I Segreti di Venezia: Un Papero di Lego, un Drago, le Antiche Poste ed un Caffè – Tracce di una Venezia Perduta e di una Ritrovata

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti storie e le unicità della splendida città lagunare. Oggi riflettiamo su come passato e futuro siano le due facce di una stessa medaglia: ciò che vediamo dipende dal lato cui apparteniamo, mentre il resto ci rimane nascosto.

Un Papero di Lego a Venezia?

Ci troviamo a Cannaregio, sul versante che ci permette di proseguire a piedi verso Rialto e San Marco o nella direzione della Chiesa di San Giovanni e Paolo. Qui, tra le calli, sopravvive la testimonianza di un passato relativamente recente: un tempo questo angolo ospitava Molin, un celebre negozio di giocattoli attivo dal 1865 al 2007.

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A perpetua memoria di quella storia, il “Soldato Quo” veglia ancora dalla sua finestra, resistendo al passare del tempo e delle mode, osservando i passanti da decenni con la sua immutabile presenza.

Un Drago a Venezia?

Attraversato il Ponte di Rialto in direzione del Sestiere di San Marco e proseguendo verso la Chiesa di San Salvador, ci imbattiamo in un drago celebre tra i veneziani e non. È il “Drago di Marforio”, un’opera di eccezionale valore artistico, realizzata in bronzo attraverso la raffinata e antica tecnica della fusione a cera persa. Osservando la lampada che sorregge, si nota un dettaglio speciale: raffigura tre ombrelli aperti, omaggio alla storica bottega “Fabbrica ombrelli Bartolameo Marforio”. Questa attività, fondata nel 1875 e tramandata per cinque generazioni, era famosa non solo per gli ombrelli di altissima qualità, ma anche per borse, valigie e altri accessori eleganti. Le sue vetrine erano una tappa obbligata per chiunque passasse, un richiamo irresistibile che oggi vive nel ricordo di molti.

Le Antiche Poste di Venezia:

Il “Fontego dei Tedeschi è uno dei palazzi più affascinanti e panoramici che si affacciano sul Canal Grande di tutta Venezia. Oggi (2024) è tristemente noto per essere al centro delle cronache a causa del fallimento dichiarato dalla società che gestisce l’attività commerciale al suo interno, la quale chiuderà nel 2025. Questo palazzo, tra i più iconici della città, ha ospitato per decenni la sede principale delle Poste Italiane a Venezia. Sulle sue facciate più intime, che si affacciano sulle calli circostanti, sono ancora visibili le insegne originali e le feritoie usate un tempo per l’“impostazione corrispondenze”, nonché scorci mozzafiato che si aprono verso il Ponte di Rialto, rivelando un angolo di Venezia di rara bellezza. Tra l’altro, non dimentichiamolo, al suo interno serba anche uno dei 5 orologi da 24 ore di tutta la città.

Il Caffè Florian… “Gemelli”:

Tutti conoscono il celebre “Caffè Florian” di Piazza San Marco, ma quanti di voi sanno che, per un periodo, il caffè ha avuto una seconda sede a pochi passi da Rialto? In pochi, vero? Ebbene, il “Caffè Florian Gemelli” è stato inaugurato nel 1957 in Marzaria San Salvador con l’intento di portare il prestigio del caffè in un’altra zona storica di Venezia. Tuttavia, la sede ha chiuso pochi anni dopo.

Marzaria San Salvador, ove sorgeva il Caffè Florian Gemelli
Marzaria San Salvador, ove sorgeva il Caffè Florian Gemelli

Infine, dopo aver esplorato luoghi perduti, due da scoprire e riscoprire:

Venezia è un crogiolo di arte, tradizioni e dolcezza. Due esempi emblematici di storia e gusto sono le storiche botteghe della città. “Emilio Ceccato”, situato sotto il Ponte di Rialto nel Sestiere di San Polo, nasce nel 1866 come laboratorio di gioielleria e, dopo l’evoluzione nel 1897 grazie al figlio Emilio, diventa una merceria rinomata. Oggi, continua a offrire prodotti artigianali di alta qualità, celebrando la tradizione veneziana, con particolare attenzione all’abbigliamento dei Gondolieri. Poco più avanti, in Ruga dei Spezieri (vicina a Chiesa di San Giovanni Elemosinario), troviamo la Drogheria Mascari, un angolo di tentazione gastronomica che propone una selezione raffinata di spezie, tè, caffè, dolci, frutta secca e vini italiani, mantenendo intatta un’atmosfera tradizionale che la rende una tappa imperdibile per i buongustai.

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In conclusione:

Ogni angolo di Venezia custodisce un frammento di storia, e ogni passo ci avvicina a un passato che ancora vive nelle sue calli e nei suoi palazzi. Tra ombre, fragori e onde, si celano storie di artigianato, tradizione e passione, che rendono questa città senza tempo. Camminando, si vive un’esperienza sensoriale unica, dove ogni dettaglio svela la bellezza di un luogo che non smette mai di incantare. Venezia non è solo da vedere, ma da sentire, da vivere, da respirare. Ogni passo ci riporta al passato, mentre ci facciamo proiezione del futuro.

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

Non dimenticate di condividere questa serie con i vostri amici e familiari per far sì che anche loro possano immergersi nei misteri e nella bellezza di Venezia. Lasciate un commento con le vostre opinioni e condividete le vostre esperienze personali sulla città. La vostra partecipazione rende questa serie ancora più speciale e coinvolgente per tutti!

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I Segreti di Venezia: Ponte del Lovo, la miglior vista sul Campanile di San Marco – San Marco

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti storie e le unicità della splendida città lagunare. È noto a tutti che Venezia sappia riservare degli scorci, più o meno segreti, unici ed emozionanti. Quello che scopriremo oggi ci regala una vista davvero speciale nella direzione del Campanile più famoso della città.

Come si arriva al Ponte del Lovo?

Per arrivare al Ponte del Lovo dal Ponte di Rialto è semplice! Attraversa il ponte in direzione del sestiere di San Marco, poi prosegui dritto lungo Calle Larga Mazzini. Dopo un po’, gira a destra in Calle del Lovo e vai avanti fino al ponte. È davvero vicino, ci vogliono solo pochi minuti a piedi. E lungo il percorso, tieni gli occhi aperti: ci sono scorci bellissimi, tipicamente veneziani!

la vista sul campanile di san marco dal ponte del lovo
la vista sul Campanile di San Marco dal Ponte del Lovo

Cosa rende unico il panorama?

Dal ponte potremo ammirare due tipi di scorcio. Verso sud-est, il Campanile di San Marco si erge maestoso tra i palazzi circostanti, vegliando sulla città. Verso nord-ovest, invece, potremo scorgere un piccolo ponte in lontananza, affacciato sul Canal Grande, sotto il quale spesso transitano le affascinanti gondole.

Cosa troviamo nelle vicinanze?

Poco distante si trova il Monumento a Carlo Goldoni, situato in Campo San Bortolomio. Questo monumento in bronzo, realizzato nel 1883, celebra il famoso commediografo veneziano, una figura di grande importanza per la cultura della città.

Proseguendo, non puoi perderti il celebre Ponte di Rialto, uno dei ponti più antichi e famosi di Venezia, che attraversa il Canal Grande. La sua architettura e le viste mozzafiato lo rendono uno dei luoghi più fotografati.

A breve distanza c’è anche il Ponte dei Sospiri, un simbolo romantico e misterioso. Questo ponte in pietra bianca collega il Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove ed è avvolto da leggende affascinanti.

Infine, non puoi lasciare Venezia senza visitare Piazza San Marco, il cuore pulsante della città. Qui troverai monumenti iconici come la Basilica di San Marco, il Campanile e il Palazzo Ducale, veri capolavori di arte e storia.

Tutte queste meraviglie sono raggiungibili con una piacevole passeggiata, perfetta per immergerti nella magia di Venezia.

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In conclusione:

Ogni passo ci porta alla scoperta di storie antiche, mentre i ponti e le piazze, come il Ponte del Lovo e Piazza San Marco, ci rivelano scorci unici che catturano l’essenza di questa città lagunare. Passeggiando tra i suoi vicoli, si percepisce un’atmosfera senza tempo, dove il passato e il presente si intrecciano in ogni pietra. Un viaggio a Venezia è un’esperienza che va oltre la vista, è un’esplorazione dei suoi suoni, dei suoi odori e della sua anima.

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

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I Segreti di Venezia: Siete alla ricerca del panorama perfetto? Salite sul campanile di San Giorgio! – San Marco

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti storie e le unicità della splendida città lagunare. Venezia, lo sappiamo bene, è un’isola composta da tantissime isole, un vero e proprio organismo pluricellulare. Qui, tra una peculiarità e l’altra, ogni anfratto cela bellezze uniche tutte da scoprire. Oggi vi accompagno alla scoperta del panorama perfetto. Siete pronti? Partiamo!

Come si arriva all’Isola di San Giorgio Maggiore?

Visto e considerato che raggiungere San Giorgio a nuoto sarebbe un’impresa tutt’altro che consigliabile, non vi resta che optare per un comodo viaggio sulla Linea 2 dell’ACTV. Anche solo per una breve fermata da San Marco a San Giorgio, in meno di 5 minuti sarete a destinazione. Lo stesso vale se vi trovate a visitare l’Isola della Giudecca (intorno alla quale ho scritto un articolo in due parti che trovate qui, parte 1 e parte 2): potrete facilmente attraversare il breve tratto di laguna che la separa da San Giorgio partendo dalla fermata Giudecca “Zitelle”.

Piazza San Marco, il campanile e Palazzo Ducale visti e riflessi da San Giorgio

Cosa rende unico il panorama da questa torre campanaria?

Quando attraversiamo Piazza San Marco e saliamo sul suo omonimo campanile, ci ritroviamo ad ammirare Venezia dall’alto, ma perdiamo la prospettiva sul suo cuore pulsante, trovandoci elevati al di sopra del suo centro. Il vantaggio posizionale di San Giorgio è unico: oltre a essere quasi un avamposto sul bacino più bello della città, si trova esattamente in parallelo a Punta della Dogana, dove i due canali veneziani, Canal Grande e Canale della Giudecca, si fondono in un’unica maestosa arteria. Inoltre, da qui, potremo godere di Piazza San Marco e di tutto ciò che la rende unica da una prospettiva privilegiata. Un punto di vista davvero speciale. Giudicate voi stessi dalla foto qui sotto!

Vista dal campanile di San Giorgio nella direzione di San Marco

Quanto costa salire?

Per accedere alla torre campanaria di San Giorgio Maggiore e ammirare il panorama circostante, basta acquistare un biglietto di 8 euro, che include l’uso dell’ascensore dedicato per raggiungere la sommità del campanile. Gli orari di apertura vanno dalle 9:00 alle 19:00.

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E se capitassimo in una giornata di “stravedamento”, cosa cambierebbe?

Se saremo fortunati, assisteremo a un fenomeno atmosferico in cui l’aria diventa cristallina e trasparente, offrendoci un orizzonte nitido e ben definito che si estende in profondità. Quando venti come la Bora spazzano via nebbia, inquinamento e impurità dalla pianura, la visibilità aumenta in modo sorprendente, passando dai consueti pochi chilometri a decine o addirittura centinaia. Con queste condizioni, non è così raro scorgere le Dolomiti che abbracciano San Marco in tutta la loro maestosità.

In conclusione:

In conclusione, San Giorgio Maggiore non è solo un punto panoramico straordinario, ma un angolo di Venezia che regala emozioni uniche. Ogni visita offre un’opportunità per vedere la città da una prospettiva inedita, lontana dalla frenesia dei luoghi più turistici. Con la sua posizione privilegiata, il campanile di San Giorgio è un osservatorio ideale per scoprire il cuore pulsante della laguna e oltre. Inoltre, la Fondazione Giorgio Cini, ospite di mostre e eventi culturali di prestigio, arricchisce ulteriormente l’esperienza. Se avrete la fortuna di visitarlo in una giornata di “stravedamento”, l’esperienza sarà ancora più memorabile. Venezia, in tutta la sua bellezza, si rivelerà sotto una luce straordinaria.

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

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I Segreti di Venezia: Il Mascherone a difesa di Santa Maria Formosa – Castello

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti storie e le unicità della splendida città lagunare. La storia di oggi conduce a Santa Maria Formosa, una delle prime chiese del Sestiere di Castello che incontreremo provenendo dal Sestiere di San Marco .

Quello che la rende peculiare, oltre ai capolavori contenuti al suo interno, è un mascherone in marmo scolpito sulla sommità della porta che permette di accedere al campanile.

Come si arriva alla Chiesa di Santa Maria Formosa?

Da Piazza San Marco, imboccate il portico che passa al di sotto della Torre dell’Orologio dei Mori, e proseguite fino a quando non incontrerete, sulla destra, Calle Larga San Marco. Proseguite quindi lungo quella calle fino a Calle degli Specchieri. Arriverete a Calle del Ponte de la Guerra: percorretela tutta, svoltando a destra e proseguendo fino all’omonimo ponte. Da lì, proseguendo dritti e attraversando un altro ponte, arriverete sul lato della Chiesa di Santa Maria Formosa che ci interessa. Vi troverete in uno dei campi più peculiari della città, in cui potervi godere le meraviglie del circostante o ristorarvi presso qualche attività.

La Chiesa di Santa Maria Formosa

Se siete in zona inoltre non perdete una visita alla “Casa Penisola” ed alla “Libreria Acqua Alta”.

Qual è la sua funzione?

Impossibile non notare il Mascaron del campanile di Santa Maria Formosa a Venezia. Con la sua espressione minacciosa e quell’aria tra grugno e il sarcastico, sembra voler incutere timore a chiunque lo osservi. Questa figura grottesca non è lì per caso: la sua funzione è quella di proteggere il luogo sacro, allontanando le forze del male e fungendo da guardiano contro ogni sorta di influsso maligno.

I veneziani amavano decorare chiese e palazzi con mascheroni simili, disposti spesso vicino ai campanili, per scacciare gli spiriti attratti dal rintocco delle campane. Il loro aspetto, volutamente mostruoso, doveva essere abbastanza spaventoso da intimidire il male e tenerlo a distanza.

Anche lo scrittore John Ruskin rimase colpito dal Mascaron di Santa Maria Formosa, definendolo “un testone mostruoso e animalesco”, talmente disturbante da risultare impossibile da disegnare o descrivere a parole.

dettaglio d’insieme

Come tanti dettagli dell’architettura veneziana, questo mascherone non è solo decorativo: è un mix perfetto di arte, tradizione e superstizione, un simbolo silenzioso che continua a vegliare sulla città.

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Venezia e la superstizione:

Impossibile non cogliere il legame tra la superstizione e Venezia, dal naso nero del “Sior Rioba” , passando per le “ancorette” o dalla leggenda amorosa di Orio e Melusina.

In conclusione:

Venezia è una città dove arte e superstizione si fondono in modo unico e affascinante. Il Mascaron di Santa Maria Formosa è un chiaro esempio di come la bellezza si intrecci con il mistero e la protezione. Questo dettaglio architettonico non è solo un elemento decorativo, ma una figura che ha il compito di scacciare il male. Ogni angolo della città racconta storie che vanno oltre il visibile, rendendo Venezia un luogo da scoprire in ogni suo dettaglio.

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

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I Segreti di Venezia: Le ancorette “portafortuna” – Cannaregio

Benvenuti nella serie “I Segreti di Venezia”, un viaggio senza tempo tra le affascinanti storie e le unicità della splendida città lagunare. L’aneddoto di oggi ci porta nel cuore delle vicende e delle tradizioni legate alla giustizia veneziana, immergendoci nella misteriosa storia di Biagio Cargnio, noto come il mostro di Venezia.

Ma niente fretta: per comprendere appieno questa intrigante vicenda, è necessario procedere con calma, gustando ogni dettaglio come in una cottura lenta e sapiente. Lasciatevi trasportare nel passato, dove ogni segreto svela un frammento della storia di Venezia.

Come si arriva alle ancorette portafortuna?

A Venezia ci sono quasi 400 ponti, ma solo presso il Ponte San Canzian possiamo davvero “vedere e toccare” le famose ancorette portafortuna, diventate celebri grazie ai video di Nico del canale “nicoeteo”.

Queste piccole curiosità si trovano nel sestiere di Cannaregio. Per scoprirle, seguite la Strada Nova in direzione Ospedale Civile. Arrivati in Campo SS. Apostoli, anziché girare a destra verso San Marco o Rialto, proseguite dritti imboccando una stretta calle che costeggia la Chiesa dei Santi Apostoli.

A questo punto si aprirà davanti a voi il Campo Drio la Chiesa, dove troverete la Calle del Manganer. Seguite questa calle fino in fondo, girate a destra e subito proseguite fino al Campiello della Cason. Lo riconoscerete facilmente grazie a un bellissimo albero che da decenni adorna questo angolo pittoresco di Venezia.

Entrate ora in Calle de la Malvasia. Se noterete un piccolo capitello, sarete sulla strada giusta! Pochi passi ancora, e davanti a voi apparirà un ponte. Saliteci e giratevi alle vostre spalle: ecco le ancorette!

dettaglio di una delle "ancorette" dal Ponte San Canzian
dettaglio di una delle “ancorette” dal Ponte San Canzian

Qual era la loro funzione?

Oggi sono un talismano portafortuna, un luogo iconico e misterioso, simile al Cuore di Melusina (di cui vi parlo qui) che, secondo la leggenda, aiuta a trovare l’amore.

Vi ricordate (o siete andati a rileggere) la storia di Biagio Cargnio, l’uomo le cui atroci imprese lasciarono un segno così profondo da ispirare il nome della Riva de Biasio? Ebbene, queste ancorette erano i ganci su cui venivano esposti i resti degli squartati, condannati a morte ed esibiti come monito pubblico.

Le altre coppie di ganci, oggi scomparse, si trovavano ai Tolentini. Lo stesso Biagio Cargnio subì questa terribile sorte: i quarti del suo corpo furono appesi nei due punti designati della città, a eterna memoria delle sue colpe.

Oggi, questo luogo unisce leggende, storia e un pizzico di macabra memoria, trasformandosi in un simbolo di fortuna e speranza per chi lo visita.

contesto di una delle "ancorette" dal Ponte San Canzian
contesto di una delle “ancorette” dal Ponte San Canzian
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E perchè porterebbero fortuna?

La risposta è tanto semplice quanto schietta: “Portano fortuna perché, se possiamo farle tintinnare toccandole, significa che siamo ancora in vita e che nessuno avrà motivo di traghettarci verso l’isola di San Michele, il cimitero cittadino.”

Un pensiero tanto macabro quanto intriso di pragmatismo veneziano, dove ogni gesto, anche il più semplice, si intreccia con la storia e le tradizioni della Serenissima.

Tra l’altro se cercate fortuna a Venezia dovete andare anche a toccare il naso nero del “Sior Rioba” scoprite di più cliccando qui.

In conclusione:

Le ancorette del Ponte San Canzian sono molto più di un semplice dettaglio nascosto di Venezia: intrecciano storia, leggende e un pizzico di superstizione. Oggi, da simbolo di una giustizia severa e spettacolare, sono diventate un talismano portafortuna, ricordandoci quanto sia preziosa la vita. Toccare queste ancore non è solo scaramanzia, ma un modo per avvicinarsi alla storia viva di Venezia.

mappa venezia

In questa città ricca di misteri e di segreti, ogni vicolo nasconde un aneddoto prezioso da tramandare, e la mia missione è cercare di incuriosirvi e regalandovi, una tessera di puzzle per volta, un quadro variopinto della storia locale da un punto di vista inedito. Continuate a seguire questa rubrica e lasciatevi incantare dalle meraviglie di Venezia, un passo alla volta.

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