I Segreti di Venezia: Essere Giovani in una Città Sospesa nel Tempo, sfida o sogno?

Tutti pensiamo di conoscere Venezia, ma i suoi veri segreti si svelano solo a chi la vive ogni giorno, passo dopo passo. Tra le molte domande che ci siamo posti, ce n’è una che continua a farsi strada nella mia mente. Sebbene non sia il primo a interrogarmi su questa questione, con profonda umiltà cercherò di offrirvi uno spunto per vedere Venezia sotto una nuova luce: non solo come una meta turistica, ma come casa per chi, come i giovani che vi abitano, la vive quotidianamente. È proprio questo che rende Venezia unica: solo chi l’ha scelta come casa, o chi non riesce a separarsene per il legame indissolubile che ha creato, può davvero comprenderla ❤️.

In una città dove ogni angolo racconta storie antiche, i giovani, ma anche gli adulti, affrontano quotidianamente sfide che i turisti non possono nemmeno immaginare. Venezia nasconde segreti che sfuggono ai visitatori frettolosi, offrendo una realtà in cui il passato si intreccia con il futuro, camminando insieme, fianco a fianco. Ogni gesto quotidiano può trasformarsi in una piccola impresa: raggiungere la scuola, trovare spazi per socializzare o semplicemente per giocare a pallone ⚽. Ma tutto questo avviene sotto la luce intensa che arte, cultura e storia proiettano all’unisono sullo scenario che ci circonda, creando un caleidoscopico intreccio di unicità 🎨.

Una calle nel cielo
Una calle nel cielo

Anche questo articolo attinge alla mia esperienza personale, ma non solo. Ho cercato di raccogliere tutto ciò che credo di aver compreso finora di questo infinito turbinio che è Venezia.

Un ringraziamento particolare va a tutte le fonti che mi hanno guidato, ispirandomi o rispondendo direttamente alle mie domande. Tra queste ci sono youtubers, amici, perfetti sconosciuti che, con un gesto quotidiano o semplicemente passandomi accanto, mi hanno svelato dettagli che, diversamente, sarebbero rimasti invisibili 👀.

Buona lettura, amici e amiche! Siete fedeli compagni di viaggio in questo percorso, che promette di essere ancora ricco e intenso, sempre insieme a voi 🚶‍♂️🚶‍♀️.

Per entrare nello spirito di quanto preannunciato, iniziamo con una breve intervista a un’amica che vive e ha un legame profondo con la città di Venezia. Grazie a Marta 😊 (qui potete scoprire i suoi profili: Personale e Creativo), ho potuto cogliere dettagli che altrimenti avrei potuto solo ipotizzare. La ringrazio sinceramente per il suo prezioso contributo.

Venezia attraverso gli occhi di chi la vive: sfide e sogni dei giovani residenti | L’Intervista a Marta:

Ciao Marta, Grazie per la tua disponibilità; da quanto vivi a Venezia e qual è il tuo legame con la città?
Vivo a Venezia da quando sono nata, esattamente da ventisette anni. Ciò che mi lega a Venezia sono le mie radici famigliari, la bellezza di raggiungere tutto a piedi (o quasi) e la pace, soprattutto nel sestiere in cui abito.

Dal tuo punto di vista, quali sfide affrontano i giovani veneziani e in cosa differiscono rispetto alle altre città?
La sfida per i giovani è vivere in un posto che offre pochi spazi per ballare e divertirsi, costringendoli spesso a cercare svago in terraferma o sulle altre isole. Ma c’è un ostacolo ancora più grande: i costi degli affitti sono elevati, mentre gli stipendi sono sempre più bassi, spingendo molti giovani a condividere la stessa casa per ‘sopravvivere’.

Come il turismo di massa influenza la qualità della vita dei giovani residenti?
Venezia vive di turismo, e questo è fondamentale, ma quando il turismo non è di qualità, finisce per danneggiare la città, compromettendo la qualità della vita cui giustamente ambiscono i residenti.

conseguenze del turismo di massa
Conseguenze del turismo di massa

È realistica la prospettiva di costruire carriera e famiglia a Venezia?
I giovani possono sicuramente crearsi una carriera nella città, ma costruire una famiglia e trovare una casa è estremamente difficile, a meno che non si parta avvantaggiati, con una casa tramandata di famiglia o un lavoro ben retribuito. Gli affitti sono troppo alti, e acquistare una casa a Venezia è quasi impensabile.

Come si integrano tradizioni e storia nella vita dei giovani veneziani?
Le culture e le tradizioni si preservano abbastanza bene tra i giovani, anche grazie a festività come il Redentore, che unisce non solo i veneziani, ma tutto il Veneto. Ho recentemente visto un gruppo di ragazzi impegnato in un piccolo teatro con le marionette in dialetto veneziano, ed è stato commovente, perché era una pratica che avveniva spesso a Sant’Alvise quando ero piccola.

una porta da calcio sul muro di una chiesa
una porta da calcio sul muro di una chiesa

Quali iniziative promuovono i giovani per preservare la cultura veneziana?
Sarebbe bello che tornassero eventi come quelli che ho vissuto da bambina, per far conoscere ai più piccoli il nostro dialetto, burbero ma simpatico.
(nota dell’autore–>) proprio in questi giorni Carlotta Berti ci regala la possibilità di riscoprire, come dice in copertina nel suo libro: usi, costumi e gergo dei veneziani” nel suo libro: “Co digo, digo!).

Quali attività culturali apprezzano di più i giovani?
I locali preferiti dai giovani si trovano in Fondamenta degli Ormesini, in Erbaria, Santa Margherita e Via Garibaldi. Sono posti pieni di bar dove poter bere il nostro amato spritz accompagnato dal tipico cicchetto. Ci sono anche posti nascosti tra le calli che sono davvero molto buoni.

una tipica cicchetteria a Rialto

Quali sono i luoghi preferiti dai giovani per il tempo libero?
In estate, gli eventi che piacciono ai giovani sono le sagre, come quella di San Giacomo, accompagnate da banchetti di cibo tipico e musica che spazia dal dialetto veneziano al latino americano fino al jazz.
(Nota dell’autore–>) Senza dimenticare una unicità veneziana come il “Cinema Barch-in”, che fa il verso ai drive-in, permettendo di godere direttamente dalle barche di film ed eventi in diretta.

Consigli per locali autentici meno noti?
Un posto magico è la Libreria Acqua Alta, molto conosciuta. Ci sono anche altre librerie, come quella in Campo Santa Margherita – La Libreria Marco Polo. Purtroppo, una libreria che mi piaceva, vicino a Piazza San Marco, è stata sostituita da un negozio Louis Vuitton, mentre resiste la Libreria Goldoni, vicino all’omonimo teatro.

Come si distinguono le attività per giovani a Venezia rispetto ad altre città?
Ogni sestiere ha i suoi posti, e purtroppo ci sono anche trappole per turisti. I punti focali per i veneziani sono i bacari, che continuano a essere molto apprezzati.
(Nota dell’autore–>) A fine articolo vi fornirò un elenco di alcuni locali veneziani.

un tipico locale veneziano - bacaro quebrado

Quali eventi coinvolgono i giovani residenti?
I giovani partecipano a sagre e concerti dove possono ascoltare musica dal vivo e divertirsi con gli amici, come la Festa del Redentore e il Carnevale, che offrono spettacoli, musica e tradizioni uniche. Inoltre, eventi più contemporanei come il Venice Jazz Festival e serate di musica elettronica organizzate in spazi culturali o locali indipendenti attraggono una partecipazione giovanile sempre crescente, creando un equilibrio tra modernità e tradizione.

Mercatini o fiere frequentati dai giovani? Dove trovare prodotti unici o vintage?
I mercati vintage non sono molti, ma ci sono negozi come Vintageria, Penny Lane e L’armadio di Coco. Vi consiglio inoltre di visitare il Mercatino dell’Antiquariato di Campo San Maurizio, vicino al ponte dell’Accademia.

Quali sono le principali opportunità e sfide lavorative per i giovani a Venezia? Cosa manca alla città per migliorare la qualità della vita dei giovani?
Per i giovani veneziani, la sfida principale è trovare un lavoro stabile e ben retribuito che permetta di vivere a Venezia in modo dignitoso, considerando i costi elevati della vita quotidiana, come affitti e servizi essenziali. La mancanza di sicurezza lavorativa, caratterizzata da contratti precari o temporanei, rende difficile pianificare un futuro nella città. Questo spinge molti a cercare opportunità fuori Venezia, in terraferma o altrove, dove le condizioni lavorative possono offrire maggiore stabilità e crescita.

A Venezia, ciò che davvero manca ai giovani è un sistema che garantisca loro opportunità professionali adeguate. Oltre alla precarietà lavorativa, anche la carenza di spazi per la socializzazione e lo sviluppo personale, come centri culturali o attività ricreative, incide sulla qualità della vita. Questi luoghi potrebbero favorire il senso di comunità e offrire occasioni di incontro e crescita.

Senza una rete di supporto che includa opportunità lavorative più solide e spazi dedicati allo sviluppo personale, i giovani rischiano di sentirsi sempre più isolati, contribuendo a una continua fuga di talenti dalla città che tanto amano e in cui vorrebbero costruire il loro futuro.

Grazie per la disponibilità Marta!
Grazie a te!

Giusto due riflessioni dell’autore:

Le relazioni e i contrasti tra antichi mestieri, coesione sociale e innovazione tecnologica a Venezia sono profonde. Mestieri tradizionali, come la lavorazione del vetro di Murano, la costruzione di gondole e remi, e la preparazione di piatti tipici, favoriscono un forte senso di appartenenza tra i giovani, creando legami intergenerazionali tra chi desidera apprendere e chi ha il compito di trasmettere un’arte millenaria. La valorizzazione di queste peculiarità artigianali promuove una comunità attiva e coesa.

D’altra parte, l’innovazione tecnologica offre nuove piattaforme per la promozione e la vendita di prodotti artigianali, amplificando la loro visibilità e accessibilità. I social media, ad esempio, permettono agli artigiani di condividere il proprio lavoro e interagire con una clientela globale, facilitando la creazione di nuovi canali di vendita, anche se questi possono perdere il fascino dell’esecuzione dal vivo.

Questa integrazione tra tradizione e modernità non solo preserva la cultura locale, ma stimola anche l’imprenditorialità giovanile, rafforzando il tessuto sociale di Venezia e rendendola un luogo dinamico e attrattivo, ricco di potenzialità ancora inespresse.

Ora mi rivolgo a me stesso e a tutti voi che leggete: se aveste a disposizione una macchina fotografica magica che vi permettesse di catturare un soggetto o un tema di Venezia per l’eternità, chi o cosa immortalereste e perché? Sentitevi liberi di condividere le vostre risposte nei commenti!

Un Gondoliere a riposo
Un Gondoliere a riposo

Qui di seguito il mio pensiero:
Se avessi tra le mani una macchina fotografica magica che mi permettesse di immortalare un soggetto di Venezia per l’eternità, non avrei dubbi: punterei l’obiettivo su un gondoliere mentre naviga attraverso i canali al tramonto. La figura del gondoliere rappresenta non solo la tradizione e l’arte di una professione antica, ma anche il legame indissolubile tra l’uomo e la città. Con il suo movimento fluido, i riflessi dell’acqua e i colori caldi del cielo, questa immagine racchiuderebbe l’essenza di Venezia, il suo fascino e la sua capacità di raccontare storie attraverso le generazioni. È un simbolo di identità, passione e l’amore per questa città che, nonostante i cambiamenti, continua a vivere nel cuore dei veneziani e dei visitatori.

Bacari e Delizie: Cicchetti, Dolci e Ombre tra Tradizione e Innovazione

Iniziamo il nostro bacaro tour con i classici bacari veneziani, dove l’atmosfera vivace e il cibo delizioso si uniscono. Il bacaro, un’osteria tipica, serve le famose ombre, piccoli bicchieri di vino, accompagnati da cicchetti, stuzzichini vari che fanno festeggiare e far rumore, proprio come suggerisce il nome che deriva da “far bacara”.

Uno dei luoghi imperdibili è il Bacareto da Lele, dove i panini partono da soli 1€ e il titolare, Fabio, offre una selezione di vini a partire da 1,20€. Un’altra opzione è Arcichetti Bakaro, situato proprio accanto, che propone crostini di pane farciti in modo creativo e gustoso, perfetti per accompagnare un buon vino.

Se cercate un’esperienza di vino naturale, l’Osteria Vecio Biavarol dal Pippa offre cicchetti come le polpette a un costo leggermente superiore rispetto ai primi due locali. Per assaporare le sarde in saor, un piatto tradizionale veneziano, visitate Quebrado, dove potrete anche gustare ottime polpette accompagnate da vini e spritz.

Per un buon rapporto qualità-prezzo, l’Enoteca ai Schiavi è da non perdere, con ombre a 1,20€ e cicchetti a 1,50€. Al Paradiso Perduto, sia ombra che cicchetto costano 2€. La Birreria Zanon offre un’ombra abbondante a 3€ e cicchetti a 2,5€, mentre la Cicchetteria Venexiana da Luca e Fred propone ombre a 2€ e cicchetti a 2,5€.

Passiamo ora a mangiare con soli 5€ a Venezia! Potete gustare un tramezzino al Bar alla Toleta, un nome che si ricollega a D’Annunzio. Rosa Salva, una storica pasticceria fondata nel 1870, è famosa per i suoi dolci tipici come bussolà e zaeti. La Rosticceria Ghislon propone le deliziose mozzarelle in carrozza a soli 2,5€, mentre alla Trattoria Ca’ d’Oro alla Vedova non perderti le loro polpette speciali.

Infine, la Pasticceria dal Mas, la Venice Bakery e la Pasticceria Franco Tonolo offrono una selezione di dolci e salati, tipici e non, con quest’ultima famosa per la sua fugassa veneziana.

Zone Giovani e…

  • Fondamenta della Misericordia e Fondamenta degli Ormesini (Cannaregio): I posti ideali per un aperitivo con vista canale e ottima compagnia!
  • Campo Santa Margherita (Dorsoduro): Il cuore pulsante della vita notturna, perfetto per incontrarsi e divertirsi con gli amici.
  • Campo dell’Erbaria (San Polo): Un angolo accogliente dove gustare cicchetti e chiacchierare in buona compagnia.
  • Via Garibaldi (Castello): Una via vivace, con tanti locali e una bell’atmosfera per chi ama socializzare.

Un Tuffo nel Cuore di Venezia, i Negozi e Locali Imperdibili:

Se sei in cerca di un’atmosfera unica, Bacaro Jazz e Brasbar sono il posto giusto per te. Qui, i gestori uniscono il meglio della musica jazz con un’ottima selezione di drink, rendendo ogni serata indimenticabile.

Non dimenticare di visitare la fumetteria ZAZÀ, un vero e proprio rifugio per gli amanti del mondo dei fumetti e dell’arte manga. La Libreria Acqua Alta è un’altra gemma da non perdere, con i suoi libri che galleggiano in un’atmosfera incantevole, mentre Sulla Luna ti accoglie con la sua selezione di pietanze e capolavori letterari.

Per chi cerca un tocco nostalgico e musica in vinile, Living in the Past è il negozio perfetto, dove la musica e l’atmosfera ti trasporteranno indietro nel tempo. Infine, non puoi perderti l’Hard Rock Café, che offre un mix di musica rock e deliziosi piatti in un ambiente vivace.

Conclusione:

Venezia, metafora del Mondo, musa ispiratrice e vortice creativo. Ci siamo lasciati ispirare da chi chiama “Casa” questa città, con Marta che ci ha aperto gli occhi sulle sfide quotidiane dei giovani veneziani. Abbiamo capito che la bellezza di Venezia risiede non solo nei suoi scorci pittoreschi, ma anche nella resilienza e nella creatività di chi la vive. Come diceva Gabriele D’Annunzio: “Niuna casa è si piccola che non la faccia grande uno magnifico abitatore” e Venezia si fa grande, grandissima, grazie ai suoi abitanti che la rendono ciò che è: unica.

Vi ringrazio, onorato, per essere giunti fino a qui e vi prometto che sveleremo insieme altri angoli e storie, affinché il nostro amore per Venezia continui a crescere e a fiorire, un passo alla volta.

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!

Vi aspetto con nuovi segreti e avventure ogni venerdì!

Postilla:

Il titolo ci pone innanzi ad una domanda, eccovi la mia risposta:
Essere giovani a Venezia è sia una sfida che un sogno. Ogni giorno un veneziano naviga tra le difficoltà e le opportunità, cercando di costruire il proprio posto in questa città sospesa nel tempo. È una lotta, ma è anche una fortuna. In fondo, non è forse proprio la complessità di questa esperienza che rende la vita qui così affascinante?

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I Segreti di Venezia: Le Antiche Botteghe, il Ponte di Rialto e il Loro Ruolo nel Passato

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende e unicità della città lagunare. Oggi vi racconterò storie e aneddoti intorno ad uno dei luoghi simbolo della città lagunare: Il Ponte di Rialto.

La Leggendaria Storia del Ponte di Rialto:

Guardate una qualsiasi mappa di Venezia o, più semplicemente, aprite google maps, come potete vedere questo ponte, situato nel cuore della città è una sorta di istmo artificiale che tiene unite due macro-aree della Venezia insulare: quella che si compone dei sestieri di Dorsoduro, Santa Croce e San Polo (diciamo a sud-ovest) e quella formata da Cannaregio, San Marco e Castello (diciamo a nord-est). Da una parte, San Polo, il fulcro dell’economia cittadina, con mercati di beni alimentari quali verdure ed il mercato del pesce; dall’altra il cuore politico e del credo cittadino con Palazzo Ducale e la Basilica di San Marco. Dovete sapere anche che proprio lui è il primo e più antico Ponte tra i quattro della città: Rialto, Accademia, Scalzi e Calatrava.

il ponte di rialto sul versante che guarda al sestiere di san polo ed al mercato di rialto
Guardando verso San Polo

L’Evoluzione Architettonica: Dalle Barche alla Pietra

Precedentemente in quest’area sorsero ponti costituiti da barche (1170 circa), ma anche in legno (intorno al 1250).

Il Ponte, così come lo conosciamo ed ammiriamo oggi è figlio dell’ingegno dell’architetto Antonio da Ponte che, senza il timore delle maldicenze su un progetto di tale portata, portò a compimento l’opera nel 1591. La presenza dei negozi trova testimonianze certe a partire dal 1400-1450 circa e con la loro realizzazione la Tesoreria di Stato poteva gestirne i proventi per pagare le manutenzioni della struttura che, per questione materiali e dimensionali, va manutenuta con dovizia.

il ponte di rialto sul versante che guarda al sestiere di san marco e a campo san bortolomio
Una veduta del ponte internamente

Il Cuore Commerciale di Venezia: I Negozi di Ieri e di Oggi

Nei tempi antichi, i negozi sul Ponte di Rialto offrivano una gamma di merci molto diversa da quella che troviamo oggi. Il ponte era il cuore pulsante del commercio internazionale di Venezia, un vero e proprio crocevia di culture e merci. Passeggiando tra le botteghe, si potevano incontrare cambiavalute affaccendati, essenziali per i mercanti che giungevano da terre lontane. L’aria era pervasa dai profumi esotici delle spezie orientali, mentre le botteghe esponevano tessuti pregiati come sete lussuose e broccati scintillanti.

Il pesce fresco e i frutti di mare, appena pescati dalla laguna, erano esposti su bancarelle accanto a negozi di abili orafi e gioiellieri. Non mancavano i mercanti di legname e materiali da costruzione, fondamentali per l’edilizia della città lagunare. Erboristi e profumieri completavano questo variopinto scenario commerciale, offrendo erbe medicinali e fragranze raffinate.

Questa varietà di merci e attività rifletteva perfettamente il ruolo di Venezia come potenza commerciale marittima e punto d’incontro tra Oriente e Occidente, facendo del Ponte di Rialto non solo un luogo di scambio di beni, ma anche di idee e culture.

uno scorcio che regala una emozionante vista del ponte dal basso, quasi incastonato tra i palazzi.
Il Ponte dal basso

Miti e Dicerie: Le Voci Popolari sulla Costruzione del Ponte

Come anticipato, circolavano numerose dicerie sulle possibilità di completamento del ponte. Tra le più famose, un uomo affermò che sarebbe stato più facile vedere un’unghia crescere nelle sue parti intime piuttosto che vedere il ponte ultimato, mentre una donna dichiarò che sarebbe stato più semplice vedere le sue parti intime prendere fuoco piuttosto che vedere la realizzazione del ponte. Spero che quanto scritto non venga considerato inappropriato, e invito i lettori curiosi a consultare l’articolo su Wikipedia per maggiori dettagli.

Sulla facciata del Palazzo dei Camerlenghi furono poi collocati due capitelli, visibili dalla rampa del ponte (sul lato che guarda a San Polo), che raffigurano queste voci popolari. Con questo gesto, il Governo della Repubblica intese dimostrare di essere attento e di non ignorare alcuna diceria.

la vista da cui si gode sul versante del ponte di rialto che guarda a
La vista dal ponte

In conclusione:

Il Ponte di Rialto resta un simbolo indiscusso di Venezia, testimone silenzioso di secoli di storia e commerci. Nonostante le sfide moderne, continua a incantare con la sua bellezza architettonica e il vivace spirito mercantile. Crocevia di culture e cuore pulsante della città, il ponte unisce passato e presente. Che siate veneziani o visitatori, fermatevi un momento: sotto i vostri piedi scorre l’essenza stessa della Serenissima, un connubio unico di ingegno, passione e tradizione che continua a definire l’anima di Venezia.

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i pin indicano il Molino Stucky, la fabbrica di tessuti Fortuny, l’ex birrificio Dreher e la Scalera Film

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

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I Segreti di Venezia: Alla Scoperta della Giudecca – Seconda Puntata – Dorsoduro

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende e unicità della città lagunare. La settimana scorsa vi ho presentato quattro meraviglie della Giudecca. (te le sei perse? Clicca qui). Vi sono piaciute? Fatemelo sapere nei commenti! Oggi, vi porto alla scoperta di tre nuove curiosità di un’isola tra le più particolari di Venezia, caratterizzata dalla sua forte eredità industriale, che oggi assume forme inaspettate e affascinanti.

Oggi scopriremo:

L’ex Fabbrica di Orologi Junghans

Nel 1877, i fratelli Herion, agenti sul mercato italiano del marchio Junghans, fondarono la prima fabbrica italiana di orologi che, nel 1903, dopo svariate vicissitudini, passò nelle mani dirette di Arturo Junghans. Negli anni ’20, in questa fabbrica alla Giudecca si producevano 1500 orologi al giorno e, durante la Seconda Guerra Mondiale, la fabbrica, riconvertita, impiegava circa 4000 persone nella produzione di spolette militari. Dopo la guerra, divenne la principale realtà produttiva della Venezia, specializzata in ordigni bellici (mine, in particolare) fino alla chiusura nel 1971. Negli anni 2000, gli edifici furono restaurati e convertiti in un teatro e complessi residenziali, mantenendo il nome storico di Junghans.

Il Consorzio della Cantieristica Minore Veneziana

Nel 1996, un gruppo di artigiani veneziani ha deciso di recuperare un vecchio cantiere navale di 3.000 m² in rovina. Dopo un investimento di svariati milioni di euro, oggi il sito ospita 15 botteghe artigiane e un rimessaggio con capacità per 350 imbarcazioni. La struttura è dotata di officine, cantieri, tappezzieri, falegnami, elettricisti, un’officina fabbrile, tre gru da 7 tonnellate, e un travellift da 35 tonnellate. Inoltre, c’è un bar-ristorante con vista sulla Laguna. Il rimessaggio funziona 24 ore su 24, con uno staff di 9 marinai per la movimentazione delle imbarcazioni, che sono conservate al coperto o sui piazzali esterni. Un vero capolavoro che ha rivitalizzato uno spazio altrimenti, per quanto prezioso, destinato a uno stato di abbandono.

Il Consorzio della Cantieristica Minore Veneziana
Una veduta del Consorzio della Cantieristica Minore Veneziana

Tra i luoghi simbolo, custoditi all’interno di questi spazi, si cela un diamante: il Ristorante da Crea, dove vengono serviti piatti veneziani di carne e pesce, oltre ad aperitivi e antipasti, su una terrazza affacciata sulla laguna.

Il “Giardino Eden” Hundertwasser

Si tratta di uno dei luoghi più misteriosi di tutta la laguna, inaccessibile al pubblico per volontà del suo ultimo proprietario dall’anno 2000.

Ma raccontiamo brevemente la sua storia: 1884, Frederic Eden, un gentiluomo inglese e artista, insieme alla moglie Caroline, sorella della celebre progettista di giardini Gertrude Jekyll, acquistarono un’ampia area sull’isola veneziana della Giudecca. Qui, la coppia diede vita a uno dei più grandi e affascinanti giardini privati di Venezia. Il giardino divenne un luogo di grande bellezza, caratterizzato da rose, pegolati, prati, cortili e cipressi. Fu frequentato da molte personalità illustri del mondo delle arti, tra cui Marcel Proust, Rainer Maria Rilke, Henry James ed Eleonora Duse, che ne apprezzarono l’atmosfera suggestiva e rigenerante.

Il "Giardino Eden" Hundertwasser ingresso

Un aneddoto interessante riguarda proprio il legame familiare tra Caroline Eden e Gertrude Jekyll: il cognome Jekyll è stato utilizzato dall’amico di famiglia Robert Louis Stevenson per il famoso personaggio del dottor Jekyll nel romanzo Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde.

Dopo la morte di Eden nel 1916, la proprietà rimase alla moglie Caroline fino al 1927, quando fu venduta alla principessa Aspasia Manos, vedova del re Alessandro di Grecia, che vi abitò con la figlia Alessandra. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il giardino subì danni, ma fu successivamente restaurato dalla principessa, diventando nel 1945 un Monumento Nazionale.

Nel 1979, il giardino passò nelle mani dell’artista austriaco Friedensreich Hundertwasser, che scelse di lasciarlo in balia della natura, permettendo alla vegetazione selvaggia di prendere il sopravvento. Morto nel 2000, ancora oggi, il giardino è di proprietà dell’omonima Fondazione Hundertwasser, che rispetta il desiderio dell’artista di mantenere il sito chiuso al pubblico, preservando dunque il suo naturale decorso.

Il Giardino Eden, descritto con passione dallo stesso Eden nel libro Un giardino a Venezia, pubblicato nel 1903, è un luogo intriso di storia e mistero, un vero e proprio paradiso terrestre, nascosto agli occhi del pubblico e incastonato nel cuore della Giudecca. La sua inaccessibilità lo rende un mito per molti appassionati di giardini, piante e architettura verde, sopravvivendo solo attraverso racconti e rare fotografie che evocano il fascino di un paradiso perduto.

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In conclusione:

Concludiamo questo viaggio tra le meraviglie, più o meno nascoste, della Giudecca con un invito a scoprire e vivere la ricca eredità di Venezia. Dai segreti dell’ex Fabbrica di Orologi Junghans, divenuta poi un polo di fabbricazione di spolette per le mine, alle affascinanti botteghe tradizionali del Consorzio della Cantieristica Minore Veneziana, fino al misterioso Giardino Eden, la cui impossibilità a vedersi lo trasforma in un vero mito! Ogni angolo quaggiù trasuda l’unicità che a Venezia compete. Continuate a esplorare, a sognare e a lasciare che la magia di Venezia vi accompagni.

i pin indicano il Molino Stucky, la fabbrica di tessuti Fortuny, l’ex birrificio Dreher e la Scalera Film

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!

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I Segreti di Venezia: Alla Scoperta della Giudecca – Prima Puntata – Dorsoduro

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende e unicità della città lagunare. Siete mai stati alla Giudecca? Se la risposta è , bene, spero di aggiungere nuove curiosità che vi spingano a scoprirla con occhi diversi, se no, a maggior ragione, vi verrà una voglia matta di scoprirla. Siete pronti? Partiamo!

Cosa rende speciale la Giudecca?

Venezia è un universo fatto di isole collegate da ponti, e la Giudecca non fa eccezione. Anch’essa è un’isola composta da altre isole, unite tra loro nello stesso modo e situata tra Sacca Fisola a ovest e l’Isola di San Giorgio Maggiore a est, da cui è separata tramite il Canale di San Giorgio.

Questo quartiere è caratterizzato oggi da un’atmosfera rilassata, lontana dalla caotica turisticità del centro veneziano. Vi si possono scoprire edifici storici e architetture industriali d’altri tempi. È anche un vivace centro culturale con molteplici associazioni e circoli che trovano la loro sede ideale. Scoprirete poi ristoranti tipici e spazi verdi che permettono di godere in totale relax di passeggiate e sensazioni uniche.

la Giudecca e il Molino Stucky visti dal ponte che la collega a Sacca Fisola
la Giudecca e il Molino Stucky visti dal ponte che la collega a Sacca Fisola

Oggi scopriremo:

Il Molino Stucky:

Il Molino Stucky è una colossale struttura industriale che si staglia nello skyline veneziano con tutta la sua imponenza, anche grazie ad una imponente ciminiera. Costruito alla fine del 1800, precisamente nel 1895, da Giovanni Stucky, uno svizzero, fu uno dei più grandi mulini d’Europa. Nel corso degli anni, questo luogo ha vissuto alterne fortune e vicissitudini, tra cui: la tragica morte del suo proprietario per mano di un operaio, un lungo stato di abbandono e un incendio devastante. Oggi, dopo un attento restauro, il Molino Stucky è tornato a brillare come Hotel della catena Hilton, offrendo un mix unico di storia e modernità.

La Fabbrica Fortuny:

A pochi passi dal Molino Stucky, oltre un ponte, si trova un edificio dall’aria post-industriale con un’insegna muraria che recita “Fortuny”. Questo luogo ospita una storica e prestigiosa fabbrica di tessuti, fondata da Mariano Fortuny, che ha celebrato il suo centenario nel 2022. Qui vengono creati tessuti di straordinaria eleganza e qualità, apprezzati tra gli altri da clienti illustri come Greta Garbo e Marcel Proust.

Fortuny, artista poliedrico e geniale, ha registrato oltre cinquanta brevetti e ha rivoluzionato l’illuminazione teatrale con i suoi studi sugli effetti di luce indiretta. Oltre a disegnare fondali e costumi per il teatro, ha partecipato come pittore a tutte le Biennali di Venezia fino al 1942. La sua azienda, Tessuti Artistici Fortuny srl, è ancora attiva e continua a produrre tessuti utilizzando le tecniche e i macchinari originali da lui ideati. Tra le sue invenzioni più significative c’è una lampada che ha introdotto un nuovo metodo di diffusione della luce per la scenografia.

la fabbrica di tessuti fortuny

L’ex Birrificio Dreher:

L’Ex Birrificio Dreher, originariamente fondato nel 1883 da Anton Dreher e situato alla Giudecca, rappresenta un’importante testimonianza dell’architettura industriale veneziana. Progettato dall’architetto tedesco Ernst Wullekopf, l’edificio ha attraversato diverse fasi storiche: nato come distilleria, è stato successivamente assorbito dalla Birra Pedavena e, infine, dalla Dreher, diventando un punto di riferimento per la produzione di birra e liquori fino al dopoguerra. Dopo la chiusura, il birrificio è stato trasformato in spazi residenziali popolari e studi per artisti, mantenendo il suo carattere industriale. Nel 2011, l’edificio ha subito una nuova trasformazione, diventando Spazio Punch, un vivace centro culturale che ospita eventi e collaborazioni artistiche, confermandosi un luogo dove la storia industriale e la creatività contemporanea si incontrano.

l'ex edificio del birrificio dreher con le sue merlature
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La Scalera Film:

La Scalera Film, attiva dal 1938 al 1950, è stata una delle principali case di produzione cinematografica italiane, guadagnandosi il titolo di “massima casa italiana” fin dal 1939. Fondata dai fratelli Salvatore e Michele Scalera con il sostegno di Mussolini, la società mirava a incrementare la produzione nazionale, bloccando gran parte dell’importazione di film stranieri, in particolare quelli americani. I Scalera, già noti imprenditori nel settore edilizio, adottarono un modello di studio system ispirato agli Stati Uniti, contrattando artisti e tecnici di spicco, tra cui Gino Cervi e Rossano Brazzi. La Scalera produsse un numero crescente di film, passando da sei nel 1938 a tredici nel 1942, e partecipò attivamente a coproduzioni internazionali.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la casa si distinse per la produzione di film di propaganda e di guerra, come “Giarabub” e “Uomini sul fondo”, quest’ultimo considerato precursore del neorealismo. Con l’armistizio dell’8 settembre 1943, la produzione subì un duro colpo, portando i fratelli Scalera a trasferire le attività a Venezia, dove riadattarono alcuni spazi alla Giudecca. Nonostante il contesto bellico, inauguraronono ufficialmente gli studi nel 1944, ma i film realizzati in quel periodo risentivano di un modesto valore artistico.

Dopo la guerra, la Scalera affrontò crescenti difficoltà finanziarie, aggravate dai legami con il regime fascista, che portarono alla liquidazione nel 1952. Tentativi di rilancio, come la produzione dell’“Othello” di Orson Welles, non furono sufficienti a risollevare la casa cinematografica. Sebbene gli studi chiudessero, la Scalera rimane un simbolo del tentativo di industrializzare il cinema italiano, lasciando un’eredità che vive ancora oggi nei racconti della “Hollywood veneziana”.

Una video testimonianza di questi luoghi dall’Archivio dell’Istituto Luce.

In conclusione:

In conclusione, la Giudecca è un’isola che racchiude storie affascinanti e uniche, testimoniando la ricca e variegata eredità culturale e storica di Venezia. Dalle imponenti strutture industriali come il Molino Stucky e l’ex Birrificio Dreher, fino alla celebre Fabbrica Fortuny, ogni angolo di questo quartiere offre un viaggio nel tempo. La Scalera Film, purtroppo chiusa, rappresenta un capitolo significativo della storia cinematografica italiana, evidenziando l’ambizione di un’epoca passata. Scoprire la Giudecca significa immergersi in un mondo di arte, creatività e storia, un’esperienza che continua a vivere nel cuore di chi visita questa straordinaria città lagunare. Non perdetevi la parte 2 della nostra serie “I Segreti di Venezia”, in arrivo la prossima settimana, per continuare insieme questo emozionante viaggio!

i pin indicano il Molino Stucky, la fabbrica di tessuti Fortuny, l’ex birrificio Dreher e la Scalera Film

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!

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I Segreti di Venezia: L’Orologio dei Mori e la Sparizione di un Doge – San Marco

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti vicende e unicità della città lagunare. Oggi cominciamo con una domanda, non ve lo aspettavate vero? Ma ogni tanto qualche rottura della trama consueta aiuta a tenere l’attenzione forte. Continuate a leggere, vi darò un indizio visivo e poi vi porrò la domanda, ma non vi preoccupate, non darò nessun voto alla fine, semplicemente, vi spiegherò, qualora non via sia nota, la risposta.

Cosa manca in questa immagine?

L’orologio dei Mori con il Leone Marciano a San Marco

Difficile questa domanda se posta oggi, come io faccio. Considerate che, prima che mi ci documentassi non lo sapevo nemmeno io, è proprio un aneddoto particolare e di cui nessuno, vivente, può avere memoria. Ora non immaginatemi come un super esperto di ogni cosa, il mio racconto parte dal desiderio di scoprire, stupirmi e raccontarvi tutto il bello che Venezia ha da dare.
Ora con l’aiuto di Doc di Ritorno al futuro puntiamo la macchina del tempo sulla DeLorean all’anno 1797, poco prima della caduta della Repubblica di Venezia per mano di Napoleone.

V.M. Coronelli Orologgio di piazza San Marco da Singolarità di Venezia, t. 31, Fonte Biblioteca Nazionale Marciana, Internet Culturale.

Apriamo gli occhi e, rimaniamo stupefatti: il Leone Marciano non è da solo! Viene accompagnato, poco più a destra del Vangelo che reca sotto la zampa, da un Doge! Quest’ultimo venne rimosso perchè con l’avvento di Napoleone i suoi simpatizzanti Giacobini locali, rinvigoriti dalla cosa, decisero di attaccare e distruggere tutti i simboli che si rifacevano al Dogato e alle passate reggenze veneziane. Come da immagine qui allegata infatti insieme al Leone vi era il Doge Barbarigo.

Gli elementi peculiari della Torre dell’Orologio:

Chi passa da San Marco dopo tutti i dettagli che possono rubare lo sguardo di certo non potrà che rimanere affascinato da questa via d’accesso o di uscita dalla Piazza cittadina che, con una spiccata eleganza conduce, attraverso il portico alla sua estremità bassa, alla Merceria Orologio, una delle più prestigiose calli veneziane.

Ecco i suoi elementi di spicco:

I Mori: Due statue in bronzo raffiguranti due pastori, chiamate Mori per il colore scuro del materiale con cui sono state forgiate, battono le ore sulla campana. Sono soprannominati il “vecchio” e il “giovane” perchè uno dei due porta la barba, il secondo no. Inoltre il Moro Vecchio batte sulla campana due minuti prima dell’ora esatta, a rappresentare il tempo passato; il Giovane invece due minuti dopo per indicare il tempo che verrà.

La Campana: Fusa nel 1497 da Simone Campanato, è decorata con medaglioni che includono il Leone di San Marco e lo stemma del Doge Barbarigo.

La Statua del Doge: (quella menzionata a inizio articolo) Originariamente affiancava il Leone di San Marco sulla torre, ma fu distrutta nel 1797 dai giacobini veneziani durante l’occupazione francese.

Processione dei Magi: Un meccanismo che emerge dalla torre due volte l’anno (Epifania ed Ascensione), segnalato dalla necessità di alzare manualmente le tambure che mostrano i numeri delle ore e dei minuti.

Interno: Diviso in quattro piani, ospita la macchina dell’orologio e il meccanismo dei re magi. Gli alloggi del custode si trovano nei piani inferiori.

Temperatori: Figura chiave e storica per la manutenzione dell’orologio, iniziata da Giancarlo Raineri nel 1500 e proseguita per 500 anni. L’ultimo temperatore, Alberto Peratoner, lasciò l’appartamento nel 1998 quando il sistema dell’orologio fu motorizzato a seguito dell’ultimo grande restauro.

La stazione del Traghetto di Santa Sofia
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Quali peculiarità ha l’orologio?

L’Orologio dei Mori, originariamente progettato per indicare l’ora con una sola lancetta, utilizza un quadrante di 24 ore, decorato con oro e smalto blu. Oltre a segnare l’ora, mostra il giorno, le fasi lunari e i segni zodiacali.

Questo orologio include anche un meccanismo a carillon attivato solo durante l’Epifania e l’Ascensione. In queste occasioni, figure della Natività e i Re Magi sfilano sulla piattaforma semicircolare sopra il quadrante, rientrando poi nella Torre.

Il sistema dell’orologio è mosso da un complesso di ingranaggi all’interno di una grande struttura metallica a pianta cruciforme al centro della Torre. L’orologio attuale fu ricostruito nel 1750 da Bartolomeo Ferracina. Il restauro effettuato da Gorla alla fine degli anni ’90 ha apportato modifiche significative alla macchina originale costruita nel tardo Quattrocento da G. Carlo Rainieri. Con l’introduzione dell’automazione di ricarica, non è più necessaria la presenza continua di una persona per il funzionamento dell’orologio.

In conclusione:

In conclusione, l’Orologio dei Mori di San Marco non è solo un capolavoro di ingegneria e arte, ma anche un simbolo ricco di storia e fascino. Le vicende legate alla sparizione del Doge e le curiosità sui Mori aggiungono forza simbolica a questa straordinaria struttura. Esplorando questi segreti, riscopriamo non solo la maestria dei veneziani, ma anche l’importanza di preservare e raccontare le storie che rendono unica Venezia.

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

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