Cos’è una fotografia…? La foto di strada

Spesso quando sentiamo parlare di fotografia di strada, la celeberrima street photography, cadiamo in un mondo immaginifico in cui distinguiamo ben poco di ciò che possa rappresentare.

Effettivamente la fotografia di strada si può declinare in svariate modalità, una vera moltitudine di sottogeneri che hanno un tratto comune: ritrarre la realtà nel suo contesto più spontaneo, come ad esempio luoghi pubblici.

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Il passante tra le calli – Caorle 2020

Ne sono esempio la foto qui sopra e la seguente, in cui ho immortalato un passante tra le calli di Caorle stando appostato e pronto a scattare al momento propizio (ovviamente è consigliabile sfocare il volto ove apparisse in maniera riconoscibile) ed un pescatore intento a sistemare le reti.

Un aspetto fondamentale delle fotografie “street” è la leggibilità della dinamica, se ritrarrete un soggetto statico, od in modo inappropriato, potreste non ottenere lo stesso potere comunicativo di qualcuno che sta vivendo il proprio istante.

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Sistemando le reti

La fotografia di strada, come tutti i generi, permette ampissimi margini di creatività e libertà d’azione, ma ricordate sempre che il racconto che volete far trasparire non dovrà mai essere lesivo della dignità di coloro che ritrarrete e, tantomeno, avere finalità di denigrare il prossimo.

Buona luce!

 

Cos’è una fotografia…?

Ci sono svariate domande che, almeno una volta nella vita, un fotografo, appassionato o professionista, si potrà porre nell’arco delle sue esperienze. Una di queste è: cos’è una fotografia?

Se ci rifacessimo alle definizioni il suffisso FOTO significherebbe “luce” o si riferirebbe ad essa;

Ma nella sua essenza primaria per noi altro non è che un istante, cristallizzato con teniche di acquisizione e stampa, analogiche o digitali, che ne renderanno durevole la memoria.

Ma oltre al lato fisico, e visivo dunque, in una foto sono contenuti sentimenti, sensazioni, profumi, ricordi, miriadi di opzioni; quasi come un punto attraverso cui passano infinite possibilità interpretative.

Ma semplificando una mia interpretazione della questione vi allego a questo articolo uno scatto “rubato”, opera di mia moglie durante il nostro viaggio di nozze in Toscana a settembre 2019.

In questo scatto lei ha cristallizzato la mia idea di “fotografia”, che così riassumo: “catturare istanti luminosi del nostro scorrere vitale”.

Grazie Silvia ❤️ per questa foto e per l’ispirazione che ne ho tratto.

31/12/2019

Un anno che si chiude 📆 , chissà quante emozioni, ricordi, gioie o dolori ciascuno di noi ha attraversato.

Eppure il tempo è una misura plasmata dall’uomo per rendere “visibile” e misurabile lo scorrere ⏳ dell’esistenza.

Vero che nell’intimitá della materia tutto scorre 🌅, riferendomi al “panta rei” di Eraclito, o al più moderno, ma settecentesco: “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” citando Lavoisier.

Cosa io intenda forse vi chiederete? Ebbene il messaggio 📝 è questo: lo scorrere vitale, scandito appunto dal tempo ⏳ , altro non è che l’alternarsi di scelte che dipana il nostro percorso terreno.

Quello che auguro a ciascuno di voi 🙋🏻‍♀️🙋🏻‍♂️, cari Lettori, è che il 2019 sia un bagaglio 📦 lieto da portare attraverso, l’ormai prossimo, 2020.

Perchè tante volte la felicità 🙂 passa dall’esperienza o dal non reiterare gli errori ⛔️ che rendono pesanti i nostri bagagli 📦.

Sereno e felice 2020 a tutti voi 🥂🍾

Un sorriso 😊.

Edoardo

Komorebi – Il libro: Cartaceo o Ebook

In evidenza

Per chi frequenta questo spazio dagli inizi i “Komorebi” sono già cosa nota, per chi li scoprisse solo ora invece, devo una breve introduzione.

I Komorebi sono brevi poesie figlie della contemplazione
del circostante e, talvolta, di quella interiore.

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La copertina dell’opera, disponibile online ed anche stampata

La scelta di questa parola giapponese come titolo, è il frutto della ricerca di un termine che andasse oltre il suo significato intrinseco e dunque valesse più della parola con cui lo si esprime.

ECCO DOVE TROVARE L’EBOOK O RICHIEDERE LA VERSIONE CARTACEA

Con Komorebi, i giapponesi, indicano la luce del sole che filtra attraverso le fitte foglie degli alberi.

Proprio come fanno i nostri pensieri che, valicando la nostra foresta interiore, vengono filtrati fino ad illuminare, secondo la nostra coscienza, il cammino.

I Komorebi altro non sono che brevi componimenti poetici o riflessioni intorno alla vita ed alla natura od anche alle sensazioni ed ai sentimenti. Traggono ispirazione dalla volontà di essere brevi e concisi, talvolta netti nella ritmica, come gli epigrammi di antica memoria.

Questa per me è certamente una sfida affascinante, in quanto sin da adolescente sono dedito alla scrittura, particolarmente in forma di poesia, ma, mai prima d’ora ponendo un vincolo di sinteticità che rendesse a tratti il messaggio tanto breve quanto intenso.

Una sorta di fugace e repentina via d’uscita dalla realtà che in un lampo si dissolve tra le nostre dita…

Buona lettura amici e grazie per commenti, like e condivisioni.

Edoardo

PS In passato, figlia di una creatività giovanile scrissi anche un breve romanzo, se volete scoprire di più eccovi il link – Devo dirti una cosa…

 

 

I guerriglieri dei fiori… “Seed Bombs”

Ciao a tutti!
Oggi vi voglio raccontare qualcosa di nuovo e, sotto certi punti di vista, decisamente insolito…

Avete mai sentito parlare delle “Seed Bombs?” – letteralmente le Bombe di semi -.
Se fate parte della categoria: “No, non lo so proprio, mai sentito”, ecco allora che vi spiego, prima di tutto, in cosa consiste una di queste bombe floreali.
Se invece fate parte del minuto popolo eletto che, pur non conoscendone ogni segreto, sa di cosa sto parlando saltate pure al capoverso successivo.

herder3 for commons.wikimedia.org

Ecco una seed bomb! L’arma di disseminazione di massa (:

Definizione di: SEED BOMB –> pratica che consiste nel creare dei sacchi (spesso di juta) o delle sfere argillose ripiene di semi (di qualsivoglia tipologia) per poi scagliarli, abbandonarli, piantarli entro terreni incolti, spazi urbani in decadimento, architetture o luoghi abbandonati e molto, molto di più.

Di cosa è fatta una SEED BOMB?
Nella maggior parte delle “ricette” troveremo:

  • Argilla essiccata 
  • Semi
  • Argilla di fiume
  • Compost 
  • Acqua

e poi?

<<Dopo aver mescolato l’argilla di fiume all’argilla essiccata, creare un dischetto – con questo composto – su una superficie piana. Cospargerla di abbondante compost, che renderà più facile lo sviluppo dei semi. Inserire all’interno, appunto, i semi che si sono scelti (ne basteranno tre o quattro) e aggiungere qualche goccia d’acqua. Facendo attenzione a non far fuoriuscire i semi, dare una forma sferica al tutto. Una volta ottenuta una pallina, questa potrà essere passata nel compost fino ad esserne interamente coperta>>.
(come suggerito in questo bellissimo articolo: articolo dal sito “festival del verde e del paesaggio”)

Ma cosa spingerebbe delle persone a creare delle vere e proprie “Bombe di semi”? Principalmente il riconoscere in questa pratica una forma di protesta nobile e civile contro lo sfruttamento, spesso seguito dalla cementificazione selvaggia delle nostre città.
Gli autori di questa pratica lo definiscono: “Guerrilla Gardening” una sorta di giardinaggio d’assalto, a tratti reazionario.

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Risultati di una intensa “guerrilla gardening” – Foto di Marie Viljoen.

L’idea per quanto possa sembrare figlia di tempi moderni in realtà pone le sue, scusate ma devo dirlo, radici (: in tempi molto remoti. Alcune testimonianze ci riportano addirittura ai tempi delle tribù dei nativi americani, che usavano queste creazioni per proteggere i campi dove seminavano il raccolto, distogliendo così i predatori volatili con un ricco buffet, appunto quelle che oggi chiamiamo SEED BOMB.

Ma oggi con quale tema possiamo spiegare questo movimento? Semplice! Con la necessità crescente di introdurre piante e forme vegetali dove cominciano a latitare, attraendo insetti quali le api, creando delle macchie di verde dove prima il terreno era arido.

Spero di avervi fatto scoprire qualcosa di interessante, dunque cosa aspettate? Raccontatelo ai vostri amici, seguite questo blog, scopritene i contenuti e… CONDIVIDETE!

Ricorda, non farti tentare dall’idea di “dichiarare guerra” al vicinato a colpi di semenze… Questo articolo vuole essere foriero di ispirazione per “l’assalto artistico” a luoghi dismessi o sotto agli alberi, nei campi incolti.

fonti e licenze:
– Immagine 1 – Herder3 [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)%5D
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– Ricetta flower bomb: –> festivaldelverdeedelpaesaggio.it/come-costruire-seed-bomb

– Immagine 2 – Fotografia di Marie Viljoen, visitate la sua pagina per saperne di più sull’argomento.

– Fonte: https://www.bloglovin.com/blogs/gardenista-sourcebook-for-outdoor-living-3748417/diy-make-your-own-wildflower-seed-bombs-6274665787