Vite intrecciate

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Nelle notti senza luna

E nei giorni più bui

Mentre la tua anima fragile

Ingrigisce al ritmo delle nubi

Pasci il tuo cuore

Di un pensiero dolce

Me e te

amore e poesia

Dolce e amaro

Chiaro e scuro

Caldo e freddo

Ció che tu non hai

È in me e ció che non ho

Solo in te, è

Scavando il tuo inconscio

Esplorando il tuo spirito

Respirando il tuo corpo

Voleró tra cemento e rovi

È qui che abbiamo il nostro nido

Tra cielo e mareggiate

Le nostre vite giacciono intrecciate

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Di cosa è fatto un caffè?

Non so voi, ma personalmente reputo che dietro una tazzina di caffè ci sia molto di più di una semplice polvere compressa in una moka od all’interno di una capsula.
Dentro un caffè passano, come attraverso un punto, infinite storie, aneddoti ed emozioni.
C’è l’amore di chi, con dedizione o per necessità, coltiva e cura le piante che danno i frutti ed i semi che poi, attraverso una filiera spesso intercontinentale, ci fanno arrivare un aroma inconfondibile nella tazza.
E poi quante volte incontrando una persona cara, un amico od anche solo per affari abbiamo detto: “Ti offro un caffè?”.
Il caffè è l’attore non protagonista di tante storie, di istanti condivisi e ricordi.
Basti pensare a quando, nel pieno della nostra routine, decidiamo di andare a bere un caffè proprio in quel bar, su quel bancone, a quello che sentiamo essere il nostro posto, angolo, millimetro ideale.
L’adorabile consuetudine che ci riempie il cuore e che, tra una chiacchiera e l’altra con il/la barista, ci dà uno spunto in più per affrontare il resto della giornata.
Sono un bevitore assiduo di questa bevanda e, come traspare, quando posso scelgo sempre lo stesso caffè, anche quando so che potrei trovarne uno altrettanto buono a pochi passi di distanza. Il motivo è presto spiegato, il caffè è un rito e come tale deve buona parte del riverbero del suo gusto alle sensazioni che si vivono mentre lo si consuma.

Dedico questa riflessione a degli amici che, nei giorni scorsi, si sono visti spostare di sede lavorativa o lasciati a casa dopo la chiusura di uno dei bar che frequentavo.. solo in quell’istante ho realizzato che, bontà del prodotto a parte, sceglievo quel caffè soprattutto grazie a loro.

 

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Un caffè, a chiusura di un lauto pranzo a Caorle.

caffè s. m. [dal turco kahve, che è dall’arabo qahwa «vino; bevanda eccitante»]. – 1. Nome di alcune specie di piante del genere Coffea, dai cui semi, torrefatti e macinati in polvere, si ricava per infuso la nota bevanda. (fonte enciclopedia online Caffè – Treccani)

 

Komorebi

🌳Komorebi🌳: una parola giapponese che significa “luce che permea attraverso i fitti rami degli alberi”. Quindi in questa forma trova sfogo un modo diverso di canalizzare il mio flusso di pensiero, un modo sintetico di esprimere emozioni ed al contempo di abbinarle a delle foto scattate negli anni lungo il mio cammino.

Un canale dunque di poesia, riflessioni e foto..

Scopritene di più… –> Instagram <–

ed eccovi un esempio

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Pellestrina, l’isola che… c’è!

Oggi vi voglio parlare dell’isola di cui sono originario: Pellestrina – San Pietro in Volta…

“Immaginate una striscia di terra che si dipana, con qualche ansa qua e là, per una lunghezza di circa 11km e che sia larga, mediamente 100m (con punti di minimo di poche decine di metri). Un territorio così fragile a livello strutturale diventa, insieme al più vasto Lido di Venezia, uno dei due baluardi costituiti da terre emerse a tutela di Venezia e della sua meravigliosa Laguna. Ci troviamo a Sud della Serenissima e poco distante (una bocca di porto a sud) troviamo la più famosa Chioggia. Pellestrina nel 1966 è stata colpita da una grande alluvione 🌊 e ancora oggi, i residenti più anziani,

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ricordano quel catastrofico evento dicendo nel dialetto locale alcune semplici parole: “s’ha tocà el mare co la laguna” (cioè il mare ha toccato la laguna). Sarebbe banale definire questo territorio solo pittoresco, infatti ogni anfratto è permeato da tradizioni tramandate da tempi immemori e, come in altre isole lagunari, spiccano i diversi colori delle casette 🏠 che si affacciano sulla laguna e si declinano fino al mare. Il valore aggiunto però rimane la Gente del posto, cordiale, generosa, talvolta rustica e spontanea. I più fortunati, magari facendo una bella pedalata mattutina durante un periodo di villeggiatura, possono imbattersi, lungo il fronte lagunare, nei pescatori che vendono, al minuto, i frutti della pesca svolta nottetempo direttamente dalla sponda delle loro imbarcazioni. Per chi invece preferisce siano altri a preparare le specialità ci sono un buon numero di ristoranti tra cui quelli “Da Nane” o “Da Memo” a San Pietro in Volta e “Da Celeste” a Pellestrina, solo per citare i più famosi. Non mancano sorprendenti locande dove mangiare e/o dormire, come la Locanda Stravedo o ristori con piccola cucina, tutti da scoprire. I ristoranti 🐙🦑🦐🦀ovviamente si basano su menù costruiti intorno al pescato locale che giornalmente viene fornito da pescatori di fiducia isolani. Ideale poi, per chi volesse vivere un’esperienza più intensa, frequentare l’isola nei periodi delle varie sagre paesane, la più sentita si svolge nei primi giorni di agosto e festeggiando la ricorrenza dell’Apparizione della Madonna (da cui deriva il soprannome “Chiesa della Madonna dell’Apparizione” della chiesa di S. Vito), in queste occasioni vengono allestiti stand gastronomici dove con pochi euro si possono consumare piatti tipici di pesce e altre primizie marine fresche.
Le spiagge, sabbiose perlopiù, si spalmano lungo tutti gli 11km dell’isola e sono libere, quindi meglio dotarsi di teli mare e all’occorenza di un ombrellone
🏖.
Per un dolce ristoro ci sono tre gelaterie (due a Pellestrina e una a San Pietro in volta) e svariati bar lungo tutto il percorso lagunare.
Caratteristiche e degne di una visita anche le numerose chiese presenti nell’isola (circa 5). Menzione speciale anche per l’Oasi LIPU
🌈🐿🦔🐞🐥 (per la presenza dell’uccello fratino all’interno della macchia di bosco presente e di altra fauna tipica) di Cà Roman dotata di piccolo bar e spiaggia libera, tale località, appendice di Pellestrina, è a pochi minuti di navigazione da #Chioggia ed è collegata a #Pellestrina sia dal #Murazzo (è proprio la zona dove il #mare e la #laguna si sfiorano maggiormente e camminandovi sopra si ha la sensazione di essere avvolti dalle acque) che dai mezzi pubblici (fermata su prenotazione o solitamente sempre effettuata nelle stagioni primavera ed estate).
Un’ultima annotazione, se vi avventurerete per le “calli” (le viuzze – o corti) dell’isola potreste anche imbattervi in qualche signora che lavora al “
#Tombolo“, uno dei fiori all’occhiello dell’artigianato locale, che permette di produrre meravigliosi Merletti 💎 molto simili a quelli più famosi di Burano, oppure di trovare qualche pescatore intento nel rattopare o stendere al sole le sue reti.
L’isola che non c’è, non è mai stata così vicina”.
🎉🎉🎉🎉

Una postilla a questo articolo, vi lascio con una mia poesia, scritta nel 1998 e dedicata alla mia isola natale, il titolo è “Laguna”:

Laguna

luogo incantevole
a parole indescrivibile
in cui si tuffa il sole
del quale rifletti il colore
mentre tramonta
e ci fa l’occhiolino dal pelo dell’acqua;
ci son giorni in cui sembri oro
altri in cui sei smeraldo
altri in cui non c’è orizzonte
e tu sei azzurra come il cielo
e gli stormi di candidi gabbiani
son le tue nuvole.
Una cosa in te non cambia mai
è la tua bellezza…

Update 31/10/18

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