioggia silenziosa di perle.” Da “The Rival”
Queste citazioni sono esempi di metafore, una figura retorica che trasforma l’ordinario in straordinario. Emily personifica la speranza come un volatile che allevia l’anima, Neruda crea immagini visive con “occhi palpebre della colomba”, Plath utilizza la metafora delle lacrime come perle, impreziosendo dunque il suo dolore. Queste figure retoriche coinvolgono l’immaginazione e aggiungono profondità alle parole ed ai messaggi che gli autori veicolano nei loro testi.
Ma quante altre figure retoriche usiamo ogni giorno? Quante ne esistono?
La risposta per nulla scontata è che ne esistono a centinaia, ma qui ci accontentiamo di “sbirciare” alcune delle più famose e frequenti.
- Chiasmo: Inversione di termini in due frasi parallele.
- Perifrasi: Uso di un’espressione lunga al posto di una parola più breve.
- Paronomasia: Accostamento di parole simili ma con significato diverso.
- Metonimia: Sostituzione di un termine con un altro basato su una relazione di significato.
- Catacresi: Uso improprio di una parola per mancanza di termine specifico.
- Litote impropria: Uso di una negazione per enfatizzare positivamente.
- Eufemismo: Espressione mitigata di un concetto sgradevole o imbarazzante.
- Polisindeto: Uso ripetuto di congiunzioni tra parole o frasi.
- Asindeto: Omissione di congiunzioni tra parole o frasi.
- Acrostico: Formazione di una parola o frase attraverso le iniziali di altre parole.
Ognuna di queste l’abbiamo usata o letta svariate volte, sono alchimie di cui il linguaggio è ricolmo e che, se assecondate, conducono a infinte possibilità comunicative, come in un chiaroscuro, in cui grazie al contrasto si amplificano forza e messaggio veicolato nell’opera d’arte.
Siate curiosi, approfondite, provate voi stessi, sfidatemi e sfidatevi!
Ecco le mie 5 prove, con 5 esempi da me formulati su cui potete provare a “battermi”:
- Metafore della Vita Quotidiana: “il ritmo del cuore scandisce lo scorrere dell’orologio della vita”
- Riscrivi una Storia: “La Cicala e la Formica” potrebbe diventare “La frivolezza e la costanza”.
- Poesie Metaforiche: “Cuore silente, la notte canta”.
- Oggetti Animati: “La finestra produceva lacrime di condensa. È Autunno”.
- Rivisitare le Citazioni: da “La solitudine è una porta socchiusa.” a “La solitudine è un’anima che attende”.
Carissimi lettori, sono ansioso di scoprire le vostre creazioni poetiche ispirate alle figure retoriche! Siate audaci e condividete le vostre 5 risposte su Instagram taggando @trarealtaesogno oppure lasciando un commento qui sotto.
Insieme possiamo esplorare il mondo magico delle parole e delle metafore. Non vedo l’ora di leggere le vostre opere e condividere questo viaggio poetico con voi!
Ora vi faccio salutare, per questo capitolo, direttamente da Emily, a presto dunque:
“Cari lettori, come le stelle nascoste dietro le nuvole, le figure retoriche celano segreti nel linguaggio. Esplorate con occhi curiosi e mente aperta, poiché ogni parola può diventare un universo di significati. Lasciate che le metafore danzino nella vostra mente, che le similitudini vi sorprendano come fiori inattesi. In questa ricerca, troverete tesori di espressione e connessione. Come un giardiniere delle parole, coltivate le figure retoriche e vedrete i vostri versi fiorire.
A presto”
Trarealtaesogno: Il Corso di Poesia – #4 – Il Potere delle Parole